La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, ottobre 13

Rassegna Stampa - 11. 12. 13.10.2008


I milanesi soffrono in silenzio?
Li cura lo psicologo di quartiere

Il Giornale del 11/10/2008 , articolo di Marta Bravi ed. Milano p. 51

Nelle farmacie comunali di Molise Calvairate e San Siro sarà attivato uno sportello di ascoltoMilano sta male, ma non lo fa vedere. Cresce in maniera preoccupante il consumo di psicofarmaci: più 12% nel 2008 rispetto allo scorso anno. Non solo del milione e 300mila persone con patologie psichiatriche assistite dal servizio Sanitario regionale solo l'8%, cioè circa un migliaio ha beneficiato di prestazioni psichiatriche. Di queste il 17% è stato seguito dai servizi territoriali. «Questo dato - osservato l'assessore alla Salute del Comune, Giampaolo Landi di Chiavennna, che ieri, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, è intervenuto al seminario sul tema - che si riferisce al gran numero di persone che, pur avendo avuto almeno una volta problemi di disagio psichico sembrano essere scomparse nel nulla, rappresenta in maniera significativa il problema dei bisogni sommersi che apparentemente non vengono raccolti e soddisfatti, ma che possono provocare situazioni di improvviso squilibrio emotivo». Per far fronte a questo delicato quanto complesso problema tra una decina di giorni prenderà il via il progetto sperimentale dello psicologo di quartiere. Obiettivo: accogliere e smistare in modo competente la domanda. Gli psicologi, grazie all'accordo tra l'assessorato alla Salute e l'Ordine dei farmacisti, saranno di stanza in una farmacia del quartiere dove saranno a disposizione dei milanesi. Ascoltati i bisogni, da questioni di ordine sociale, igienico- sanitario e psichiatrico, i terapeuti vedranno se indirizzare la persona ai servizi territoriali o portare avanti il dialogo direttamente. La fase sperimentale del progetto, che sarà presentato con delibera in giunta venerdì prossimo, durerà cinque mesi e coinvolgerà le farmacie comunali del quartiere Molise Calvairate e San Siro (per informazioni tel. 020202). Un équipe di 4 psicologi coprirà quattro fasce di quattro ore ciascuna i giorni feriali, sabato compreso. Se la sperimentazione, come si pensa, dimostrerà che i milanesi effettivamente hanno bisogno di un supporto psicologico, il servizio verrà esteso a tutte le farmacie comunali della città. Il progetto, dal costo di 16.700 euro, è interamente finanziato dall'Ordine dei farmacisti. Sulla delicatissima questione del bisogno sommerso ieri è intervenuto anche l'arcivescovo di Milano: «Chi soffre di malattia mentale o chi ha un parente, un amico, vicino malato sa bene come questa realtà sia spesso segnata dall'assenza di speranza, gioia, e a volte di affetto - ha ricordato il cardinale Tettamanzi-. In un tempo in cui sono estremizzati i criteri di efficienza, bellezza e guadagno è sempre più necessaria un'inversione di rotta per sapere portare speranza in ogni ambito di cura e di vita».
HANNO DETTO G. Landi di Chiavenna In molti, pur avendo avuto almeno una volta un disagio psichico, sembrano scomparsi nel nulla
Dionigi Tettamanzi È necessario invertire la rotta per portare la speranza in ogni ambito di cura


Landi: troppi stressati Aree relax sul lavoro

Il Giorno del 11/10/2008 ed. Milano p. 14

AREE RELAX con musicoterapia e cromoterapia per migliorare l'ambiente di lavoro dei milanesi. Le propone l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. «Durante l'elaborazione del Libro bianco su salute e lavoro che pubblicheremo a fine mese - spiega Landi - abbiamo messo a fuoco le criticità di Milano che creano piu' stress ai cittadini». E tra i principali disturbatori della mente c'è proprio il lavoro. «C'e' molta insoddisfazione per la mancanza di una vera meritocrazia - specifica - e per la qualità degli ambienti di lavoro. Per questo vogliamo proporre alle aziende di creare delle aree relax che prevedano anche musicoterapia e cromoterapia, ma soprattutto vogliamo mettere a punto soluzioni che facilitino la vita lavorativa delle donne». Lo stress accumulato sul posto di lavoro, aggiunge l'assessore, è pericoloso per i più piccoli che a casa si ritrovano mamme e papà sempre più scarichi. Presto anche un focus sull'inquinamento e uno sullo sport, «ancora difficile da praticare in modo agevole a Milano».


Centro psicosociale in soccorso a famiglie e malati

Il Giorno del 10/10/2008 ed. BERGAMO BRESCIA p. VIII

- VALLECAMONICA - SONO 2.265 le persone in Vallecamonica seguite dai servizi psichiatrici dell'Asl. 450 milioni nel mondo, 873 mila muoiono suicide ogni anno. Secondo gli esperti dati destinati ad aumentare. Le cifre sono state rese note in occasione della 16esima giornata mondiale della salute mentale. Anche in Vallecamonica le associazioni hanno deciso di celebrarla con una cena con spettacolo alla Sacca di Esine e il 25 e il 26 ottobre, con un corso per volontari. A 30 anni dalla Legge Basaglia, che ha chiuso i manicomi, in Vallecamonica ci sono case protette e cooperative che lavorano per l'integrazione dei malati. Negli ultimi anni i malati con problemi psichiatrici sono aumentati. Ma qui le famiglie e le associazioni sono scese in campo insieme alle istituzioni e hanno deciso di combattere la paura. Ora c'è un nuovo progetto, la realizzazione di un centro psico sociale che sorgerà proprio nei pressi dell'ospedale di Vallecamonica. Il progetto è già pronto, parte dei finanziamenti è sicura. Ospiterà il centro psicosociale, la riabilitazione, il centro diurno e la neuropsichiatria infantile. «Ci auguriamo che il prossimo anno - dicono Alberto Bonazzi e Daniela Spaetti presidente dell'Associazione Alleanza per la salute mentale e di Percorsi di luce - festeggeremo la giornata della salute mentale che coi lavori avviati». Paola Cominelli

Disagio mentale, male che avanza

Il Mattino del 10/10/2008 ed. SALERNO p. 44

RITA TRAPANESE Battipaglia - Volantini, filmati, manifesti, contatti diretti con i cittadini. È così che verrà celebrata oggi la Giornata Mondiale della Salute Mondiale. L'iniziativa portata avanti dalla Cooperativa Sociale "Voloalto" e dall'associazione di volontariato "Amici di Voloalto", intende promuovere una campagna di sensibilizzazione nei confronti della disabilità mentale con l'obiettivo di combattere tanti tabù. Coinvolti nella realizzazione del progetto la Regione, la Provincia, il Comune, l'Asl Sa 2, il Csv Sodalis di Salerno e il Centro Sociale di Battipaglia. E l'appuntamento di oggi pomeriggio (alle 15,30) è proprio nella struttura di via Guicciardini dove operatori e volontari daranno chiarimenti, consigli, orientamenti su tutti gli aspetti e le problematiche legati alla Salute Mentale. «Aggressivi, inguaribili e inaffidabili sul lavoro. Sono questi i pregiudizi che esistono nei confronti dei disabili mentali e che ne compromettono l'inserimento sociale e nel mondo del lavoro - spiega il dottor Vincenzo De Leo, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Sa-2 - Se, dopo la tragedia di San Gregorio Magno, è stata organizzata una rete di assistenza ed accoglienza per quasi tutti i disagiati con residenze in alcuni comuni, resta ancora da concretizzare l'integrazione». Le azioni messe in campo finora hanno quasi tutte avute il limite di essere troppo interne al circuito della Salute Mentale. Un esempio positivo è costituito dalla cooperativa "Stalker che produce e vende marmellate". Anche la Cooperativa Sociale "Voloalto" è parte attiva in un progetto di inserimento di disabili mentali in collaborazione con Confindustria, la Cassa di Risparmio Salernitana, la Provincia e l'associazione nazionale sociologi, che prevede corsi di formazione con tirocini presso aziende. «La nostra funzione consiste tra l'altro nell'informare le aziende, nel consigliare gli ambiti lavorativi in cui sia possibile soddisfare le esigenze dei ragazzi e degli imprenditori - dichiara Maria Carmela Morra, presidente di Voloalto - Questo significa fare prevenzione. Non è sufficiente "parcheggiare" colo che hanno una difficoltà. E' necessario invece formarli, dare loro delle competenze per poter introdurli stabilmente nel mondo del lavoro». Ha preso parte all'incontro di presentazione dell'iniziativa di oggi anche l'assessore provinciale al Lavoro, Massimo Cariello, che ha rimarcato l'importanza dei corsi di formazione per mettere in contatto i disabili mentali ed il mondo imprenditoriale e la necessità di azioni sinergiche con il Terzo Settore («E la Cooperativa "Voloalto" è un buon esempio di collaborazione»). I numeri relativi al disagio mentale presente sul territorio non sono certo rassicuranti. Nel primo semestre del 2008 sono state 1170 le persone che hanno avuto un contatto con il Dipartimento di Igiene Mentale. Circa 900 i nuovi utenti. Il personale della struttura di via De Amicis ha erogato 3763 prestazioni ambulatoriali interne e 2470 domiciliari. Si registra un aumento dei disturbi affettivi e dell'umore legati a sindromi depressive e un incremento di pazienti appartenenti alla fascia adolescenziale con problematiche gravi e anche bisognose di ricoveri.


Un ragazzo su cinque ha disturbi mentali

Libero del 11/10/2008 , articolo di GIANLUCA GROSSI MILANO p. 30

I problemi iniziano prima dei 14 anni. Negli adulti il disagio è scatenato da lutti e problemi di soldi o di lavoro La crisi economica che in questo periodo sta coinvolgendo tutto il mondo si ripercuote anche sulla salute psichica delle persone. Il dato è emerso ieri nel corso della Giornata mondiale della salute mentale giunta alla sedicesima edizione. «Non dobbiamo sottovalutare le probabili conseguenze della crisi finanziaria sui disturbi mentali - ha detto il direttore generale dell'Organizzazio ne mondiale della sanità Margaret Chan -. Una grande recessione si accompagna a fenomeni di impoverimento che a cascata possono portare a colpire le popolazioni più vulnerabili, per esempio le donne sole con figli a carico o chi ha già qualche problema psicologico. Questi fenomeni possono determinare un aumento del consumo di alcol, dei suicidi, di episodi depressivi gravi». Ma in che modo la recessione economica incide sulla salute mentale degli uomini? In generale le difficoltà economiche creano stress (stanchezza, disistima, crisi di pianto) che a lungo andare può trasformarsi in un vero e proprio disagio psichico. A seconda, dunque, della personalità di un individuo, delle sue caratteristiche genetiche e dell'ambiente in cui è cresciuto, possono comparire paure che prima non c'erano (fobie), ossessioni, attacchi di panico, crisi di iperattività, condotte alimentari scorrette; in altri casi possono emergere disturbi strettamente legati all'umore come distimie, depressioni reattive, depressioni nevrotiche. Indipendentemente dalla crisi economica, in generale fra i cosiddetti disturbi mentali vanno distinte due grosse famiglie: le nevrosi e le psicosi. Fra le prime rientrano i tanti disturbi d'ansia e le depressioni reattive, quasi sempre legate e dipendenti da fattori esterni (licenziamento, divorzio, morte o malattia di una persona cara o, appunto, una crisi finanziaria) dove il malato mantiene in qualche modo il contatto con la realtà; fra le seconde, patologie psichiche più serie come la schizofrenia, il disturbo bipolare, la sindrome di Asperger, l'auti smo, che non dipendono da fattori esterni (tantomeno dall'an damento dell'economia mondiale), ma da fattori organici, e condizionano pesantemente il vivere quotidiano del malato, che diventa un asociale, e spesso perde il contatto con la realtà. Secondo l'Oms sono circa 450 milioni le persone nel mondo con disturbi neurologici, mentali e comportamentali. Gli studi epidemiologici stimano tra il 12 e il 48,6% gli adulti che hanno avuto problemi di salute mentale nel corso della vita e il tasso di prevalenza su 12 mesi è tra l'8,4 e il 29,1%. In Europa i disturbi mentali rappresentano il 19,5% di tutte le malattie e l'11% della popolazione europea soffre di qualche disturbo mentale. In particolare, la depressione colpisce 30 milioni di persone ogni anno. Soggetti a questo tipo di malattie anche i giovani e i giovanissimi. Circa la metà dei disturbi mentali inizia infatti prima dei 14 anni. Si stima che ne soffra circa il 20% dei bambini e degli adolescenti di tutto il mondo. I disturbi più comuni sono ansietà, deficit di attenzione, problemi di appetito e d'umore. Gli italiani colpiti da un disagio psichico sono sei milioni, e 4 su 10 i pazienti che non ricevono alcun trattamento. In Usa sono 543 milioni le persone trattate dalla psichiatria negli ultimi 30 anni, e un milione le persone morte dal 1960 al 2000 nei soli ospedali psichiatrici americani. Per raccogliere fondi e potenziare i servizi per chi soffre di malattie psichiatriche l'Oms lancia per i prossimi sei anni il programma "World mental health day".


Mancianti (Udeur): «Legge elettorale solo contraddizioni»

La Nazione del 13/10/2008 ed. Firenze p. 24

«SÌ, LE NOSTRE associazioni fiorentine hanno dedicato al Recovery questa giornata mondiale della salute mentale». A parlare è Donatella Miccinesi dell'AISME (Associazione italiana salute mentale) e che - come responsabile del sociale presso la Casa della Cultura di via Forlanini - è un punto di riferimento per le attività di molte associazioni di familiari e utenti della provincia di Firenze che operano nel settore della salute mentale. Nella c'è stato un convegno intitolato 'Fare della salute mentale una priorità globale, potenziare i servizi attraverso l'impegno attivo dei cittadini'. C'è stato un seminario sugli uditori di voci condotto dallo scozzese Ron Coleman. Poi hanno parlato il presidente della società della salute Graziano Cioni, un rappresentante della regione Toscana, i medici psichiatri Domenichetti, Zani e Brandi. Lo psichiatra Pino Pini, coadiuvato dallo stesso Ron Coleman, ha illustato il Recovery: percorso di recupero dalla malattia mentale, in uso nell'Europa del Nord. Leopoldo Gori


Poveri milanesi, tutti iper stressati

Eco di Bergamo del 12/10/2008 p. 41

A Milano sono circa 103.000 le persone affette da problemi psichiatrici (quasi un milanese su dieci), ma l'83% non è seguito dai Servizi psichiatrici territoriali. A dirlo è l'assessore comunale alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, all'apertura di un convegno organizzato a Palazzo Marino in occasione della Giornata mondiale della salute mentale. Secondo i dati, quasi il 60% dei soggetti è curato solo con l'ausilio di farmaci, con un costo pari a 19 milioni di euro.

Associazioni

La Sicilia del 11/10/2008 ed. Nazionale p. 39

CASA ROSETTA Giornata della Salute mentale Si è celebrata ieri la Giornata Mondiale della Salute Mentale, un problema assai più diffuso di quanto si immagini, tanto che si stima che 450 milioni di persone nel mondo siano affette da problemi mentali, neurologici e comportamentali e che 873 mila persone affette da tali disturbi muoiano suicide ogni anno. «È necessario - si legge in una nota diffusa da Casa Famiglia Rosetta - impegnarsi nella diffusione di una nuova cultura della malattia mentale, promuovere fattive iniziative di sensibilizzazione che portino ad una reale cultura dell'accettazione e dell'inclusione sociale di coloro che hanno patologie psichiatriche. È fondamentale che si radichi, nella coscienza collettiva, il concetto di curabilità dei disturbi mentali, così come la volontà di formare anche dei volontari che all'interno delle comunità rivestano un ruolo di reale mediazione tra i malati e le loro famiglie e gli operatori del settore. Ed altrettanto importante è diffondere una adeguata conoscenza delle attività, dei modelli terapeutici e delle modalità con cui i servizi lavorano, per far sì che l'accoglienza, la diagnosi e la cura avviino percorsi di effettiva inclusione sociale. Da molti anni "Casa Famiglia Rosetta" è impegnata fortemente su questo fronte. Le sue due Comunità Alloggio per disabili psichici "San Pietro" e "San Paolo", accolgono, a Caltanissetta, diciotto pazienti che vivono il disagio della propria malattia in un ambiente di tipo familiare, supportati e seguiti da uno staff qualificato che ne incoraggia e promuove l'autonomia, il potenziamento e la valorizzazione delle abilità individuali. Quest'anno le Comunità hanno avviato una validissima attività di floricoltura in contrada Tucarbo, dove ogni giorno, attraverso una composizione floreale, danno vita al calendario giornaliero. Un piccolo ma significativo impegno quotidiano che riveste un valore educativo e terapeutico importante. Il prossimo progetto per il futuro: la possibilità che gli ospiti delle Comunità si accostino gradualmente al contatto ed alla cura di animali domestici, secondo l'approccio terapeutico che fa riferimento alla pet-therapy, e che alcuni ragazzi del Centro Diurno già sperimentano da diversi mesi.


10 OTTOBRE:
GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE 2008

Marketpress del 10/10/2008

Bolzano - Da 16 anni viene celebrata il 10 ottobre la Giornata mondiale della salute mentale, un'occasione per ricordarci che la salute psichica non va data per scontata e che le malattie mentali non devono essere motivo di stigmatizzazione. Il motto dell'edizione di quest'anno della Giornata mondiale della salute mentale è "Diamo priorità alla salute mentale in tutto il mondo" un proposito sottolineato in varie iniziative e manifestazioni. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità i disturbi mentali rappresentano il 19,5% di tutte le malattie in Europa. Sono 30 milioni le persone a soffrire annualmente di depressione e anche la nostra provincia non è esente da questo fenomeno. Una malattia psichica può colpire quasi una persona su due una volta nella vita. Particolarmente a rischio sono persone in fasi di passaggio della vita, come la scolarizzazione, la pubertà, l'inizio o la fine dell'età lavorativa, o in situazioni critiche come divorzio, fallimento professionale, morte o malattia di una persona cara ecc. "Se si vuole attivare una politica sanitaria che guardi al futuro" rileva l'assessore provinciale alla sanità ed alle politiche sociali "è necessario investire in attività mirate di sensibilizzazione, nella consulenza ed informazione alla popolazione. È importante che le persone affette da malattie psichiche sappiano chi e dove loro stessi o i loro familiari possono trovare aiuto; è importante che siano informati correttamente sulla propria malattia ed abbiano aiuti adeguati. " Il lavoro di sensibilizzazione serve anche a combattere i fenomeni di emarginazione ed i pregiudizi verso le persone affette da malattie psichiche, fenomeno meno raro di quello che si crede. La stigmatizzazione rappresenta un'ulteriore forma di sofferenza, quasi una seconda malattia che spesso vanifica le possibilità di trovare lavoro, casa e di godere dell'integrazione sociale In occasione della Giornata della salute mentale, l'Assessorato alla sanità e politiche sociali, in collaborazione con l'associazione parenti ed amici dei malati psichici, e le associazioni "Lichtung e "Il nostro spazio - Ein Platz für uns" organizzano delle serate a tema presso il Filmclub in via Streiter a Bolzano. Venerdì 10 di ottobre, alle ore 18,00, saranno proiettati due film a tema, seguiti da discussione. La discussione del film in lingua tedesca "The hours" sarà moderata dal direttore dell'Ufficio distretti sanitari, Alfred König, e quella del film in lingua italiana "Elling" dalla direttrice dell'Ufficio invalidi civili e persone con handicap, Luciana Fiocca. La popolazione è invitata ad intervenire. .


Milano stressata, uno su dieci ha problemi

Repubblica.it del 10/10/2008 ed. Milano

A dirlo l'assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna
A Milano sono circa 103mila le persone affette da problemi psichiatrici (quasi un milanese su dieci), ma l'83 per cento non è seguito dai Servizi psichiatrici territoriali. A dirlo è l'assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, all'apertura di un convegno organizzato a Palazzo Marino in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.Secondo i dati presentati, quasi il 60 per cento dei soggetti è curato solo con l'ausilio di farmaci, con un costo pari a 19 milioni di euro. Si ricorre al ricovero nel 13 per cento dei casi, e solo per il 16 per cento si ha una sinergia tra diverse tipologie di prestazione (psicoterapia e farmaci insieme, per esempio). Le donne sembrano essere esposte a un rischio maggiore rispetto agli uomini (63 per cento dei casi) e questo è probabilmente dovuto "alla scarsa valorizzazione della figura femminile nella famiglia e nella società". Solitudine e indebolimento della rete di sostegno sociale, secondo l'assessore, sono invece alla base dell'aumento dei casi tra gli over 65, mentre tra i più giovani "alcol e droghe giocano un ruolo fondamentale".La salute mentale, dunque, torna al centro del dibattito politico, visto anche i dati preoccupanti sull'aumento dell'uso degli psicofarmaci nel primo semestre del 2008 (+12 per cento rispetto al 2007). "Il nostro obiettivo - spiega Landi - è implementare i progetti di intervento sul territorio soprattutto per la diagnosi precoce (che oggi arriva troppo tardi, intorno ai 41 anni). Una particolare attenzione saràdedicata poi agli adolescenti: stiamo pensando a corsi di informazione nelle scuole con l'ausilio di psicologi e farmacisti - conclude - mentre a breve la città sarà tappezzata di manifesti contro l'abuso di alcol e droghe".

GAZZETTE EUROPEE

Il Sole 24 Ore del 13/10/2008 p. 36

Progetto pilota per l'occupazione dei professionisti della saluteUn progetto pilota - finanziato con un milione di euro e gestito dalla Direzione generale per la Salute e i consumatori - con l'obiettivo di istituire iniziative che contribuiscano ad affrontare la nuova situazione occupazionale nel settore sanitario, in particolare relativamente alle qualifiche e alle funzioni professionali ricoperte dal personale sanitario, assistenti sanitari e infermieri con un basso livello di qualificazione. I compiti associati al progetto sono in linea con il libro verde previsto dalla Commissione sul personale sanitario degli Stati Ue, che avvierà un esame approfondito della pianificazione e offerta del personale sanitario, nonché dell'impatto della mobilità di tale forza lavoro fra gli Stati membri e all'interno dell'Ue. Grazie all'importo stanziato verranno finanziate quattro iniziative: la prima consisterà in un contributo massimo di 100mila euro destinato a uno studio su «Healthcare Services, Sectors and Products in Europe Assessment of the Current state, Opportunities, Challenges and Socio Economic Impact» avviato dalla Dg Imprese e industria in collaborazione con la Dg Salute e consumatori. L'azione si realizzerà tramite un bando di gara a procedura aperta . La seconda consisterà in una sovvenzione diretta per un ammontare massimo di 400mila euro e l'80 % sarà destinato all'osservatorio dell'Oms per l'organizzazione di seminari sullo scambio di prassi eccellenti circa le politiche volte a mantenere o conservare il personale sanitario. La terza consisterà in una sovvenzione diretta per un ammontare massimo di 300mila euro di cui il 60 % sarà destinato all'Ocse per uno studio destinato a valutare le condizioni di lavoro degli infermieri e le politiche volte a promuovere una gestione più efficiente del personale infermieristico. La quarta consisterà nell'organizzazione di un seminario a Bruxelles nel dicembre 2008 per un costo massimo di 200mila euro. Il seminario sarà finanziato attraverso i diversi contratti dopo la pubblicazione del libro verde sul personale sanitario degli Stati Ue per lanciare una campagna d'informazione, stimolare il dibattito e promuovere sovvenzioni miranti a identificare le prassi eccellenti (la decisione è stata pubblicata sulla Guue n. L 264 del 3 ottobre 2008). Incendi boschiviInvito a presentare proposte: progetto pilota volto a intensificare la cooperazionefra gli Stati membri nella lotta contro gli incendi boschivi- La Commissione europea, direzione generale dell'Ambiente, unità Protezione civile, ha pubblicato un invito a presentare proposte finalizzato alla selezione di progetti volti a intensificare la cooperazione fra gli Stati membri nella lotta contro gli incendi boschivi. Il sostegno finanziario verrà concesso sotto forma di sovvenzioni. I settori interessati, la tipologia e il contenuto delle azioni, nonché le condizioni di finanziamento, sono descritti nella relativa guida per la richiesta di sovvenzioni, che contiene anche istruzioni dettagliate su tempi e modi per la presentazione delle proposte. La guida e i relativi moduli di domanda di sovvenzione possono essere scaricati dal sito ec.europa.eu/environment/funding/intro_en.htm. Le proposte devono pervenire all'indirizzo della Commissione indicato nella guida per la richiesta di sovvenzioni entro il21 novembre 2008.Gazzetta C 251 del 3 ottobreLotta a contraffazionee pirateriaRisoluzione 2008/C 253/01- La Risoluzione, del 25 settembre 2008, riguarda un piano europeo globale di lotta alla contraffazione e alla pirateria. Considerando le iniziative volte a contrastare la contraffazione e la pirateria messe in atto nel quadro multilaterale, in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), all'Organizzazione mondiale delle dogane (Omd), all'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi), all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (Ocse), all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e al G8 (processo di Heiligendamm) il Consiglio dell'Ue sottolinea l'importanza attribuita alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, elemento fondamentale per la promozione della cultura e della sua diversità nonché per la valorizzazione della ricerca, dell'innovazione e della creazione delle imprese europee, in particolare delle Pmi, al fine di sostenere la crescita e l'occupazione in seno all'Unione europea e di sviluppare la dimensione. Il Consiglio invita la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito delle loro rispettive competenze, a utilizzare tutti i mezzi appropriati per una lotta efficace alla contraffazione e alla pirateria, in particolare a: presentare un piano doganale di lotta alla contraffazione per il periodo 2009-2012 che privilegi lo scambio di informazioni utilizzando pienamente i sistemi elettronici, sviluppando la cooperazione tra le autorità interessate, in particolare alla frontiera e soprattutto le autorità doganali, e con i titolari di diritti; operare una ricognizione del diritto applicabile in materia doganale e valutare i miglioramenti da apportare al quadro giuridico per meglio contrastare le contraffazioni pericolose per i consumatori e sviluppare la consapevolezza dei rischi di tale fenomeno; istituire una rete di scambio rapido di informazioni sui prodotti e servizi contraffati, in particolare rafforzando la cooperazione amministrativa transfrontaliera, basandosi su punti di contatto nazionali e su moderni strumenti di scambio d'informazioni; promuovere il coordinamento tra le istituzioni coinvolte nella lotta alla contraffazione e alla pirateria, segnatamente tramite scambi di buone prassi tra le amministrazioni nazionali; esaminare l'efficacia del quadro giuridico per fare rispettare i diritti di proprietà intellettuale; presentare opportune proposte per agevolare partenariati tra il settore pubblico e quello privato per la lotta alla contraffazione e alla pirateria, per raccomandare buone prassi concernenti la vendita su Internet e per promuovere la collaborazione tra professionisti.Gazzetta C 253 del 4 ottobreProdotti biologiciRegolamento Ce n. 967/2008- Modificato il regolamento Ce n. 834/2007 relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici. È emerso che il logo comunitario attualmente utilizzato conformemente all'allegato V del regolamento Ce n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e all'indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari , si presta a confusione con altri loghi attualmente utilizzati per le indicazioni geografiche protette e le denominazioni d'origine protette, ai sensi del regolamento Ce n. 1898/2006, recante modalità di applicazione del regolamento Ce n. 510/2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni. Ai fini di una corretta comprensione da parte dei consumatori è importante garantire un'etichettatura informativa comprendente un logo comunitario distintivo e attraente, che simboleggi la produzione biologica e identifichi chiaramente i prodotti. Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento citato.Gazzetta L 264 del 3 ottobre


Oltre 62mila chiamate ricevute relative all'intero ...

Il Gazzettino del 12/10/2008 ed. VICENZA p. II

Oltre 62mila chiamate ricevute relative all'intero territorio provinciale, con un aumento del cinque per cento con il passare di ogni anno. Trentamila telefonate ricevute dal territorio cittadino. Nell'ambito provinciale sono quasi 5mila i codici rossi, oltre 18mila i codici gialli e più di 14mila i codici verdi, cui si aggiungono molti altri codici, meno conosciuti, di diversa gravità. Sono soltanto alcuni degli strepitosi dati sull'attività del Suem, il Servizio urgenza ed emergenza medica dell'Asl 6 di Vicenza diretto dal primario Federico Politi, che si avvale della collaborazione di 28 infermieri, 17 autisti soccorritori, 6 operatori tecnici di soccorso e di 22 medici rianimatori afferenti al reparto di Anestesia e rianimazione diretto dal primario Pasquale Piccinni. Con il primario del Suem Federico Politi abbiamo esaminato competenze e possibilità di sviluppo del Servizio, in occasione del 20° anniversario di vita del Suem di Vicenza.
Come potrebbe definire il Suem e com'è cambiato rispetto al passato?
«Il Suem è il Servizio di urgenza ed emergenza medica. Non va confuso con il pronto soccorso, una struttura altrettanto importante e complessa. Il Suem è il trait d'union tra l'ospedale e ciò che avviene al di fuori di esso in modo tale da accorciare i tempi in base alle richieste dell'utente. Il nostro compito non si conclude con l'arrivo dell'ambulanza sul posto, ma soltanto procedendo a organizzare il percorso sanitario all'interno dell'ospedale».
Cosa succede, quindi, dopo che il cittadino compone il 118?
«Da qualunque luogo della provincia il cittadino si trovi la sua chiamata arriva alla centrale operativa collocata all'interno dell'ospedale San Bortolo, dove a rispondere è sempre un infermiere, che attraverso una serie di domande individua il luogo esatto della chiamata, grazie a un sistema cartografico informatizzato e le condizioni del paziente. Vengono subito fornite alla persona che chiama alcune rapide indicazioni per svolgere una minima attività di supporto qualora le funzioni vitali fossero venute a mancare».
Anche ai cittadini, pertanto, viene data l'opportunità di rendersi utili?
«Certamente. E questo accade con una frequenza non indifferente. L'infermiere del Suem via telefono può indicare, qualora la persona dall'altra parte se la senta, le corrette manovre di soccorso, in attesa dell'arrivo dell'ambulanza, tra cui semplici azioni che possono permettere il massaggio cardiaco o la disostruzione delle vie aeree da eventuali corpi estranei od oggetti che potrebbero compromettere la respirazione».
Quando viene previsto l'invio dell'ambulanza?
«L'infermiere del Suem stabilisce la tipologia di risposta più idonea, naturalmente in funzione dei mezzi e del personale disponibile in quel momento, tra: ambulanza con medico rianimatore, infermiere e autista soccorritore; ambulanza con infermiere e autista soccorritore oppure ambulanza con equipaggio costituito da personale volontario. Attualmente nel territorio provinciale ci sono: tre ambulanze medicalizzate a Vicenza; una a Noventa Vicentina ed una a Sandrigo (orario 8-20) con medico che parte da Vicenza; un'ambulanza medicalizzata a Lonigo, Arzignano, Valdagno (orario 8-20), Schio e Bassano del Grappa. Un'ambulanza con infermiere è disponibile, poi, ad Arzignano, Montecchio Maggiore, Thiene, Bassano del Grappa ed Asiago, cui si aggiungono i mezzi con equipaggio volontario».
Come viene attivata la partenza dei mezzi di soccorso?
«La centrale operativa è collegata con i pronti soccorso di tutta la provincia, quindi in tempo reale il personale visualizza ciò che l'infermiere del Suem descrive una volta aperta la pratica. Nel giro di pochi secondi l'infermiere stabilisce il tipo di mezzo da inviare e l'equipaggio procede verso la destinazione segnalata dal cittadino che ha chiamato il 118. All'arrivo e alla partenza l'ambulanza invia un messaggio, per ovvie ragioni di sicurezza. Dal luogo di soccorso l'equipaggio informa la centrale sulla situazione in cui versa il paziente, viene stabilito il codice di gravità e il paziente viene condotto nell'autolettiga».
Cosa accade una volta che il paziente giunge all'ospedale?
«Se il paziente necessita di cure intensive viene condotto in rianimazione, dopo aver allertato il pronto soccorso specifico. Già dall'ambulanza può essere eseguito un elettrocardiogramma, il cui tracciato può essere trasmesso all'unità coronarica, dove uno specialista lo esamina in tempo reale. Questo sistema è già operativo a Vicenza, a Noventa, a Bassano e ad Asiago e presto sarà disponibile anche sul territorio per il trattamento di pazienti con infarto miocardico acuto, secondo le linee guida regionali. Questa procedura, naturalmente, consente di utilizzare al meglio il tempo e di non perdere minuti preziosi per la vita del cittadino».
Quando viene attivato il trasporto con elisoccorso?
«Un elicottero è a disposizione, finché c'è visibilità, per tutto il territorio provinciale, con partenza da Padova (arrivo a Vicenza in 8-13 minuti), Verona (arrivo a Vicenza in 12-16 minuti), Treviso (arrivo a Vicenza in 16-18 minuti) e Belluno (arrivo a Vicenza in 23-25 minuti). L'atterraggio notturno, sebbene con molteplici difficoltà, è attualmente possibile soltanto ad Asiago e Bassano del Grappa, mentre Vicenza sta attendendo l'omologazione della piazzola da parte dell'Enac. L'elicottero viene attivato in 2-3 minuti, il tempo strettamente necessario per l'accensione ed il riscaldamento del mezzo e le verifiche di rito prima del decollo. Viene trasmesso un messaggio dalla torre di controllo che segnala la presenza nella rotta stabilita di un mezzo di soccorso, che ha la precedenza su ogni altro aeromobile».
Quali problematiche ci sono nel soccorso con elicottero?
«Gli interventi con elisoccorso generalmente non sono interventi primari, ma di trasporto da un ospedale all'altro, e viene scelto l'elicottero come mezzo per evitare il cosiddetto insulto da trasporto. Tra le problematiche dobbiamo riconoscere anzitutto l'elevato costo: l'elicottero, con tutte le spese collegate, comporta un costo pari a circa cinque ambulanze. In secondo luogo è necessario trasportare il paziente alla piazzola in partenza ed in arrivo. Nonostante le difficoltà a Vicenza ogni settimana vengono effettuate 1-2 interventi con elisoccorso».
Quali sono i dati sull'attività del Suem e gli eventuali bisogno?
«Al Suem servirebbero ulteriori spazi, considerando che gli interventi aumentano del 5 per cento ogni anno. Nel 2006 ci sono stati 62690 chiamate in provincia, di cui 30818 a Vicenza. Rispetto alla gravità i codici rossi sono stati: 4924 (1739 a Vicenza), i codici gialli: 18240 (7736 a Vicenza) e i codici verdi: 14331, di cui 6986 a Vicenza. A questi si devono aggiungere molti altri codici di gravità meno noti».
Matteo Crestani


Infermiere derubato dai soliti ignoti
al suo primo giorno di lavoro

Il Gazzettino del 11/10/2008 ed. TREVISO p. XVII

VIDORVidor
Il primo giorno di lavoro presso la Casa di Riposo di Vidor ha riservato una brutta sorpresa ad un infermiere, F. P., 40 anni, di Cittadella.
Qualcuno, mentre lui era alle prese con la nuova realtà assistenziale, è riuscito a trafugare dal bagagliaio della sua auto, una Renault Scenic, un vecchio PC portatile. Si tratta di un Toshiba satellite. La vettura era parcheggiata al di là della strada a fianco del fabbricato ex Consorzio di proprietà della stessa Casa di Riposo. Il malvivente per aprire il vano posteriore del mezzo ha forzato prima la porta dal lato del guidatore senza recare danni all'auto. Un gesto che ha dimostrato che chi ha rubato il PC sembrerebbe essere un esperto del mestiere. E' stato manomesso, infatti, solo il cilindretto ove si innesta la chiave per aprire la porta.
Il triste episodio è accaduto nella mattinata di qualche giorno fa anche se la notizia è venuta alla luce solo ora. F. P. è molto rattristato. «Non è per il valore commerciale - ha detto - ma per quello affettivo. Ci sono parecchie foto personali. Riguardano anche i figli che sono in tenera età». «Per fare funzionare il computer - ha aggiunto - bisogna essere un po' esperti di informatica perché c'è una password da superare. Sono disposto a dare una buona ricompensa a chi mi dà una mano a ritrovare il portatile. Purtroppo non sono in possesso neppure di un back-up dei dati contenuti. Ho girato l'Italia e sono andato anche all'estero col mio computer in auto, non pensavo che mi venisse sottratto proprio qui a Vidor».
E. P., prima di prendere servizio alla Casa di Riposo, ha lavorato per circa vent'anni in un ospedale. Il primo giorno di operatività a Vidor non gli ha davvero portato molta fortuna.Per il furto l'infermiere ha presentato una denuncia ai carabinieri di Cittadella che, a loro volta, l'hanno trasmessa, per competenza, a quelli del nucleo operativo di Valdobbiadene.
Ieri mattina nel centro del paese sono apparsi alcuni avvisi. E. P. spera di trovare qualcuno che lo chiami al numero di telefonino 3454382041.
Giampietro Comarella


Notizia

Il Mattino del 12/10/2008 ed. SALERNO p. 41

GIANNI COLUCCI Ed ora è il tempo delle simulazioni. Sindaci, manager delle Asl e sindacalisti sono al lavoro per verificare le ricadute sia occupazionali, che sull'assistenza del piano ospedaliero firmato Montemarano. Si tratterà di verificare se i tagli e i risparmi imposti consentiranno di mantenere i livelli assistenziali e in che maniera verranno spalmati sui diversi plessi i dipendenti. Si parte dal numero di abitanti della provincia di Salerno, circa un milione e 100 mila, su cinquemila chilometri e 158 comuni. Il parametro di 3,5 posti letto per mille abitanti richiederebbe un numero di posti letto tra i 3 e i 4 mila. Attualmente si è fermi, con l'esclusione dell'Ospedale di San Leonardo e il plesso di Vallo, sui 1500 posti letto. Nel conteggio non è chiaro se vengono considerate le strutture private. A questi posti letto vanno aggiunti i posti della riabilitazione che dovrebbero essere un altro migliaio circa (un posto ogni mille abitanti). MOBILITÀ. Le ricadute sull'occupazione sono dunque tutte da verificare. Si può immaginare cosa accadrà sul piano generale partendo dal caso del giorno, il «Da Procida». In quell'ospedale ci sono attualmente 400 dipendenti tra medici e infermieri. Con il ridimensionamento a 25 posti letto i risparmi secchi sarebbero di 14 milioni di euro l'anno. Una cifra irrinunciabile che nessun manager si sognerebbe di mantenere in bilancio. La scomparsa di tre pronto soccorso all'Asl2 comporterebbe ulteriori tagli, di almeno 12 unità a reparto, ma anche altre specialità verrebbero accorpate. Quanti dei 750 medici in forza all'ospedale rimarrebbero in servizio? Potrebbero esserci degli esuberi, soprattutto c'è in vista un grande piano di mobilità e di riorganizzazione del lavoro. L'altro esempio eclatante che rischia di essere il principale punto di crisi nella fase di primissima applicazione del piano, riguarda l'ospedale di Mercato San Severino: la chiusura paventata del Pronto soccorso prevede il trasferimento di personale quasi in contemporanea all'Ospedale di Sarno che a sua volta assumerà funzioni di grande pronto soccorso dell'Agro. E a Sarno approderà, prevedibilmente, altro personale anche da Pagani che con l'accorpamento con Nocera si troverà con esuberi da gestire. AUTUNNO CALDO. E su questo tema, si apre un contenzioso con il sindacato, pronto a chiedere ragione di ogni taglio e ogni trasferimento: "Dobbiamo discutere con le aziende e i manager di mobilità, eventuali esuberi e organizzazione del lavoro", avverte Antonio Mignone, segretario regionale del sindacato medici. E il suo pensiero è quello di tutte le altre organizzazioni. La vertenzialità che fa da sfondo all'applicazione del piano-Montemarano, dunque sarà l'altro elemento dell'autunno caldo della sanità. Sì, perchè la mobilità è strettamente legata alla situazione complessiva delle forze dispiegate attualmente sul campo. I medici, sempre se ci riferiamo alla situazione dell'Asl2 , sono impegnati in ragione di circa 400 in ospedale e circa 300 sul territorio. La nuova organizzazione, con l'eliminazione di tanti ospedali con pronto soccorso, dovrà dare proprio ai medici che fanno da filtro in trincea nuovi ruoli e competenze. Nelle strutture del territorio ci sono anche infermieri e altro personale che in questi anni ha lavorato un po' all'ombra dei reparti ospedalieri: in che modo verranno coinvolti in questa riorganizzazione? L'ultimo elemento è l'apparato delle cliniche private e delle strutture convenzionate: cliniche e riabilitazioni sono parte integrante del sistema sanitario locale delle tre Asl del territorio, così come oggi inteso. Sul modo in cui verranno conteggiati innanzitutto i posti letto c'è ancora da fare chiarezza. L'EMERGENZA. Infine, il sistema dell'emergenza. Ospedali con pronto soccorso così lontani tra loro, avranno bisogno di ambulanze-ospedali con corredo di medici e infermieri ad alta e altissima specializzazione. Si tratta di una prospettiva che vede coinvolte le strutture delle Croci che oggi sono solo in parte in grado di rispondere alle richieste di un moderno sistema dell'emergenza: quante di queste strutture private hanno medici e infermieri assunti a tempo pieno, con competenze specifiche e "collaudate"sul campo?


Salviamo il pronto soccorso a Curteri

Il Mattino del 10/10/2008 ed. SALERNO p. 37

«Salviamo l'ospedale di Curteri». I sindaci di Baronissi, Calvanico, Fisciano, Mercato S.Severino, Bracigliano, Siano scrivono al direttore dell'Asl Pagano per esprimere «il loro più vivo disappunto e la loro più netta contrarietà alla paventata eliminazione del presidio ospedaliero "Gaetano Fucito" di Mercato S.Severino dalla rete dell'emergenza». I sindaci sostengono che l'ospedale «non può subire la mortificazione di essere declassificato ad ospedale territoriale, ma deve mantenere la sua caratteristica di Dea di primo livello in primo luogo per la sua particolare posizione geografica. Infatti il bacino di utenza che normalmente si serve delle prestazioni del presidio ospedaliero è particolarmente vasto». Rilanciano anche la considerazione che «la funzione che il presidio ospedaliero svolge a vantaggio dell'Università degli Studi di Salerno ubicata a Fisciano e a Baronissi, frequentata da oltre 40.000 studenti». Le amministrazioni locali tuttavia ritengono «qualsiasi ipotesi di riorganizzazione non può prescindere dal mantenimento dello status di Dea di primo livello». Ma in campo ci sono anche le organizzazioni dei medici, in particolare gli anestesisti e rianimatori. «Esistono situazioni che vanno affrontate a partire dalle destinazioni che il nuovo piano prevede per alcuni nosocomi. in particolare per quello di Sarno, dove l'attuale organico andrà moltiplicato per consentire che Villa Malta possa assolvere alla funzione di vero principale pronto soccorso dell'Agro Nocerino sarnese oltre a Nocera Inferiore», dice Antonio Mignone di federazione medici. Secondo i calcoli del sindacato a Sarno serviranno almeno 100 infermieri per coprire i turni necessari al pronto soccorso che diventa di riferimento per un bacino d'utenza estremamente esteso. Nel contempo per i medici e gli infermieri con l'accorpamento dei plessi e la chiusura di diversi pronto soccorso in tutta la provincia, si apre una fase ampia di mobilità interna. I risparmi previsti dal piano saranno ottenuti anche dalla riduzione delle ore di lavoro straordinario. Ma resta tuttavia una situazione di riorganizzazione degli organici che potrebbe riservare non poche sorprese. «Tutta la partita del trasporto con ambulanze - conclude Mignone - dovrà essere focalizzata con attenzione. La distanza tra gli ospedali e la diminuzione dei pronto soccorso richiederanno un sistema dell'emergenza totalmente riformato. Le ambulanze dovranno avere a bordo un medico rianimatore e un infermiere ed essere dotati di tutte le tecnologie più moderne per consentire i trasferimenti nella sicurezza massima su tragitti che diventeranno molto più lunghi». Infine anche le procedure di accettazione presso i pronto soccorso andranno riviste. Pochi giorni fa un paziente con trauma cranico in arrivo all'ospedale di San Leonardo da Oliveto Citra ha dovuto attendere tre ore il ricovero in neurochirurgia senza essere spostato dell'ambulanza che l'aveva trasportato al pronto soccorso con la sola assistenza del personale medico di bordo.


«Noi, vittime di atti di violenza»

Il Mattino del 10/10/2008 ed. CASERTA p. 42

«L'ospedale di Teano non ha il personale sufficiente per garantire le emergenze in sicurezza durante l'arco delle ventiquattro ore». A lanciare l'allarme, dopo aver verificato direttamente le condizioni in cui operano infermieri e medici, è il segretario aziendale della Cisl, Mario Migliozzi. La voce del sindacalista si aggiunge al coro trasversale della categoria che da tempo sottolinea carenze organizzative e di personale, ma con una novità che forse merita un'attenzione immediata: le pecche di sempre rischiano di ripercuotersi direttamente sull'integrità fisica degli operatori ospedalieri. Lo dimostra il recente fatto di cronaca che ha visto coinvolto il personale del Pronto soccorso dell'«Ave Gratia Plena» di via Roma aggredito da un paziente psicolabile, in preda ai fumi dell'alcool e per di più protagonista di fatti di rilevanza penale. Ebbene, il ricoverato è stato accettato nell'assoluta inconsapevolezza dei rischi connessi alla sua particolare situazione psichiatrica e di ebbrezza innalzando così la soglia di rischio sul lavoro. Non a caso per venti minuti, fino all'arrivo dei carabinieri e della polizia, infermieri e medici sono stati in balia dell'uomo che sceso dall'ambulanza del 118 ha cominciato a sfasciare tutto, mobili e presidi sanitari, mentre dalle ferite che si procurava usciva sangue che imbrattava ogni cosa. Un vigile urbano ha chiesto per questo un referto medico. «Come Rsu aziendale - spiega Migliozzi - e per aver partecipato personalmente ai fatti descritti, mi corre l'obbligo di denunciare la cosa ponendo in evidenza i pericoli che corrono i colleghi di frontiera che vedo come abbandonati a se stessi nello svolgimento delle attività assistenziali: dalla mobilizzazione del paziente al trasporto, alle cure igieniche alla somministrazione dei pasti. Quasi sempre l'infermiere responsabile dell'assistenza non è in condizioni di organizzare queste attività in piena sicurezza, sia per il paziente che per la propria persona. E il recente esempio di cronaca, nella sua gravità, è l'ulteriore dimostrazione della precarietà e dei rischi reali in cui gli operatori sono costretti a lavorare. Per Migliozzi l'ospedale va avanti grazie alla buona volontà del personale in una lotta quotidiana contro le difficoltà. Nonostante ciò i risultati positivi non mancano: nell'ultimo anno la produttività è schizzata al 78 per cento. E dire che la struttura è sottoutilizzazione perché gestisce ventitre posti letto ma sarebbe capace di ben sessantatre ricoveri contemporanei. Per questo, in accordo con Cgil, Uil e Fials è stato chiesto un tavolo tecnico teso all'istituzione del servizio di «pronta disponibilità infermieristica» capace almeno di garantire come per legge il normale svolgimento dei turni di servizio. Allarme dei sindacati sulla sicurezza in ospedale


Al S. Camillo non c'è più posto in terapia intensiva:
sovraccarico di pazienti in sala operatoria

Libero del 11/10/2008 ed. Roma p. 42

 Dopo l'operazione, si resta in sala operatoria. Perché il posto in terapia intensiva non c'è. E i pazienti appena operati restano dove sono, assistiti sul letto operatorio da infermieri e anestesisti. Storie di ristrettezze ordinarie nei due reparti di neurochirurgia del San Camillo Forlanini, dove i tagli imposti dal piano di rientro dal deficit della sanità, si sommano alle carenze strutturali. E dove ieri erano due i pazienti assistiti in sala operatoria dal personale, costretto a dividersi tra i reparti per garantire le cure necessarie. Sì, perché per i 20 posti letto della neurochirurgia del San Camillo, i posti per la terapia intensiva sono 10, e nonostante ci siano quattordici neurochirurghi, gli infermieri e gli anestesisti sono pochi. E il lavoro è tanto. Questa è una delle conseguenze del blocco del turn over deciso per contenere le spese della Sanità, che non consente la sostituzione del personale mancante. Ma in questi giorni, come raccontano gli addetti ai lavori, con 2 infermiere della sala operatoria e 2 anestesiste in maternità la situazione è ancora più pesante. E come sempre, quando si parla di salute, i primi a pagare sono i pazienti. Così, se l'emergenza viene comunque assicurata, a costo di fare straordinari, a rimanere bloccata è la cosiddetta chirurgia d'elezione, ossia tutti quegli interventi programmati a cui i pazienti attendono di sottoporsi nel loro letto d'ospedale o a casa, se il posto non c'è. Ma, a quanto pare, i problemi ormai sono due e quando c'è il personale necessario, a volte, e sempre più spesso, le stesse sale operatorie sono inutilizzabili perché occupate dai pazienti in terapia intensiva post operatoria. Ad aggravare la situazione della neurochirurgia nel famoso ospedale di Monteverde, dove dovrebbero essere assorbite anche alcune attività del Forlanini in chiusura, si è aggiunto negli ultimi mesi un altro elemento che ha reso la routine ancora più pesante. Al S. Camillo c'è un Dea di secondo livello, ossia un dipartimento di emergenza e accettazione in grado di assicurare, oltre alle normali prestazioni di pronto soccorso, funzioni di alta specialità, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia e la terapia intensiva neonatale. Ma dall'estate scorsa, in seguito alla rimodulazione dei bacini d'utenza, la situazione è cambiata, e ora al S. Camillo arrivano molti più pazienti, appesantendo ulteriormente le attività dei reparti di chirurgia in emergenza. Infatti, il nosocomio è diventato il centro di riferimento di alta specialità per i traumi gravi e per le malattie vascolari del cervello anche per le zone del litorale, da Ladispoli fino a Latina e per alcune zone dei Castelli. Infine, ci sono anche i pazienti dirottati dagli altri ospedali romani come il Cto e il S. Eugenio. NAT. ALB.

Chiuse da oggi a domenicale sale operatorie dell'ospedale

Il Secolo XIX del 13/10/2008 ed. Imperia p. 11

manutenzione ordinaria in corsoImperia. Confermata per tutta la settimana la chiusura delle sale operatorie dell'ospedale civile di Imperia. Da oggi, infatti, e sino a domenica prossima, il blocco Operatorio dello Stabilimento Ospedaliero di Imperia rimarrà chiuso e ovviamente sarà sospesa l'attività chirurgica. L'Asl 1 imperiese comunque garantirà l'attività chirurgica d'urgenza, sia presso il nosocomio del capoluogo sia presso gli altri ospedali della stessa Asl. «A tal proposito - informano dalla direzione dell'azienda sanitaria - sono stati potenziati tutti i mezzi di soccorso presenti sul territorio in collaborazione con il dipartimento di Emergenza, compreso il 118. L'ospedale di Imperia inoltre garantirà la presa in carico di tutti i cittadini che si rivolgeranno al pronto soccorso ed alle strutture ad esso collegate».La chiusura delle sale operatorie si è resa necessaria per l'avvio di una serie di lavori di ordinaria manutenzione. Lo scorso mese a causa di un incidente, l'attività chirurgica era già stata temporaneamente sospesa: tredici tra infermieri e infermiere erano rimasti intossicati da un solvente che sarebbe stato aspirato dai bocchettoni dell'aria del blocco chirurgico situato proprio sotto una soletta dove da giorni si stavano eseguendo lavori di verniciatura. La colpa era dello "xilolo", un solvente utilizzato per prodotti vernicianti. Ne avevano fatto le spese tredici infermiere e infermieri in servizio, quel pomeriggio di settembre, nel blocco operatorio al secondo piano dell'ospedale di Imperia. Tutte erano state portate al pronto soccorso. Anche una decina di pazienti dell'ospedale erano stati trasferiti nei nosocomi di Sanremo e Bordighera.13/10/2008


Corso di aggiornamento per infermieri

Il Tempo del 10/10/2008 ed. Molise

Previsto per oggi e domani presso l'istituto Mattei-Fascitelli il Corso di Aggiornamento Scientifico organizzato dall'Associazione Italiana Infermieri di Chirurgia e Riabilitazione. «Ogni giorno, nello svolgimento della propria attività - affermano gli organizzatori -, l'infermiere deve adottare - insieme ad altre figure professionali - delle scelte sanitarie che incidono direttamente e in misura rilevante sul benessere del paziente. I primi quesiti da porsi, quindi, sono: su quali criteri si basano queste scelte? Hanno un'utilità concreta per il paziente? Potrebbero procurargli dei disagi o delle sofferenze evitabili? Ecco perchè il personale infermieristico deve porre costantemente in discussione il proprio operato, poiché solo ponendosi dei quesiti, si possono cercare e ottenere delle risposte. Negli ultimi anni, con il diffondersi di Internet, anche gli infermieri hanno avvertito l'esigenza di fondare l'assistenza alla persona, le tecniche e le procedure inerenti il prorio operare, su una solida base scientifica, su studi controllati che ne attestino l'efficacia».


Pausa 'obbligatoria' per gli infermieri

La Nazione del 12/10/2008 ed. Empoli p. 4

IL NURSIND, il sindacato degli infermieri, chiede che l'Asl 11 chiede il ritiro dei provvedimenti che hanno modificato turnazioni e orari di lavoro a tutto il personale addetto all'assistenza nei reparti di degenza «Nursind- si legge in una nota- ritiene che tali decisioni non siano motivate da nessuna urgenza, siano ingiustificate e assolutamente inopportune». Il sindacato però passa anche al contrattacco: «In questo frangente invitiamo tutto il personale Infermieristico e addetto all'assistenza dei reparti di degenza, di attenersi alle disposizioni contrattuali di riferimento prese a pretesto dall'azienda per le modifiche dell'orario di lavoro e quindi, provocatoriamente, a fare la pause sempre e comunque, visto che sennò non verrebbero pagati dieci minuti di lavoro».


Ospedale, suona l'emergenza

La Nazione del 11/10/2008 , articolo di ELENA DURANTI ed. Prato p. 2

Di ELENA DURANTI MENO POSTI letto in ospedale per carenza di infermieri. All'appello secondo le organizzazioni sindacali mancherebbero ancora 90 dei 200 dipendenti «promessi» con il piano di assunzioni, presentato dall'Asl 4 di Prato, sei mesi fa. E due dei nuovissimi punti sanitari prospettati come potenziamento e come proiezione del pronto soccorso - da anni considerato il punto più sofferente dell'apparato sanitario pratese - cioè il centro di osservazione medico-chirurgica e l'Amic sono ancora in «viaggio», alle ultime fasi di costruzione, ma la data di apertura non è ancora stata annunciata. Il primo è una sorta di padiglione post-pronto soccorso previsto per quei casi che necessitano di osservazione temporaneo e la cui attivazione avrebbe dovuto essere prevista al quarto piano con l'impiego di cinque infermieri. L'apertura delle nuove aree di degenza si colloca in un più ampio progetto di riorganizzazione dell'area chirurgica che comprende interventi anche al sesto piano del padiglione delle chirurgie, dove sarà potenziata la week surgery polispecialistica. Al quinto piano del blocco chirurgia dell'ospedale, invece, sta per finire la ristrutturazione di un'area che sarà destinata all'alta e media intensità chirurgica polispecialistica (chirurgia generale, urologia e ginecologia), si tratta della cosiddetta Amic, una sigla che rimasta tale, almeno per il momento, almeno fino a data da destinarsi. Questa tappa rappresenterebbe un ulteriore passo in avanti verso la realizzazione del nuovo modello dell'ospedale per intensità di cura. La nuova sezione di ricovero destinata all'alta e media intensità di cura sarà provvista di 27 posti letto - programmati ma ancora inattivi - in stanze di degenza dotate di elevati standard di comfort alberghiero, nel pieno rispetto dei requisiti previsti dall'accreditamento istituzionale. Attualmente sono in fase di collaudo gli impianti. Entro la fine del 2008 l'area sarà ultimata con nuovi arredi e letti. Il personale verrà reperito anche tenendo conto delle procedure concorsuali pubbliche già aperte e delle graduatorie attualmente valide a livello di area vasta. Ma non è tutto. Se questi presidi non hanno proprio aperto, il reparto, centrale, di medicina lo ha fatto a ranghi ridotti, con 24 posti letto al posto dei normali 32. Anche in questo caso, la spiegazione è la medesima, manca il personale. Eppure esistono le graduatorie dei concorsi ed esiste appunto il piano assunzioni, come mai allora non ci sono infermieri al lavoro? Semplicemente perché non si trovano. Per rendersi conto della situazione basta citare un esempio: per compensare i vuoti d'organico l'azienda sanitaria di Prato ha chiamato 20 persone dalla graduatoria di Grosseto, ma nessuno ha risposto tranne 3 persone che poi però non hanno accettato di trasferirsi. Nomi in lista che, in realtà, non erano disponibili. Intanto, l'Asl 4 continua a cercare tramite bando nuovi addetti. Scadranno, infatti, il 30 ottobre i termini per le domande di ammissione per 41 posti di lavoro. Si tratta di 16 collaboratori professionali sanitari infermieri; 6 dirigenti medico farmacista (disciplina farmacia ospedaliera); 3 dirigenti medico (cardiologia); 3 collaboratori sanitari ortottista/assistente di oftalmologia; 3 collaboratori sanitario-logopedista; 2 dirigenti medico (ginecologia e ostetricia); 2 collaboratori sanitario fisioterapista; 2 collaboratori sanitari terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva; 1 collaboratore sanitario dietista; 1 collaboratore professionale sanitario tecnico audiometrista; 1 dirigente medico (reumatologia); 1 dirigente medico (nefrologia). I bandi sono pubblicati sulla Gazzetta ufficiale 76 del 30 settembre 2008. Le domande di partecipazione dovranno essere indirizzate al direttore generale dell'Asl 4 di Prato, ufficio concorsi in viale della Repubblica 240.

C'è uno squilibrio?

Corriere Adriatico del 13/10/2008 , articolo di gabriele magagnini p. 16

In atto una riorganizzazione dei servizi
RECANATI - La richiesta di servizi nel settore sanitario, nel corso degli ultimi venti anni è notevolmente aumentata, come è notevolmente aumentata l'aspettativa di prestazioni di qualità. La possibilità di poter ottenere esami strumentali, ematochimici, prestazioni specialistiche mediche o chirurgiche, si è ottenuta grazie ai sostanziali investimenti nel settore medico e sanitario, e alle numerose presenze di operatori, (medici fisioterapisti, infermieri che negli anni le scuole e le università hanno formato) ciò ha portato l'Italia, ad essere considerata una delle nazioni ove il servizio sanitario è fra i più efficienti. Partendo da tali considerazioni, il dott. Daniele Massaccesi, medico di medicina generale, nonchè consigliere comunale, fa presente come il servizio necessiti di grande competenza nell'organizzazione, al fine di un'attenta distribuzione delle risorse economiche e prestazioni sanitarie. L'esigenza di risparmiare nel corso di questi ultimi anni ha comportato una riorganizzazione dei servizi, a volte creando un grosso squilibrio fra le richiesta di prestazione sanitaria e la possibilità a poterla erogare (lunghe attese per la prenotazione di esami strumentali ...). "La nostra zona territoriale - continua Massaccesi- è organizzata nella gestione del territorio in due presidi Ospedalieri ( Civitanova e Recanati), con la medicina generale quindi medico di famiglia, il quale servendosi delle consulenze specialistiche e della collaborazione del personale infermieristico, tratta l'individuo con interventi diretti a prevenire, oltre che a diagnosticare e curare malattie.Con l'attivazione dell'Adi (assistenza domiciliare integrata), si possono ottenere a domicilio prestazioni sanitarie qualificate, visite specialistiche, prestazioni infermieristiche e fisioterapiche che permettono un trattamento sanitario in dimissione ospedaliera post patologia acuta, alternativa questa alle strutture di lungodegenza e riabilitazione. E' richiesta dunque grande professionalità da parte degli operatori sanitari che operano a domicilio, un servizio che mette al centro dell'attenzione la necessita del paziente e della sua famiglia. La gestione del malato a domicilio comporta un'integrazione e dei servizi disponibili e la possibilità, quando richiesto, di poter disporre di esami strumentali quali ecografie e radiografie e consulenze specialistiche in tempi ragionevolmente brevi".L'ingresso dell'ospedale di Recanati Sui nodi della sanità interviene il medico e consigliere comunale Daniele Massaccesi "Con l'attivazione dell'Adi si possono ottenere a domicilio prestazioni altamente qualificate�?


Visite domiciliari, insorgono i Comuni

Corriere del Mezzogiorno del 12/10/2008 ed. BARI p. 6

BARI - E' guerra tra i Comuni del Barese e l'Asl sulla sospensione del servizio gratuito di assistenza domiciliare per gli invalidi. In alcuni centri della provincia come Conversano, Polignano, Acquaviva, Cassano, Gravina, Altamura e Gioia, i pazienti sono costretti a pagare di tasca propria - fino a 20 euro al giorno - i medici e gli infermieri per assicurarsi le cure. Assistenza che, invece, dovrebbe essere garantita gratuitamente dall'azienda sanitaria, che tuttavia è rimasta senza personale. Mancano all'appello, infatti, una cinquantina di infermieri. Giovedì a sollevare il caso sono stati i consiglieri regionali di opposizione, Rocco Palese e Giammarco Surico, che hanno presentato un'interrogazione urgente al presidente della Regione, Nichi Vendola. Ieri a criticare l'Asl sono stati i sindaci. Il primo cittadino di Acquaviva delle Fonti, Francesco Pistilli, ha scritto un lettera a Vendola e alla manager dell'azienda sanitaria, Lea Cosentino, esprimendo «sconcerto e indignazione» e chiedendo «l'immediato ripristino del servizio che va a vantaggio dei più bisognosi», si legge nella missiva. «Non si comprende - prosegue - con quale criterio debba essere abolito con un atto di intollerabile discriminazione ed ingiustizia». Rassicurazioni arrivano dal direttore sanitario, Alessandro Calasso. «Non c'è stata una sospensione totale - spiega - ma una contrazione dell'attività. Il motivo non è la mancanza di fondi bensì di personale. Abbiamo già provveduto ad assumere 20 infermieri e ne recluteremo altri». E' pur vero, però, che le casse dell'azienda sanitaria sono in rosso: secondo i dati forniti dall'Ares il deficit accumulato è di 93 milioni di euro. Intanto, una commissione interna dell'Asl si è attivata per punire eventuali comportamenti scorretti del proprio personale. Secondo Palese e Surico, infatti, alcuni medici ospedalieri si sarebbero fatti pagare in nero il servizio. Le segnalazioni sono state raccolte in un fascicolo che potrebbe anche finire in Procura.Vincenzo Damiani Giammarco Surico, il consigliere regionale del Pdl che insieme a Rocco Palese ha sollevato il caso dell'assistenza domiciliare


Ospedale, trasloco per 50 mamme e bambini

Il Centro del 12/10/2008 , art di ANDREA BENE ed. Ed. unica regionale p. 5

Svuotate Ostetricia e Neonatologia, i pazienti spostati nell'edificio nuovo - Medici e infermieri al lavoro tutto il giorno Di Nisio neo primario
PESCARA. Un lungo serpentone di camici bianchi, di letti con pazienti attaccate alle flebo, di incubatrici con bimbi appena nati ha abbandonato, sin dalle prime ore del mattino, il vecchio e fatiscente prefabbricato rosso ex Ivap. Ostetricia-ginecologia e Neonatologia si trovano da ieri sera nel nuovo ospedale. Il trasloco più imponente, mai realizzato finora dalla Asl, è durato una giornata.Si è concluso in tempi record, in anticipo di 24 ore rispetto alle previsioni.Si è trattato di una sorta di esodo, programmato dall'azienda sanitaria per avviare finalmente i lavori, che dureranno 14 mesi, nel prefabbricato mai restaurato dal 1973. L'operazione ha coinvolto oltre 50 pazienti, un centinaio di infermieri e 19 medici. A dirigere le operazioni c'erano il direttore sanitario dell'ospedale, Valterio Fortunato e il neo primario di Ostetricia, Quirino Di Nisio, proveniente dall'ospedale di Penne, che prenderà servizio per la prima volta domani a Pescara. Di Nisio ha il compito di coordinare le Ostetricie dei tre ospedali della provincia.Ma i disagi non sono mancati. Donne appena uscite dalla sala operatoria, al termine di un parto travagliato, si sono viste trasportare al di fuori dell'ex Ivap per raggiungere l'ospedale nuovo, che dista circa duecento metri. Tutto si è svolto non all'aperto, ma all'interno di un tunnel che collega i due edifici. Nella galleria è passato di tutto, dai pazienti ricoverati, ai mobili, dai macchinari usati per tenere in vita i bimbi nati prematuramente, ai giocattoli. Sono stati svuotati ben tre piani dell'ex Ivap, riservati ai locali dell'ostetricia, ginecologia, maternità, nido, day hospital, day surgery, per riempirne altrettanti all'ospedale nuovo. Un lavoro mastodontico che ha impegnato per 12 ore il personale medico e paramedico.«Siamo qui dalle 6,30 di questa mattina» ha raccontato un infermiere «stiamo facendo il trasloco al di fuori dell'orario di lavoro e la Asl non ci retribuisce queste ore in più. Ma noi lo facciamo per motivi affettivi, perché sono trent'anni che siamo dipendenti di questo reparto».Alle ore di pranzo quasi tutti i bambini della Neonatologia e le mamme ricoverate ad Ostetricia si trovavano già nelle spaziose stanze dell'ospedale nuovo. Nelle ale nord ed est del quarto piano, lasciate libere da Urologia e Nefrologia, ora accorpate e da Gastroenterologia, sono stati trasferiti le degenze di Ostetricia, di Ginecologia e il nido. L'ala est del sesto piano, prima affidata a Medicina, è stata riservata ai piccoli pazienti patologici della Neonatologia. Nell'ala ovest del settimo piano, non occupata da nessun reparto, sono finiti Ostetricia, sale parto e day hospital. Nel sotterraneo sono state allestite 3 sale operatorie.
Musica e cabaret per gli infermieri
Il Piccolo di Trieste del 13/10/2008 ed. Nazionale p. 12

Azienda sanitaria, un progetto di formazione col «teatro d'impresa»Un cabarettista, un musicista, esperti di improvvisazione. Coinvolti infermieri e operatori della sanità. Non è il programma di un nuovo spettacolo teatrale, ma ciò che attende i dipendenti dell'Azienda sanitaria nel nuovo progetto di «formazione» che si sta allestendo per loro. La tecnica per verificare e modificare comportamenti e atteggiamenti passerà attraverso il «teatro d'impresa» con la collaborazione di una grande agenzia internazionale di formazione, la Rso di Milano. «La metodologia - spiega Lucia Starace, responsabile dell'Ufficio relazioni pubbliche dell'Azienda sanitaria che si occupa anche dei programmi sul benessere dei professionisti interni - consente ai dipendenti-partecipanti di apprendere e sperimentare le dinamiche organizzative che caratterizzano la realtà in cui essi operano, le modalità di comunicazione interpersonale e le abitudini comportamentali ormai cristallizzate». Insomma, anziché imparare criteri di approccio al lavoro ascoltando i consigli dell'esperto, infermieri e operatori vari dovranno venire a patti con la simulazione teatrale. Dovranno mimare e interpretare in scena il proprio lavoro quotidiano. Il debutto di prova è previsto per fine novembre, quando l'Azienda sanitaria organizzerà una seconda edizione (molto riveduta, a partire dal titolo) delle «Giornate della salute» del 2006, summit su temi grandi e piccoli del servizio sanitario e della sua ricezione sul territorio, con un affondo stavolta anche sulle politiche sanitarie internazionali.Il «teatro d'impresa» è stato proposto per la prima volta in Canada negli anni '80, in Italia è arrivato negli anni '90 e Trieste ne è stato un punto di riferimento: al Mib (docente Maddalena Berlino) è diventato parte integrante di un master.Per la prima «performance» in tema l'Azienda sanitaria sta pensando di usare il teatrino di San Giovanni, previo accordo con la Provincia che proprio qualche mese fa ne ha concluso la ristrutturazione. (g. z.)
Nursind, attacco contro l'Asl
Il Tirreno del 12/10/2008 ed. Empoli p. 5

«Decisioni ingiustificate sulle modifiche dei turni» - Il sindacato invita gli infermieri a fare sempre le pause perché «l'azienda le scala comunque»
EMPOLI. Protesta del sindacato autonomo Nursind che raccoglie gli infermieri. L'invito è quello a fare "sempre le pause perché l'azienda le scala a prescindere". «A seguito della decisione dell'azienda Usl 11 di Empoli di mettere in atto le modifiche sia sulla turnazione che sull'orario di lavoro che riguardano tutto il personale addetto all'assistenza nei reparti di degenza la nostra organizzazione sindacale - spiega il Nursind - ritiene che tali decisioni, non motivate da nessuna urgenza, siano da ritenersi ingiustificate e assolutamente inopportune, specie nell'ottica dei futuri rapporti in vista del rinnovo del contratto di lavoro». «NurSind richiese subito immediata sospensione del provvedimento anche per aver modo di incontrare i lavoratori interessati e poter decidere con il loro consenso - continua - vedendosi rifiutare tale richiesta, ci siamo attivati affinché fossero convocate al più presto le opportune assemblee del personale al fine di poter analizzare i provvedimenti che l'azienda ha ritenuto necessari e valutare le eventuali iniziative da prendere insieme a tutti i lavoratori interessati». In questo momento invitiamo tutto il personale infermieristico e addetto all'assistenza dei reparti di degenza, spiega ancora il Nursind «di attenersi alle disposizioni contrattuali di riferimento prese a pretesto dall'azienda per le modifiche dell'orario di lavoro. In particolar modo riguardo alla pausa prevista che è "recuperata" dall'azienda a prescindere, invitiamo i colleghi a richiedere al coordinatore di riferimento, anche durante il turno notturno, lo "stacco" dal servizio al fine di poter usufruire di tale imposizione, così come previsto dal contratto (in modo compatibile con le esigenze di servizio ed in accordo con il coordinatore di riferimento)». «Allo stesso modo si invitano i colleghi a segnalare qualsiasi negazione in merito - si conclude - certi che ognuno, per quanto di competenza, avrà modo di capire l'assurdità di tale situazione e la grave penalizzazione che il personale interessato riceve, affermiamo la nostra intenzione a riportare le problematiche descritte in tutte le sedi che riterremmo opportune».
«C'è poco personale, i reparti rischiano la paralisi»
La Nuova Sardegna del 12/10/2008 ed. Nazionale p. 25

La denuncia dei sindacati Fsi e Nursind. Annunciato uno sciopero di 24 ore
SASSARI. «I reparti di Medicina, Oncologia e Nefrologia della Asl da tempo vanno avanti con grandi difficoltà operative a causa della carenza di personale infermieristico e di supporto, che non consente l'erogazione di livelli accettabili di assistenza e incide sulle ferie e i riposi degli infermieri». È la denuncia della segretaria territoriale della Federazione sindacati indipendenti, Mariangela Campus. «I reparti sono quasi allo sbando - aggiunge la sindacalista -, l'organico, infatti, è ben lontano dalle 14 unità turniste, garantite e promesse dall'assessore regionale alla Sanità, Nerina Dirindin il 7 aprile 2006».«Ogni reparto di Medicina - spiega Mariangela Campus - può ospitare 35 pazienti di cui circa il 70 per cento non autosufficienti, che hanno quindi necessità di assistenza continua: un superlavoro che non può essere effettuato in regime di sotto organico. A tanta inadempienza si aggiunge l'incauta e scriteriata assegnazione del personale di supporto "Oss", ossia gli operatori socio assistenziali. L'azienda ha formato e riclassificato 90 lavoratori, facendo loro espletare nella maggior parte dei casi, mansioni diverse in servizi dove la figura dell'"Oss" non è prevista».«La cronica carenza di "Oss" che costringe gli infermieri a trascurare l'aspetto terapeutico assistenziale, per occuparsi di mansioni come l'igiene personale e l'alimentazione - aggiungono i rappresentanti del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche -. Chiediamo che la Asl inserisca al più presto gli operatori socio assistenziali nei reparti di degenza, non solo per eliminare il demansionamento degli infermieri professionali, ma soprattutto per andare incontro ai pazienti che necessitano di cure igieniche sanitarie da persone preparate a quello scopo».Ai fatti denunciati dai due sindacati, di recente si è aggiunta nei reparti la nuova turnistica: 8 ore il turno giornaliero, 10 ore quello notturno. «Questo è avvenuto prima ancora che si implementassero gli organici - sottolina la sindacalista Campus -, così come previsto dagli accordi siglati, creando quindi notevoli problemi in reparti come la Cardiologia, dove l'organico è ben al di sotto degli standard operativi previsti per legge».Uno dei motivi di queste scelte è spiegato dai sindacalisti del Nursind, secondo i quali nella realtà gestionale della Asl, quello che prevale, è la necessità di contenere i costi. «Per questo motivo - spiegano -, invece di rilevare i carichi di lavoro, vengono utilizzati indicatori ricavati da percorsi di negoziazione basati su vecchie norme. Ci sono altre modalità per definire il fabbisogno assistenziale. Si è avviato da tempo il dibattito sul "nurse-to patient ratio" ottimale, ovvero su quale debba essere il numero di pazienti per ciascun infermiere presente nelle degenze ospedalriere. Numero necessario per minimizzare i rischi legati alla carenza di personale. Noi del Nursind ci chiediamo come mai a Sassari non siano state inserite le figure degli "Oss", nonostante questo sia previsto già da diversi anni. Il 31 ottobre il nostro sindacato ha previsto uno sciopero nazionale di 24 ore».
Corso teorico-pratico per infermieri
sulla fisiopatologia della deglutizione
La Sicilia del 10/10/2008 ed. Nazionale p. 33

Il gruppo Salute Sicilia organizza, ormai da parecchi anni, una serie di corsi di formazione Ecm, destinati ai collaboratori professionali sanitari allo scopo di approfondire alcune tematiche importanti. In questo ambito s'inserisce il corso teorico-pratico dedicato al personale infermieristico, "Fisiopatologia della deglutizione - trattamento riabilitativo" che si svolge oggi e domani nella sala convegni dell'Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande. Il tema è di grande complessità e di rilevante attualità per la diffusione di tecniche chirurgiche demolitive nelle neoplasie del distretto cefalico e per l'allungamento della vita media della popolazione. La compromissione della funzione di deglutizione rappresenta un deficit importante: non solo per il problema nutrizionale conseguente, ma anche per le implicazioni di ordine psicologico e sociale. Negli ultimi decenni, i problemi diagnostici e terapeutici delle disfagie, hanno risvegliato un'attenzione particolare in ambito clinico-applicativo, in considerazione dell'importanza e soprattutto della frequenza con la quale vengono riscontrati nella pratica medica generale e specialistica. Questo crescente interesse nei confronti della disfagia, si è concretizzato nella nascita di una nuova disciplina medica - autonoma dal punto di vista clinico, diagnostico e terapeutico - che va sotto il nome di deglutologia ed ha portato all'apertura di servizi di riabilitazione dedicati alla disfagia presso numerose aziende sanitarie. Il corso, a impronta multidisciplinare, prevede il coinvolgimento come relatori di specialisti otorinolaringoiatri, chirurghi, logopedisti, psicologi, infermieri provenienti dalle aziende ospedaliere pubbliche e private della Sicilia orientale. Organizzatore e coordinatore del corso è il dott. Giuseppe Maria Lentini, responsabile dell'U.O. di otorinolaringoiatria (Orl) dell'Iom. Interverranno come relatori: i dottori Ettore Arrigo (Ch. Toracica Iom), Roberta Cultrera (Orl Ospedale S. Vincenzo Taormina), Simona Ficarra (Orl Iom), Alfonso Gibilaro (Orl - O. V. Emanuele), Antonio Iuppa (Ch. Oncologica Iom), Lepanto Lentini (Orl-Garibaldi), Maurizio Russo (Orl-Garibaldi), Maria Carmela Scriminaci (Psicologo Iom Viagrande). A. T.
Corsi di triage Pdcs: "Il nostro impegno per Serravalle"
La Voce di Romagna del 11/10/2008 ed. Rimini p. 31

SAN MARINO - Sono aperte le iscrizione per partecipare al corso di formazione a di addestramento al triage per infermieri professionali di pronto soccorso. Il corso è organizzato dall'associazione Gruppo Formazione Triage e si avvale del patrocinio della Segreteria di stato alla Sanità. Il corso di triage per infermieri professionali si terrà da lunedì 13 a giovedì 16 al teatro Titano di Città. L'iniziativa mira a fornire elementi di conoscenza utili a svolgere questa funzione, come momento di accoglienza e di valutazione dei pazienti che arrivano in pronto soccorso, in base a dei criteri definiti e diffusamente accettati che consentano di stabilire una priorità d'intervento. Con questo 17esimo corso, il Gruppo Formazione Triage ha formato circa 1700 infermieri, divenendo anche per la vicina Italia un centro di riferimento. Infatti, le linee guida proposte nei corsi e nei testi editi dal gruppo, sono ormai adottate in tutta la penisola. La necessità di attivare nei pronto soccorso questa funzione è fondamentale specie quando ci si trova alle prese con delle emergenza e il sovraffollamento nelle sale di attesa. Con questa tecnica si selezionano i pazienti grazie a un codice che dà o meno accesso prioritario, secondo il caso di gravità. SAN MARINO - Il centro storico di Serravalle si sta spegnendo? Ecco arrivare in soccorso i candidati della sezione Pdcs del Castello. "Quanto hanno raccontato commercianti e artigiani, nella loro lettera aperta, rispecchia purtroppo la realtà delle cose. Non vogliamo entrare nel merito della controversia sollevata tra commercianti del centro Storico ed il nostro Capitano di Castello il quale ha già espresso pubblicamente la sua posizione; riteniamo onesto riconoscere che la politica non è stata in grado di dare in questi anni risposte adeguate ai problemi che purtroppo caratterizzano non solo il nostro centro storico di Serravalle. Serate e dibattiti interni in Sezione sono stati dedicati al problema, ma non sono seguite iniziative politiche pubbliche se non attraverso l'azione di alcuni nostri rappresentanti in Consiglio Grande e Generale, attraverso la presentazione di un ordine del giorno, in cui si segnalava la forte preoccupazione per la chiusura di diverse attività commerciali e la difficoltà a sopravvivere da parte degli operatori ancora in attività nel centro storico". Quindi, condivisibile il problema dei parcheggi è evidente, "ed è ora che si inizino a trovare soluzioni concrete, anche in vista dell'apertura di nuove strutture ricettive nella zona del Castello e l'insediamento di nuove unità abitative". Lecita per il Pdcs l'introduzione di incentivi, attraverso leve fiscali e contributive, che assicurino la permanenza del commercio di servizio in tutti i centri storici. Opportuno, poi "individuare soluzioni alla viabilità che di recente ha creato problemi di accesso al centro storico". Fra le altre azioni virtuose che si potrebbero mettere in campo secondo i candidati del Pdcs: l'organizzazione di mostre, eventi, la rivalutazione del parco Laiala, "offrendo un ulteriore punto di aggregazione ai cittadini con l'apertura di bar o chioschi, oltre ad una maggiore manutenzione dello stesso".
Cliniche, fuori dal Ssn le briciole
La Provincia di Cremona del 12/10/2008 p. 15

Sono tre a Cremona le cliniche private accreditate col Servizio sanitario nazionale. Complessivamente rendono disponibili 368 posti letto in regime di Ssn e occupano 654 persone. Nel 2007 hanno erogato in tutto 761.270 prestazioni (contro i 2 milioni e 908mila dell'Ospedale Maggiore). Di queste, la stragrande maggioranza (636.419, l'83,6 per cento) è stata fornita per conto del Sistema sanitario nazionale, senza il quale resterebbero solo 124.851 prestazioni effettuate privatamente. La clinica più grande, per personale e per prestazioni svolte nell'ultimo anno è la casa di cura Figlie di San Camillo. Con 251 persone impiegate, di cui 72 medici, 64 infermieri e 75 fra tecnici e operatori sanitari e ausiliari, la clinica di via Fabio Filzi 56 dispone di 143 posti letto accreditati. «Ma a regime - spiega il Direttore sanitario Claudio Mancini - ne avrà 158». Per 14 anni all'Ospedale Maggiore di Cremona, di cui è stato anche Direttore sanitario, poi Dg all'Asl della Spezia e infine responsabile di cliniche private per 9 anni, Mancini è un osservatore privilegiato delle dinamiche e del governo della Sanità. «In questi anni l'indirizzo politico, che è opportuno e che condivido, è di incentivare gli ospedali a caratterizzarsi sempre più per i servizi e sempre meno per i posti letto. E' un andamento seguito dai sistemi sanitari più evoluti: rimane in ospedale solo chi non può muoversi. Trasferire l'assistenza in fase di day hospital o ambulatorio, consente un taglio dei costi. E un servizio migliore. E' la struttura infatti a doversi organizzare per svolgere tutti gli esami necessari nella giornata di ricovero e il paziente non resta 'abbandonato' in corsia per giorni. In questo modo i posti letto per abitante in Italia si sono ridotti parecchio passando dai 12 del 1981 ai 4,3 di oggi, ma senza ridurre il livello delle prestazioni». Con 253.838 prestazioni effettuate nel 2007 (213.578 per il Ssn) e 221 persone impiegate la casa di cura San Camillo è la seconda struttura privata cittadina. La struttura di via Mantova 113 dispone di 132 posti letto accreditati in Ssn e vi lavorano 73 medici (fra dipendenti e liberi professionisti), 64 infermieri e 22 ausiliari specializzati. Il direttore da quattro anni è il padre camilliano Giulio Conci, mentre il responsabile sanitario è Adriano Tadioli, che è direttore sanitario anche della casa di cura Ancelle della Carità. Questa struttura nel 2007 ha effettuato 195mila prestazioni (161.733 per il Ssn). In via Aselli 14 lavorano 182 persone a cui se ne aggiungono 40 che collaborano in libera professione. Di questi, 46 sono medici, 37 infermieri e 46 ausiliari. Le Ancelle hanno 110 posti letto. «In questi anni - spiega il direttore Marcello Belotti - abbiamo vissuto una importante trasformazione, passando da ospedale per acuti a struttura per la riabilitazione». La ristrutturazione delle Ancelle ha portato ad una diminuzione delle prestazioni effettuate con un aumento della quota di quelle private passate dal 5,5% del 2005 al 17,15% del 2007. (masche)

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