La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, dicembre 24

Rassegna Stampa - 24.12.2008


Gli infermieri su Eluana: «Non si evochi l'eutanasia»

Il Gazzettino del 23/12/2008 ed. UDINE p. IV

Il presidente Tondo: «La pausa natalizia sia utile a tutti». Moretton (Pd): «No accanimento nè decisione per la morte». Intanto la Corte di Strasburgo ha respinto il ricorso Il problema reale secondo i professionisti è l'obbligo a prolungare un'agonia senza esito. Stasera manifestazione con Brollo«In situazioni come quelle di Eluana è fuorviante evocare il pericolo dell'eutanasia»: lo affermano gli infermieri del collegio Ipasvi di Udine. «Il problema reale - sottolinea l'Ipasvi - è l'insostenibilità della sofferenza, il degrado della dignità, l'obbligo a prolungare un'agonia senza esito, la violenza imposta a chi non può impedire un trattamento che, potendo esprimersi, rifiuterebbe. Riflettere su questo non significa voler negare le cure in situazioni estreme: significa dare consistenza nuova alle forme di libertà personale oggi».
Gli infermieri ricordano che "la morte viene già oggi legalmente riconosciuta ben prima della cessazione naturale del battito cardiaco" nel caso di espianto di organi, e auspicano "un nuovo equilibrio nel bilanciamento dlle possibilità tecniche e professionali con il sentire soggettivo consapevole del malato e la relazione con il suo mondo di vita circostante".
È una presa di posizione che giunge nel giorno in cui la Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo respinge, giudicandolo "irricevibile", il ricorso presentato da diverse associazioni contro la sentenza della Corte d'appello di Milano sul caso di Eluana Englaro.
Intanto stasera a Udine, al centro culturale Paolino d'Aquileia di via Treppo, è programmata una manifestazione aperta a tutti, alle 21.15, con la presenza dell'arcivescovo Pietro Brollo. Verrà proiettata su maxischermo l'opera "Lieve, tenace è la vita". «Nelle aspirazioni degli organizzatori si tratta di un momento di riflessione sulla vicenda umana nel momento di massima fragilità, come è nel caso di Eluana Englaro e di tutte le persone che come li vivono in condizione di stato vegetativo persistente» spiega il presidente dell'Associazione Scienza & Vita di Udine Francesco Comelli.
E da Trieste Renzo Tondo si augura che la pausa natalizia sia utile a tutti ribadendo di considerare la questione un fatto privato: «Non vedo il motivo per cui il presidente della Regione debba prendere posizione politica» dice. Per Edouard Ballaman (Lega Nord), presidente del Consiglio regionale, è stato un errore l'intervento del Governo sul caso Englaro; si allinea a Tondo ritenendolo un caso privato ("posso auspicare che la ragazza continui a vivere, ma non posso entrare nelle decisioni di papà Beppino"). Sulla possibile crisi politica Ballaman ha auspicato che "l'Udc non la apra su una questione di carattere etico. È il Parlamento che deve legiferare".
Da registrare l'intervento del capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton: «Non ci deve essere per la scienza un accanimento per la vita ma non ci può essere neanche una decisione per la morte». «Essendo stata scelta una struttura privata, poco la Regione può fare e interferire, tanto più che esiste una sentenza, per quanto discutibile e contrastata, che autorizza la famiglia alle proprie scelte» rimarca.
Quanto alla Casa di cura ieri è rimasta in silenzio. Lo spiraglio per far venire Eluana in Friuli resta aperto e si lavora per ingrandirlo.
Per il capogruppo consiliare di Idv-Cittadini, Piero Colussi "è vergognoso assistere a ricatti sulla pelle della famiglia Englaro". "Inverosimile" ha bollato tutta la partita ricordando che le guerre di religione sulla pelle altrui non hanno mai portato a nulla di positivo, che il nostro è un Paese laico e che è ora che il Parlamento si assuma la responsabilità di approvare una normativa adeguata al rispetto della Costituzione.



Eluana, respinto il ricorso

Il Gazzettino del 23/12/2008 ed. UDINE p. 1

Gli infermieri dell'Ipasvi: non è un caso di eutanasia. Oggi il vescovo alla serata di Scienza & Vita La Corte europea dà torto alle associazioni per la difesa della vita
Udine
La Corte europea per i diritti dell'uomo ha respinto, giudicandolo «irricevibile», il ricorso presentato da diverse associazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano sul caso di Eluana Englaro. Nella decisione resa nota ieri la Corte osserva tra l'altro che «i ricorrenti non hanno alcun legame diretto» con Eluana. Intanto in Friuli gli infermieri del collegio Ipasvi di Udine invitano a non accostare il caso Eluana a pratiche di eutanasia.
A pagina IV e nel fascicolo nazionale



Infermieri, l'extra ora vale di più

Il Sole 24 Ore - NordOvest del 24/12/2008 p. 9

A gennaio incontro sindacati-Regione Piemonte per estendere l'intesa
LA NORMATIVA Delli Carri (Nursing Up): «La legge regionale del 2002 prevede un compenso libero professionale per le prestazioni aggiuntive»Fabrizio Pasquino
TORINO Un accordo "storico" per tutti gli infermieri che lavorano all'ospedale Molinette di Torino e che potrebbe essere esteso a tutte le altre strutture sanitarie del Piemonte. L'intesa è stata raggiunta lo scorso 9 dicembre. Si tratta del pagamento immediato delle prestazioni aggiuntive già rese dal 2003 al 2008. Le retribuzioni saranno inserite nella busta paga di tutti gli infermieri ( un migliaio) che ne hanno diritto, entro il mese di febbraio 2009, per un esborso complessivo di circa 800mila euro. L'accordo, cui si è giunti grazie all'impegno del sindacato Nursing Up, prevede che d'ora in poi tutte le eccedenze orarie di lavoro rispetto all'impegno di servizio (ossia quelle che sono definite "prestazioni aggiuntive"), saranno liquidate con le stesse cadenze del salario accessorio.Un grande risultato per gli infermieri, che deriva dalla sentenza 4029/08 del Tribunale di Torino, a cui le Molinette non opporranno ricorso. Quest'ultimo ha infatti condannato l'amministrazione dell'Azienda ospedaliera Universitaria Molinette al pagamento delle ore, o delle frazioni di ora, svolte in prestazione aggiuntive oltre le il lavoro programmato. «Grazie a questa sentenza e all'accordo che ne è seguito - spiega il responsabile Regionale del Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri - si è aperta quella che il sindacato non esita a definire una pagina storica per il riconoscimento dell'infermieristica come una professione intellettuale a tutti gli effetti, e che come tale va compensata».Nel 2004 l'azienda Molinette decise di retribuire le ore lavorate eccedenti l'impegno di servizio come ore di straordinario e non come prestazioni rese in regime libero professionale. Ciò comportava una diminuzione del conteggio economico orario dovuto e la possibilità di trasformare tali straordinari in giorni di recupero compensativo. A titolo indicativo, le cifre per la prestazione libero professionale di un infermiere sono: 26 euro l'ora per l'attività diurna, 32 per quella notturna e 36 per quella notturna festiva. Compensi che se considerati come "straordinari" vengono invece dimezzati. «Tale azione era però in contrasto con quanto disposto dalla legge 1 del 2002 - aggiunge Delli Carri - la quale per le prestazioni definite aggiuntive, definiva una compensazione a regime libero professionale riconoscendo il carattere intellettuale della professione infermieristica. Il Tribunale di Torino ci ha dato ragione». A gennaio ci sarà un incontro con la Regione per trovare un accordo esteso a tutte le aziende sanitarie del territorio. L'alternativa è che il sindacato porti davanti al giudice tutti quelli che decideranno di non adeguarsi alla sentenza. A un successo, però, si affiancano alcuni gravi disagi che gli infermieri del Nord Ovest da anni continuano a denunciare: «Il limitato guadagno, la carenza di strutture, come gli asili nido, che anche dove esistono non si adattano a orari e particolarità della professione, la situazione di carenza di personale infermieristico, con conseguente aumento del carico di lavoro - affermano Francesco Dirito del Nusind Torino, il sindacato delle professioni infermieristiche - provocano disagi anche per i malati. Che giusta risorsa può essere un infermiere che ha alle spalle 12 ore consecutive di lavoro? Non si può continuare a svilire chi del paziente si prende carico nella sua totalità».Secondo Giovan Battista De Gattis, referente del Nursing Up della Valle d'Aosta, bisogna intervenire sulla riorganizzazione del sistema pubblico: «L'attuale malessere degli operatori del comparto sanità - afferma - non è più curabile solo attraverso l'assecondamento della richiesta (costituzionalmente lecita) di adeguare gli stipendi all'inflazione reale. La cura deve prevedere necessariamente un forte investimento nella riorganizzazione di un macro sistema pubblico che rischia prima poi di implodere come tanti altri». Il Collegio Ipasvi di Torino degli Infermieri ha puntato proprio in questa direzione presentando, unici in Italia, nel luglio del 2007, alla regione Piemonte, un progetto di riforma del piano socio sanitario regionale per la riorganizzazione del sistema infermieristico. «Tale documento - dichiara il presidente Giuseppe Rovelli - è stato assunto dal consiglio regionale come base di partenza per la realizzazione del nuovo piano socio sanitario. La discussione sulla riforma della figura dell'infermiere è, però, ancora in atto". Meno grave, anche se comunque molto articolata, la situazione degli infermieri della provincia di Genova secondo il presidente del Collegio Ipasvi del capoluogo ligure Carmelo Gagliano: «A oggi non ci sono situazioni evidenti di infermieri malpagati, e ognuno può, su base volontaria, aderire e produrre ulteriori ore di lavoro (oltre alle 36 settimanali previste dal contratto) e per questa disponibilità ottenere un riconoscimento economico pari a circa 26 euro l'ora». www.nursingup.piemonte.it www.nursindtorino.com www.ipasvi.torino.it www.genova.ipasvi.it
IN TRIBUNALE
La controversiaIl caso è nato nel 2004, quando dopo due anni di applicazione della legge 1/2002 l'azienda Molinette decise di retribuire le ore lavorate eccedenti l'impegno di servizio come ore di straordinario e non come prestazioni rese in regime libero professionale. Ciò comportava una diminuzione del conteggio economico orario dovuto. Tale azione era però in contrasto con quanto disposto dalla stessa legge, la quale, per le prestazioni definite "aggiuntive" (oltre le 8 ore giornaliere), definiva una compensazione a regime libero professionale riconoscendo il carattere intellettuale della professione infermieristica.La sentenza Il Tribunale di Torino ha condannato l'azienda a pagare la differenza su tutte le ore di straordinario.
Professionisti. Alle Molinette lavorano un migliaio di infermieri



Fazio frena sulla denuncia dei clandestini

Corriere Medico del 22/12/2008 N. 29 - 4 DICEMBRE 2008 p. 2

ROMA - «In nome dell'integrazione e della salute pubblica, ritirate l'emendamento al pacchetto sicurezza che toglie l'assistenza sanitaria ai clandestini e costringe i medici che li visitano a denunciarli». L'appello ai politici del centrodestra, e soprattutto alla Lega nord che ha riproposto l'onere, viene da tutto il mondo medico. Nei giorni scorsi però è risuonato anche dalla Federazione degli ordini e dal congresso Simg, e proprio mentre l'Istituto nazionale per la promozione della salute nelle popolazioni migranti, diretto da Aldo Morrone, annunciava l'avvio di una banca-dati in collaborazione con i ministeri della Salute dei 27 paesi Uè per censire le patologie dei gruppi di popolazioni svantaggiati. Amedeo Bianco, presidente degli ordini dei medici, ribadisce l'argomento chiave: il timore di essere espulso porterebbe il clandestino a non rivolgersi più alle strutture del Ssn, il che accrescerebbe il rischio di far circolare infezioni; in più l'emendamento contravviene al principio di assistenza dei soggetti deboli cui il medico è deontologicamente tenuto. Altrettanto dura Annalisa Silvestro leader dei collegi infermieristici Ipasvi: «E' singolare che mentre giustamente si chiede ai sanitari di adottare comportamenti trasparenti dall'altra parte si propongono norme contrarie ai principi etici che regolano la vita delle professioni». Da Firenze il leader Simg, Claudio Cricelli, dettaglia: «II problema della segnalazione degli immigrati clandestini e quello dell'assistenza gratuita a chi non ha il permesso di lavoro sono distinti. In molte regioni (Toscana, Emilia Romagna e Umbria in primis) l'assistenza del medico di famiglia è gratuita per chiunque si presenti. Assisto numerosi cinesi e pure prostitute albanesi;, il medico di famiglia non chiede in questi casi il biglietto da visita, ma interviene dove c'è bisogno: è il primo contatto con la sanità e con la società italiana. Il contatto fa maturare comportamenti corretti, e prima o poi arrivano anche permessi e regolarizzazioni. Dico alle autorità: non togliete- - ci la prima chance di controllo epidemiologico. Cosmo De Matteis, dirigente nazionale del sindacato Smi, si indigna: «La nostra missione è curare tutti. E poi, si immagini un medico solo in una postazione di guardia la notte, senza alcun servizio di vigilanza, che debba avviare la segnalazione di irregolarità o negare le cure a un immigrato». «Il problema - aggiunge però Cricelli - è come segnalare le patologie infettive; soprattutto non abbiamo strumenti per controllare i casi di Tbc. Dovremmo rintracciare il malato, sapere dove alloggia, chi sta con lui, quali misure di profilassi prende». La replica del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio è: «A mio avviso, il medico deve poter curare chiunque gli si presenti davanti. Ma sulle infezioni, specie Hiv e Tbc, il problema della segnalazione si pone. Ho ribadito alle associazioni di pazienti che per me il clandestino malato non va denunciato subito, ma occorre monitorare le sue condizioni per motivi di sanità pubblica, e questo è l'obiettivo della legge». Più "istituzionale" l'altro sottosegretario, la leghista Francesca Martini: «Non chiediamo ai medici di fare gli ufficiali di polizia con gli immigrati clandestini che dovessero presentarsi nei servizi di emergenza ed urgenza, ma vogliamo che le accettazioni verifichino i documenti dei pazienti così come fanno con la tessera sanitaria degli italiani». Ai timori di epidemia di Bianco, Martini replica: «Di solito questi pazienti denunciano lesioni post-traumatiche e non sono infettivi, così il pronto soccorso si carica di compiti impropri di frontiera, mentre (...) è un dovere delle istituzioni far emergere le sacche di irregolarità e di sommerso».



Cgil: rinnovata la segreteria Natale dal sapore agrodolce

La Cronaca Di Piacenza del 24/12/2008 p. 56

Escono dal gruppo dirigente Morsia e Tacchinardi, che al congresso del 2006 appoggiarono Rinaldini. Salgono le quote rosa, aumentano i giovani. Fuori anche De Rose e LovottiDall'alto, in senso orario, Gianni Copelli, Walter Tacchinardi, Raffaella Morsia, Stefania Bollati e Gianluca Zilocchi AZIENDA SANITARIA Natale agrodolce alla Camera del lavoro di Piacenza. Si preannunciano feste zuccherate, in particolare, per Stefania Bollati e Gianluca Zilocchi , freschi di nomina all'interno della segretaria provinciale della Cgil, dove affiancheranno il segretario generale Gianni Copelli e i due membri riconfermati: Paola Percivalle e Paolo Chiappa . Feste amare, invece, per Raffaella Morsia e Walter Tacchinardi , che insieme a Michele De Rose e Lino Lovotti escono dall'esecutivo della Camera del lavoro. Le possibili letture di una scelta che, come dimostrano i voti del direttivo (31 favorevoli, 10 contrari e 7 astenuti), non è del tutto condivisa sono almeno due. Da una parte la Cgil piacentina ha rispettato le linee guida che si era data alla Conferenza di organizzazione, riequilibrando le quote rosa (che oggi raggiungono il 40% previsto dallo statuto) e rinnovando la classe dirigente, dall'altra, come qualcuno sussurra e qualcun altro invece dice fuori dai denti, sono stati esclusi gli unici (ex) membri della segreteria che all'ultimo congresso avevano votato la tesi di Rinaldini. Quelli, insomma, un po' più spostati a sinistra. Non c'è stato nessun sopruso, visto che nessun regolamento obbligava la Cgil a rappresentare la minoranza "Rinaldini" all'interno della segretaria, dato che al congresso del 2006 quello del segretario della Fiom fu un semplice emendamento interno alla maggioranza, che, a differenza delle aree (come Lavoro società, oggi rappresentata da Zilocchi che subentra a Morsia), non richiede una rappresentanza all'inter no dell'"esecutivo". I commenti dei diretti interessati IPASVI palesano una chiara differenza di vedute. Per Copelli, «sono stati rispettati tutti i criteri che ci eravamo dati» e si è scelto di «dare maggiori responsabilità» a giovani sindacalisti, visto che tre sui cinque componenti della nuova segreteria (la vecchia ne contava sette), Chiappa, Bollati e Zilocchi, hanno tutta una carriera davanti. La questione Rinaldini, per il segretario, non si pone, visto che le anime che avevano votato la tesi del segretario Fiom «facevano comunque parte della maggioranza». Sulla stessa linea di Copelli si pone Pino Genesi (che insieme a Gaetano Bonetti , Mattea Cambria , Loredana Riva , Anna Nicocia e al segretario Copelli faceva parte del comitato di saggi chiamato a consultare i membri del direttivo), che offre un «giudizio positivo» sull'esito del rinnovamento e considera inconsistenti le polemiche sull'esclusione dei pro-Rinaldini. Chiude il giro dei favorevoli alla proposta formulata da Copelli, chiamato a disegnare la nuova segretaria, De Rose, ricordando la piena fiducia che, prima del riassetto, era stata data al segretario generale. Non mancano, ad ogni modo, i commenti amari. Tacchinari - il cui futuro, probabilmente, è legato a una Camera del lavoro lombarda esprimendo una «considerazione politica», chiarisce che «con l'uscita mia e di Raffaella Morsia esce dalla segreteria una sensibilità che era emersa dal congresso». Pensiero peraltro condiviso da Cambria, che con l'uscita di Morsia intravede per la segreteria la «perdita di uno dei punti di forza». Proprio Morsia, citata da tanti e spesso portavoce del dissenso emerso alla Camera del lavoro per scelte considerate poco condivise, sceglie la via del silenzio. Un silenzio che ha un retrogusto del tutto amaro. Un'ultima considerazione. La fetta di astenuti e contrari alla scelta del segretario non è completamente ascrivibile all'area più spostata a sinistra della Cgil piacentina: ragion per cui le elezioni dei segretari di categoria (fine 2009) e quella del nuovo segretario generale (inizio 2010) potrebbero riservare qualche sorpresa. Antonio Corciulo



Rinnovato il consiglio direttivo del collegio degli infermieri

La Cronaca Di Piacenza del 24/12/2008 p. 56

Il 28, il 29 e il 30 novembre si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo del collegio Ipasvi (collegio degli infermieri) di Piacenza relativo al triennio 2009/2011. L'11 dicembre il consiglio si è riunito per eleggere presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere: le cariche sono state rispettivamente conferite ad Antonella Gioia (confermata), Ada Franzini, Maria Genesi (confermata) e Patrizia Fumi (confermata). I nuovi consiglieri sono: Marilena Bongiorni, Andrea Contini, Ursula Corvi, Gabriele Cremona, Maria Angela Dallafiore, Bettina Dallagiacoma, Giuliana Masera, Lara Muroni, Elena Olmini, Giorgia Pizzamiglio e Daniela Sfolcini.



28

Il Piccolo di Alessandria del 24/12/2008 p. 36

O ff e r t e L AV O R O CERCHIAMO infermieri/e professionali regolarmente iscritti all'Ipasvi per zona Alessandria e limitrofe. Se interessati contattare il 333 6509939 IDROCENTRO SPA Alessandria ricerca venditori. Inviare curriculum vitae via fax allo 0172 921030



Federmanager guarda ad Asti

Il Piccolo di Alessandria del 24/12/2008 p. 15

Prosegue la sinergia con le amministrazioni locali. I forum tecnici
ALESSANDRIA - Federmanager Alessandria guarda ad Asti (dove si profila una futura 'fusione' con l'organizzazione territoriale allo scopo di irrobustire e rendere sempre più autorevole l'associazione), estende gradatamente la sua attività in collaborazione e sinergia con la struttura astigiana e con le istituzioni e le amministrazioni locali delle due province. Compresa l'università, con la quale sta mettendo anche a punto il progetto di una ricerca sull'industria nel Piemonte orientale che si svilupperà sulle aree territoriali di Alessandrino, Astigiano e Novarese; l'iniziativa sarà realizzata in collaborazione con l'assessore alle Attività produttive della Provincia di Alessandria guidato da Maria Rita Rossa . « L'obiettivo è di mettere al servizio le conoscenze e le capacità dei nostri associati (circa cinquecento iscritti di cui la metà attivi, ndr) di un territorio che sta attraversando, come l'intero Paese, una fase di difficile cambiamento, di crisi diffuse, ma anche di positive esperienze di eccellenza che vanno valorizzate » sottolinea il presidente di Federmanager Alessandria, Sergio Favero . Che aggiunge: « In questa direzione vanno gli incontri e i seminari organizzati da settembre in avanti, da quello sul contratto nazionale di categoria a quello promosso sulla ricollocazione e sul ruolo della donna ». Non sono mancati poi i forum di carattere più tecnico, svolti su tre sedi: ad Alessandria, a Cassano (presso la Roquette) e a San Giorgio Monferrato (presso la Rotomec). Quello di novembre, ad esempio, è stato dedicato ai responsabili delle risorse umane e il titolo riassume in modo efficace il tema intorno al quale si è sviluppato e al quale hanno partecipato alcuni consulenti dell'associazione: "Crisi economica e capitale umano: dover mantenere alte le motivazioni nei rapporti tra i collaboratori e le aziende quando gli incentivi economici dispongono di minori risorse". L'associazione (la sede è in via Legnano 33 ad Alessandria) è stata fondata nell'aprile del 1945, si occupa della consulenza contrattuale, legale, sindacale, sanitaria (Fasi - Assidai) e previdenziale (obbligatoria e di categoria). Svolge una consulenza assicurativa per le polizze stipulate da Federmanager per gli iscritti, gestisce lo sportello "Dirigenti in mobilità" e stipula convenzioni sanitarie e commerciali. Federmanager Alessandria aderisce alla Federazione nazionale dirigenti di aziende industriali, all'Unione regionale dei sindacati dirigenti di aziende industriali (Federmanager Piemonte - FePi) e, attraverso la Federazione nazionale, conferisce nella Cida (Confederazione italiana dirigenti d'azienda). Negli ultimi mesi ha intensificato una serie di incontri e iniziative tese a mettere a fuoco non solo le criticità, ma anche i valori aggiunti su cui può contare il tessuto socioeconomico alessandrino. E il prossimo passo sarà rappresentato dallo studio che verrà sviluppato, insieme all'università, sul sistema industriale del Piemonte Orientale dagli anni Cinquanta fino al 2007. E.So.



Falsi infermieri, arresti annullati La Cattolica: «Noi parte lesa»

Il Giorno del 24/12/2008 ed. Nazionale p. 21

CATANZARO - Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per una ventina di persone arrestate nelle scorse settimane nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cosenza su falsi titoli per infermieri e su test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia che ha portato all'arresto di 72 persone tra Cosenza e Roma. Secondo l'accusa, i falsi infermieri acquistavano i diplomi pagando dagli otto ai diecimila euro. L'Università Cattolica del Sacro Cuore, coinvolta nello scandalo, ha annunciato che chiederà i danni di immagine a tutti coloro che risulteranno responsabili di ogni ricaduta negativa sull'attività didattica e scientifica dell'ateneo.


Dieci posti letto in più e 54 infermieri in graduatoria

La Prealpina del 24/12/2008 ed. VARESE p. 13

Aumenteranno di dieci unità i posti letto per le Medicine dell'ospedale di Circolo. «Contiamo di aprire con il nuovo anno una decina di posti, probabilmente per la Geriatria», dice il direttore generale dell'ospedale, Walter Bergamaschi. Nuovi posti letto significano anche più personale per seguire con attenzione e curare i pazienti. Ecco dunque che è necessario assumere nuovi infermieri. «Nell'ultima graduatoria si sono iscritti in 54, un ottimo numero da cui attingere personale motivato per lavorare all'ospedale di Circolo», dice il dg. Dall'apertura del monoblocco, ormai oltre un anno e mezzo fa, a oggi, il numero del personale infermieristico è passato da 1.440 a 1.502 addetti. Slitterà di qualche settimana l'apertura della seconda emodinamica, cioè la seconda stanza per salvare i pazienti colpiti per esempio da infarto o che devono essere sottoposti a coronarografie o angioplastiche. Le apparecchiature sono state installate al piano meno uno del monoblocco ma, per un problema di infiltrazioni d'acqua dalla pavimentazione ad altezza strada, infiltrazioni che già in passato hanno causato problemi, si dovrà ritardare di qualche tempo l'attivazione della sala. Dopo i sopralluoghi compiuti nelle scorse settimane, si attende l'avvio dei lavori per aprire, in due piani del padiglione Santa Maria, i cinquanta posti letto "intermedi", dove ospitare i pazienti che non hanno più bisogno delle cure intensive in reparto ma per i quali è troppo presto per tornare a casa. La gestione della struttura sarà affidata a enti esterni all'ospedale, sotto la supervisione della direzione, ma i tempi di attivazione si dilateranno un poco, poiché prima è necessario effettuare alcuni lavori di messa a norma degli spazi.



Progetto umanizzazione al via

Corriere Medico del 22/12/2008 , articolo di CECILIA RANZA N. 29 - 4 DICEMBRE 2008 p. 10

Insegnare a comunicare migliora i risultati cimici
Milano - Parte dalla provincia italiana (Istituti ospitalieri di Cremona) ed è destinato a coinvolgere tutta la penisola il Progetto Hucare, disegnato a misura di ospedale oncologico. Hucare come Humanization of cancer care, tradotta in atti concreti e non solo auspicata a parole. Trentasei le divisioni di oncologia per ora coinvolte in Italia, di cui 23 nella sola Lombardia: «Una numerosità legata al fatto che Hucare è nato in Lombardia e ha preso il via grazie a fondi regionali lombardi, rimpolpati dal sostegno ministeriale (Hucare è stato approvato come progetto ordinario)» spiega Rodolfo Passalacqua, coordinatore nazionale, primario di Oncologia degli Istituti ospitalieri di Cremona, durante il Simposio "Pralare di cancro - II progetto Hucare" tenuto a Milano. Considerando poi l'adesione di associazioni ed enti co-sostenitori e co-promotori, prima tra tutte l'Aiom (Associazione italiana Oncologi medici, Hucare parte davvero con una marcia in più. «Laccreditamento delle strutture sarà condotto da un ente s t e r n o . Tutte avranno seguito un p e r corso di formazione identico, strutturato secondo le esigenze dei diversi ruoli assistenziali (medico e infermiere specializzato)» spiega Passalacqua. Fondamentale è la valutazione finale del lavoro: «Si assegnerà un "bollino blu", che sarà garanzia di personale altamente specializzatoe dedicato e segno di riconoscimento immediato per il medico di famiglia, per il paziente e la sua famiglia». Punti informativi di supporto «E' un percorso che si concluderà nell'arco di due-tre anni e che prende le mosse da un'analisi senza remore delle criticità relazionali al'interno di ogni singola struttura» aggiunge Francesco Boccardo, presidente dell'Aiom). «Non solo tra medico e paziente, ma anche tra medici e infermieri e tra gli stessi medici. L'obiettivo è mettere a disposizione del malato e della famiglia una filiera decisionale che, fin dall'inizio, agisca di concerto all'interno e all'esterno dell'ospedale, in un gioco di squadra con la medicina del territorio e le associazioni dei pazienti». Sono le aspettative del paziente il perno attorno al quale è costruito il progetto e sono strutturati i corsi, che saranno validi soltanto se l'adesione raggiungerà il 75 per cento di medici e infermieri partecipanti. «Tra gli strumenti fondamentali, poi, ci sarà un questionario formulato sulla base di tutte le domande che un paziente ha bisogno di fare al medico o all'infermiere e che spesso restano inespresse» dice Passalacqua. «Ógni reparto oncologico avrà un Punto informativo di supporto (Pis), al quale il paziente potrà accedere, prima della terapia e ricevere informazioni prima orali e poi scritte, grazie anche alla dotazione di una biblioteca, l'accesso a internet e a banche-dati e alla guida di un infermiere specializzato. E una risposta sarà data anche ai bisogni psicologici e sociali, con terapie adeguate e sostegno fattivo». Si riduce anche il burnout Ospite del c o n v e g n o milanese è stata infine Lesley Fallowfield, Università del Sussex, pilastro mondiale della psico-oncologia, che ha sottolineato come un lavoro rigoroso e metodologicamente ineccepibile permetta di raggiungere risultati eccellenti: «Condurre un dialogo corretto con il paziente è il cuore di tutta l'attività clinica e migliora in modo significativo i risultati. Il medico e l'infermiere devono imparare a gestire i momenti critici del rapporto con il malato: la comunicazione di diagnosi e prognosi, il disagio che coinvolge anche delle famiglie, la necessità di descrivere in modo semplice cose complesse, di entrare nel merito dei trial clinici facendone cogliere il nocciolo, gestire le informazioni errate che paziente e famiglia hanno già raccolto dalla rete o dai media o le richieste di farmaci non disponibili. Tutte queste informazioni vanno date nel modo più appropriato e nei tempi giusti per quel determinato paziente. Anche perché è stato dimostrato che una formazione corretta di medico e infermiere incrementa l'accuratezza della raccolta dell'anamnesi, migliora l'adesione alle terapie e la qualità della vita emozionale e fisica del paziente, ma riduce anche il burnout del curante e il rischio di conflitti tra professionisti della salute. Nella nostra esperienza, tra l'altro, l'acquisizione di queste capacità cognitive, affettive e comportamentali si raffinano e migliorano nel tempo, mantenendo e incrementando i risultati sul lungo periodo».

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