La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

Loading...

venerdì, febbraio 29

Calcolo rapporto infermieri/pazienti





Abbandonato il concetto di pianta organica predefinita, la legislazione fissa l'obbligo di definire il fabbisogno di personale attraverso la rilevazione del carico di lavoro. Nella realtà quello che tuttora prevale è la necessità di contenere i costi, e per questo, invece che la rilevazione dei carichi di lavoro, sono utilizzati indicatori ricavati da percorsi di negoziazione basati sulle vecchie norme.
Quanti degenti per infermiere Il Sole 24 Ore Sanita' del 26/02/2008 N. 8 26 FEB 3 MAR 2008 p. 29 L'obiettivo: ridurre gli eventi avversi causati da scarsità di personale La necessità di ridefinire lo standard di assistenza infermieristica nelle degenze ospedaliere consegue a due importanti evoluzioni. Evoluzione della normativa della professione infermieristica, che ora garantisce all'infermiere la diretta responsabilità e la gestione delle attività di assistenza e delle funzioni di supporto, ed evoluzione degli ospedali verso un modello per complessità/intensità di cura e di assistenza. Abbandonato il concetto di pianta organica predefinita, la legislazione fissa l'obbligo di definire il fabbisogno di personale attraverso la rilevazione del carico di lavoro. Nella realtà quello che tuttora prevale è la necessità di contenere i costi, e per questo, invece che la rilevazione dei carichi di lavoro, sono utilizzati indicatori ricavati da percorsi di negoziazione basati sulle vecchie norme. Una diversa modalità per definire il fabbisogno assistenziale è mutuabile dalla letteratura, e in particolare dal rapporto "To Err is Human" dell'"Institute of Medicine" che ha documentato come errori e inefficienze dell'assistenza sanitaria siano la causa diretta del decesso negli ospedali Usa di 100.000 pazienti all'anno. A seguito di questo rapporto l'attenzione è stata rivolta anche all'attività infermieristica, essendo gli infermieri gli operatori di assistenza che più frequentemente i pazienti incontrano e con i quali i pazienti trascorrono la maggior parte del tempo di cura. Si è avviato così il dibattito sul "nurse-topatient ratio" ottimale, ovvero su quale debba essere il numero di pazienti per ciascun infermiere presente nelle degenze ospedaliere necessario per minimizzare il rischio che una situazione di "understaffing" sia causa diretta di mortalità e di eventi avversi. Lo Stato della California ha per primo stabilito un rapporto "nurse-to-patient" di sicurezza verso il rischio clinico, e precisamente: terapia intensiva 1:2sala travaglio e parto 1:2antepartum 1:4 postpartum coppia 1:4 postpartum solo donne 1:6pediatria 1:4pronto soccorso 1:4terapia intensiva in ps 1:2sala trauma in ps 1:1terapia sub intensiva 1:4medicina e chirurgia 1:5degenza specialistica 1:4psichiatria 1:6L'obbligo di adeguamento a questi standard, inizialmente posto al 2004 per tutti gli ospedali californiani, è stato poi rinviato per difficoltà a reperire personale infermieristico sufficiente. Ma l'indicazione è rimasta ed è in corso di estensione anche in altri Stati Usa. Per il calcolo del rapporto "nurse-to-patient" noi proponiamo lo svolgimento delle due semplici espressioni matematiche riprodotte in questa pagina. Conoscendo le variabili che caratterizzano una degenza ospedaliera, l'espressione "1" consente di calcolare il numero di unità infermieristiche necessarie ad assicurare nelle 24 ore il rapporto "nurse-to-patient" desiderato, mentre l'espressione "2" consente di desumere quale sia il rapporto in una situazione concreta dove il numero di infermieri assegnato sia già noto.
Prova a calcolare con Excel il fabbisogno di infermieri nel tuo reparto...

Legenda:nI = numero di Infermieri i / p = rapporto Infermieri/Pazientit = numero di turni nelle 24 ore tO = tasso medio di occupazione della degenza pl = numero di posti letto di degenza A = percentuale media di assenza dal servizio A esempio, volendo conoscere il rapporto "nurse-to-patient" esistente in una degenza di 32 posti letto, con una dotazione di pianta organica di 17 infermieri, un tasso di occupazione del 90% e una percentuale di assenza del 25%, applicando la formula "2" si ottiene 0,118, ovvero un rapporto i/p di 1/0,118 = 8,47, ovvero 8,5 pazienti per infermiere. Se per lo stesso reparto il rapporto "nurse-to-patient" ritenuto di sicurezza fosse invece 1/5, applicando l'espressione "1" si potrebbe ottenere il numero di infermieri necessario, che in questo caso sarebbero 28,8, ovvero circa 12 in più. Applicando nella pratica questa formula probabilmente emergerebbe in molte realtà ospedaliere la necessità di un forte adeguamento aggiuntivo delle presenze infermieristiche. Ovviamente preoccupano i costi, ma a questo proposito è utile considerare quanto documentato nella rivista Ahrq Research in Action del marzo 2004, ovvero che un'inadeguata presenza infermieristica determina inevitabilmente eventi avversi - infezioni da pneumococco, ulcere da pressione, infezioni del tratto urinario, infezioni di ferite, cadute, errori relativi alla somministrazione dei farmaci - che sensibilmente aumentano i costi di degenza. A esempio i costi relativi a eventi avversi associati a ulcere da pressione negli Stati Uniti sono stimati in 8,5 miliardi di dollari per anno. Naturalmente, in fase applicativa, molti aspetti che la formula non considera dovrebbero essere definiti. Il rapporto i/p nella nostra realtà ospedaliera dovrebbe essere comprensivo degli operatori di supporto (operatori sociosanitari-oss e oss con formazione complementare), e potrebbe anche essere considerato variabile nelle 24 ore. Inoltre, una corretta applicazione richiederebbe flussi di dati sempre attendibili, aggiornati e aggregati secondo il settore (reparto o area). E anche occorre decidere se il fabbisogno di operatori infermieristici sia da definirsi in relazione alla domanda realmente espressa oppure alla domanda potenziale.


Roma, 5 mar. (Adnkronos Salute) - Aggressioni, intimidazioni e, in qualche caso, furti. I medici italiani sono sempre più spesso vittime, sul posto di lavoro, di balordi e criminali. Un fenomeno purtroppo in crescita che spinge i medici, soprattutto quelli che operano nei pronto soccorso e nei reparti di emergenza, a denunciare di aver paura a indossare il camice bianco. Lo confessa il 40%: di questi, il 28% ha paura ''raramente'' e l'11% ''sempre più spesso''. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato fra i camici bianchi da 'Quotivadis', quotidiano online di informazione medico-scientifica di Univadis. Secondo l'indagine però, malgrado l'aumento delle aggressioni, c'è però un nutrito numero di medici, il 61%, che sembra non temere niente e nessuno, e che dichiara di non aver timore di indossare il camice bianco. Mai


Lode e Rispetto per il lavoro degli infermieri
Il Mattino di Padova del 21/02/2008 , articolo di MASSIMO GIORGETTI * ed. Nazionale p. 15
Mancano ancora pochi mesi e, poi, l'Ordine degli infermieri avrà la sua giornata speciale. Il 12 maggio dello scorso anno ho partecipato alle loro attività nel centro della città, una giornata internazionale dedicata alla loro professione. A Padova in Piazza Garibaldi si sono presentate le responsabilità crescenti, assunte dagli operatori, ai cittadini. Ricordo con piacere che lo stesso giorno, abbiamo concluso la giornata con un divertente spettacolo comico.Ma le prime pagine dei quotidiani hanno ritratto in questi giorni, invece, un quadro poco fedele (non certo per colpa loro, ma di una banale festa, che ha oramai creato «il caso»).Gli specializzandi hanno pensato di festeggiare il contratto di lavoro organizzando un party, affiggendo locandine dove vi è ritratta «un'infermiera» che per nulla ricorda le vere professioniste.Non si recrimina la satira, ma la poca sensibilità mostrata nei confronti di tutte le nostre e i nostri infermieri che ogni giorno operano per garantire un'assistenza di qualità che mette al centro il bisogno di salute del singolo con dedizione e sacrificio. Se è vero che l'infermiere è una delle figure di riferimento in tutto il cerchio della nostra vita, allora dobbiamo nutrirne rispetto. Non è la divisa bianca a far sognare una donna facile, ma il mostrarla con una gonna corta, i bottoncini slacciati e una posizione che lascia pochi dubbi. Chi di noi, conscio del duro lavoro svolto ogni giorno, accetterebbe di vedere la propria professione su manifesti che ricordano più lussuria che impegno?Capisco il risentimento provato da chi si è sentito colpito in prima persona. Avete mai letto il patto tra infermiere e cittadino? Un inno di solidarietà e di tutela.Forse è stata solo una bravata, magari sottovalutata e che certamente non credeva di creare questo «caso»; ma il mio appoggio va a chi, denigrato nella sua professione tanto utile, pensa che lo scherzo sia stato sciocco e maschilista.Spezzo una lancia in favore di questa meravigliosa professione, fatta di aspetti legali, etici e deontologici, di turni snervanti e un contatto quotidiano con il dolore, che invece talvolta viene allineata a vecchi stereotipi sociali che dovrebbero essere oramai superati.Insomma definizione alla mano l'infermiere è «un professionista che, in possesso della laurea triennale e dell'iscrizione all'albo professionale, eroga assistenza preventiva, curativa e riabilitativa in autonomia o in collaborazione con le altre figure operanti nell'ambito socio-sanitario per la tutela e la promozione della salute delle persone», direi quindi che di scherzi e succinti camici non se ne parla.Se andiamo a vedere come veramente operano nel loro quotidiano (e come volontario della Cri ho visto fin troppe volte quali dolorose situazioni debbano affrontare) ci imbattiamo in una serie di critiche scelte comportamentali, le quali sono determinanti per la maggior parte delle volte.E' lo stesso codice deontologico a sottolineare l'importanza della loro attività recitando che: «L'infermiere si attiva per l'analisi dei dilemmi etici vissuti nell'operatività quotidiana e ricorre, se necessario, alla consulenza professionale e istituzionale contribuendo così al continuo divenire della riflessione etica».Non voglio essere prolisso e dilungarmi in un'analisi ovvia di una professione che è protagonista della nostra salute e vita. La giornata internazionale dell'infermiere esiste già ed è il 12 maggio. Sapersi scusare è un'arte nobile e un passo in tal senso è già stato fatto tramite la lettera firmata dal responsabile degli specializzandi Domenico Montemurro.* assessore provinciale ai Servizi sociali


Somministravano Aulin e Serenase senza prescrizione: 300 euro di multa
Infermieri Attenti!!
Quando si somministra un farmaco, aspettate che il Medico l'abbia Scritto in Cartella Clinica!

Image Hosted by ImageShack.us


Farmaci ad ospiti senza prescrizione, multatiIl Trentino del 07/02/2008 ed. Nazionale p. 36 Due infermieri avevano dato medicine abitualmente assunte dagli anzianiCLES. Trecento euro di ammenda e pagamento delle spese processuali. Si è concluso così il processo che ieri ha visto sul banco degli imputati due infermieri della Casa di Riposo Santa Maria di Cles, Cristian Marinelli e Maria Grazia Pedergnana, accusati di esercizio abusivo di professione medica per aver somministrato a due anziane ospiti farmaci senza la prescrizione medica. I fatti risalgono al mese di maggio 2007 quando nella casa di riposo si sono presentati i Carabinieri del Nas.Dovevano effettuare un controllo mirato dopo una segnalazione dell'Ordine degli infermieri di Trento a sua volta attivato da una precisa sollecitazione arrivata, a quanto pare, dall'interno della stessa Casa di riposo. L'ispezione - ha ricordato in aula ieri il maresciallo Daldon dei Nas - ha portato alla luce due episodi del 15 e 28 maggio. Nel primo caso l'infermiera Pedergnana aveva somministrato ad un'anziana ospite un antidolorifico, il Nimesulide, farmaco assimilabile all'Aulin; nel secondo l'infermiere Marinelli 10 gocce del neurolettico Serenase ad un'altra anziana. Fatti accertati e non contestati dai due imputati che hanno comunque spiegato, in dichiarazioni spontanee, come e perchè erano arrivati a quelle somministrazioni. «Quel pomeriggio l'anziana era particolarmente agitata, è stata lei a chiedere qualcosa che la tranquillizzasse: così le ho dato dieci gocce di Serenase, un farmaco le era stato già stato prescritto in precedenza anche in dosi giornaliere di 40 gocce» ha detto Marinelli. Dello stesso tenore la spiegazione di Pedergnana: erano le 23.30, era in turno di notte quando l'anziana ha chiesto qualcosa per alleviare i dolori insopportabili. Le dichiarazioni dei due imputati sono arrivate a conclusione del dibattimento che ha visto sfilare davanti alla giudice una serie di testimoni, tra cui la dottoressa Maria Gabriella Cescatti, medico convenzionato con la Casa di Riposo di Cles dal febbraio 2006 al giugno 2007. Un anno turbolento per i rapporti fra Cescatti e il personale e concluso con le dimissioni della dottoressa. Tra i testimoni la presidente provinciale dell'Ordine degli infermieri, Luisa Zappini, la caposala Silvia Dallagiovanna e il direttore Silvano Gallina.«Dopo quella fase è stata ricostruita l'unità d'equipe, che era stata smembrata, con piani assistenziali mirati ed individualizzati per ogni ospite» ha sottolineato il direttore. Significativa la testimonianza del dottor Marco Pangrazzi, responsabile sanitario della Casa di riposo di Cles dal gennaio 1995 al febbraio 2006, senza riscontrare invasioni di campo da parte degli infermieri. Il pm De Benedetto ha chiesto la condanna dei due infermieri, pur con tutte le attenuanti, a 530 euro di ammenda cadauno, somma ridotta dalla giudice Miori.

Finalmente saremo ripagati del nostro lavoro
Sanità: siglata ipotesi di accordo CCNL

Firmata nella notte tra il 28 e il 29 febbraio 2008, l'ipotesi di accordo per il CCNL della Sanità.Esprimiamo soddisfazione per la positiva conclusione della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro delle 575.000 lavoratrici elavoratori della sanità pubblica.L'aumento medio pro-capite di 103 euro mensili recupera, seppur con colpevole ritardo non addebitabile sicuramente ne al sindacato ne ai lavoratori gran parte della perdita del potere d'acquisto perso dai salari negli anni 2006/2007. Importantissima e di valore la previsione contenuta nell'ipotesi di accordo sull'orario di lavoro e sulle garanzie di tenuta di una condizione psico-fisica degli operatori indispensabile per garantire prestazioni sanitarie di qualità, l'introduzione di questo articolo contrattuale è stato reso necessario a seguito della Finanziaria che abrogava il diritto alle 11 ore di riposo a tutto il personale del ruolo sanitario.Allo scopo di combattere isolati comportamenti che gettano discredito su tutta la categoria l'accordo raggiunto prevede la possibile adozione del provvedimento disciplinare del licenziamento in caso di procedimento penale,limitatamente ai casi di arresto in flagranza,confermato dal GIP, per i reati di corruzione, concussione e peculato.Si creino sin da subito le condizioni necessarie affinché dopo la sottoscrizione di questo accordo si possa arrivare al più presto all'apertura formale delle trattative per il contratto 2008/2009.Roma, 29 febbraio 2008
testo CCNL Sanità (784 KB).

giovedì, febbraio 28

Finalmente il 14 marzo si comincia!
Master di I° Livello in Menagement alle Funzioni di Coordinamento in area Infermieristica
Anche io con grande felicità comincio il corso universitario alla Federico II di Napoli, mi armerò di tanta buona volontà, ad affrontare questo corso.

lunedì, febbraio 18

Rinviata al 2009; abolizione riposo

Rinvio, al primo gennaio 2009, dell'abolizione del diritto alle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 oreIl rinvio, al primo gennaio 2009, dell'abolizione del diritto alle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore per il personale sanitario, grazie alla definitiva approvazione del milleproroghe ieri al Senato, "rappresenta un primo risultato positivo" della vertenza portata avanti dai sindacati di categoria. Lo afferma Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici, commentando il rinvio della misura prevista in Finanziaria 2008, tanto temuta e osteggiata da camici bianchi e operatori sanitari. "Adesso la questione del diritto al riposo, sancito dal decreto legislativo 66/2003 in ottemperanza delle direttive europee - sottolinea Cozza - va affrontata nel contratto, al quale la normativa vigente deroga la materia". La Fp Cgil medici si è "sempre coerentemente battuta per la qualità del lavoro dei medici e dei veterinari nella sanità pubblica. E si impegnerà nel tavolo delle trattative all'Aran affinchè nel contratto 2006-2009, possa essere affermato il diritto al riposo, troppo spesso non rispettato negli ospedali, anche contro la volontà del medico".

L’ultimo rapporto Inail segnala gli infortuni in Pronto Soccorso

Carenza di personale e super-lavoro metteranno in ginocchio il personale ospedaliero. Nel momento forse più delicato per la sanità, a dare l’ennesimo colpo al sistema italiano, ma anche più voce agli operatori, arrivano i dati di una ricerca Inail che riguardano gli infortuni del personale medico, infermieristico ed ausiliario. Un infermiere su tre è costretto a usare psicofarmaci per resistere alla fatica, con i rischi che ne derivano per la sua, ma anche per la salute dei pazienti. Due su cinque, tra medici, infermieri e ausiliari si sono infortunati in ospedale: donne nel 70 % dei casi.Tende a salire anche il numero delle aggressioni, specie nei Pronto soccorso, dove i tempi d’attesa, per pazienti e parenti, sono lunghissimi ed estenuanti. Gli infortuni sono in continuo aumento e i tipi di infortuni che si registrano alla colonna vertebrale e ai tendini sono causati proprio dal super-lavoro: tantissime infermiere, infatti, dopo qualche anno di servizio, sono costrette ad interventi chirurgici al tendine del polso. Agli infortuni in corsia si aggiungono, poi, quelli in itinere. In che senso? Non sono rari i casi di infermieri che, usciti dal lavoro dopo due o tre turni massacranti, hanno degli incidenti stradali. I numeri sono in continua crescita, anche se non si hanno dati certi, perché in tanti non denunciano il fatto.

Firmato il decreto sulla dirigenza unica per le professioni sanitarie
27.Febbraio 2008
Proprio in extremis, il Governo uscente ha reso esecutiva con un apposito Dpcm l’intesa Stato-Regioni del novembre scorso sull’istituzione della dirigenza unica per tutte le professioni sanitarie. Finora, infatti, ciascuna Regione aveva proceduto autonomamente, e in maniera difforme. Per questo motivo, il ministero della Salute ha messo a punto il provvedimento relativo alla normativa concorsuale per l'accesso alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie, fissando requisiti, modalità di svolgimento delle prove e punteggi. Le leggi di riferimento restano la 251/2000 e la 43/2006.Per diventare dirigenti sarà necessaria la laurea specialistica e 5 anni di servizio effettivo nella professionalità per la quale si vuole essere dirigenti nei livelli D e Ds del comparto, o anche in qualifiche corrispondenti di altre pubbliche amministrazioni. Ribadita l'obbligatorietà dell’iscrizione all’albo professionale. Per ottenere la qualifica bisognerà comunque superare una prova scritta sugli argomenti che riguardano la funzione, una prova pratica e un colloquio orale sulla materie indicate dal bando. La commissione esaminatrice (nominata dal direttore generale della azienda Usl o dell’azienda ospedaliera) potrà assegnare ai candidati cento punti complessivi, così ripartiti: 20 per titoli e 80 per le prove d’esame. Tra i titoli, contano di più: anni di servizio in ruoli dirigenziali, specializzazioni, titoli universitari.
Clicca qui per scaricare in formato pdf il testo integrale del decreto approvato dal Consiglio dei ministri.


27/02/2008:

ALBO E ORDINE: MINISTRO TURCO, HAI FALLITO!
Onorevole Ministro Livia Turco, RISPETTI GLI IMPEGNI
!

Mancano così pochi giorni che potremmo già definitivamente chiudere il dibattito.
Quale credibilità in chi si è impegnato PER BEN DUE VOLTE ad agire la delega del Parlamento all'istituzione degli ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE?

Gli impegni assunti dal ministro della Salute, la Senatrice Livia Turco, che stanno per essere disattesi, sono il manifesto del suo fallimento politico.

E’ certamente fondamentale essere persone oneste e sensibili, ma quello che conta in politica è saper fare delle scelte che servono in questo caso alle Professioni, al Paese e ai Cittadini.

Se poi è addirittura il Parlamento che, visti gli impegni presi con gli elettori, all’unanimità, ha chiesto per ben due volte, a questo Esecutivo, di attuare la delega prevista dalla legge 43/06 sugli Ordini per le Professioni Sanitarie, non ci sono più scuse!

In politica contano i fatti!

Questa solo l'ultima delle lettere, a cui vanno aggiunte quelle dei sindacati, che l'Aifi ha inviato al Consiglio dei Ministri con il seguente contenuto:
"Il 4 marzo è il termine ultimo per l'approvazione della delega per l'istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, che per la seconda volta il Parlamento Vi ha affidato.
Sulle motivazioni che ci spingono a chiedere la sua attuazione Vi abbiamo già informato, con la nota unitaria del 4 febbraio u.s.
Per quanto ci riguarda in questi mesi abbiamo sempre collaborato lealmente e costruttivamente.
Ora la responsabilità dell'attuazione o dell'affossamento del provvedimento è solo nelle Vostre mani.
Quindi, a questo punto, contano solo i fatti."

24/02/2008

SANITA': BUSTE PAGA PIU' RICCHE PER LAVORATORI COMPARTO,
+103 EURO AL MESE

Roma, 22 feb. (Adnkronos Salute) - Segnali positivi per il rinnovo del contratto di lavoro del comparto sanità. Al termine della riunione di oggi all'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), i sindacati di categoria hanno infatti 'incassato' la garanzia di un aumento, sulla parte fissa dellaretribuzione, pari a 103 euro mensili. Un passo avanti decisivo in direzione di una felice chiusura della trattativa. "Adesso - sottolinea in una nota Carlo Fiordaliso, segretario generale Uil Fpl - abbiamo chiesto di stringere i tempi per arrivare entro la fine del mese a sottoscrivere l'accordo sulla parte economicaper dare subito gli aumenti attesi da 26 mesi e di proseguire poi, senza interruzione, la trattativa sulla parte normativa e sugli incrementi del biennio 2008-2009. Aumenti - aggiunge - che dovranno rispondere agli effetti dell'inflazione e quindi a un reale recupero dei salari, falcidiati dall'aumento dei prezzi e delle tariffe". Dello stesso avviso anche Rossana Dettori, segretaria nazionale FP Cgil, secondo cui la tutela del potere d'acquisto dei salari "è il primo obbiettivo al quale il contratto deve saper rispondere". La parte economica non è però l'unica materia sotto osservazione dei sindacati. C'è infatti molto da lavorare anche sulla parte strettamente normativa. "La Cgil - sottolinea la Dettori - non intendesacrificare per troppo tempo le numerose rivendicazioni contenute nella piattaforma unitaria approvata dai lavoratori della sanità, e chiede sin d'ora l'apertura di un'apposita sessione straordinaria da legare al rinnovo del contratto per gli anni 2008-2009".

AdnKronos Salute


IN ITALIA OLTRE 20MILA INFERMIERI STRANIERI:

13MILA COMUNITARI, 7MILA EXTRACOMUNITARI




22/02/2008 22 Feb.

Sono 13mila comunitari e 7mila extracomunitari gli oltre 20mila infermieri che giornalmente lavorano nei nostri ospedali. E' quanto risulta da una inchiesta effettuata dal mensile gesuita "Popoli" che parla di una vera e propria "trasfusione dal Sud" degli infermieri stranieri.
Cifre importanti e anche in continua crescita, tutelate anche dalla legge Bossi-Fini, che prevede una corsia preferenziale proprio per gli infermieri, inseriti in una categoria privilegiata di stranieri classificati 'fuori-quota', come i calciatori.
L'Organizzazione mondiale della sanità stima, come garanzia per il funzionamento dei sistemi sanitari nazionali, il minimo di 100 infermieri ogni 100mila abitanti e l'Italia è tra i Paesi che richiedono al Sud del mondo schiere di personale sanitario specializzato.
In pochi anni nel nostro paese si sono 'travasati' 20mila infermieri, suddivisi in 13mila comunitari o neo-comunitari (romeni e polacchi compresi) e circa 7mila extracomunitari.
Sono più numerosi nelle regioni del Nord rispetto a quelle del Sud e a volte raggiungono quote importanti: a Trieste il 10% degli infermieri sono di nazionalità slovena, o in grandi strutture private, come nell'ospedale San Raffaele di Milano, che conta il 18% di infermieri non italiani.(mps)

il Mattino di Napoli 20/02/2008

Gli Infermieri Precari dall'Assesore alla Sanità Campana

Operatori precari dell’azienda sanitaria Napoli 5 incontrano l’assessore regionale alla sanità Angelo Montemarano. È previsto alle 10 di oggi nella sala giunta regionale, l’incontro tra l’amministratore e una delegazione di precari che da mesi attendono un chiarimento sulla stabilizzazione. In particolare, i rappresentanti di infermieri, medici e operatori della sanità locale, intendono denunciare all’assessore le inesattezze contenute nella circolare e nello schema di domanda che gli uffici dello stesso assessorato hanno emanato a seguito dell'approvazione della normativa per la stabilizzazione del personale precario, in vigore dal 4 febbraio. «Alle giuste aspettative di un gran numero di operatori del comparto sanità, riconosciute dalle vigenti leggi dello stato in materia di superamento del precariato, – scrivono i precari in un documento – si riscontra, ancora una volta, la superficialità delle istituzioni regionali in merito ad una questione che sta determinando discriminazioni in un settore largamente precarizzato».

Chiedere Scusa é poco!


Giovani medici festeggiano con infermiera sexy:

l’indignazione dei professionisti e le scuse dei responsabili

Si è trattato solo di uno scherzo? Intanto, Fabio Castellan, presidente del Collegio Ipasvi della provincia di Padova, ha telefonato all'Ordine dei medici per denunciare l’accaduto. E questo si è rivolto direttamente al responsabile dei medici specializzandi, Domenico Montemurro, che ha formulato pubbliche scuse.Ma cos’è successo? In breve: alcuni medici dell'ospedale di Padova per festeggiare il nuovo contratto hanno voluto dare una festa in discoteca, scegliendo uno slogan azzardato: “Cerca le infermiere sexy”, con tanto di foto, sulla locandina, di una bella infermiera mezza nuda.Come l’hanno presa i diretti interessati? Non bene, ovviamente. Tra i molti che hanno protestato anche Luigino Schiavon, presidente del Collegio Ipasvi di Venezia, il Coordinamento infermiere della Uil di Padova, la Cisl e la Cgil. Ed è sceso in campo a difendere la dignità delle infermiere anche l'Assessorato provinciale ai Servizi sociali. Le locandine, che erano state affisse ovunque tra Policlinico e Monoblocco, sono state rimosse, però la festa si è svolta comunque. Ma considerare le infermiere come delle cubiste può costare un esposto: cosa che è accaduta, visto che l'Ipasvi di Padova ne ha già presentato uno contro gli organizzatori, inviando la lettera direttamente al presidente dell'Ordine dei medici. L'esposto si chiude con questa frase: “Il Collegio infermieri rimane indignato del fatto che dei medici insultino la professione nel suo insieme, rischiando di pregiudicare i positivi rapporti che intercorrono tra questo Collegio e l'Ordine dei medici”.L'Ordine, a sua volta, ha risposto con una lettera di scuse in cui viene spiegato che non si voleva offendere nessuno e si chiede che vengano accettate le sentite scuse di chi ha capito di aver commesso un errore, ribadendo il profondo rispetto per il lavoro svolto da una professione - quella degli infermieri, appunto - con cui tutti i giorni i medici lavorano fianco a fianco. Basterà? Alle infermiere, comunque la faccenda proprio non va giù. Aspettano da tempo il rinnovo del contratto, sono costrette a fare i salti mortali per coprire tutti i turni (data la mancanza di personale): vedersi in bella, e succinta, mostra è davvero troppo!

Mancano 50 mila infermieri, ma aumentano le “nuove leve”

Oltre 360mila operatori sanitari, circa 30mila stranieri, e un aumento del 7% delle domande per accedere ai corsi universitari dopo la campagna di informazione per i giovani messa in campo dall'Ipasvi insieme al ministero della Salute. È questa, la fotografia dell'offerta assistenziale in Italia che, con 5,4 infermieri ogni mille abitanti, resta molto lontana dalla media del 6,9 per cento determinata dall'Ocse per la regione europea. “La campagna di promozione della figura dell'infermiere ha colto nel segno - spiega Annalisa Silvestro, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi -. Ma per raggiungere buoni livelli di assistenza, soprattutto quella domiciliare, dovremmo aumentare gli organici di almeno cinquantamila infermieri”. In cima alla lista delle Regioni virtuose, il Friuli, l'Emilia-Romagna e la Toscana, mentre: “le difficoltà maggiori - sottolinea Silvestro - le riscontriamo quando si scende al Sud. Serve una riflessione seria perché, con il calo del numero di infermieri, non viene meno solo la qualità dell'assistenza, ma aumenta anche il rischio di errori”.

Il Collegio di Imperia bandisce un concorso in ricerca

Seconda edizione per il concorso provinciale per la ricerca infermieristica “Fulvia Bucci”: La consulenza infermieristica: metodologia innovativa nel lavoro in équipe.Il Collegio Ipasvi di Imperia intende così promuovere e sostenere la ricerca nel settore, conscio dell’importanza che essa riveste per effettuare interventi assistenziali di documentata efficacia. Un premio, quindi, in memoria di una collega. Per parteciparvi è necessario: essere professionisti iscritti al Collegio Ipasvi di Imperia; essere studenti del terzo anno del Corso di laurea in Infermieristica del polo universitario imperiese e presentare un elaborato inedito e che rispetti la metodologia scientifica.La documentazione (il testo, scritto in word office, carattere: “Times New Roman” 12, formato A4, di massimo 30 pagine, compresi grafici e tabelle) dovrà essere consegnata, in copia cartacea e supporto magnetico, entro il 5 maggio 2008, presso la sede del Collegio Ipasvi della città ligure.Al miglior elaborato andranno 1.000 euro, che saranno consegnati in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere 2008, quando l’Autore potrà anche illustrare il suo report di ricerca.Il lavoro dovrà essere corredato da una scheda coi dati anagrafici e da una domanda di ammissione: tutto disponibile presso la sede del Collegio o anche on-line, all’indirizzo:www.imperiaipasvi.it

martedì, febbraio 12

Primo concorso nazionale per
la Ricerca infermieristica

Il Collegio Ipasvi di Brescia, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, indice un concorso nazionale di Ricerca infermieristica. Argomento della prima edizione è: Case management quale modalità organizzativa per la presa in carico e l’integrazione professionale.Lo scritto, inedito e corredato da una domanda di partecipazione in carta semplice (che include: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico e Albo a cui si è iscritti) dovrà essere consegnato entro le ore 12 del 31 marzo 2008 al: Presidente del Collegio Ipasvi di Bresciavia Moretto 42/a25122- BresciaAl concorso possono partecipare tutti gli iscritti agli Albi dei Collegi provinciali Ipasvi d’Italia, da singoli o in gruppo. I testi dovranno essere su carta A4, unica facciata, doppia spaziatura, pagine numerate, per un massimo di 50 cartelle di 30 righe per pagina, carattere Arial, corpo 12. Sì a figure e tabelle, purché chiare e corredate di didascalie. Inoltre, l’elaborato va completato con un riassunto in italiano e in inglese, di massimo 250 parole e presentato su cd, con 3 copie cartacee in allegato.La commissione giudicatrice individuerà due vincitori: al primo, andranno 1500 euro; al secondo, 500 euro. La cerimonia di premiazione sarà effettuata durante la Giornata internazionale dell’Infermiere, che si svolgerà a Brescia il 10 maggio prossimo. Il modulo di iscrizione può essere scaricato dal sito: www.ipasvibs.it


Questa è una Vergogna!
Il Contratto Nazionale del Comparto Sanità è scaduto da:

2 Anni - 44 Giorni
Questa è la VERGOGNA degli arretrati contrattuali lordi che stiamo aspettando, e che assommano aggiornati a gennaio 2008 a:724 Euro
Un totale risultante da: (13 mesi * 9 euro) = 117 + (11 mesi per 46 euro) = 506
[e siamo al conteggio dei mesi arretrati fino a dicembre 2007]
101 euro mese / 30 giorni = 3,36 euro al giorno per ogni giorno del 2008
... e noi stiamo a Guardare ?
... chi ci tutela?
... chi ci governa?
Aspettiamo?

Codice deontologico inferermieri
«la voglia di essere una corporazione e di dettare legge»
© ADUC.it - Pubblicata il 12/02/2008


E' stata presentata oggi una prima bozza per la revisione del codice deontologico degli infermieri, lo ha fatto il presidente della federazione nazionale dei Collegi Ipasvi (Federazione nazionale collegi infermieri), ciò che colpisce e' l'introduzione dell'obiezione di coscienza sui cosiddetti temi etici e il no all'eutanasia («l'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito«).
Colpisce perché e' in intervento a gamba tesa per affermare la loro voglia di essere una corporazione e, di conseguenza, dettare legge li' anche dove la legge (quella vera) non si esprime o dice il contrario.
Se parlano di obiezione di coscienza sui temi cosiddetti etici (che sono quelli più conosciuti come diritti civili degli individui), se questa obiezione non e' prevista dalla legge loro non possono praticarla, altrimenti commetterebbero il reato di omissione di soccorso. Per l'eutanasia, siccome questa e' una pratica che oggi e' vietata per legge, che bisogno c'e' di specificare la loro indisponibilità' a praticarla? O forse potrebbero dare la disponibilità ad assecondare le richieste dei pazienti nonostante il «niet» della legge? Non crediamo proprio. E' evidente che, con la scusa del codice deontologico, vogliono solo affermare la loro disponibilità' ad agire in una sorta di extraterritorialità legislativa, cercando protezione e consenso dai vari alfieri delle brutalità sanitarie imposte.Questo e' il nostro contributo alla loro bozza di revisione del codice deontologico.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc


INFERMIERI: Gran Bretagna,
AL VIA CORSI PER IMPARARE A SORRIDERE AI PAZIENTI
commento personale "e noi che facciamo?"

Roma, 12 feb. (Adnkronos Salute) - Infermieri a scuola per esercitarsi a sorridere ai pazienti in ogni situazione, dalle più normali alle più difficili. Succede in Gran Bretagna, dove all'ospedale di Stockport stanno per partire corsi ad hoc per insegnare a chi assiste i malati a comportarsi nel migliore dei modi, dimostrando di mettere la salute e il benessere del paziente sempre al primo posto. E dunque, oltre che sfoderando espressioni gioiose, anche evitando di dire 'torno subito', se non si ha veramente intenzione di rientrare nella stanza dell'assistito dopo pochi minuti, abbassando il tono di voce nelle ore notturne per conciliare il riposo dei malati e non parlando dei propri fatti personali durante i turni. L'iniziativa non ha mancato di provocare critiche - riporta il tabloid britannico 'Daily Mail' - soprattutto fra i diretti interessati, mentre le associazioni di pazienti hanno accolto l'idea con entusiasmo: "gli infermieri lavorano duro, questo è certo - dice Michael Summers della Patients' Association - ma rischiano a volte di perdere il 'tatto' necessario per trattare con i malati". Per il RoyalCollege of Nurse, invece, "dire che gli infermieri non sorridono abbastanza - sottolinea Alison Kitson, una portavoce - è un argomento offensivo e che esula assolutamente dalla realtà dei problemi dell'assistenza sanitaria di oggi".

AdnKronos Salute

A Sud si vive più a lungo
"Come siamo fortunati!"
Nel mezzogiorno si muore meno, nonostante la carenza dei servizi sanitari. Carenza confermata dall'insoddisfazione dei cittadini che si registra più alta rispetto a quella manifestata da chi vive al Nord. A sottolinearlo è il Ministro della Salute Livia Turco, che aggiunge: "Al Sud - dice il Ministro - mediamente si muore meno, fanno eccezione solo Abruzzo e Molise. I dati indicano un indice di mortalità per 100 mila abitanti di 828 decessi nel Mezzogiorno, contro i 971 del Nord e i 980 del Centro. Una prova in più del fatto che, in termini di stato di salute, le popolazioni delle regioni meridionali non stanno peggio delle altre. Del resto - sottolinea Turco - non lo dice solo il dato statistico, ma anche quello sulle condizioni di salute, dichiarate dalla stessa popolazione intervistata dall'Istat". Gli ultimi dati dell'Istituto, relativi al 2007, dimostrano infatti che il 74,9% dei cittadini di Sud e Isole si dichiara in buona salute, mentre al Nord questa percentuale, anche se sempre molto positiva, è comunque più bassa (72,4%). Ma la situazione cambia se questi dati si mettono a confronto con quelli relativi alla soddisfazione per il servizio sanitario. "In questo caso - spiega Turco - non solo i valori si invertono, ma a fronte di una soddisfazione elevata, attorno al 70%, registrata al Nord, abbiamo non più del 40% di cittadini del Sud che si dichiara soddisfatto del servizio delle Asl della propria Regione. Una differenza enorme di ben 30 punti percentuale", conclude il Ministro.

lunedì, febbraio 4

Diritto al riposo,verrà confermata la norma prevista in Finanziaria?
Se il decreto "milleproroghe", attualmente bloccato per l'intervenuta crisi di Governo, sarà approvato senza modifiche, verrà posticipata al 1° gennaio 2009 l’applicazione del comma 85 dell’articolo 3 della legge Finanziaria 2008, che elimina il diritto al riposo di 11 ore ogni 24 per il personale sanitario del Ssn, tra cui gli infermieri.L'eventuale slittamento di un anno, previsto da uno specifico emendamento, presentato per consentire la correzione dell'attuale norma nel rispetto delle direttive europee che tutelano il diritto al riposo.Nelle scorse settimane, le Federazione Ipasvi è intervenuta nel dibattito sul diritto al riposo con una lettera aperta al ministro della Salute e ai parlamentari italiani, esprimendo la propria contrarietà alla discriminazione contenuta nella Finanziaria a proposito del diritto al riposo. Sull’argomento, netta è stata anche la presa di posizione di numerose associazioni e sindacati infermieristici, tra cui Nursind, che ha fatto pressioni sul presidente della Camera, Fausto Bertinotti, per chiedere un intervento urgente per la soppressione del comma 85.



Crisi politica: slitta la nascita dell'Ordine delle professioni infermieristiche?
La crisi politica e l’ipotesi di nuove elezioni rischiano di ritardare ancora una volta l'approvazione della legge sugli Ordini professionali. Il prossimo 4 marzo, infatti, scade la delega concessa al Governo prevista dalla legge 43/2006 per l'istituzione dei nuovi Ordini e Albi delle professioni sanitarie.Il testo firmato dal ministro della Salute, che recepisce molte delle istanze presentate dalle professioni nelle scorse settimane, richiama i profili approvati tra il 1994 e il 1998, la legge 42/1999 e la 251/2000.L'articolato prevede la costituzione di tre Ordini. Nel primo confluiranno gli Albi degli infermieri e degli infermieri pediatrici. La Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche comprenderà oltre 380mila iscritti.. Nel secondo, alle ostetriche (che hanno già l'Albo) si affiancheranno le professioni di fisioterapista, logopedista, podologo, ortottista e assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale ed educatore professionale. La Federazione degli Ordini delle ostetriche e delle professioni sanitarie della riabilitazione avrà 9 Albi e circa 98mila iscritti. Nel terzo, la Federazione delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione, con 11 Albi e circa 106mila iscritti, confluiranno i tecnici di radiologia medica, i tecnici di laboratorio medico, i tecnici audioprotesisti, i tecnici audiometristi, i tecnici ortopedici, i dietisti, i tecnici di neurofisiopatologia, i tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare, gli igenisti dentali, i tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e gli assistenti sanitari.I nuovi Ordini dovranno essere provinciali, ma se il numero di iscritti sarà al di sotto delle 900 unità potranno essere interprovinciali, regionali o interregionali. Per ciascuna professione è prevista una Commissione d'Albo e nel Consiglio direttivo dovrà essere presente un rappresentante di ciascun Albo. Ogni Albo avrà anche una propria Commissione disciplinare, che vigilerà sul rispetto del Codice deontologico approvato dalle Federazioni nazionali. Lo schema di decreto legislativo, richiamando per ogni professione il relativo decreto istitutivo del profilo professionale, ribadisce che l'iscrizione all'Albo è condizione essenziale per l'esercizio dell'attività professionale


Da la Nazione cronaca di Arezzo il ministro per le riforme e l'innovazione nella Pubblica Amministrazione. Nicolais intervento al forum Europeo sul Risk Management 2007.
Forum Risk Management, Il ministro Nicolais:

"Divieto di Carta"
Uso della carta vietato in sanità e in tutta la Pubblica amministrazione. Lo ha annunciato il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella P.A, Luigi Nicolais, intervenuto questa mattina al II Forum Risk Management in corso ad Arezzo. "Nella legge che ho proposto, ora in discussione al Senato, introduciamo, primi in Europa e nel mondo, il divieto dell'uso dei documenti cartacei. Cominciamo così a dare un segnale politico forte che il Paese ha deciso di cambiare gli ‘strumenti del mestiere', di passare alla tecnologia: niente più carta per il protocollo, per il flusso documentale, la firma di un funzionario pubblico sarà valida solo se elettronica"."Non è più accettabile non stare al passo con i tempi con tutto ciò che la tecnologia ci mette ormai a disposizione. È una grande risorsa e abbiamo il dovere di utilizzarla al meglio applicandola alla gestione della Cosa pubblica. La Pubblica amministrazione si sta ‘riformando' completamente risettandosi sull'uso delle nuove tecnologie, usandole come leva. Stiamo quindi passando nel nostro Paese da un sistema "a carta e penna" a un sistema informatizzato, un passaggio che richiede una ingegnerizzazione dei processi e una riorganizzazione del lavoro. E abbiamo soprattutto necessità di accelerare questo processo e in questo senso stiamo lavorando con questa proposta di legge". L'Italia è molto attiva in questo settore applicativo dell'information technology anche a livello internazionale. "Siamo consulenti per l'Onu nell'ambito del programma di informatizzazione della Giustizia amministrativa - ha precisato il ministro."Anche sulla Carta elettronica abbiamo sviluppato un nostro modello tutto made in Italy: non conterrà nessun dato sensibile, sarà invece una chiave di accesso alle banche dati conservate dalle Pubbliche amministrazioni, che stiamo rendendo interoperanti, collegate tra loro per il trasferimento dei dati"."Del resto - ha concluso Nicolais - più si va avanti con l'uso dell'information technology in sanità, e in tutti i settori della Pubblica amministrazione, più si risparmia, questo è provato. Trasformiamo i costi da costi di spesa corrente a costi di investimento riducendo a tutti gli effetti la spesa sanitaria. Questo perché possiamo usare metodi di acquisizione informatica che ci permettono di ridurre i costi - Consib già sta lavorando molto bene in questa direzione - perché abbiamo la possibilità di essere aggiornati e competitivi, di ridurre gli sprechi. Proprio grazie a sistemi come questi esposti al Forum stiamo informatizzando la cartella clinica, la somministrazione di farmaci, riuscendo così più facilmente ad evitare errori sanitari e quindi ad evitare costi inutili. E questo vale per il sistema Italia tutto".
VENERDÌ 30 NOVEMBRE 2007 16:17 - ufficio stampa

sabato, febbraio 2

La Formazione
Il percorso formativo dell' infermiere

L'attuale percorso formativo per diventare infermieri e per proseguire gli studi - una volta conseguito il titolo che abilita all'esercizio professionale - si sviluppa secondo le disposizioni del decreto del ministero dell'Università del 3 novembre 1999, n. 509.Esso è articolato in più livelli. Laurea in Infermieristica (L)Ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali (180 Cfu. 1 credito = 30 ore).E' il titolo che abilita all'esercizio professionale (sostituisce i precedenti titoli di Infermiere professionale e di diploma universitario in Scienze infermieristiche).La durata accademicamente definita è di 3 anni. Laurea specialistica in Scienze infermieristiche (LS)Ha l'obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata complessità (120 Cfu).La durata è di 2 anni. Master di primo livelloCorso di approfondimento scientifico e alta formazione permanente e ricorrente in ambiti specifici (area critica, geriatria, pediatria, salute mentale, sanità pubblica, management infermieristico ecc.), successivo al conseguimento della laurea in Infermieristica (60 Cfu). Master di secondo livelloCorsi di approfondimento scientifico e alta formazione permanente e ricorrente in ambiti specifici, successivo al conseguimento della laurea specialistica (60 Cfu). Dottorato di ricercaFornisce le competenze necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca e di alta qualificazione. Chi ha accesso al percorso formativo post laurea di baseHanno accesso alla formazione post base tutti gli infermieri in possesso del diploma di laurea in Infermieristica, rilasciato ai sensi della normativa vigente.Ma possono accedervi anche tutti gli altri infermieri e infermieri pediatrici (ovviamente in possesso del titolo di scuola secondaria superiore) grazie alla legge n. 1 del 2002 che ha reso validi i precedenti diplomi anche al fine del proseguimento degli studi. I precedenti diplomi erano comunque conseguiti in ottemperanza a precise direttive europee (Accordo di Strasburgo del 1967: 4600 ore di formazione) e davano e danno titolo all'esercizio professionale infermieristico in tutta l'Unione Europea.


Laurea in Infermieristica 3 anni

Dottorato di ricerca 3 anni

- Traduttore - in tutte le lingue del mondo

Disclaimer


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. L'Autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore puo' contattarmi per chiederne la rimozione


Discutiamo... per crescere professionalmente

Lascia un messaggio e risponderò a tutti.