La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, aprile 30

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CHIRURGIA: OPERATA AL CUORE SENZA APRIRE IL TORACE, PRIMA VOLTA IN ITALIA
Fieri di essere Campani

(Adnkronos Salute) - E' bastato un foro di meno di due centimetri nel torace per inserire un'endoprotesi valvolare aortica e posizionarla nel cuore malandato di un'anziana di 74 anni, la prima paziente italiana a beneficiare di una tecnica innovativa e non invasiva, in grado di ridurre le complicanze respiratorie e i tempi di degenza ospedaliera. A fare da apripista in Italia è stata la clinica Montevergine di Mercogliano (Avellino). La prima operazione al cuore senza apertura completa del torace porta la firma di Paolo Rubino, responsabile della divisone di Emodinamica della clinica. "Grazie a questa metodica - ha spiegato - èpossibile dare una valida opzione terapeutica a pazienti che hanno unaprognosi severa e fornire loro una nuova speranza. La sostituzione valvolare aortica transapicale è una nuova frontiera della cardiologiainterventistica e oggi una realtà anche in Italia". L'equipe di Rubino ha impiantato la protesi in una paziente il cui rischio di morte stimato, se si fosse sottoposta a terapia chirurgica tradizionale, erasuperiore al 30%. Il nuovo approccio permette di praticare una piccolafinestra, grande meno di due centimetri nel torace, e di inserire la protesi attraverso l'apice del cuore. Una volta all'interno, grazie all'uso dei raggi X, è possibile posizionare la valvola artificiale incorrispondenza di quella naturale e lì rilasciarla grazie alla dilatazione del palloncino.
AdnKronos Salute

martedì, aprile 29


Soldi per Alitalia tolti alla ricerca

"Sapete dove hanno preso i 300 milioni di euro per Alitalia? Dal Fondo per la ricerca. Certo, ci vorrà molta ricerca per salvare la compagnia di bandiera
(COMMENTO PERSONALE)
CI DOBBIAMO PREOCCUPARE ?

"Non risparmia un'amara battuta Susanna Agnelli, presidente di Telethon, ieri a Roma per presentare un eccezionale risultato ottenuto grazie a uno studio internazionale coordinato dal Tigem. "Mi ha telefonato Andrea Ballabio, direttore del Tigem, con cui è stato amore a prima vista, un amore che dura da almeno 13 anni, per dirmi - precisa la Agnelli - se sapevo da dove venivano i soldi per Alitalia". La ricerca, aggiunge la presidente di Telethon, ha bisogno di soldi "per andare avanti e produrre risultati. Bisogna non dimenticarlo mai". Il fatto che studiosi italiani abbiano messo a punto la prima terapia genica per curare una forma di cecità è una "notizia importantissima. Speriamo ora - interviene Ernesto Rinaldi, direttore di Oftalmologia della II Università di Napoli - che lo Stato non ci abbandoni tagliando i fondi per la ricerca, proprio ora che questa sta dando risultati concreti". Un appello lanciato dagli stessi studiosi del settore. "Speriamo che finalmente lo Stato capisca - sottolinea Ballabio - che tagliando i fondi alla ricerca si taglia il futuro, ma anche la competitività del nostro Paese. Purtroppo quelli in ricerca sono investimenti a medio e lungo termine: i Governi non durano abbastanza per vederne i risultati, dunque c'è la tendenza a favorire altri settori. Un trend che deve cambiare", conclude il ricercatore.

giovedì, aprile 24

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AVVISO A MEDICI E INFERMIERI
OROLOGIO FONTE DI INFEZIONI IN OSPEDALE

Barcellona,
(Adnkronos Salute)
Meglio diffidare di medici e infermieri che, in ospedale, non si tolgono l'orologio dal polso. Potrebbero essere potenziali untori di numerose infezioni batteriche. L'avvertimento proviene dal XVIII Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccimid), in corso fino a martedì a Barcellona (Spagna). Secondo uno studio condotto dai ricercatori britannici dell'università di Sheffield, infatti, camici bianchi e infermieri che lavorano in ospedale dovrebbero togliersi gliorologi per evitare che, tra cinturino e polso, si dia vita a una verae propria coltura batterica, potenzialmente pericolosa per i malati che sono più vulnerabili alle infezioni. Prima di puntare il dito contro gli orologi da polso, gli scienziati hanno misurato la contaminazione batterica di mani e polsi di due gruppi di operatori sanitari ospedalieri. Un gruppo abituato a portare sempre con se l'orologio, l'altro a toglierlo. Ebbene, i microbiologi hanno scoperto la presenza dello stafilococco aureo nel 25% dei primi, e percentuali molto più basse nei secondi. Non solo: ilpolso di chi non ama separarsi mai dal proprio orologio è risultato una vera e propria coltura dei più diversi batteri. ''Che per fortuna - aggiungono - non si propaga alle mani''. Le conclusioni fanno il paio con quelle di un'altra ricerca secondo cui ''solo il 40% del personale ospedaliero rispetta le regole igieniche - prima tra tutte il lavaggio delle mani - necessarie per ridurre al minimo la possibilità di propagare infezioni opportunistiche tra i pazienti ricoverati''. Tra i comportamenti sotto osservazione, l'abitudine o meno di lavarsi le mani dopo essersi recati in bagno, che i ricercatori olandesi del Canisius-Wilhelmina Hospital hanno misurato nel personale sanitario ospedaliero e in altre due categorie di persone: i partecipanti all'Eccimid dello scorso anno, e quanti visitano i bagni pubblici delle stazioni di servizio sulle autostrade. Il risultato, poco confortante, è che medici e ricercatori che lavorano in ospedale sono risultati la categoria che si lava meno le mani (46%), rispetto ai congressisti microbiologi che, forse per deformazione professionale, nell'84% dei casi dopo essere andati in bagno usano il lavandino. Anche i comuni cittadini che vanno nelle toilette pubbliche delle autostrade sono più attenti, con una percentuale del 75% di persone che prima di uscire si lavano le mani. In questo caso, ipotizzano i ricercatori olandesi, a suggerire questa sana abitudine anche in chi non la applica nella vita di tutti i giorni potrebbero essere l'ambiente circostante, non sempre paradigma dell'igiene. Come fare per convincere o ricordare ai medici che lavarsi le mani è una misura precauzionale necessaria? Gli scienziati olandesi suggeriscono carta igienica e salviette 'promozionali', con su scritti messaggi tipo 'ricordati che devi lavarti le mani'. Laddovesono stati usati, la sana abitudine è diventata più comune. ''Con modesti investimenti finanziari'', concludono.

AdnKronos Salute

mercoledì, aprile 23

Il giorno 22 Aprile 2008
Alla Città della Scienza (Napoli)
16° Congresso Regionale ANMCO 2008
I relatori, Medico, Raffaele Longobardi. Infermiere, Enrico Zingone. hanno relazionato argomenti sulla problematica gestionale del paziente utrasettantenne in utic.



I miei Complimenti per il lavoro svolto.

Giovanni Sicignano

domenica, aprile 20




Venti mesi al servizio dei cittadini

"Care cittadine e cari cittadini,
si è conclusa questa esperienza di Governo che mi ha visto alla guida del Ministero della Salute per poco più di un anno e mezzo. È stato un periodo molto breve se rapportato alle tante cose che ci eravamo proposti di fare e che avevo indicato nel mio programma di lavoro presentato alle Camere al momento del mio insediamento.Pur se troncata prima del naturale compimento della legislatura, è stata certamente una esperienza importante dalla quale sono scaturite nuove opportunità e nuovi assetti nel governo del sistema sanitario, anche grazie all’avvio di una inedita stagione di collaborazione istituzionale tra Governo e Regioni, fondata sul Patto per la salute dell’ottobre 2006.Era questo l’obiettivo primario del mio programma per la sanità illustrato alle Camere all’indomani dell’insediamento del Governo Prodi. Costruire le basi per un vero e proprio “New Deal per la salute”, in grado di raggiungere e coinvolgere tutte le componenti del sistema finalizzandone l’operato verso un unico grande obiettivo: ridefinire modi e forme del sistema perché esso fosse finalmente orientato verso i bisogni e le esigenze dei cittadini.Quel Patto oggi è una realtà e ci ha consentito di traghettare il Servizio sanitario nazionale su sponde certamente più salde e sicure di quelle in cui versava dopo i cinque anni di Governo del centro destra.Oggi la sanità ha un suo governo stabile basato su una forte cooperazione istituzionale. E questo è frutto di una scelta precisa che il Governo ha voluto fare fin dall’inizio..."
Livia Turco
Il Prossimo "Probabile" Ministro della Sanità Italiana
Roberto Maroni

sabato, aprile 19

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Firma definitiva per il contratto comparto Ssn


Firmato, finalmente in via definitiva, il contratto nazionale di lavoro dei dipendenti del comparto sanità del Ssn, ovvero di circa 574.000 operatori.L’accordo, siglato il 10 aprile dall’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e dalle Confederazioni e organizzazioni sindacali, prevede un aumento pro capite mensile di 103 euro lordi, l’inserimento del master in “Coordinamento” come requisito per ricoprire la relativa funzione ed un timido tentativo di regolarizzare l’orario di lavoro.“Il nuovo contratto – hanno sottolineato gli addetti dell’Aran – presenta, soprattutto sul piano normativo, modifiche importanti, nonché integrazioni al sistema disciplinare".Restano però ancora molte tematiche da affrontare, ed è per questo motivo che il giudizio complessivo su questo rinnovo non va oltre la sufficienza, per quanto riguarda la nostra categoria. I prossimi obiettivi da raggiungere, infatti, riguardano: la ridefinizione del sistema degli incarichi di coordinamento e specialistici anche in applicazione della legge 43/06; la disciplina delle prestazioni aggiuntive alla luce delle disposizioni contenute nella legge 120/07 e la valorizzazione delle responsabilità e autonomie professionali.


Errori in sanità: se li conosci li eviti!


Oltre ai tradizionali impegni che hanno caratterizzato la preparazione della III Conferenza internazionale organizzata dal Collegio Ipasvi di Roma, quest’anno si è voluta sperimentare una modalità nuova di comunicazione con gli iscritti, effettuando un sondaggio online finalizzato a rilevare la percezione che gli infermieri hanno dei fattori di rischio e delle cause che possono determinare l’errore in sanità.L’iniziativa è stata molto apprezzata: ben 888 infermieri hanno risposto, dimostrando una grande sensibilità al tema. Il 57.88% di essi rientra nella fascia d’età dai 31 ai 45 anni con una media di 15 anni di lavoro alle spalle e la loro composizione è rappresentativa delle varie Unità operative.Per l’82.88% del campione la carenza di organici adeguati da un punto di vista quantitativo e qualitativo costituisce un fattore di rischio “molto importante” o “determinante” per la sicurezza dei pazienti. Emerge un disagio molto elevato (80.86%) anche in relazione alla valutazione di un’inadeguata organizzazione del lavoro. Il 72.07%, poi, indica come elemento di rischio “molto importante” o “determinante” il clima organizzativo. Nel complesso gli infermieri attribuiscono, quindi, un’importanza maggiore a tutti gli elementi legati alla responsabilità professionale individuale e dell’équipe curante (comunicazione: 81.31%, organizzazione del lavoro: 80.86%, formazione: 77.92%) rispetto a quelli derivanti da carenze strutturali, ambientali e tecnologiche.

mercoledì, aprile 16


La Carta dei Diritti del Malato

La Carta dei Diritti del Malato è una sorta di “costituzione” che mette nero su bianco alcuni diritti fondamentali e inalienabili dei pazienti, diritti che stanno diventando una preoccupazione sempre maggiore delle istituzioni europee.
Ogni anno si celebra negli stati dell'Unione Europea la “Giornata europea dei diritti del malato”: un evento che vuole contribuire al rafforzamento dei diritti dei pazienti, già espressi nella “Carta europea per i diritti del malato” redatta grazie all'attività di un gruppo di organizzazioni civiche e al programma europeo Active citizenship network.
Quest'anno la Giornata sarà celebrata il 18 aprile 2008 in tutti i 27 Paesi membri dell’UE: il principale obiettivo è quello di diffondere la Carta presso l’opinione pubblica e accrescere la consapevolezza dei diversi attori del sistema sanitario.

venerdì, aprile 11

Sanità, torna in piazza l’esercito dei precari
Partita dall’Asl 5 di Castellammare ora la lotta si estende alle aziende di tutte le province. Sit-in davanti alla Regione

Articolo di ANTONELLA LOSAPIO tratto dal Il Mattino di Napoli del 11.04.2008
Il coordinamento degli «operatori sanità precari» della Regione scende in campo per chiedere a gran voce la stabilizzazione. Dopo il presidio della settimana scorsa alla sede dell'Asl Napoli 5 a Castellammare, in occasione dello sciopero contro la precarietà indetto dalla Cub-Rdb (una sigla sindacale di base) a livello nazionale, questa volta la mobilitazione ha riguardato i precari (medici, infermieri, ausiliari) delle varie province campane che si sono ritrovati ieri mattina all'esterno di palazzo Santa Lucia a Napoli per incontrare l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. All’incontro erano presenti delegazioni di comitati delle Asl Napoli 5, Caserta 2, Napoli 2, Salerno 1 e Benevento: in tutto 25 persone. La battaglia dei precari va avanti senza esito da circa un anno e mezzo. «Più volte - attaccano i precari - abbiamo denunciato le condizioni discriminanti in cui ci troviamo per i ritardi e l'iniqua applicazione dei principi contenuti nella normativa sulla stabilizzazione». I precari chiedono il reintegro in servizio e la proroga dei contratti per il personale in possesso dei requisiti richiesti per la stabilizzazione (36 mesi di servizio), come previsto dal comma 519 della finanziaria 2007. «La manifestazione di ieri mattina non è stato un vero e proprio presidio - ha spiegato Gennaro Massimino, precario dell’Asl 5 - abbiamo distribuito volantini e una delegazione è stata ricevuta da Pasquale Trammacco, della segreteria della presidenza della Regione. Gli abbiamo presentato un documento che illustra la situazione delle varie aziende sia dal punto di vista contrattuale che lavorativo ed esposto le nostre richieste. La legge prevede che il personale che ha i requisiti non venga licenziato. Chiediamo la corretta applicazione della normativa vigente». Presenti all’incontro anche delegazioni provenienti dalle aziende sanitarie di Napoli, Caserta, Salerno e Benevento, composte da infermieri, biologi, tecnici, sociologi, psicologi, fisioterapisti, farmacisti, ostetriche, tutti da anni a fornire servizi sanitari essenziali nelle strutture pubbliche con contratti di lavoro a tempo determinato o atipici, a cui non viene garantita una stabilità lavorativa, minando in questo modo la continuità assistenziale e pregiudicando la qualità dei servizi. «Abbiamo chiesto un incontro - prosegue Massimino - con gli assessori alla Sanità, al Lavoro e alle Politiche sociali. Trammacco ci ha risposto che a breve saremo convocati per un tavolo di confronto. Restiamo in agitazione, non intendiamo fermarci fin quando non avremo garanzie». Intanto anche le organizzazioni sindacali dell'Asl 5 hanno chiesto un incontro con l'assessore Montemarano. «L'insostenibile situazione dell'Asl 5 - dicono Cgil, Cisl e Uil - per l'abbassamento dei livelli di assistenza dovuto anche alla mancata conferma dei precari, richiede una maggiore attenzione da parte della Regione. Di qui la necessità di un incontro con Montemarano e con il manager Gennaro D'Auria al fine di ricercare idonee e rapide soluzioni a salvaguardia e tutela dei diritti di lavoratori e cittadini».

Un viaggio di studio negli ospedali del Messico

Il Collegio Ipasvi di Roma, dal 1° al 15 giugno prossimi, organizza un viaggio-studio alla volta degli ospedali messicani.
Protagonisti, l’Hospital General de Mexico; l’Hospital Angeles del Pedregal e l’Imss-general Regional Hospital, tutti ubicati nelle maggiori città dello Stato in America Latina: Città del Messico, Oaxaca; San Cristobal De Las Casa e Merida. Un’ottima maniera di confronto, per imparare e divertirsi, visitando città, ma pure metodologie diverse da quelle a cui si è abituati.
Chi è interessato all’interessante esperienza, si può rivolgere a: I Viaggi del Perigeo (06.85301301), oppure a Loredana Granai: 0773.480920 e 335.6523423.

A Siena, grazie al gesto di due genitori webcam e pc per pazienti in isolamento

I pazienti dell’Ematologia del policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena potranno sentire sempre vicini i propri cari.
I genitori di una giovane paziente deceduta, infatti, hanno donato alla Sezione di Siena dell'Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, un contributo per acquistare personal computer dall'utilizzo davvero particolare: permettere a chi è ricoverato in isolamento per lunghi periodi (come accade spesso per i pazienti affetti da gravi malattie del sangue), di poter comunicare con l’esterno via internet, rimanendo sempre accanto a parenti ed amici.
“In questo modo - spiega il professor Francesco Lauria, direttore dell'Ematologia – per i ricoverati sarà possibile, attraverso l’utilizzo di una webcam, collegarsi con il mondo esterno e sentire meno difficoltoso l’isolamento”.
L’acquisto dei computer è stato fortemente voluto dai genitori di Bianca, una ragazza di vent’anni scomparsa per una grave forma di leucemia che, proprio durante il lungo ricovero, trovando grande consolazione con questo sistema di comunicazione, aveva chiesto ai suoi genitori di fare in modo che anche gli altri malati potessero avere questa possibilità.
La cerimonia di consegna dei computer si è tenuta martedì 8 aprile, presso il reparto di Ematologia.


Il Consiglio Internazionale delle Infermiere propone una serie di nuove “regolamentazioni”

Il Consiglio Internazionale delle Infermiere (Icn), presto, farà uscire tre nuove pubblicazioni: Nursing Care Continuum, Framework and Competencies; Model Nursing Act e Model Nursing Act Toolkit, tutti documenti che si riferiscono alla questione della regolamentazione della professione.Tali contributi si rivolgono in particolare ai Paesi che vogliono sviluppare, per la prima volta, un sistema di regolamentazione della professione infermieristica o, anche, costituire un punto di riferimento per riorganizzare quelli già esistenti.Grazie a queste pubblicazioni sia gli enti regolatori governativi che quelli non-goverantivi potranno ridisegnare la “mappa” della regolamentazione, così come la Fepi (la Federazione Europea degli Infermieri) sta facendo in Europa.Nello specifico, il Model Nursing Act è un manuale che descrive in dettaglio come si prepara una legge per la professione infermieristica e contiene le linee-guida su come trasformare un cambiamento delle linee politiche in una legislazione efficace.Il Model Nursing Act Toolkit, invece, approfondisce la suddetta pubblicazione, accompagnata da un cd-rom che contiene una biblioteca di risorse in cui viene descritto il processo della regolamentazione, le leggi alla base della pratica professionale e le tecniche necessarie per iniziare o migliorare la regolamentazione della professione infermieristica.Il Nursing Care Continuum, Framework and Competencies, infine, serve a definire meglio la gamma delle abilità, responsabilità, l’autorità ed i rapporti esistenti nell’ambito della professione infermieristica. Si tratta di uno strumento utile per poter interpretare i livelli di responsabilità e di imputabilità (ovvero, rispondere in prima persona del proprio operato) attraverso i vari sistemi sanitari e giurisdizioni; aiuta a valutare e a gestire l’introduzione di innovazioni o cambiamenti del ruolo e delle responsabilità della professione, e serve, pure, da guida per formulare o rivedere le competenze a livello nazionale o giurisdizionale.


I programmi dei candidati leader per la Sanità

Domenica 13 e lunedì 14 aprile avranno luogo le elezioni Politiche 2008 per la Camera e il Senato. In questa pagina speciale, riepiloghiamo i programmi dei principali candidati leader alla presidenza del Consiglio in riferimento al settore Sanità. La fonte delle informazioni di seguito riportate è costituita dai programmi depositati ufficialmente presso il ministero dell’Interno e scaricabili integralmente cliccando qui.

Partito Democratico (Pd)Candidato leader: Walter Veltroni
Piena attuazione della legge n. 120 del 2007, per la quale il cittadino ha il diritto di essere assistito dal Ssn entro 72 ore dalla richiesta per tutte le patologie che, pur essendo urgenti, non necessitano di pronto soccorso o ricovero immediato. Rendere, pertanto, equilibrate le liste di attesa.Proposta la creazione di un Fondo odontoiatrico promosso dal pubblico e sostenuto dal contributo volontario dei cittadini, che consenta di ottenere un pacchetto adeguato di prestazioni ad un costo calmierato.Cambierà, inoltre, il modo in cui verranno scelti i vertici di Asl e ospedali: regole chiare, curricula pubblici, bandi trasparenti, documentazioni pubblicate anche su internet. L’ammodernamento degli ospedali è un’altra delle grandi opere che il Pd intende affrontare nell’immediato, in collaborazione con le Regioni, evitando disparità tra i diversi territori.Molta attenzione, infine, alla cultura della valutazione e agli strumenti per valutare l’efficienza e l’efficacia del Ssn. Proposto un unico organismo indipendente, snello, con ampi poteri di intervento, che valuti periodicamente l’operato di manager e dirigenti sanitari, come avviene in molti altri Paesi. Attraverso un Patto per la partecipazione, poi, i cittadini potranno valutare i servizi che ricevono.

Popolo delle Libertà (Pdl) Candidato leader: Silvio BerlusconiIl Partito di Berlusconi comprende la Sanità in un progetto più ampio di 'servizi ai cittadini' e si richiama all'esperienza dei cinque anni di governo del Centrodestra dal 2001 al 2006, indicando come punti prioritari per la Sanità i seguenti: eliminazione delle liste d'attesa; incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud; trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie; riforma della legge 180 del 1978 in particolare per ciò che concerne il trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici; attuazione della legge contro le deroghe e potenziamento dei presidi pubblici e privati di prevenzione e di recupero dalle tossicodipendenze. Il programma presentato a Roma il 29 febbraio contestualizza 'i servizi ai cittadini' nel più ampio scenario delineato dalle sette missioni per lo sviluppo del Paese, così riassunte: rilanciare lo sviluppo; sostenere la famiglia; più sicurezza, più giustizia; i servizi ai cittadini; il Sud; il federalismo; un piano straordinario di finanza pubblica.

Inaugurato portale su normativa sanitaria

Arriva il primo portale internet della normativa sanitaria. Lo strumento, messo a punto dal ministero della Salute, permetterà la consultazione libera e gratuita di oltre 25.000 atti normativi a partire dal 1948, nella versione del testo aggiornata e vigente. Il portale raccoglie le norme nazionali, regionali e comunitarie in materia di sanità pubblicate sulla Gazzetta ufficiale e i provvedimenti ministeriali non pubblicati in Gazzetta. "In coincidenza con il trentennale dell'istituzione del Ssn - sottolinea in una nota il ministro della Salute, Livia Turco - abbiamo deciso di mettere al servizio dei cittadini e degli operatori uno strumento agile e gratuito di consultazione dell'insieme delle leggi e delle norme in vigore in materia sanitaria. Un'opportunità che riteniamo certamente utile per quanti operano in sanità, ma anche per il cittadino che voglia essere debitamente informato sui propri diritti e prerogative in tema di assistenza sanitaria". Lo strumento prevede anche una newsletter che segnalerà agli utenti registrati, tramite e-mail, le novità della settimana. Per la realizzazione del progetto, il ministero della Salute si è avvalso della tecnologia e delle competenze dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa - tecnologie informatiche e produzione telematica.

lunedì, aprile 7

Antonio Maiello in arte "Tony"
Partecipa su Rai 2 XFactor
è un ragazzo della mia città "Castellammare di Stabia"
Vota e fai votare TONY

Relazione sullo stato sanitario del Paese
"Possiamo essere orgogliosi"
Gli Infermieri lavorano sul campo di battaglia

La salute degli italiani presenta molti aspetti soddisfacenti, come testimonia innanzitutto l'aspettativa di vita che ci pone ai primi posti nel mondo. E' quanto rileva la Relazione sullo Stato Sanitario del Paese relativa agli anni 2005-2006, inviata nei giorni scorsi ai presidenti di Camera e Senato dal Ministro della Salute Livia Turco, come previsto dal Decreto Legislativo 229 del 1999, per fornire un'informazione al Parlamento e al Paese sulla stato di salute degli italiani e sulle politiche sanitarie. Come sottolineato nel documento, si può ben sperare per l'andamento epidemiologico di alcune patologie in particolare, se si considera la risposta del Paese ad iniziative di prevenzione, che cominciano a dare i loro frutti. Ad esempio, si osserva una diminuzione costante del fumo di tabacco (noto fattore di rischio per molte patologie di tipo respiratorio, cardiovascolare e oncologico), una riduzione progressiva della mortalità per tumore (merito delle campagne di screening e delle diagnosi fatte più precocemente, che permettono interventi terapeutici più efficaci). Tuttavia, vi sono ancora aree che possono essere migliorate: le malattie respiratorie croniche sono tuttora un problema diffuso, il consumo di alcool rimane piuttosto elevato, soprattutto nelle fasce di età più giovani, il diabete e l'obesità hanno una diffusione preoccupante, specialmente per le possibili complicazioni future. Inoltre, tra i fenomeni epidemiologici ai quali prestare grande attenzione, vi è la crescente presenza di anziani, che da un lato dimostra la qualità sostanzialmente buona del nostro sistema sanitario, ma che dall'altro desta preoccupazione per le patologie correlate all'età avanzata e per i relativi problemi di assistenza socio-sanitaria. Un quadro complesso e articolato, dunque, che presenta - come si legge nella relazione - molti motivi di ottimismo ma che indica anche la necessità di interventi che il Ministero della Salute ha in parte già intrapreso alla luce del programma di governo della sanità del Ministro Livia Turco Un New Deal della Salute e a quanto stabilito dal Patto per la Salute tra Governo e Regioni siglato nel settembre 2006, che si compone di un accordo non solo normativo e programmatico ma anche di certezza finanziaria, e che ha portato ad offrire più risorse, più servizi, più efficienza e a combattere gli sprechi. Per quanto riguarda la prevenzione, si ricorda il programma Guadagnare salute, rendere facili le scelte salutari voluto dal Ministro Livia Turco e approvato dal Governo con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2007, in accordo con le Regioni e Province autonome, che rappresenta il primo atto di coordinamento delle azioni e delle campagne di comunicazione tra tutti i livelli istituzionali, il mondo della scuola, dei produttori e dei consumatori per la prevenzione delle malattie croniche, per esempio i tumori, il diabete, le malattie respiratorie e cardiovascolari, attraverso l'adozione di stili di vita corretti: una alimentazione sana, niente fumo, meno alcol, più movimento.

sabato, aprile 5

Image Hosted by ImageShack.usIncentivi contro la carenza di Infermieri


L’Ipasvi di Trieste chiede incentivi concreti per aumentare sensibilmente il numero di iscritti ai corsi triennali di laurea per infermieri.
L’obiettivo è dare una risposta all'ormai cronica carenza di personale nelle strutture sanitarie locali. “Si tratta di una situazione che si ripete ormai da anni - spiega il presidente del Collegio, Flavio Paoletti - e ogni anno si sopperisce con soluzioni palliative, estemporanee. A fronte dei 2.100 iscritti al nostro Ordine professionale, sono effettivamente operative circa 1.600 unità. Ma purtroppo - continua Paoletti - il turnover parla a nostro sfavore, in quanto ogni anno, tra dimissioni o pensionamenti, vi sono 100 infermieri in meno”.
A fronte di una situazione del genere, l'Università triestina sforna appena 40 infermieri l'anno.

Da qui la proposta dell'Ipasvi che a giorni verrà sottoposta nel dettaglio a tutte le forze politiche in lizza per le elezioni regionali. La proposta si sviluppa lungo tre direttrici. “In primo luogo - prosegue Paoletti - la chiarezza del ruolo degli infermieri professionali nell'ambito delle strutture sanitarie, dove spesso l'utilizzo, ma anche la considerazione, di tali risorse umane e professionali sono inadeguati. In questo senso è anche la dirigenza sanitaria a doversi fare parte attiva”.
Inoltre, secondo l'Ipasvi, “occorre rivedere lo stipendio-base”. In terzo luogo, secondo il presidente del Collegio “è necessario rivedere i piani formativi di studio”.


L’ospedale ottimizza la degenza grazie a nuovi comfort hi-tech

All’Ospedale delle Molinette di Torino è terminata la fase sperimentale del Progetto per la mobilizzazione dei pazienti degenti ai fini del miglioramento della guarigione e per la fruibilità degli spazi dell’azienda a tutti i cittadini-pazienti.Un’idea, unica in Italia, che, sin dall’inizio (cioè, dal 2005), ha ottenuto grossi riscontri, favorendo tempi di guarigione più brevi, riducendo la mole di lavoro per gli addetti ed evitando sprechi socio-assistenziali. L’esperienza-pilota è stata possibile grazie all’acquisto di 377 letti e di 300 ausili tecnologicamente avanzati, nonché attraverso la formazione “ad hoc” del personale sanitario.Questo, allo scopo di incentivare la mobilizzazione e la dimissione precoce, riducendo soprattutto le complicanze cliniche legate all’allettamento dei pazienti.In particolare, mentre si provvedeva al programma di formazione per il personale, la fase di studio ha visto impegnati sei reparti: Dea Medicina, Neurochirurgia, Neurologia, Geriatria, Ospedalizzazione a domicilio e Oncologia, tutti dotati degli ausili atti a promuovere la mobilizzazione.I degenti coinvolti sono stati 122, con un’età media di 65 anni (dunque, anziani), e con evidenti problemi di autonomia già nel pre-ricovero.L’obiettivo era la valutazione dell’efficacia nel miglioramento dell’outcome generata da un piano di mobilizzazione predisposto da medici, infermieri e terapisti in relazione alla complessità dei casi.I pazienti sono stati divisi in due gruppi omogenei e curati chi col piano di mobilizzazione e chi no; quindi, si è passati a misurare i risultati: alcuni indicatori specifici hanno dimostrato che, alla dimissione, il primo ne ha ottenuto di più.Per questo, non ci vorrà molto e il progetto sarà presto esteso a tutte le aziende sanitarie piemontesi.

giovedì, aprile 3

Una chicca non infermieristica, ma dovuta !
Fiocco Celeste in casa Riva
2 Aprile 2008 ore 10:30
E' nato Emanuele, un bimbo tanto desiderato.
Auguri, ai genitori Angelo e Benedetta

martedì, aprile 1

Umanizzare l'Assistenza
Il gruppo Infermieristico della Nefrologia e Emodialisi del Presidio Ospedaliero "San Leonardo" dell'A.S.L. Napoli 5
Attori per Amore
Il giorno 30 marzo hanno presentato una commedia napoletana di Antonio Petito
" tre surice dint' a no mastrillo"
Grande successo ha susciato la serata in onore dei pazienti e dei parenti, oltre 500 persone che hanno applaudito ai colleghi infermieri.
Un Elogio per l'impegno e la determinazione che i colleghi hanno avuto per la formazione di questo gruppo, al fine di umanizzare l'assistenza, infatti, con questa rappresentazione hanno dimostrato che non solo vicino al letto del paziente si puo dare conforto e sollevare le sofferenze, ma con un modo cosi originale, l'assistenza infermieristica puo essere presente nella vita del malato.

Io direi "Amore per la nostra professione !"

A tutti i colleghi Infermieri del corso di Master in Coordinamento
E-mail pervenutami in data 01.04.2008 ore 11:26 dalla segreteria segreteria@professionisanitarie.unina.it

Si comunica che la lezione di giovedì 3 aprile è rinviata a venerdì 4 APRILE alle ore 8.30 presso il laboratorio didattico ubicato nell'edificio 5, Piano Terra, complesso Aule della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Via Pansini 5.
La lezione terminerà alle ore 18.30 con un intervallo dalle 13.00 alle 14.00.
A presto


Cronaca: In un lungo memoriale si proclama innocente
Infermiera accusata di tentato omicidio si impicca La donna, una romena di 61 anni, era stata rinviata a giudizio per aver cercato di avvelenare una collega all'epoca in cui prestava servizio nel carcere torinese delle Vallette. Dallo scorso novembre era agli arresti domiciliari. Il suicidio nella doccia

Torino, (Adnkronos)
L'hanno trovata impiccata nella doccia quando sono andati a fare il consueto controllo del rispetto degli arresti domiciliari. Si è tolta la vita così un'infermiera romena di 61 anni che dallo scorso novembre era indagata e sottoposta alla misura cautelare con l'accusa di aver tentato di avvelenare una collega all'epoca in cui prestava servizio nel carcere torinese delle Vallette.L'episodio si era verificato sul posto di lavoro e la collega della donna, avvelenata con del digitale nel caffè, si era salvata per un soffio. Il 14 novembre nei confronti dell'infermiera romena, che in passato aveva lavorato in numerosi ospedali e case di cura per anziani del torinese, il giudice aveva emesso la misura degli arresti domiciliari, mentre il pm aveva chiesto la custodia in carcere.Da quel giorno la signora si era chiusa nel silenzio. Non aveva mai risposto agli interrogatori, né come indagata, né all'interrogatorio di garanzia, e qualche settimana fa non si era presentata all'udienza preliminare in cui era stato disposto il suo rinvio a giudizio a giugno. I suoi legali avevano rinunciato alla difesa ed era stato nominato un avvocato d'ufficio che non era quasi mai riuscito ad avere colloqui con la signora, salvo una volta in cui le aveva parlato brevemente al telefono. Ieri sera, quando la polizia si è presentata a casa sua, dove viveva sola, per il consueto controllo la donna non ha aperto la porta.Per questo il magistrato che seguiva il suo caso questa mattina ha mandato nuovamente i poliziotti a controllare, ma una volta entrati nell'appartamento gli agenti hanno trovato il corpo della donna senza vita. Secondo i primi accertamenti la morte risalirebbe a ieri sera. Prima di morire la donna ha lasciato un lungo memoriale, una trentina di pagine scritte a mano in italiano, in cui proclama la sua innocenza. Forse dietro il tragico gesto c'era la volontà di sottrarsi al clamore mediatico e alla 'pubblicità' di un processo pubblico.

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