La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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venerdì, ottobre 3

Rassegna Stampa - 03.10.2008


«Manovra di clientelismo»

La Sicilia del 02/10/2008 p. 1

LAURA VALVO LA SEDE DELL'ASL 8
«Una volgare manovra di clientelismo». Viene bollata in questo modo la mobilità di 32 infermieri dell'Asl da parte del segretario generale Fp-Cgil Enzo Vaccaro che accusa: «L'Asl ha deciso in modo unilaterale, senza cioè sentire le organizzazioni sindacali, di procedere a mobilità di infermieri da altri ospedali della Regione e, a tal proposito, ha fatto un atto deliberativo per la mobilità di 32 infermieri». Normalmente, così come ha fatto l'«Umberto I» si prepara una graduatoria facendo la comparazione dei curricula del personale interessato come espressamente prevede tra l'altro il contratto nazionale di categoria. «Anzi, l'Azienda ospedaliera per maggiore trasparenza, ha concertato con i sindacati i criteri di valutazione e i relativi punteggi da attribuire ai titoli. L'Asl, in forza di un regolamento interno improntato alla più assoluta discrezionalità imprenditoriale, dimenticando che le Aziende sanitarie hanno ancora natura giuridica pubblica e che pubblici sono i suoi dipendenti, ha invece deciso di dare luogo ad una mobilità sulla quale è necessario sollevare alcuni rilievi». Il provvedimento, secondo il responsabile sindacale, non è stato pubblicizzato adeguatamente, né discusso con le organizzazioni sindacali. Non sono stati applicati i benefici di legge in vigore che stabiliscono le priorità nei trasferimenti (legge 104). «E poi - aggiunge Vaccaro - si possono applicare criteri discrezionali anche se imprenditoriali di fronte a centinaia di richieste senza fare un minimo di comparazione dei curricola e dei titoli senza rischiare di mortificare qualcuno? Siamo convinti di essere di fronte all'ennesimo misfatto perpetrato dai dirigenti dell'Asl che in nome di criteri discrezionali imprenditoriali nascondono una manovra di clientelismo e favori ai politici. Ci rendiamo conto della gravità delle affermazioni ma la vergognosa situazione in cui versa l'Asl ci obbliga a non restare muti e a invitare l'assessorato regionale a vigilare su tutta la procedura». Non si fa attendere la replica della direzione dell'Asl che punta l'attenzione sull'approvazione di un Regolamento che disciplina la materia. «Il 10 luglio scorso l'Azienda ha convocato le organizzazioni sindacali dell'area di Comparto per discutere al primo punto l'eventuale modifica del Regolamento. Dopo ampio dibattito, i sindacati non hanno ritenuto di dover dare ulteriori indirizzi vincolanti per i procedimenti attuativi della mobilità in entrata preferendo così la sopravvivenza del regolamento vigente. Per quanto concerne, inoltre, la presunta inerzia o lesione nei confronti del personale precario da stabilizzare, si precisa che l'Azienda ha fornito all'assessorato regionale alla Sanità i richiesti chiarimenti ed ha rappresentato di ritenere approvato il proprio Piano di stabilizzazione proposto a suo tempo, dopo concertazione con le organizzazioni sindacali, anticipando la pubblicazione dei relativi bandi».


Personale dell'emergenza oggi un vertice per i corsi

La Sicilia del 02/10/2008 ed. Nazionale p. 37

"Botta e risposta" a distanza tra infermieri della Cmr 118 di Gela e la centrale operativa di Caltanissetta per i corsi di aggiornamento. Oggi pomeriggio tutto verrà messo "nero su bianco" durante un "faccia a faccia" tra infermieri e personale addetto alla formazione. Il responsabile informativo del 118 Caltanissetta, Calogero Alaimo, ha inviato una comunicazione al personale infermieristico annunciando l'incontro che si terrà oggi alle 16 presso l'aula didattica dell'azienda ospedaliera "Vittorio Emanuele". L'"incidente diplomatico" tra personale infermieristico e centrale operativa si è registrato due settimane fa quando il dott. Elio Barnabà comunicò all'azienda ospedaliera l'avvio dei corsi di formazione per gli infermieri della Charlie 6 Cmr di Gela. In quell'occasione gli infermieri hanno mostrato le loro perplessità inoltrando alla centrale operativa di Caltanissetta una esplicita richiesta su chiarimenti e perplessità e se il corso di formazione è aperto a tutto il personale o solamente a coloro che prossimamente dovrebbero entrare a far parte dell'organico. Il corso di formazione ha un costo per l'azienda ospedaliera di 5 mila euro (di solito vengono impegnate somme per 20 mila euro circa),, ma ancora non è stata sciolta la "prognosi" per coloro i quali potranno prendervi parte. Il corso di formazione doveva iniziare lo scorso 23 settembre ma dopo le vicende riguardante il personale infermieristico tutto è stato "congelato". Forse gli infermieri che già prestano servizio per il 118 devono pagare di tasca propria i corsi di formazione? Solo nel tardo pomeriggio di oggi avranno risposte certe dalla centrale operativa di Caltanissetta. L.M.


Il clown entra nelle scuole

Viver Sani e Belli del 03/10/2008 N. 41 10 OTTOBRE 2008 p. 72

Tra i banchi queste figure possono essere davvero un appoggio per gli alunni di tuttele età. Infatti, sono preziosi per imparare a vivere in gruppo, sorridere dei propri difetti, dimenticare i brutti voti e ritrovare l'espressività del corpoSdoganati già da diversi anni dal medico statunitense Patch Adams, i clown sono usciti da teatri e circhi per entrare negli ospedali a portare buonumore e benefici ai piccoli malati. Oggi i l clown va oltre e arriva anche nelle scuole, portando con sé un innovativo metodo educativo, utile a insegnanti e alunni, anche quelli più "difficili", per ridurre i conflitti, migliorare la comunicazione e l'apprendimento, sviluppare autostima e creatività. La forza dell'ironia Un naso rosso, la parrucca variopinta, i vestiti fuori moda, le scarpe troppo grandi e usurate: questo è il biglietto da visita del clown, una figura teatrale, un attore, ma anche una vera e propria maschera vivente. Ogni pagliaccio, 72 infatti, è diverso dall'altro, ma la filosofia di fondo è condivisa: tutto deve essere leggero, buffo, grottesco. • II clown può camminare sul filo, compiere acrobazie che nascono da una grande preparazione atletica oltre che psicologica, ma sempre con l'aria strampalata e insicura. • II pagliaccio, insomma, mette in scena i propri limiti e difetti, si svergogna pubblicamente, anche se per gioco. Ed è proprio questa la sua forza: è dissacrante e, con l'autoironia unita ai suoi limiti sbandierati, è in grado di far sentire chi gli sta di fronte a proprio agio. Inoltre, insegna a essere più flessibili con se stessi e con gli altri, imparando a prendere coscienza e ad accettare le proprie debolezze, trasformandole in punti di forza. Un aiuto a superare le difficolta In un ambiente, come quello scolastico, serio e "ingessato", il clown, nel ruolo di maestro, appare come una provocazione. • In realtà, il downing (così si chiama l'intervento dei pagliacci nei diversi ambiti esterni al palcoscenico) come strumento educativo ha molteplici obiettivi, utilissimi nella scuola di oggi, tra cui sicuramente quello di ridimensionare la paura del fallimento, la mancanza di stima e di fiducia in se stessi, che nell'ambiente scolastico sono purtroppo spesso marcati, non solo tra gli alunni, ma anche tra gli stessi insegnanti. • Oltre a questi obiettivi, non mancano gli effetti benefici, sia a livello mentale sia a livello psichico. Infatti, il clowning aiuta a superare molte difficoltà relazionali, ad accettare le differenze, a sorridere delle difficoltà piccole o grandi della vita, a favorire l'integrazione fra i gruppi. Sollecita, inoltre, l'interesse per chi soffre, permette di riscoprire i gesti e l'uso consapevole del corpo come espressione della propria interiorità e stimola la creatività.
L'ARTISTA VERO E PROPRIO
II pagliaccio può essere invitato nelle scuole per svolgere un lavoro educativo specifico, spesso attraverso l'insegnamento dei rudimenti della sua arte. Molto spesso si rivolge a gruppi che si trovano in particolare difficoltà, come bambini iperattivi o con handicap. Il clown, del resto, è il diverso per antonomasia, e i suoi difetti sono accentuati e visibili a tutti: con lui il bambino acquista sicurezza, per la prima volta non è lui a vedersi diverso e debole, ma anzi si sente il più forte, sa che, quindi, non deve avere paura. Questo permette una maggiore apertura al mondo e anche all'apprendimento.
Obiettivi in crescitaÈ sbagliato pensare che il clown sia adatto solo alla scuola dell'infanzia e alla primaria: anche nelle scuole secondarie questo metodo educativo sta prendendo piede, anche se trova maggiori resistenze da parte degli studenti. • A seconda dei diversi livelli scolastici, cambiano le modalità usate: -» nella scuola dell'infanzia è soprattutto una forma di educazione psicomotoria, che spinge i bambini a sviluppare l'espressione delle proprie emozioni attraverso il corpo, i gesti, la mimica. E un gioco, da fare in gruppo, anche con maestri e genitori; -> alle elementari il gioco diventa vera e propria attività ginnica, anche se non perde completamente l'aspetto ludico. Si aggiunge, inoltre, la dimensione della comunicazione, perché a questa età i bambini cominciano a essere consapevoli di potersi esprimere anche con il corpo; •> un ulteriore passo in avanti avviene nella scuola media, dove il clowning si inserisce all'interno di un percorso sulla costruzione dell'identità: il ragazzo impara ad acquisire autostima e a integrarsi nel gruppo. Spesso, si aiuta l'alunno nella ricerca della propria parte "leggera", non solo con la riflessione, ma anche attraverso la messa in scena di opere teatrali scolastiche; -* alle scuole superiori il ruolo del clown è quello di facilitare la comunicazione. In pratica, aiuta il dialogo tra il giovane e l'insegnante, la famiglia e il gruppo di compagni, ed è un supporto nella fase delicata dell'adolescenza, per esempio nell'acccttazione del proprio corpo.

73 L'INSEGNANTE SI TRASFORMA IN PAGLIACCIO
II maestro può apprendere, attraverso specifici corsi, alcune tecniche del mondo dei pagliacci, ma soprattutto la filosofia di base, da utilizzare poi nella quotidiana esperienza di insegnamento e anche nel rapporto con i colleghi. Così impara un nuovo modo di porsi nei confronti della classe, aggiungendo anche un pizzico di divertimento. Può sfruttare tecniche espressive (per esempio piccoli giochi di prestigio), per semplificare le spiegazioni o per favorire momenti di integrazione.
UN'ARTE CHE SI IMPARA ALL'UNIVERSITÀ
Diventare un clown vero e proprio richiede anni di applicazione artistica, ma per gli insegnanti che intendono fare propri alcuni elementi del clowning, esistono corsi di formazione messi a disposizione dalle università, grazie a master postuniversitari (presto ne sarà attivato uno a Bologna) o corsi specifici (come quello che prenderà il via nei prossimi mesi all'università di Bolzano). • Per conoscere meglio il mondo del clowning, avere informazioni sui corsi di formazione, e anche trovare clown per la propria scuola, si può contattare l'associazione di promozione sociale Gelsomina Clown (www.gelsominaclown. com), sostenuta dalla Fondazione Carisbo e dal Comune di Bologna, costituita da mimi, clown, giocolieri e prestigiatori, tutti educatori attivi anche nell'ambito della ricerca sul clowning.
I principali beneficiSono molti gli effetti positivi che possono scaturire dal clowning nelle scuole. • Prima di tutto, il maestro clown non si pone al di sopra dei suoi allievi, né pretende che questi manifestino particolari doti. Essi devono diventare consapevoli dei propri difetti e imparare a sviluppare autoironia e umorismo. Questo non snatura il ruolo della scuola, perché allo stesso tempo il pagliaccio dimostra che per acquisire le competenze necessarie (nel suo caso le tecniche dei clown) bisogna impegnarsi a fondo, con uno sforzo costante, sia fisico sia mentale. • II suo è un importante insegnamento per chi ha difficoltà nell'accettare la propria immagine: il ragazzo può mascherarsi ed essere per un po' un altro, come fa il clown, ma per ridere dei propri punti deboli con gli altri e imparare a accettarsi e a sentirsi accettato. Così si rafforzano autostima e integrazione col gruppo. • Si imparano anche nuove forme di comunicazione: nel clowning prevale la gestualità e il controllo del corpo rispetto alla parola; questo permette di recuperare una forma comunicativa messa a rischio dalle nuove tecnologie. • II pagliaccio è tìsicamente allenato, perché il corpo è il suo principale strumento espressivo. Il clowning, quindi, diventa una vera e propria ginnastica, che fa riconoscere, accettare e, se possibile, migliorare i difetti di postura, l'andatura, la rigidità o la difficoltà nell'espressione delle emozioni.
La downterapia in ospedale: non solo mediciIn Italia sono oltre 1.200.000 all'anno, quasi 3.300 ogni giorno, i ricoveri di bambini in ospedale, con una degenza media di 4 giorni e mezzo. Una situazione di disagio non solo per la malattia, ma anche per la paura di trovarsi in un ambiente sconosciuto. • Per rendere meno gravosa l'esperienza del ricovero, da tempo si ricorre all'aiuto dei clown in corsia. • Anche il clowning ospedaliero, però, è caratterizzato da due diversi approcci. Forse il più noto è la downterapia ideata dal medico statunitense Patch Adams, un nuovo tipo di cura medica alternativa, che vede medici e infermieri sfruttare le tecniche del mondo dei pagliacci per cure e diagnosi. • Da qualche tempo, anche in Italia, si stanno diffondendo invece i "Dottor sogni", veri e propri artisti, quindi non medici e infermieri, adeguatamente formati per poter migliorare l'impatto del bimbo con l'ospedale.
COME AGISCONO I "DOTTOR SOGNI

"II "Dottor sogni" non fa diagnosi, non compila cartelle cllniche, ma con il camice colorato, il fare un po' bizzarro e le magie, aiuta il piccolo ad affrontare il ricovero e, soprattutto, a "non dimenticare la sua parte sana", quella che ha voglia di ridere, di giocare, di immaginare. • Attraverso il gioco e l'ascolto, aiuta il piccolo malato a elaborare ansie e timori, ma sostiene anche i familiari, gli stessi medici e gli infermieri. • "I nostri clown non fanno un semplice spettacolo in corsia, ma una visita personalizzata a ogni bimbo, stanza per stanza, in un giorno della settimana definito insieme al personale del reparto, coinvolgendo anche i familiari", spiega Andre Poulie, ideatore della fondazione Theodora Onlus, che si occupa della formazione e della retribuzione dei "Dottor sogni", che sono poi inseriti gratuitamente negli ospedali.
DOVE S I TROVANO

In Italia, i "Dottor Sogni" operano qui: -» Milano: Istituto dei Tumori, Istituto neurologico Carlo Besta, ospedale dei bambini V. Buzzi e ospedale Luigi Sacco. -» Monza: ospedale S. Gerardo. -> Pavia: Fondazione Mondino. -» Torino: ospedale infantile Regina Margherita. -> Genova: Istituto Giannina Gaslini. -» Savona: ospedale S. Paolo. -» La Spezia: ospedale S. Andrea. - * Bologna: Clinica Neurologica. -» Roma: Policlinico Umberto I. Servizio di Valeria Ghitti. Con la consulenza della professoressa Alessandro Farneti, docente di psicologia dello sviluppo alla Libera università di Bolzano.

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