La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, agosto 11


«Per vivere costretti al secondo lavoro»
La Tribuna di Treviso del 09/08/2008 ed. Nazionale p. 18

Sindacati degli infermieri contro Brunetta: «Ai medici è permesso»
Infermieri delle Asl costretti al doppio lavoro dal carovita, l'inflazione e gli stipendi bassi. Ma per i dipendenti pubblici il doppio-lavoro è illegale e con le nuove norme in materia di pubblico impiego i rischi sono più elevati. Questa la denuncia dei delegati sindacali Rdb dell'Asl 9 di Treviso, che muovono un attacco al decreto-legge 112 del ministro, Renato Brunetta. «Il fenomeno del doppio lavoro è diffuso fra i dipendenti di tutte le aziende sanitarie - spiega Federico Martelletto, rappresentante della sigla sindacale - Ora, però il dipendente pubblico rischia perfino il licenziamento. Non si capisce perché i medici dipendenti, anche loro dell'Asl, siano invece autorizzati a svolgere attività private». Le condizioni che costringerebbero gli infermieri a cercare un secondo impiego sono chiare. «Il caro-vita erode il salario - continua Martelletto - Il rinnovo dei contratti per gli infermieri avviene con anni di ritardo. Infine, la maggior parte delle attività delle Asl sono svolte da personale qualificato, che svolge un lavoro sulle 24 ore per 365 giorni all'anno. Tutto questo per guadagnare 1.500 euro al mese». L'attacco alle nuove norme sul pubblico impiego si muove però su più fronti: gli infermieri non ci stanno ad essere etichettati come «fannulloni». «Dai dati non risulta che ci sia un ricorso abnorme alla malattia fra gli infermieri - continua Martelletto - Piuttosto si deve tener conto che le carenze croniche di personale, dovute al blocco delle assunzioni e al contenimento dei costi e che comporta un carico di lavoro eccessivo per il personale, che si traduce in riposi negati, turni modificati, ferie sospese, orari di lavoro che raggiungono le 12 ore continuative. Il sospetto è che si vogliano ridurre i servizi per i cittadini». (l.c.)

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