La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, marzo 31

LO STUDIO, MEGLIO ACCENDERE Image Hosted by ImageShack.usUNA SIGARETTA Image Hosted by ImageShack.usCHE UN TELEFONINO

Roma,
Meglio accendersi una sigaretta che il cellulare, se si ha a cuore la propria salute. La pensa così il neurochirurgo della scuola di medicina dell'università nazionale australiana, Vini Khurana, che ha pubblicato uno studio sulla rivista Ios. "I telefoni cellulari - asserisce - possono uccidere più persone del fumo e dell'amianto. L'esposizione alle radiazione prodotte dagli apparecchi di telefonia mobile - rivela - raddoppiano i rischi di cancro al cervello. E - aggiunge - i cittadinidovrebbero evitare di usarli, quando possibile. Mentre i Governi e l'industria che produce telefonini dovrebbero subito iniziare a ridurre le emissioni potenzialmente dannose". Per avvalorare le sue conclusioni, Khurana ricorda come "i tumori cerebrali impieghino diversi anni per svilupparsi. Mentre le ricerche condotte finora hanno preso in considerazione solo poche persone che avevano alle spalle una decade almeno di uso dei telefonini". Dunque in sostanza sono inattendibili. Invece il professore di neurochirurgia australiano, che negli ultimi 16 anni ha ricevuto 14 premi come rivela il quotidiano The Indipendent, ha pubblicato oltre tre dozzine di ricerche sull'argomento. E in diversi casi si tratta di metanalisi in cui sono stati rivisti oltre un centinaio di studi sugli effetti dei telefonini. "I cellulari possono salvare delle vite in alcuni casi di emergenza, ma - aggiunge lo scienziato - esiste un legame evidente tra il loro uso e l'insorgenza di alcuni tumori cerebrali. Tanto che nei prossimi 10 anni, a meno di un'inversione di tendenza nel loro uso e di nuovi apparecchi con meno emissioni, assisteremo a una crescita esponenziale delle forme di cancro al cervello. Con un'emergenza sanitaria maggiore di quella rappresentata dal fumo di sigaretta o dall'inquinamento da amianto. Senon altro perché - fa notare - ci sono tre miliardi di persone nel mondo che usano i cellulari. Un numero - conclude - tre volte superiore a quello dei fumatori"
AdnKronos Salute

sabato, marzo 29




INFERMIERI:
IPASVI PROPONE CARTELLA SPECIALE PER MISURARE CARICO LAVORO

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Roma,
Una 'cartella infermieristica' da compilare al momento del ricovero del paziente, con l'obiettivo di misurare il reale fabbisogno di infermieri e il loro carico di lavoro, a seconda della complessità assistenziale di ogni degente. E' una delle proposte lanciate oggi dalla II Conferenza nazionale Ipasvi (Infermieri professionali assistenti sanitari vigilatrici d'infanzia), in corso a Bologna. Un appuntamento che si propone di individuare le strategie più efficaci per rispondere alle esigenze dei pazienti, e per organizzare al meglio l'assistenza sanitaria. Non a caso lo slogan del convegno è 'La sanità italiana puòessere curata anche con le ricette degli infermieri'. Almeno tre le linee di intervento proposte. "Prima di tutto - sottolinea in una nota Annalisa Silvestro, presidente dell'Ipasvi - una nuova organizzazione dell'assistenza ospedaliera basata sul principio della centralità della persona assistita e sulla cooperazione e l'interscambio tra i professionisti sanitari". Gli infermieri propongono infatti una vera e propria 'rivoluzione copernicana', vale a dire il passaggio dal concetto classico di assistenza a un progetto di cura personalizzato, basato sulla collaborazione tra i professionisti. "Occorre un progetto globale di cura - osserva la Silvestro - all'interno del quale gli infermieri sappiano essere propositivi. La crescita e la diversificazione della domanda di salute chiedono a tutti i professionisti sanitari un nuovo modello di approccio al paziente". A questa riorganizzazione si lega il progetto della 'cartella infermieristica', un nuovo modello di rilevazione del fabbisogno di infermieri, basata sulla misurazione delcarico assistenziale necessario per ogni malato. "Attraverso una cartella infermieristica - spiega il presidente Ipasvi - al momento dell'ingresso in ospedale si potrebbe definire l'impegno infermieristico richiesto in relazione alla complessità assistenziale di ogni degente. In questo modo il fabbisogno di infermieri, problema con il quale si confrontano tante realtà ospedaliere e che spesso ricade sulle persone assistite, sarebbe valutato sulla base di esigenze concrete ed effettive". Per l'Ipasvi, vanno inoltre ridisegnate le competenze degli infermieri. "Abbiamo bisogno - aggiunge la Silvestro - di infermieri capaci di impostare processi di assistenza in ospedale centrati sulla persona, ma anche di infermieri capaci di gestire la complessità dell'assistenza sul territorio, ovvero alle fasce deboli della popolazione e alle persone con malattie cronico-degenerative". Infine,gli infermieri propongono la valorizzazione di una nuova figura assistenziale: l'infermiere di famiglia. "Questa figura - conclude la Silvestro - potrebbe migliorare la risposta assistenziale sul territorio, proprio in relazione alle esigenze della cronicità, collaborando con i medici di medicina generale, effettuando le prestazioni infermieristiche a media-bassa complessità e tenendo i contatti con le strutture ospedaliere e quelle territoriali".

venerdì, marzo 28


Ipasvi di Roma
Comunicato stampa: richiesta di rettifica immediata
Lettera Aperta
Il danno e che molti non sanno " Ma è Giusto Farsi Rispettare "

Al Dott. Ezio Mauro Direttore responsabile quotidiano ''La Repubblica''
Oggetto: Servizio ''Il boom del lavoro senza laurea'' (pubbl. 12/03/2008)
Richiesta di rettifica immediata

Egregio Direttore,
facendo seguito alla ridda di reazioni risentite della categoria professionale che questo Collegio è istituzionalmente tenuto a tutelare, Le rappresento lo sconcerto degli infermieri di Roma e della provincia per quanto affermato nell’articolo pubblicato dal Suo quotidiano il 12 marzo u.s. (pagina 6 - Cronaca di Roma - a firma di Francesca Alliata Bronner) con il titolo ''Il boom del lavoro senza laurea - Estetiste, infermieri, autisti: i mestieri dei nuovi posti fissi''.Nell’articolo in questione, in un sol colpo si cancellano anni di storia della professione infermieristica, sostenendo che gli infermieri non siano laureati. Si tratta di un’affermazione che, oltre ad essere priva di fondamento, alimenta una grave disinformazione e suona come denigratoria per l’intera categoria.Ricordo infatti che, ormai da molti anni a questa parte, per poter esercitare la professione gli infermieri devono necessariamente conseguire la Laurea in Infermieristica, attraverso un percorso universitario articolato in corsi triennali per la laurea di primo livello e in corsi quinquennali per la laurea magistrale.Dunque ''Il boom del lavoro senza laurea'' non può certo riguardare la professione infermieristica, alla quale peraltro la legge vigente riconosce il titolo, il ruolo e l’autonomia propri delle professioni intellettuali a tutto tondo.Converrà, esimio Direttore, che con la pubblicazione del servizio in oggetto il Suo quotidiano ha dato una notizia inesatta e fuorviante, suscitando peraltro lo sdegno e la rabbia degli oltre 30 mila infermieri che esercitano a Roma e nel Lazio. Ha inoltre procurato un gravissimo danno di immagine in un momento in cui siamo tutti impegnati per una promozione di questa importante professione tra i giovani visto che l’Italia si colloca tra i paesi che hanno maggior bisogno di infermieri.Le chiedo pertanto di disporre una rettifica di quanto affermato nel servizio in oggetto. Certo di un Suo rapido ed incisivo riscontro, colgo l’occasione per inviarLe cordiali saluti.
Il Presidente Dr. Gennaro Rocco

giovedì, marzo 20

lavoratori Usurati
Gli usuranti dividono a sinistra 20.03.2008
Cdm ha dato il suo via libera al decreto che prevede uno sconto pensionistico per quanti lavorano in settori che usurano. Ma le forze della casa rossa non hanno assunto una posizione unica: Ferrero si è astenuto, Bianchi ha votato si. Il Pdci però si smarca dal suo ministro, criticando insieme a Rifondazione i contenuti dell'atto di governo. Soddisfatta, pur con qualche dubbio, Sd

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legislativo che riguarda i lavoratori usurati, i quali potranno godere di uno "sconto di età" nel raggiungimento della pensione. Il dlg passerà ora all'esame delle commissioni parlamentari per incassare il loro parere, che dovrà arrivare entro 30 giorni. Un atto che costerà 2,5 miliardi da spalmare in dieci anni e che coinvolgerà circa 5.000 lavoratori, anche se i numeri sono per il momento provvisori.
La catena di montaggio, le attività particolarmente pesanti previste nel decreto Salvi (cave e miniere, amianto, palombari), il trasporto pubblico locale (mezzi di trasporto non inferiori a 9 posti) e il lavoro notturno sono le categorie di lavoratori a cui è riconosciuto uno sconto fino a tre anni sull'età di pensionamento. Anche se per l'ultimo settore è stato definito un meccanismo graduale: chi è soggetto a turni che lo portano a lavorare tra le 64 e le 71 notti l'anno potrà andare in pensione 12 mesi prima; chi lavora tra le 72 e le 77 potrà lasciare due anni prima, mentre chi fa 78 turni di notte e oltre potrà riscattare tre anni.

Soddisfatta la Cgil. "Finalmente si afferma il principio che i lavori non sono tutti uguali", ha dichiarato Morena Piccini, ricordando anche come l'atto di oggi risponda "ad un impegno preso con le parti sociali, con il Protocollo del 23 luglio", oltre a "completare le norme sul superamento dello scalone". Certo, il sindacato non nasconde la necessità di rivedere alcuni aspetti, per esempio "il riconoscimento dei benefici per i lavoratori notturni" su cui, ha detto la sindacalista, "confidiamo che in futuro sia possibile apportare i correttivi necessari".

Diversa la reazione della politica. Se il Pd e alcuni esponenti del governo di area democratica hanno parlato di un successo, più critica la posizione della Sinistra dell'iride, al suo interno oltretutto divisa in particolare nel PdCi.
Al Cdm infatti era assente Fabio Mussi, ma i ministri della casa rossa hanno marcato una differenza fra loro: il responsabile della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero (Prc) si è astenuto polemicamente, mentre il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (Pdci) ha votato a favore. Una posizione quest'ultima che non ha trovato riscontro all'interno del partito di Oliviero Diliberto, dove la senatrice Manuela Palermi ha parlato, facendo eco a Rifondazione, di "un risultato assolutamente insoddisfacente". "La platea troppo ristretta di lavoratori, la parte sul lavoro notturno non e' sufficiente" ha spiegato la Palermi, evidenziando anche come "quello approvato oggi dal governo è un provvedimento che conferma il pessimo accordo del 23 luglio".
Diversa la posizione della Sinistra Democratica rispetto agli altri due partiti della falcemartello, già divisi in estate proprio sulla valutazione dell'intesa firmata dalle parti sociali e dall'esecutivo. Titti Di Salvo ha infatti definito l'approvazione da parte del Cdm "una buona cosa" soprattutto per i lavoratori "che attendevano da tempo che i contenuti del protocollo sul welfare su questo punto diventassero realtà". Ci spiega però la Di Salvo che la sua è una valutazione politica: "non avendo letto il testo approvato dal Cdm, posso solo commentare positivamente la decisione del governo di riconoscere finalmente la differenza fra i vari tipi di occupazione e l'esistenza di categorie più fiaccate dal lavoro rispetto ad altre". "Del resto il risultato di questa mattina", aggiunge, "non era affatto scontato soprattutto per l'opposizione della Confindustria". Comunque secondo l'ex sindacalista oggi Sd, "se il decreto varato dal Cdm è conseguente al protocollo, allora il mio giudizio sarà positivo".
Per Cesare Salvi grazie alla Sinistra sono stati approvati in questi giorni due "importanti decreti sul lavoro" (provvedimenti sugli impieghi usuranti e per la sicurezza, ndr). Il senatore non nasconde comunque che si poteva fare di più: "meglio poco che niente, certamente - osserva - l'offensiva dei falchi confindustriali, ben annidati nel Pd, si vede", ha dichiarato.
Maurizio Zipponi condivide con la collega Di Salvo la valutazione politica positiva del dlg, cioè il fatto che dopo anni si arrivi a ratificare che non tutti gli impieghi sono uguali, ma rimane scettico sul merito e i contenuti dell'atto di governo, perché di base scaturisce da un protocollo, quello del 23 luglio, che al Prc non è mai piaciuto. "La platea delle cosiddette attività usuranti riguarda una serie di lavoratori: quelli stabili dal decreto Salvi, quelli impiegati nella catena o a vincolo e, infine, quelli notturni. La nostra critica - ci spiega Zipponi- si concentra proprio su questi ultimi. Si è infatti scelto di definire lavoratore notturno colui che effettua un numero molto alto di notti, cosicchè si è ristretta la platea di quanti possono essere considerati tali e godere di un beneficio pensionistico". Secondo Zipponi i soggetti che pur lavorando di notte non possono godere di una pensione anticipata sono molti e molto ingiustamente discriminati: "gli infermieri, gli impiegati nella siderurgia, coloro che fanno parte del settore delle pulizie delle grandi metropolitane per esempio". Cosa intende fare Rifondazione è chiaro: "Ora il decreto sarà discusso in Commissione -ci dice il responsabile economia del partito- e cercheremo di modificarlo abbassando il tetto numerico di notti stabilito per essere definiti lavoratori notturni". Eppure, ci tiene ad aggiungere, qualche merito l'atto governativo di oggi lo possiede: "per la prima volta dal 1995 si rende esigibile un diritto annunciato: accedere prima alla pensione per il lavoro usurante che si pratica. Un segnale che è stata battuta, per la seconda volta dopo il decreto sulla sicurezza dei giorni scorsi, la Confindustria".

Bando per la stabilizzazione del personale precario del Sistema Sanitario Regione Campania
riguardante gli infermieri precari
(BURC 2008 n. 5bis del 5/2/08 della L.R. Gennaio 2008 n. 1 art. 81)
Clicca qui per VISIONARE IL BANDO
http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf08/burc05bis_08/lr01_08/lr01_08.pdf

In rete una truffa sulla FAD AIFA
Tentata una truffa ai danni di Infermieri e Medici ed altri operatori sanitari interessati all'aggiornamento attraverso la formazione a distanza. In un falso sito ECCE si proponevano attività a pagamento quando quelle proposte dall'AIFA sono gratuite
Fate Attenzione

Rischio truffa on-line per i medici e operatori sanitari a caccia di formazione a distanza. E' stato registrato, infatti, un falso sito del progetto Ecce (Educazione continua centrata sull'evidenze) dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Un indirizzo 'taroccato' che vende corsi a pagamento, sfruttando il nome e l'autorevolezza dell'ente istituzionale."Attenzione. Si tratta di millantatori, contro i quali agiremo nelle sedi opportune", avverte Antonio Addis, dirigente dell'Ufficio Informazioni sui farmaci dell' Aifa, ricordando che il progetto di formazione dell'Agenzia regolatorio italiana è completamente gratuito. "Chiunque chieda soldi per la partecipazione al progetto Ecce - spiega Addis - va considerato alla stessa stregua di chi chiede soldi per la lettura del gas: un truffatore. Abbiamo, infatti, appena scoperto che qualcuno ha registrato un sito che si differenzia da quello originale solo per la mancanza di un punto tra Aifa e progettoEcce e promuove formazione a pagamento. Ricordo che il nostro progetto è rintracciabile, in tutta sicurezza, attraverso il sito dell'Aifa (www.agenzia.farmaco.it )". Al progetto di formazione a distanza 'Ecce', rivolto a diversi operatori sanitari, si sono registrati 128 mila utenti che, una volta completati i percorsi di formazioni a distanza, ottengono gratuitamente crediti validi per l'Ecm. Si tratta di esperienze formative particolarmente gradite dai fruitori: "è una formazione totalmente indipendente - conclude Addis - percepita come tale anche da chi la utilizza: dalle nostre misurazioni l'84 per cento la ritiene completamente 'libera' da interessi commerciali".

mercoledì, marzo 19

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A Ragusa, un computer controlla i farmaci

"Complimenti rendiamolo pubblico questo bel lavoro"


Presso l’Unità operativa di Nefrologia dell’Ausl 7 di Ragusa, è attivo un software (creato dal caposala dell’Uo) per l’utilizzo della scheda unica di terapia informatizzata.
In questo modo, si potranno evidenziare - ed eventualmente, modificare - le parti critiche del progetto, rendendolo più confacente alle esigenze in loco.
Una parte è dedicata al medico che prescrive la terapia; una all’infermiere che somministra la terapia e una parte all’infermiere coordinatore per la gestione del magazzino.
Con l’utilizzo del codice a barre per l’identificazione del paziente e dell’operatore sanitario, si eviteranno molti errori nel processo di prescrizione e somministrazione dei farmaci.
Gli obiettivi di questo software volgono tutti verso il rispetto assoluto della regola nel processo di prescrizione e somministrazione della terapia delle regole delle “6 G”: giusto farmaco, giusta dose, giusta via, giusto orario, giusta persona, giusta registrazione. Lo scopo è di ridurre il rischio clinico, la mancanza di farmaci e la percentuale di accadimento di errore di prescrizione e di somministrazione; di adeguare l’uso del farmaco al paziente specifico e di controllarne la gestione.
I risultati del software saranno valutati in varie fasi di monitoraggio degli indicatori (che avranno cadenza trimestrale), con possibilità di adattamento, in tempo reale, alle esigenze locali

Il Governo vara il decreto per la sicurezza sul lavoro

Il decreto attuativo della legge 123/2007, varato dal Consiglio dei Ministri, ridisegna la materia della salute e della sicurezza sul lavoro in considerazione degli ultimi incidenti.
Il decreto non ha intenti punitivi, né mette al muro le imprese, ma vuole sottolineare la centralità della tutela della persona, il suo diritto ad un lavoro il più sicuro possibile e la garanzia che i luoghi di lavoro siano all’altezza di un Paese moderno come l’Italia.
Il provvedimento, approvato in Consiglio dei ministri del 6 marzo 2008, ha inserito delle novità.
Tra le principali, l’ampliamento del campo di applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza; il rafforzamento delle prerogative delle rappresentanze in azienda; la rivisitazione e il coordinamento delle attività di vigilanza; la creazione di un sistema informativo per la condivisione e la circolazione di notizie sugli infortuni; il finanziamento delle azioni promozionali private e pubbliche, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese; la revisione del sistema delle sanzioni (i nuovi criteri prevedono pene più severe, da 6 a 18 mesi di reclusione, per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi per i propri lavoratori; per chi è in regola, invece, la sanzione è solo pecuniaria) senza alterare le norme vigenti del codice penale per omicidio e lesioni colpose causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
E' stato inoltre presentato il numero verde 800.60.90.80, gestito dalle associazioni, che fornirà informazioni e consulenze, assistenza e tutela in risposta al quesito o la presa in carico di quest’ultimo dal primo contatto telefonico entro 24 ore.

Clicca qui per accedere al dossier del governo sulla sicurezza.

lunedì, marzo 17

New Orleans, Usa, medico e infermiere accusate di omicidiococktail letali ai pazienti nel dopo Katrina

Medico e Infermiere accusate di omicidiococktail letali ai pazienti nel dopo Katrina"
Il Memorial Medical Center di New OrleansNEW ORLEANS - Una dottoressa e due infermiere di un ospedale di New Orleans sono state arrestate perché avrebbero provocato la morte di quattro pazienti che non erano nelle condizioni di essere evacuati durante l'emergenza dell'uragano Katrina. La magistratura le accusa di omicidio: non si tratterebbe di eutanasia, perché i malati non avevano chiesto di non essere rianimati. Ma la dottoressa Anna Pou si difende: i pazienti, se fossero rimasti al Memorial Medical Center, non sarebbero sopravvissuti. Quando l'uragano sconvolse New Orleans, alla fine della scorsa estate, nell'ospedale si trovavano circa duecento pazienti gravi. Nei giorni dell'emergenza, più di duemila persone chiesero aiuto alla struttura, dove le condizioni di lavoro e di igiene si facevano sempre più precarie, con la temperatura che sfiorava i 40 gradi. Tra il 29 agosto, data dell'arrivo di Katrina, e l'evacuazione, passarono quattro giorni, durante i quali morirono 34 persone. A quattro di queste (di età compresa tra i 62 e i 91) vennero somministrate "dosi letali di solfato di morfina e midazolam", un potente sedativo: questa la ricostruzione del procuratore generale della Louisiana, Charles Foti. Un "cocktail mortale" che la dottoressa Pou e le infermiere Lori Budo e Cheri Landry decisero di dare a pazienti che, secondo Foti, sarebbero sopravvissuti. Tutto il contrario di quello che sostiene il medico: secondo un agente del Dipartimento di giustizia della Louisiana, avrebbe ammesso, parlando con un'infermiera, di aver disposto che fossero somministrate le dosi letali. Ma avrebbe anche assicurato che per i pazienti non ci sarebbe stato comunque nulla da fare, non potendoli evacuare. Inoltre la Pou, in un'intervista, aveva detto che nove pazienti "critici" avevano chiesto di non essere rianimati: non sono gli stessi che sarebbero stati uccisi, è stata la replica di Foti.
Il legale della dottoressa ha ricordato le condizioni in cui la sua cliente si trovò a lavorare in quei giorni: il personale medico decise di restare volontariamente per salvare il salvabile, mentre l'ospedale era allagato e mancava l'elettricità. "Lo stato della Louisiana ha abbandonato ospedali, dottori, infermieri e questi pazienti - ha detto l'avvocato Richard Simmons - Sono vittime della tempesta, non di un omicidio". Le indagini sul caso continuano. Sono 73 i mandati di comparizione emessi a proposito di dozzine di morti sospette nei giorni dell'uragano. Secondo Foti, in sei ospedali e in 13 case di cura dello stato ci sono stati episodi che vanno dall'abbandono dei pazienti all'eutanasia.


(AsiaNews/Agenzie) FILIPPINE

Manila, Almeno 6 mila Medici vogliono fare gli infermieri all'estero per guadagnare di più


Circa 6 mila medici filippini stanno studiando per diventare infermieri. In Europa o negli Usa, infatti, vi è una grande richiesta di infermieri e i medici filippini hanno proprio l'intenzione di trasferirsi in Paesi più ricchi per guadagnare di più. Come infermieri all'estero guadagnerebbero comunque di più che come medici nelle Filippine. Il fenomeno è divenuto proprio un boom: il ministro della Sanità Francisco Duque ha rivelato che l'anno scorso vi sono stati 2 mila i medici filippini specializzatisi in infermeria. Quest'anno la cifra è salita a 6 mila.
L'esodo di medici e infermieri è preoccupante per il sistema sanitario nazionale e il ministro ha annunciato la creazione di una task force di consulenti per valutare l'impatto del fenomeno. La proposta su cui si dibatte obbligherebbe i medici filippini a lavorare in patria per almeno 3 o 4 anni, prima di poter esercitare all'estero. "Il personale infermieristico non manca affatto, ma stanno venendo meno i medici", ha dichiarato il ministro.
Uno studio dell'Università delel Filippine mostra che fra il 2000 e il 2003 almeno 50 mila infermieri e infermiere filippini si sono trasferiti all'estero per lavoro.
Un medico, dipendente di un ospedale pubblico guadagna circa 360 euro mensili; come infermiere negli Usa potrebbe arrivare fino a uno stipendio di 6 mila euro. Secondo Duque, si apprestano a diventare infermieri anche avvocati, commercialisti e ingegneri. Infermiere ed infermieri filippini sono molto richiesti negli Stati Uniti, in Europa, in Medio Oriente, in Giappone e a Singapore. Funzionari del ministero della Sanità di Manila temono un "apocalisse medico" se continuerà la fuga dei dottori.

venerdì, marzo 14

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Contratto, chiuso l'accordo per il personale sanitario

Ventidue pagine e tredici articoli: questa la struttura del contratto del personale sanitario firmato la scorsa settimana, riguardante la parte normativa e il primo biennio economico 2006-2007.La novità più evidente riguarda la busta paga. L'aumento concordato raggiunge la media mensile lorda di 103 euro a regime nel 2007. Con tutti gli arretrati del caso, quindi.Rispetto all'orario di lavoro e ai turni di riposo, invece, tutto resta in sospeso, dopo che il cosidetto decreto milleproroghe ha rinviato al gennaio 2009 la contestata applicazione di una nuova norma inserita nell'ultima Finanziaria, che di fatto cancellava la possibilità delle undici ore di stop tra due turni di lavoro, pausa resa invece obbligatoria secondo le disposizioni in materia dell'Unione Europea. Su questo tema, comunque, entrarà presto in gioco anche l'Aran.Per la progressione economia orizzontale, quella che cioè avviene tra fasce economiche dello stesso livello di appartenenza, il nuovo contratto recita: "i dipendenti devono essere in possesso del requisito di un periodo minimo di permanenza nella posizione economica in godimento pari a 24 mesi". Non potranno quindi passare meno di due anni tra una promozione e l'altra.Infine, per l'affidamento dell'incarico di coordinamento previsto dalla legge 43/2006 (ex caposala), il nuovo contratto prevede che per diventare coordinatori si dovrà essere in possesso del master di primo livello in management e per le funzioni di coordinamento, e si dovrà aver accumulato un'esperienza professionale complessiva di tre anni nella categoria D- Ds.Per gli infermieri, avrà valore anche il certificato di abilitazione alle funzioni direttive nell'assistenza infermieristica, indicato sempre nella legge 43. Infine, è stata inserita nel contratto una norma che renderà possibile il licenziamento in caso di procedimento penale, a seguito di arresto in flragranza, per i reati di corruzione, concussione e peculato.


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"e noi stiamo a dormire"



Scaduti i termini per la costituzione dell'Ordine in questa legislatura

E' scaduto il termine previsto dalla legge 43/2006 per l'istituzione degli Ordini professionali. Gli Ordini per le 22 professioni sanitarie (infermieri, ostetriche, tecnici della riabilitazione e della prevenzione) non saranno infatti istituiti nemmeno in questa legislatura.Pur sottolineando la sua profonda delusione per il traguardo sfumato a pochi passi dall'arrivo, Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Ipasvi, promette il massimo impegno nella prossima legislatura. E precisa che "sia i rappresentanti del centrodestra che qualli del centrosinistra hanno già preso contatti con noi e manifestano la disponibilità a riprendere in mano la questione."Resta il rammarico per l'opposizione di alcuni rappresentanti del mondo medico: "Il loro intervento ha sicuramente pesato sul fallimento. D'altra parte noi non abbiamo mai messo in dubbio la responsabilità del medico nel processo diagnostico-terapeutico e l'unitarietà del percorso assistenziale rispetto al quale, però, la pianificazione e la gestione delle cure infermieristiche non possono che essere attribuite agli infermieri. Solo su questa base siamo disponibili al confronto con i medici e con le altre categorie, con cui abbiamo contatti lavorativi continui e strutturati come accade con i primi."


Infermiere trova e assiste bimbo abbandonato

"Era quasi fuori dal porte-enfant e in un primo momento ho pensato che fosse caduto". Queste le dichiarazioni a caldo di Giuseppe Porcelli, l'infermiere del reparto di Cardiologia che la sera del 7 marzo scorso ha trovato un bambino abbandonato nell'Ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore.Infermiere da 26 anni, Porcelli ha ammesso di non aver mai fatto una esperienza del genere: ''Sono padre di due figli e queste vicende finiscono per segnarti''. Insieme ai colleghi del Pronto soccorso e ai medici del reparto di Pediatria, ha “vegliato” sul piccolo abbandonato per tutta la nottata. L'infermiere ha avuto tuttavia parole di comprensione per i genitori autori del gesto: “Non so cosa li abbia spinti a fare un’azione del genere. Ma a mio parere si tratta sempre di persone disperate, da capire”.

Professioni sanitarie: un vero e proprio boom

L’incremento delle domande per l’iscrizione alle lauree triennali delle professioni sanitarie è stato importante, con oltre 87mila domande, a fronte delle 79mila dell’altro anno.Un lieve aumento si è registrato anche per il numero dei corsi e delle sedi formative; confermato il progressivo aumento dei posti assegnati alle lauree triennali; quasi stabile, invece, il numero dei posti a bando, da 25.048 a 25.399. Tutto, con chiare ricadute sul rapporto domande/posto.Analogo andamento si riscontra sia per Medicina che per Odontoiatria, che registrano aumenti della domanda.Eppure, nessuna Università ha attivato tutti i 22 corsi previsti: la media nazionale resta di 12, con il maggior numero di posti assegnati a Roma Sapienza 1, seguita da Roma-Tor Vergata.Solo in 3 casi, poi, il numero dei posti complessivi è superiore a mille: Torino, Milano e Bari; mentre il minor numero di posti e di sedi riguarda gli atenei di Campobasso, Milano San Raffaele e Roma-Campus.La ripartizione per profili vede il maggior numero di corsi e di sedi per il corso in Infermieristca, seguito da quelli per fisioterapista, tecnico di radiologia, tecnico di laboratorio e ostetrica. Chiudono questa speciale classifica: tecnico ortopedico e terapista occupazionale. Al primo posto delle professioni più richieste troviamo ancora quella di fisioterapista, quindi quelle di logopedista, dietista, tecnico di radiologia, ostetrica e igienista dentale. Stabile, invece, la figura di infermiere. Il totale dei 25.417 posti messi a bando dalle Università è inferiore di 3.064 posti rispetto ai 28.481 chiesti dalle Regioni e di 9.308 rispetto ai 34.725 richiesti dalle professioni. Sulla prima carenza incidono tre Regioni (Veneto, Sicilia e Lombardia), mentre un’ulteriore offerta è presentata dalle cinque Università di Roma rispetto ai 2.209 chiesti dalla Regione. In prevalenza, la sottostima delle Regioni riguarda la figura di infermiere, con 15.859 posti invece dei 18.910 chiesti dalla Federazione Ipasvi. Per la prima volta, però, quasi tutte le Regioni (ad esclusione di Campania e Sicilia) stanno considerando le proposte delle categorie, portando ad una più coerente determinazione del fabbisogno.Per il prossimo anno accademico, per i corsi di infermiere si attendono almeno 20mila posti invece dei “soliti” 13mila, in modo da ridurre la carenza dei circa tremila posti stimati dalle Regioni e dei settemila richiesti dall’Ipasvi.

lunedì, marzo 10

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Infortuni al femminile:coinvolte tante infermiere

Un infortunio sul lavoro su quattro colpisce una donna. Nella sanità, addirittura, i tre quarti degli incidenti sono “in rosa”: vittime in genere sono le infermiere. Sono i dati sugli infortuni al femminile diffusi, in occasione dello scorso 8 marzo, dall'Inail, che presto lancerà una banca dati al femminile: una sezione del sito istituzionale (
www.inail.it) che, oltre ai dati sugli infortuni, prevede l'utilizzo di flussi informativi provenienti da altre fonti statistiche ufficiali, principalmente Istat e Inps.In diminuzione, invece, le "morti bianche", che nel 2006 sono state 99 contro le 127 del 2001.Nel complesso, comunque, nel 2006 gli infortuni mortali che hanno riguardato le donne sono stati il 7,4% del totale.

Concorsi per Infermieri in tutta italia
Clicca sulla scritta per visualizzare il bando
REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

AZIENDA OSPEDALIERA «MAGGIORE DELLA CARITA'» DI NOVARA

CONCORSO (scad. 7 aprile 2008)
Concorsi a vari posti di personale del ruolo sanitario 20 Infermieri
REGIONE PIEMONTE

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Sicurezza sul lavoro, serve cambio culturale

Il Ministro Livia Turco interviene all'indomani della tragedia di Molfetta. "Le leggi per la sicurezza sul lavoro sono necessarie ma non bastano: occorre una profonda svolta culturale, affinché la prevenzione del rischio e la promozione della sicurezza diventino un abito mentale, perché siano la normalità". L'intervento è avvenuto durante la presentazione del network Acli-Anmil "Lavoro&Sicurezza" e l'avvio del telefono verde 800.60.90.80 gestito dalle associazioni. "La sicurezza dei lavoratori è oggi vissuta troppo spesso come un costo, e le leggi come qualcosa da eludere. Bisogna cambiare approccio culturale, la necessità irrinunciabile della sicurezza deve diventare un'abitudine", ha aggiunto il Ministro che ha ribadito come anche la legge migliore, se non applicata pienamente, resta inefficace. Il Ministro ha anche annunciato che dovrebbe chiudersi entro la fine di questa settimana l'iter di approvazione dei decreti delegati previsti dalla legge 123, in parte è già in vigore,sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: "Sarà convocato rapidamente il Consiglio dei ministri. I ministeri della Salute e del Lavoro hanno lavorato con grande intensità, per poter dare una legge che ci porterà ad essere tra i primi in questo settore. L'abbiamo fatto costruendo un dialogo con le parti sociali, con il Parlamento e in tempi rapidi". La delega che dovrà essere votata in Consiglio dei ministri riguarderà, tra le altre cose, la revisione della normativa degli appalti, delle sanzioni penali e amministrative, le interdizioni e le politiche di sostegno alla tutela del lavoro. Il Ministro ha quindi espresso apprezzamento per l'iniziativa di ACLI e ANMIL di istituire un network e in particolare il numero verde 800 60 90 80. Il numero gratuito fornirà informazioni e consulenze, assistenza e tutela, in risposta ai quesiti che verranno formulati. Il vero punto di forza del servizio consisterà nel fornire la risposta al quesito o la presa in carico di quest'ultimo dal primo contatto telefonico entro le 24 ore.

venerdì, marzo 7

A TUTTI GLI ISCRITTI AL MASTER IN MANAGEMENT PER LE FUNZIONI DI COORDINAMENTO IN AREA INFERMIERISTICA
Università Federico II di Napoli

Si rende noto che il giorno 15 marzo 2008 cominceranno le lezioni del Master in Management per le funzioni di coordinamneto in area infermieristica per l'anno accademico 2007/2008. La prima lezione si terrà nell'aula magna della Facoltà di Medicina e Chirurgia a partire dalle ore 9:00. Si ricorda a tutti gli iscritti che la presenza alle lezioni è obbligatoria

giovedì, marzo 6

Per L' 8 Marzo Festa della Donna


Con questo fiore voglio dire a tutte le donne, Grazie di Esistere

lunedì, marzo 3

CONTRATTO SANITÀ. TURCO: ACCORDO IMPORTANTE PERCHÉ SANCISCE INTESA PER UNA SANITÀ DI QUALITÀ IN TUTTA ITALIA. ORA LA CHIUSURA DEL CONTRATTO DELLA DIRIGENZA E DELLE CONVENZIONI



Dichiarazione del Ministro della Salute Livia Turco
03 Marzo 2008
“La firma di un contratto è sempre importante. Perché sancisce intesa, convergenza e condivisione sui diritti e i doveri di lavoratori e datori di lavoro. Nel caso del contratto del comparto sanità, siglato ieri, tutto ciò ha ancora più importanza perché il settore interessato è quello della tutela della salute di tutti gli italiani.
Con il contratto nazionale delle centinaia di migliaia di operatori del Ssn si ha infatti la certezza di un accordo a garanzia delle loro prerogative professionali che si traduce in garanzia di qualità e competenza da parte di chi opera al servizio della salute pubblica. Per una sanità migliore, con le stesse regole e le stesse caratteristiche in tutta Italia. Mi auguro che ora, in tempi strettissimi, si raggiunga lo stesso risultato per la dirigenza del Ssn e per il rinnovo delle convenzioni mediche”.


SANITA': CARTELLE CLINICHE ONLINE, PARTE GOOGLE HEALTH

Roma, 29 feb. (Adnkronos Salute) - Basterà un click per controllare la propria salute o ripercorrere la storia clinica di un paziente. La salute degli americani ormai viaggia in Rete e lo fa con Google Health, il servizio di gestione e ricerca online delle informazioni sulla salute, propria o dei propri pazienti. L'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, ha parlato di un servizio sicuro di condivisione delle informazioni, in cui i clienti archivieranno i dati e potranno accedervi solo tramite login e password. Data la natura altamente sensibile dei dati conservati, l'accesso alle informazioni da parte dei medici avverrà solo dietro esplicito consenso del paziente. Ogni utente, grazie al nuovo servizio ideato dal colosso di Mountain View, avrà un proprio profilo certificato Google e tramite ilsistema di condivisione in Rete potrà comunicare i propri dati, la propria storia medica o le proprie esigenze a diversi specialisti o alla farmacia di fiducia. Il sistema si preannuncia particolarmente appetibile per ospedali e cliniche. Ma anche per i pazienti, perché l'utilizzo di Google Health sarà quasi completamente gratuito, ovvero finanziato prevalentemente attraverso messaggi pubblicitari. Anche se non è stato ancora svelato il piano di 'advertising' del nuovo servizio online. Google, ovviamente, assicura la riservatezza e la noncondivisione dei dati medici. Ma in caso di fuga di notizie le conseguenze rischierebbero di essere pesanti, soprattutto quando le condizioni di salute dell'utente potrebbero comprometterne prospettivedi lavoro o concessione dell'assicurazione sanitaria. Oltre alla collaborazione con la Cleveland Clinic, Google si servirà della collaborazione di partner quali l'assicuratore sanitario Aetna, la società di diagnostica Quest Diagnostics, le farmacie Walgreens e Walmart e alcuni ospedali
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AdnKronos Salute


SANITA': MINISTERO, ALL'ESAME CDM DECRETO ISTITUZIONE 3 NUOVI ORDINI

Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute ) - In arrivo tre nuovi ordini professionali in campo sanitario. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha iniziato l'esame dello schema di decreto legislativo presentato dalministro della Salute Livia Turco per l'istituzione degli Ordini e degli albi delle professioni sanitarie infermieristiche; ostetriche e riabilitative; tecnico-sanitarie e della prevenzione. Con questo provvedimento - spiega una nota del ministero della Salute- il cui esame da parte del Governo sarà completato entro il 4 marzo, "si da' piena attuazione alla legge 43 del 2006 in materia di albi e ordini professionali". Le nuove disposizioni riguardano oltre 530 mila operatori, impegnati in 22 professioni sanitarie, che saranno d'ora in poi sottoposti al controllo dell'Ordine "a garanzia della correttezza dell'esercizio professionale e del rispetto delle regole deontologichenei confronti degli assistiti". I tre Ordini professionali previsti dal decreto legislativo sono: l'Ordine nazionale degli Infermieri a cui, si stima, saranno iscritti 328.500 infermieri; l'Ordine nazionaledelle Ostetriche e delle professioni sanitarie della riabilitazione per un totale stimato di 97.700 iscritti; l'Ordine nazionale delle professioni tecnico-sanitarie della prevenzione per un totale stimato di 105.800 iscritti. Agli Ordini viene riconosciuta, si legge nel la nota del ministero, "la natura di enti pubblici non economici, sottoposti alla vigilanza del ministero della Salute e con autonomia patrimoniale, finanziaria ma anche di statuto e regolamento". I tre Ordini, inoltre, si costituiranno - secondo il decreto - in altrettante Federazioni nazionali mentre all'interno di ciascun Ordineè prevista l'articolazione delle 22 professioni in Albi provinciali, che dovranno comunque rispettare i codici deontologici approvati dalleFederazioni nazionali dei tre Ordini professionali di riferimento. Gli statuti degli Ordini e delle Federazioni, poi, dovranno attenersi a precisi principi tra i quali: democraticità nelle procedure di elezione degli organi; non discriminazione per motivi religiosi, sessuali, razziali, politici o relativi ad altra condizionepersonale o sociale; partecipazione effettiva alla vita dell'Ordine delle professioni meno rappresentate nel Consiglio direttivo; leale collaborazione con lo Stato e gli altri Enti pubblici; separazione della funzione di indirizzo politico dalla gestione amministrativa. E'prevista, inoltre, l'incompatibilità tra cariche ordinistiche e qualsiasi altra carica esecutiva in partiti, sindacati, enti previdenziali e incarichi di governo nazionale o locale. Per l'iscrizione agli Ordini sarà indispensabile un titolo universitario oequivalente mentre sono previste specifiche norme per l'esercizio professionale dei professionisti comunitari ed extracomunitari. Il decreto stabilisce infine le attività riservate alle 22 professioni sanitarie inserite nei tre Ordini.

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