La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, giugno 30


A Torino, corsi di Shiatsu per infermieri


Shiatsu, in giapponese, significo “dito” (shi) “pressione” (atsu), quindi: “pressione esercitata con le dita”. Questa è la particolarità che lo distingue dalle altre tecniche. Perciò non è appropriato definirlo come un semplice massaggio.Per chi desidera avvicinarsi allo shiatsu, l’istituto Itado Shiastsu ed il centro Tao Shiatsu, assieme al Collegio Ipasvi di Torino, propongono un percorso progettato sulle esigenze specifiche degli infermieri, che comprende un corso completo (a partire dal 24 settembre 2008) e un corso di “Autoshiatsu e riduzione dello stress” (a partire dal 14 gennaio 2009), con lo scopo di imparare delle tecniche pratiche immediatamente utilizzabili a casa e al lavoro.

SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE, EUGENIA ROCCELLA HA DETTO,
" RIVALUTARE RUOLO INFERMIERI"

Roma, (Adnkronos Salute) - La professione degli infermieri soffre di "una svalorizzazione, a cui bisogna porre rimedio". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella,nel saluto agli infermieri riuniti al Sanit a Roma per il convegno 'Integrazione e nursing transculturale' organizzato dall'Ipasvi (Federazione nazionale dei collegi degli infermieri). Per Roccella, "l'attività degli infermieri di assistenza e cura all'interno del Sistema sanitario nazionale è importante quanto quella che porta alla diagnosi e alla decisione della terapia. Il loro ruolo è fondamentale come quello dei medici". Purtroppo pero' il ruolo di questi professionisti è molto svalutato. "E' un problema legato allo svilimento - ha spiegato Roccella - della cultura della cura e dell'accudimento". Un problema dunque culturale, anche se non mancano "motivi legati all'organizzazione sanitaria". Questo mestiere però "va caricato di nuovi valori, va sicuramente professionalizzato al meglio anche per garantire il diritto di cura e di assistenza umanizzata a tutti". La Roccella ha sottolineato l'importanza della presenza di infermieri di diverse nazionalità nel nostro Paese "una sorta di internazionale della cura che puo' servire a dare anche un valore diverso e piu' profondo all'integrazione". Roccella infine ha assicurato da parte delministero del Welfare "il massimo di attenzione alle richieste della categoria". Un impegno accolto positivamente dall'assemblea che ha pero' sottolineato, attraverso le parole del presidente del collegio Ipasvi di Roma Gennaro Rocco, "l'intenzione degli infermieri a vigilare perché le promesse siano mantenute".

AdnKronos Salute

martedì, giugno 24

Aborti clandestini,4 fermi a Napoli
Indagini su tre medici e una segretaria

(Discriminazione, Infermiera definirla Segretaria)
Articolo del 24.06.2008 tratto da TGcom.mediaset.it

Due medici ginecologi, un anestesista ed una segretaria ritenuti responsabili una serie di aborti clandestini sono stati sottoposti al provvedimento di fermo dai carabinieri di Napoli. Nel corso di indagini, i carabinieri hanno accertato che i due ginecologi, con l'aiuto dell'anestesista e della segretaria, hanno praticato una serie di interruzioni di gravidanza nello studio privato di uno degli operatori sanitari.
Gli indagati
Le persone sottoposte a fermo sono il ginecologo A. D. R, 61 anni; il ginecologo L. L., 57 anni, in servizio nel reparto di ostetricia dell'ospedale San Paolo di Napoli; l'anestesista V. G., 68 anni, e la segretaria di L., M. C. P., 54 anni. Il San Paolo, struttura pubblica, è risultato tuttavia del tutto estraneo agli aborti clandestini, che secondo l'accusa avvenivano nello studio privato di L. , in corso Vittorio Emanuele.
Un'accusa di violenza sessuale
La posizione più grave è quella di L. che avrebbe costretto una donna straniera che si era rivolta al ginecologo per un aborto illegale, ad un rapporto sessuale. In cambio il medico avrebbe praticato uno sconto sul prezzo dell'interruzione di gravidanza.
IVG in un ambulatorio privato
I quattro sono accusati di essersi associati per commettere interruzioni di gravidanza in violazione alle disposizioni della legge 194 del 1978. I carabinieri hanno accertato che le interruzioni di gravidanza avvenivano in ambiente non ospedaliero ed in particolare nello studio privato di uno degli operatori sanitari. Uno dei medici è ritenuto anche responsabile di violenza sessuale poichè, approfittando dello stato di bisogno di una straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale, l'aveva costretta ad un rapporto intimo.
Paziente mandate all'estero
Nello studio privato venivano praticate le interruzioni di gravidanza entro la 14° settimana. Mentre pazienti oltre la 14° settimana venivano dirottate in strutture ospedaliere spagnole o inglesi, poiché in quel caso l'operazione sarebbe stata troppo rischiosa da effettuare in ambulatorio.
Tutto è partito dalla denuncia di un medico
L'inchiesta sugli aborti fuorilegge, coordinata dalla procura di Napoli, è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale. L'indagine è partita dalla denuncia di un medico napoletano che avrebbe segnalato agli inquirenti notizie in suo possesso su interruzioni di gravidanza clandestine praticate da alcuni suoi colleghi. Sono seguiti mesi di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, controlli e, infine, interrogatori di indagati. Gli inquirenti hanno anche sequestrato nel reparto di L. i registri delle prenotazioni delle interruzioni volontarie di gravidanza e quelli dei farmaci utilizzati durante gli aborti. Vogliono verificare se alcune delle pazienti in lista d'attesa al San Paolo fossero state in seguito operate privatamente dal ginecologo, e se L. abbia o meno utilizzato nel suo studio medicinali prelevati in ospedale.
Dai 500 ai 2.500 euro per un aborto
D. R. - che, secondo quanto riportato dall'agenzia Agi, era già stato sospeso dal servizio più volte perché coinvolto in altre indagini - avrebbe smistato le pazienti a L,, medico responsabile del servizio IGV al San Paolo di Napoli così come G. Era nello studio di quest'ultimo, in cui prestava servizio di segreteria M. C. P. che venivano praticati gli aborti illegali senza indagini preventive e senza garanzie sanitarie anche in anestesia totale con un sopraprezzo rispetto alla tariffa ospedaliera. Gli aborti clandestini costavano dai 500 euro per quelli senza anestesia ai 2.500 euro per i casi di urgenza o riservatezza.
Segretaria tuttofare (NON SI CAPISCE SE E' UN INFERMIERA)
La donna, oltre a fissare gli appuntamenti e occuparsi delle forniture di farmaci e strumenti necessari agli aborti, a volte prendeva parte agli interventi sostenendo le pazienti che affrontavano l'esperienza in solitudine.

lunedì, giugno 23

In corsia meno farmaci più cuore
(che bello !! adesso anche i medici saranno al capezzale del malato per consolarlo)

Insomma, la ricetta del 'vecchio' dottor Kildare vince sul cinismo del moderno 'collega' televisivo, dottor House. "Il futuro della medicina passa anche attraverso una profonda riscoperta del rapporto umano nelle dinamiche tra il medico e il paziente, con meno freddezza e maggiore empatia, per entrare in sintonia con chi soffre". Ne sono convinti gli organizzatori del convegno 'L'arte della Medicina. tra neuroscienze e mondo delle idee', che la Fondazione dell'Istituto neurologico Casimiro Mondino di Pavia ha in programma lunedì pomeriggio, presso il Collegio Cairoli (Pavia). L'iniziativa, promossa in collaborazione con lo Iuss (Istituto Universitario di Studi Superiori) di Pavia e l'Ifsn (International Functional Neurology Society), vuole offrire uno spunto di riflessione inedito sul mondo medico e sanitario, destinato ad uscire dagli schemi prefissati della ricerca scientifica. A partire dalle 16.45 interverranno, fra gli altri, Giancarlo Cesana (ordinario di medicina e chirurgia presso l'Università degli Studi Milano Bicocca), Egidio Moja (ordinario di Psicologia alla facoltà di Medicina, polo universitario del San Paolo), Stefano Bastianello, direttore del Servizio di neuroradiologia dell'Università di Pavia. Ma cosa significa 'fare medicina' oggi? Al centro di tutto c'è la parola e il dialogo, "fondamentali anche nel rapporto tra medico e paziente - sottolineano gli ideatori dell'evento - E se le serie Tv sembrano premiare addirittura il cinismo di alcuni camici bianchi, si pensi al celebratissimo doctor House, presto la realtà ospedaliera sarà fatta di rapporti interpersonali più profondi". "Le parole fanno la differenza - spiega Giuseppe Nappi, direttore scientifico dell'Istituto Mondino - perché esprimono empatia, compassione oppure freddezza e lontananza a prescindere dai contenuti. E per realizzare appieno la propria missione, è necessario che il medico torni a curare le persone considerandole esseri umani: una cosa è la ricerca e l'attività di laboratorio, un'altra invece è la persona cui arriva l'opera del medico".

Consiglio di Stato
Rilascio cartella clinica agli eredi

Anche nella disciplina in materia di protezione dei dati personali è rinvenibile una apposita norma (articolo 82 d.lgs. n. 196 del 2003) che, con riferimento all'informativa ed al consenso al trattamento dei dati personali, stabilisce che questa possa avvenire successivamente all'intervento dell'operatore sanitario, in caso di " impossibilità fisica, incapacità di agire o incapacità di intendere o di volere dell'interessato, quando non è possibile acquisire il consenso da chi esercita legalmente la potestà, ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l'interessato". Ora, se i congiunti hanno titolo ad interloquire in questioni così rilevanti concernenti la conservazione della salute, allorché il familiare ancora in vita sia nell'impossibilità di provvedervi personalmente, a maggior ragione essi devono ritenersi legittimati dopo la sua morte ad acquisire le informazioni di carattere sanitario in possesso dell'Amministrazione. Anche perché, ove così non fosse, i congiunti del paziente deceduto non potrebbero neppure acquisire quelle informazioni di carattere preliminare necessarie per chiarire eventuali dubbi circa l'efficienza del servizio prestato e l'efficacia e delle cure prestate al loro congiunto.
(Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net )

domenica, giugno 22

FINANZIARIA TRIENNALE 2009-2011

ECCO LE NOVITA' DELLA FINANZIARIA
TRIENNALE 2009-2011

Roma, (Adnkronos Salute) - La manovra Finanziaria triennale (2009-2011), approvata ieri nel Consiglio dei ministri lampo, contiene alcune novità anche in campo sanitario. Le linee di indirizzo per i prossimi anni si muovono in due direzioni: da un lato avviando la semplificazione del rapporto cittadino-strutture sanitarie, per liberare la salute dalla burocrazia 'di carta'; dall'altro riorganizzando enti e organismi vigilati dal ministero del Welfare, per favorire una maggiore efficacia della loro azione e una riduzione dei costi per il loro funzionamento. Questi i capitoli 'toccati' dalla manovra: SEMPLIFICAZIONI - Secondo questo schema, per raggiungere il primo obiettivo sono previste numerose semplificazioni. In materia di certificazioni sanitarie, per modificare procedure divenute ormai obsolete ed eliminare certificazioni superate dalla evoluzione tecnico-scientifica, ma anche per le procedure autorizzative sanitarie. Ad esempio l'abolizione di autorizzazioni sanitarie per le imprese alimentari. Ulteriori semplificazioni di certificazioni dovranno essere individuate attraverso apposite intese sancite in sededi Conferenza unificata Stato-Regioni e autonomie locali. RIORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI - Per ottenere la riorganizzazione di enti e organismi, invece, la manovra Finanziaria ha attribuito una delega al Governo. Tra le strutture comprese in questa misura c'è l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Assr), l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl), gli Istituti zooprofilattici sperimentali (Izs), la Croce rossa italiana (Cri), la Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt). L'idea dell'Esecutivo è quella di semplificare l'organizzazione amministrativa degli enti e ottimizzare e razionalizzare i costi di gestione. IMMIGRATI - Della manovra sanitaria fa parte anche una specificadisposizione, finalizzata a ridurre il costo delle prestazioni sanitarie a favore dei cittadini neocomunitari, che attualmente in base alla vigente normativa (Testo Unico sull'immigrazione) usufruiscono di prestazioni più favorevoli rispetto a quelle utilizzabili nel Paese di provenienza. Prestazioni peraltro riservate a cittadini extracomunitari, con conseguente, pesante incidenza sui costi del Ssn. TICKET - Infine, la Finanziaria triennale non contiene alcuna ipotesi di nuovi ticket, o aggiuntivi. Ma il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, ha spiegato che per scongiurare i ticket il Governo "deve garantire la copertura finanziaria di 834 milioni di euro", necessaria a coprire lamancata introduzione di quelli da 10 euro su alcune prestazioni.

venerdì, giugno 20

Carta dei diritti dei pazienti europei



Ecco la “Carta dei diritti dei pazienti europei”
Un’idea realizzata assieme a Cittadinanzattiva



Sono14 e illustrano i diritti inalienabili del paziente che ogni Paese della Ue dovrebbe garantire.
Ecco, nel dettaglio, la Carta europea dei diritti del malato.


Il diritto a misure preventive. Ogni persona ha il diritto ad interventi adeguati per prevenire le malattie.
Diritto di accesso. Tutti, senza discriminazione di disponibilità economiche, luogo di residenza, tipo di malattia o tempo di accesso ai trattamenti hanno il diritto ad accedere ai servizi sanitari di cui necessitano.
Diritto all’informazione. Ogni persona ha il diritto ad accedere a tutti i tipi di informazioni relative al suo stato di salute, ai servizi sanitari e a tutto ciò che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica rendono disponibili.
Diritto al consenso. Ogni persona ha il diritto ad accedere a tutte le informazioni capaci renderlo partecipe delle decisioni che riguardano la sua condizione.
Diritto alla libera scelta. Ogni persona ha il diritto di scegliere liberamente tra le diverse procedure di trattamento personale.
Diritto alla privacy e alla confidenzialità. Ogni persona ha il diritto alla privacy e alla confidenzialità sui propri dati personali, così come alla protezione della sua privacy durante l’attuazione di esami diagnostici, visite specialistiche e trattamenti medici e chirurgici.
Diritto al rispetto dei tempi dei pazienti. Ogni persona ha il diritto di ricevere il trattamento di cui necessita entro un periodo di tempo rapido e prestabilito.
Diritto all’osservanza di standard di qualità. Ogni persona ha il diritto ad accedere a servizi sanitari di alta qualità in base a precisi standard.
Diritto alla sicurezza. Ogni persona ha il diritto di non subire danni provocato da cattivo funzionamento dei servizi sanitari, da negligenza colposa ed errori dei medici e di accedere a servizi e trattamenti che garantiscano alti standard di sicurezza.
Diritto all’innovazione. Ogni persona ha il diritto di accedere a procedure innovative, secondo gli standard internazionali.
Diritto ad evitare sofferenze e dolore non necessari. Ogni persona ha il diritto ad evitare dolori inutili.
Diritto ad un trattamento personalizzato. Ogni persona ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici adattati il più possibile a lei.
Diritto alla denuncia. Ogni persona ha il diritto di avanzare denuncia qualora abbia subito un danno e di riceverne risposta.
Diritto al risarcimento. Ogni persona ha il diritto di ricevere, in breve, un equo risarcimento qualora abbia sofferto un danno fisico, morale e psicologico causato da un trattamento sanitario.

L’ospedale di Circolo di Busto Arsizio
premierà i migliori infermieri

Con due bandi di concorso, che ne spiegheranno modalità e criteri di valutazione, l’Ospedale di Circolo di Busto Arsizio premierà, nei prossimi mesi, i migliori infermieri - e le équipe di assistenza della propria azienda -, per stimolare l’approfondimento dei temi relativi ad etica e qualità nelle relazioni coi pazienti.“L’azienda - ha spiegato il direttore generale, Pietro Zoia - assieme all’Università ed ai Collegi professionali, desidera contribuire alla formazione di una maggiore consapevolezza della sensibilità di un professionista chiamato a condurre relazioni di cura col malato.”In particolare, il primo premio avrà lo scopo di: “Valorizzare la miglior tesi del 2008, prodotta da un dipendente dell’azienda, a conclusione di un percorso di studi avente come argomento l’approfondimento dei criteri etici legati alla professione”.Entrambi i riconoscimenti saranno intitolati alla memoria di suor Bianca Silvestri, una persona che ha dedicato la propria vita agli ammalati, alla formazione infermieristica ed alla valorizzazione delle professioni di assistenza.La giuria sarà formata dal Comitato etico aziendale e dal Comitato di valutazione dell’ospedale. I due premi verranno conferiti l’11 febbraio del prossimo anno, in occasione della Giornata mondiale del malato, quando, per tradizione, l’ospedale di Busto Arsizio celebra i suoi dipendenti.

I dieci anni di Cives, infermieri per passione!


Soffierà su 10 candeline il Cives, il Coordinamento degli infermieri volontari promosso dall’Ipasvi per offrire uno strumento organizzativo capace di ottimizzare la disponibilità dei professionisti infermieri per l’intervento nei settori delle maxi-emergenze e della Protezione civile, in Italia e all’estero.Nata nel ’98, l’organizzazione è articolata in nuclei provinciali ed è composta esclusivamente da infermieri iscritti agli Albi Ipasvi. L’idea che nasce con Cives è quella di organizzare lo spirito di solidarietà dei professionisti, costruendo un sistema di intervento volontario che sappia esaltare la competenza e le specializzazioni degli infermieri. Non a caso, Cives dà visibilità agli infermieri che operano in Protezione civile. Oggi, grazie anche ai progressi normativi e all’operato di Cives, molti infermieri sono impiegati in attività di Protezione civile sia all’interno di Cives stesso che in altre associazioni, inseriti come professionisti in emergenze, quando c’è bisogno di personale sanitario qualificato.All’inizio, Cives nasce con una ventina di nuclei sparsi lungo lo stivale e muove i primi passi tra difficoltà (affrontando un farraginoso iter burocratico per accreditarsi) e problemi economici (non essendo iscritta nei registri del volontariato, le viene impedito di accedere ai sovvenzionamenti statali). Molti nuclei chiudono, ma c’è chi tiene duro e, con le esercitazioni di Protezione civile, arrivano anche i primi riconoscimenti istituzionali. Anche autotassandosi, alcuni nuclei acquistano delle divise e sempre più numerose sono le manifestazioni a cui Cives prende parte. Oggi, gli infermieri del Cives sono 300.Tra le esperienze più significative il primo corso di formazione in Infermieristica nelle catastrofi e maxi emergenze. In agenda, invece, la preparazione del Secondo Congresso nazionale, il 3 e 4 ottobre 2008 a Montichiari (Bs) in cui si discuterà di Soccorso integrato: scenari e sinergie.

Per informazionitel. 348. 0784004, tutti i giorni (ore 16.30-18.30).

mercoledì, giugno 18

SANITA' CAMPANIA: TRUFFA AL SSN, 8 DENUNCE A NAPOLI

Napoli, 17 giu. (Adnkronos Salute) - Cinque donne e tre uomini residenti a Scampia, quartiere a nord di Napoli, sono stati denunciatiin stato di libertà dalla magistratura con l'accusa di tentata truffa e falsità ideologica. In sostanza gli otto indagati, a partire dal 2007, allo scopo diottenere l'esenzione dal ticket sanitario con autocertificazione presentata al distretto 48 dell'Asl Napoli 1 avrebbero attestato falsamente di avere un reddito inferiore a quello previsto dalla legge.

martedì, giugno 17

Errori presto depenalizzati

Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio"Stiamo preparando un disegno di legge, o forse un decreto, per depenalizzare gli errori clinici". Lo ha annunciato il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, ieri a Milano durante l'Assemblea annuale di Assobiomedica. "Gli errori medici - ricorda Fazio - In Italia sono perseguibili penalmente oltre che a amministrativamente, al contrario di molti altri Paesi europei". In particolare, sottolinea, il rischio clinico è penale solo da noi e in Polonia. Dovremo allinearci agli altri Stati europei", conclude il sottosegretario, puntualizzando che "si tratta di un'ipotesi" e che al momento "non sono precisabili né i dettagli, né i tempi".

lunedì, giugno 16


Clinica degli orrori,
inchiesta si allarga


Intercettazioni, spuntano le mazzette.Interrogato l'ex contabile della clinica:

«C'era una busta per onorevole di An»
MILANOSi allarga l’inchiesta della magistratura milanese sulla Santa Rita aprendosi a nuovi fronti, come quello "politico", su possibili casi di corruzione ma anche con controlli su altri raparti e su altre cliniche private convenzionate. Nuovi interrogatori si sono svolti anche oggi nell’ambito dell’indagine che ha portato all’arresto di 13 medici, accusati, a vario titolo, di truffa al sistema sanitario nazionale, omicidio volontario e lesioni personali. I Pm Tiziana Siciliano e Grazia Pradella stanno sentendo un anestesista della casa di cura e, subito dopo, ascolteranno un suo collega. Se poi da una parte da 5, le morti sospette alla "Clinica degli orrori", potrebbero diventare molte di più (già si parla di 25), la stessa Regione Lombardia ha confermato ieri controlli su almeno altre 10 strutture sanitarie. E tra le pieghe delle intercettazioni spuntano anche accenni a "mazzette". Ne parla l’ex contabile della clinica, Domenico Lopriore, in un interrogatorio. «Ho visto alcune buste - aveva riferito ai pm - preparate dalla segretaria del notaio Pipitone, contenente delle somme di denaro da dare a terzi... ricordo che Pipitone un giorno ha chiesto alla sua segretaria se avesse preparato una busta per un onorevole di Alleanza Nazionale di cui non sono in grado di riferire le generalità». Nello stesso interrogatorio aggiunge che ci sono testimoni che possono confermare «che la busta avrebbe dovuto contenere circa 100 milioni di lire necessari per finanziarie Alleanza Nazionale, probabilmente alle elezioni politiche del 2003». «Verificheremo l’ipotesi di eventuali finanziamenti illeciti ai politici, ma, per il momento, non è aperto alcun fascicolo d’inchiesta su questo aspetto», affermano dalla procura di Milano. Intanto, alle prime polemiche sul ruolo di controllo della Regione, replica il Presidente Roberto Formigoni: «I controlli funzionano da diversi anni. Prendiamo provvedimenti ogni volta che emergono irregolarità sanzionabili da Regione Lombardia e facciamo segnalazioni alla Guardia di Finanza e alla Magistratura quando emergono rilievi di natura penale, che non competono a noi ma all’Autorità». Ma c’è anche chi difende la Santa Rita: sono diversi medici e infermieri della struttura: tra loro in queste ore c’è infatti una sorta di piccola riscossa, un moto di ribellione. Non vogliono sentir parlare di «Clinica degli orrori». «Qui ci sono persone che lavorano con amore e professionalità - rivendica Massimo Ripamonti, medico chirurgo, da 15 anni al Pronto Soccorso -; non dico che sia un paradiso: è un ospedale come tutti gli altri. Non esiste un ospedale perfetto, ci sono anche qui reparti di assoluta eccellenza, professionisti più o meno bravi, ma non è giusto che centinaia di persone di provata professionalità ed esperienza abbiano problemi di lavoro e vengano criminalizzati per colpa di pochi individui».

domenica, giugno 15


Ministro Sacconi illustra le linee di programma della Sanità


Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali Maurizio Sacconi ha tenuto la prima audizione presso la Commissione Igiene e sanità del Senato sugli indirizzi programmatici del Dicastero in materia di sanità lo scorso 5 giugno. All'Audizione ha partecipato anche il Sottosegretario di Stato del Dicastero Ferruccio Fazio. Il Ministro Sacconi ha parlato in primo luogo sull'utilità di una direzione politica unitaria delle amministrazioni precedentemente ricondotte a Ministeri diversi, alla luce di una rinnovata concezione del modello di tutela sociale, inteso quale Welfare delle opportunità, finalizzato a prevenire l'emergere di situazioni di bisogno, dotato del carattere di universalità ma non disgiunto da una opportuna personalizzazione e selezione degli interventi. Altro rilevante fattore a favore dell'unicità della direzione politica è costituito dall'esigenza di un necessario intervento nell'ambito della composizione della spesa sociale attraverso misure volte a riequilibrare l'allocazione delle risorse, con particolare riferimento alla spesa previdenziale, ritenuta eccessiva rispetto alle altre componenti. L'attuazione di un compiuto processo di federalismo fiscale, pone la necessità di assicurare un più efficace controllo della spesa, attraverso l'istituzione di una "cabina di regia" nazionale che operi in stretta collaborazione con le Regioni, avvalendosi di strumenti di monitoraggio sia di tipo qualitativo - con particolare riferimento ai livelli essenziali di assistenza (LEA) e alle liste d'attesa - sia di tipo quantitativo sulle dinamiche dei costi. Dopo essersi soffermato sulla profonda lacerazione tra Nord e Sud del Paese in termini di qualità complessiva delle prestazioni sanitarie, il Ministro ha sottolineato come la piena attuazione del federalismo fiscale interesserà la spesa sanitaria e opererà non solo attraverso deterrenti quali l'innalzamento della pressione fiscale a livello locale - peraltro sul solco delle misure delineate dal cosiddetto "Patto per la salute" - ma anche prefigurando ulteriori meccanismi sanzionatori, quale il commissariamento delle amministrazioni regionali, cui potrebbe - ha aggiunto - affiancarsi un'ipotesi di conseguente ineleggibilità. Tra le priorità del Dicastero vi è quella di valorizzare maggiormente le politiche di prevenzione, nonché di razionalizzare le risorse nel campo della ricerca e dell'innovazione, in accordo con il Ministero dell'istruzione, università e ricerca. Dopo aver riepilogato gli esiti finora conseguiti dalla Commissione d'indagine ministeriale sull'AIFA, assicura l'impegno del Dicastero a valorizzare e ridefinire i compiti dell'Istituto superiore di sanità e a riconsiderare il rapporto tra pubblico e privato, sia sul lato dell'offerta dei servizi sanitari (attraverso i sistemi di tariffazione orientati a standard qualitativi), che su quello della domanda (attraverso forme di autorganizzazione della domanda medesima). In tema di medicina generale e farmacie, auspica un incremento qualitativo della convenzione e una valorizzazione del loro ruolo di presidio socio-sanitario sul territorio. Dichiara di non condividere le politiche di deregolazione nelle modalità di distribuzione dei farmaci, che richiederebbero semmai interventi migliorativi. In conclusione, sottolinea l'esigenza di un costante monitoraggio della legge n. 194 del 1978, sull'interruzione volontaria di gravidanza, al fine di garantire la sua completa applicazione e preannuncia l'adozione di misure correttive delle nuove linee guida adottate dal precedente Ministro della salute in materia di procreazione medicalmente assistita.

sabato, giugno 14


NIENTE STRAORDINARIO DETASSATO: NUOVO ATTACCO AGLI INFERMIERI

DOPO IL GRAVE ATTACCO ALLA SALUTE ORCHESTRATO DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA CAMPANIA CON LA DELIBERA CHE RIDUCE IN MANIERA DRASTICA LA PRESENZA DEL PERSONALE INFERMIERISTICO NELLE STRUTTURE PRIVATE, UN NUOVO SCHIAFFO ALLA CATEGORIA ARRIVA DAL GOVERNO BERLUSCONI. CON L’ESCLUSIONE DEL PUBBLICO IMPIEGO DALLE AGEVOLAZIONI FISCALI SUL LAVORO STRAORDINARIO, SI OPERA UNA DISCRIMINANTE INACCETTABILE. MA SOPRATTUTTO, SI INTENDE COLPIRE I LAVORATORI DELLA SANITÀ E SEGNATAMENTE GLI INFERMIERI.

CAMBIA L’ORCHESTRA, MA LA MUSICA È LA STESSA

PER RISPARMIARE SULLE AGEVOLAZIONI PROMESSE SI COLPISCE UNA CATEGORIA GIÀ DA TEMPO TARTASSATA. IN ITALIA MANCANO 60MILA INFERMIERI. IN CAMPANIA 10MILA. EPPURE GLI OSPEDALI VANNO AVANTI LO STESSO, CON TURNI MASSACRANTI E ORE E ORE DI STRAORDINARIO MALPAGATO. LE PIANTE ORGANICHE DELLE STRUTTURE SANITARIE CAMPANE SONO RIDOTTE AI MINIMI TERMINI. OGNI GIORNO IL SERVIZIO SANITARIO È ASSICURATO GRAZIE ALLO SPIRITO DI RESPONSABILITÀ DI PROFESSIONISTI CHE PRIMA ANCORA DI PENSARE AI MAGRI STIPENDI, ALLE CONDIZIONI DI LAVORO, AI CARICHI ECCESSIVI E A TURNI SPESSO INTOLLERABILI, RESTANO AL PROPRIO POSTO DI LAVORO CON RESPONSABILITÀ, SENSO DEL DOVERE E SPIRITO DI SERVIZIO.
PER TUTTA RISPOSTA UN MINISTRO DEL GOVERNO CI CHIAMA FANNULLONI.

COLLEGHI LA MISURA È COLMA

L’ARROGANZA DI UNA CLASSE POLITICA INCAPACE, INEFFICIENTE E MORALMENTE MINATA AL SUO INTERNO HA SUPERATO OGNI LIMITE. AL GOVERNO CHE TOGLIE ALLA SALUTE LA DIGNITÀ DI UN MINISTERO, CHE PENALIZZA CHI HA IN CURA E ASSISTE GLI AMMALATI RISPONDIAMO PER LE RIME. E’ TEMPO CHE NEGLI OSPEDALI ITALIANI SIANO RISPETTATI I PARAMETRI OCSE NEL RAPPORTO INFERMIERE-AMMALATO.
E’ TEMPO DI DARE PIENA E SICURA OCCUPAZIONE AI PRECARI FINO AD ORA SFRUTTATI E INGANNATI.
E’ TEMPO DI RICONOSCERE IL VALORE DEL LAVORO INFERMIERISTICO AL PARI DELLE ALTRE PROFESSIONI.


IL PRESIDENTE DELL'I.P.A.S.V.I DI NAPOLI
DOTT. CIRO CARBONE

venerdì, giugno 13

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TRA UN ANNO CARTELLA CLINICA ELETTRONICA CONTRO FRODI

Il problema dei controlli in sanità, evidenziato dalla vicenda della clinica degli orrori di Milano, "potrebbe essere risolto proprio dall'informatizzazione. E giàtra un anno potremmo avere a disposizione lo strumento chiave: la cartella clinica informatizzata". Lo ha detto il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio, al termine della sua informativa urgente al Senato sui fatti della clinica Santa Rita di Milano. "E' certamente opportuno creare un network informatico nazionale per il controllo e la gestione delle procedure sanitarie in tutto il territorio nazionale. Un gruppo di lavoro ristretto e informale, composto da cinque persone, sta già elaborando un progetto specifico per sistemi di Cup (Centro unico di prenotazione) mirati ad abbattere le liste d'attesa, metodologie di telemedicina e soprattutto la cartella clinica informatizzata", ha sottolineato Fazio nella sua relazione al Senato. "I miei tecnici sono al lavoro - ha aggiunto il sottosegretario,uscendo dall'Aula - e mi dicono che tra un anno potrebbero darmi la cartella clinica informatizzata. Questo Paese ha bisogno di un percorso che vada dal medico di famiglia, al territorio, all'ospedale.Di un sistema informatizzato che consenta in tempo reale a Regioni e ministero il controllo e la valutazione sistematica del rischio clinico, delle procedure diagnostiche e terapeutiche, delle risorse e delle tecnologie. Ma anche della soddisfazione dei pazienti". Il Governo sta ancora valutando la necessità di istituire un'Agenzia sul modello della 'Joint Commission americana'. "Non dico no, ma certo secondo me l'Agenzia potrebbe essere superata dall'informatizzazione del territorio. Anche perché stiamo cercando di semplificare e ridurrela pletora di commissioni e comitati che fanno parte dell'ex ministerodella Salute e di razionalizzare il finanziamento degli Organi vigilanti". "In particolare, i fatti di Milano aprono una serie di interrogativi inquietanti - ha detto Fazio nella sua relazione in Aula - sull'adeguatezza dei controlli, sui criteri di accreditamento, e sulla trasparenza delle informazioni ai pazienti. Non è questo il momento per discutere a fondo di tutti questi problemi, che però - ha assicurato - sono all'attenzione del Governo". Un aspetto delicato, sollevato dalla vicenda della Santa Rita, "è quello della trasparenza e della fornitura ai pazienti di informazioni dettagliate sulle indagini cliniche e strumentali eseguite, e sulle terapie messe in atto. E questo in ogni momento del loro percorso nella struttura sanitaria", ha aggiunto Fazio. "Un percorso che sarà reso più semplice dalla cartella clinica informatizzata", ha assicurato poi il sottosegretario. "Questo aspettoè particolarmente importante ai fini della trasparenza delle prestazioni, ma anche di un reale controllo. E potrebbe essere oggettodi appositi provvedimenti, allo studio di questo ministero", ha concluso.

mercoledì, giugno 11

L’Istat sull’Università: gli infermieri trovano presto lavoro

L’indagine Istat 2007 non lascia dubbi. I laureati "con il camice" hanno grosse possibilità d’impiego.Anzi, tra le lauree triennali, sono proprio le professioni sanitarie, infermieristiche ed ostetriche ad offrire maggiori possibilità, con il 72,3% di occupati a 3 anni dal titolo. Fra i corsi del vecchio ordinamento e le nuove lauree a ciclo unico, le prime sei posizioni sono ancora occupate dalle diverse facoltà di Ingegneria, in particolare, meccanica (88,5%) e telecomunicazioni (88,2%).Nel Paese del diritto, invece, i laureati in giurisprudenza, purtroppo si impiegano subito solo nel 38% dei casi, mentre i medici si “sistemano” solo dopo la specializzazione, eccezion fatta per odontoiatria. Tiene bene anche Farmacia (81,7% dei casi) ed Economia aziendale (76,6%). Ma pure, Architettura, poco sotto il 62,2% degli occupati di Scienze statistiche, grazie alla duttilità che le permette di trovare sbocco anche nella Pubblica Amministrazione.Tra le facoltà economiche, molto ambiti i professionisti di Economia pura e Macroeconomia. L’ateneo di provenienza fa ancora la differenza. Punti di riferimento restano le nove Scuole universitarie superiori, Normale e Sant’Anna di Pisa anzitutto, sebbene con pochi posti. Quindi, altre venti, tra cui il Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma e la Bocconi. Intanto, però, il mercato continua a prediligere i laureati in corsi lunghi, per questo, dopo il triennio, tanti proseguono gli studi.

martedì, giugno 10

"Noi il nostro e loro il loro" non piu', ma tutti insieme

Medici a scuola di umanità
"Corsi di umanità" nelle facoltà di medicina delle università italiane. Per insegnare ai camici bianchi del futuro che "curare non significa solo somministrare farmaci", ma anche e soprattutto "parlare al malato". Perché "se gli dai coraggio, il paziente vive di più" e meglio. Parola del medico-paziente Gianni Bonadonna, 73 anni, volto simbolo dell'oncologia italiana che, "riemerso dall'ictus", denuncia i limiti di una medicina ipertecnologica e detta la sua 'cura' nel libro 'Medici umani, pazienti guerrieri'. Il volume, scritto con Giangiacomo Schiavi del "Corriere della Sera" ed edito da Baldini Castoldi Dalai, è stato presentato ieri all'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano dove Bonadonna è impegnato da oltre 40 anni. E da dove ha contribuito a rivoluzionare la lotta al cancro con successi riconosciuti e premiati sulla piazza mondiale.
"Da medico ho commesso anch'io i miei errori", confessa Bonadonna ai giornalisti. "La fretta", per esempio, "è una cosa terribile perché i pazienti hanno bisogno di parlare anche nell'era della tecnologia". In passato "io stesso sono stato salvato dalla penicillina", racconta, e "da allora sul fronte delle cure sono stati fatti progressi incredibili". Ma il problema è che "oggi i medici non sono più umani". L'oncologo denuncia la crisi di "una classe medica schiacciata tra burocrazia, lottizzazione, corsa ai facili guadagni". Insieme ad altri colleghi che hanno vissuto o ancora vivono il dolore della malattia sulla propria pelle, Bonadonna ha fondato il gruppo "Dall'altra parte". E nella sua nuova opera dà voce ai timori per un sistema universitario da ripensare. "Nelle facoltà di medicina si insegna il distacco, si ragiona col computer - scrive nel capitolo 'Esame di umanità' - L'uomo è sezionato in tanti pezzi, come in un quadro di Picasso". Col risultato che "alla scuola del malato i giovani medici arrivano impreparati". Troppa tecnica, poco cuore. Negli ambulatori medici, come nelle corsie degli ospedali, "l'approccio al malato somiglia a quello verso una macchina in avaria": scopri il guasto e, se c'è, provi un rimedio.

domenica, giugno 8

Image Hosted by ImageShack.usSos dalla terapia intensivaImage Hosted by ImageShack.us
il roditore catturato da un addetto alle pulizie Ispezionati tubi e solai
(La Monnezza di Napoli comincia a farsi vedere)

Articolo tratto dal mattino di napoli del 07.06.2008

MARIA PIRRO Reparto chiuso, pazienti trasferiti, pulizie radicali al via. Gli interventi sono stati disposti all’ospedale Monaldi, dopo che un topo è stato avvistato, prima, e catturato, poi, all'interno dell'unità di terapia intensiva coronarica. L'allarme è scattato ieri, alle sette del mattino, quando il roditore è stato avvisato in corsia. A sollecitare l'intervento del personale sanitario è stato, in questo caso, un paziente: un uomo di quaranta anni del napoletano, ricoverato da solo all'interno del box contrassegnato dal numero uno. Era in dormiveglia, l'ammalato, quando ha visto il topo e lanciato l'allarme. Così, è cominciata la «caccia» al roditore. C'erano un medico e due infermieri di guardia, nell'unità di terapia intensiva coronarica. Ma è stato un addetto delle pulizie, armato di tutto punto con gli arnesi soliti da lavoro, quindi mazza della scopa e quant'altro, l'uomo dai prontissimi riflessi è riuscito a catturare l'ospite indesiderato nel giro di pochi minuti, ponendo fine al fuggi-fuggi dell'animale. Avvisati della situazione il primario del reparto, il dottor Pio Caso, e la direzione sanitaria del Monaldi, quindi sono state adottate tutte le contromisure per assicurare massima sterilità degli ambienti ospedalieri. Per farlo, però, è stato necessario ordinare la chiusura della struttura. Alle sette c'erano otto pazienti ricoverati nell'unità di terapia intensiva coronarica, il reparto al terzo piano del Monaldi. Due ammalati erano in fase di dimissioni, già nella prima mattina hanno lasciato l'ospedale per far ritorno a casa. Gli altri sei ricoverati invece sono stati trasferiti nei vicini locali della cardiologia, che si trovano anch'essi al terzo piano. Adesso, nel reparto di cardiologia, dotato di ventiquattro posti, si registra il pienone, tutti i letti sono occupati; mentre nelle stanze vuote dell'unità di terapia intensiva coronarica sono cominciate radicali pulizie. In queste ore sono stati smontati i pannelli del solaio, controllati gli impianti elettrici, e sono programmati un intervento di derattizzazione e la bonifica di tutti gli ambienti. L'obiettivo di una pulizia accurata è quello di garantire perfette condizioni di igiene, ma anche di individuare per quale passaggio il topo è riuscito a intrufolarsi in corsia. Le prime verifiche portano ad escludere che il roditore possa essere entrato attraverso i pannelli installati sul soffitto. Secondo il personale del reparto, l'animale potrebbe essersi introdotto in uno dei tubi che si trovano in ambienti attigui al box del reparto, si tratta di spazi che sono interessati da lavori di ristrutturazione. Un'altra ipotesi è che il topo possa essere entrato da un balcone lasciato aperto durante la notte.

sabato, giugno 7

Ancora Razzismo di chi ci governa

Riconosciuto risarcimento di 2 mila euro a favore di una marocchina

San Paolo, 41 lavoratori discriminati Il giudice riammette in graduatoria infermieri e tecnici extracomunitari esclusi dai concorsi perchè stranieri
MILANO - Il giudice del lavoro di Milano Carla Bianchini ha accolto il ricorso di Cgil e Cisl contro l'esclusione di 41 extracomunitari infermieri, tecnici e operatori sociosanitari dai concorsi per la stabilizzazione dei lavoratori precari dell'ospedale San Paolo di Milano. Nella sentenza, depositata il 30 maggio, il giudice ha dichiarato «discriminatorio» il comportamento dell'azienda ospedaliera, ordinando di riammettere alle graduatorie gli extracomunitari con contratti a tempo determinato o contratti di collaborazione e ha stabilito un risarcimento di 2 mila euro a favore di una marocchina che è intervenuta nel procedimento in quanto esclusa.

Il ricorso era stato presentato dall'avvocato Alberto Guariso per conto di Cgil e Cisl. «A parere di chi scrive - si legge nella sentenza - un requisito quale quello della cittadinanza italiana può essere richiesto senza assumere una valenza discriminatoria solo in quanto sia giustificato da specifiche finalità che possono essere solo quelle determinate dallo svolgimento di poteri pubblici o di funzioni di interesse nazionale che per il loro contenuto e i loro effetti possono essere svolti solo da chi ha con il paese un legame particolarmente forte, in quanto ne è cittadino». E non, dunque, per chi chiede di lavorare stabilmente come operatore sanitario o infermiere professionale, ha chiarito il giudice di merito, discostandosi da una sentenza della Cassazione. «In materia di accesso al lavoro - prosegue la sentenza - sia esso privato quanto pubblico, vale nell'attuale ordinamento il principio di pari trattamento e di uguaglianza fra cittadini italiani, cittadini comunitari e cittadini extracomunitari». Un'«esclusione generalizzata di tutti i lavoratori extracomunitari in quanto tali da tutte le posizioni della pubblica amministrazione» comporterebbe infatti, ad avviso del giudice, un comportamento discriminatorio.

«Ci auguriamo che questa ordinanza venga presa ad esempio anche altrove». È il commento del segretario generale della Cisl milanese Fulvio Giacomassi all'ordinanza del Tribunale di Milano. «L'ordinanza del giudice - afferma Giacomassi - mette fine a un'ingiustizia e a una palese discriminazione», dal momento che, secondo il sindacalista, «il criterio per decidere un'assunzione deve essere la professionalità della persona e non il colore della pelle o il Paese d'origine». L'ordinanza, secondo Giacomassi, vale «a maggior ragione in un settore delicato come la sanità, dove il ruolo dei lavoratori stranieri è fondamentale». Molti ospedali italiani, infatti, «se non potessero contare sul lavoro di tanti infermieri e operatori sanitari provenienti da oltreconfine - è il parere del sindacalista - dovrebbero chiudere e questo i cittadini lo sanno». Secondo l'avvocato Alberto Guariso, che ha seguito il ricorso per conto dei sindacati, al San Paolo si era creata una situazione «particolarmente assurda» poichè «negli ospedali lavorano decine e decine di infermieri e operatori extracomunitari, che sono condannati a una situazione di perenne precarietà, potendo essere assunti solo a termine».

battezzate ambulanze della morte

Image Hosted by ImageShack.usTRAPIANTI: NEW YORK,

ALLO STUDIO AMBULANZE PER ESPIANTO ORGANI

Roma, 6 giu. (Adnkronos Salute) - Ambulanze attrezzate per l'espianto d'organi, con a bordo tutto il necessario per sottoporre gli assistiti, destinati a morte certa, agli interventi necessari per donare gli organi. Potrebbero essere battezzate ambulanze della morte,ma anche della vita considerando che il loro obiettivo è di salvarne molte. Di certo, però, non quelle delle persone che soccorreranno: perquesto, la cosa rischia di sollevare non pochi dubbi, compresi quelli di natura etica. L'insolito dilemma su cosa sia giusto o non giusto fare, destinato ad accendere un infuocato dibattito, nasce a New York City, dove il personale del Bellevue Hospital sostiene che la singolare quattro ruote potrebbe salvare centinaia di vite umane. Generalmente negli States, infatti, l'espianto d'organi avviene in ospedale, perché è qui che i camici bianchi dispongono di tutti i macchinari e le attrezzature necessarie per far sì che gli organi non subiscano danni, diventando presto inutilizzabili. Poche e determinanti ore per far sì che reni, fegato e altri organi possano essere donati a chi ne ha bisogno. Lewis Goldfrank, a capo della medicina di emergenza dell'ospedale di Bellevue, sostiene che l'ambulanza delle polemiche potrebbe dar vita a una "trasformazione straordinaria", incrementando ben presto il numero di donatori. L'espianto, infatti, potrebbe avvenire a pochi minuti e sul posto in cui ha avuto luogo un incidente mortale, ad esempio. Goldfrank ha stimato che circa 22 mila persone l'anno, negli Stati Uniti, perdono la vita in casa. Tra questi vi è indubbiamente unalto numero di donatori potenziali. "Ma molte persone - fa notare Arthur Caplan, docente di bioetica all'università di Pennsylvania - diffidano del sistema sanitario, e credo che sarebbe molto facile imbattersi in familiari che sosterrebbero: 'Vedi, se fosse stato riccoe bianco gli avrebbero salvato la vita anziché prelevargli gli organi'''. "Ma è anche vero - ricorda Richard O'Brien, un medico di emergenza del Mosè Taylor Hospital di Scranton, in Pennsylvania, e portavoce dell'American College of Emergency Physicians - che diverse centinaia di persone muoiono ogni mese in attesa di un trapianto d'organi. Questo potrebbe essere un modo per incrementare la disponibilità di organi e salvare così la vita di persone che ne hanno un disperato bisogno".

domenica, giugno 1



USA: INFERMIERA INIETTAVA CANDEGGINA A PAZIENTI



Un'infermiera è stata arrestata in Texas per avere iniettato candeggina nei tubi di due pazienti sottoposti a dialisi. L'arresto è avvenuto nel centro medico della cittadina texana di Lufkin dove in passato vi erano già state quattro morti misteriose. La donna è stata vista da due testimoni usare una siringa per iniettare la sostanza tossica nei macchinari di dialisi che erano collegati a due pazienti che sono sopravvissuti al sabotaggio.
L'infermiera, che era stata da poco licenziata dal centro medico, è stata incriminata per aggressione aggravata ed è rinchiusa in carcere.Ma la polizia ha adesso riaperto le indagini sulla morte dei quattro pazienti del centro medico.

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