La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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venerdì, dicembre 19

Rassegna Stampa - 19.12.2008

Auguri dall' IPASVI di La Spezia


Falsi infermieri, in libertà impiegato dell'università Cattolica


Il messangero.it 19.12.2008

ROMA (19 dicembre) - Il Gip del tribunale di Roma ha revocato l'ordinanza di custodia cautelare per Antonio Pongetti, impiegato della facoltà di medicina dell'università Cattolica di Roma, nell'ambito dell'inchiesta della magistratura di Cosenza che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 72 persone, tra le quali falsi infermieri, tra Cosenza e Roma. Lo ha reso noto l'ufficio stampa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, spiegando che il fascicolo che riguardava Pongetti e i test di ammissione all'ateneo era stato trasmesso per competenza al tribunale di Roma. Il gip, ha spiegato l'ateneo, afferma che «mancano gli indizi di grave colpevolezza» e lo stesso gip « valorizza gli elementi obiettivi, ricavabili già dalle intercettazioni in possesso degli inquirenti cosentini, attraverso i quali vi è la dimostrazione che i quiz dei quali si parla nella intercettazione ambientale, non sono affatto quelli dell'anno in cui il Marino», una delle persone coinvolte, «sostenne l'esame, ma sono invece relativi all'anno precedente e che all'epoca in cui avvenne l'intercettazione ambientale, erano reperibili su internet, perchè già pubblicati da tempo». Inoltre, come ha riferito l'ateneo, il gip di Roma afferma che «non vi sono indizi, men che meno gravi, che il pactum sceleris abbia avuto ad oggetto la fornitura anticipata dei test di ammissione». «È stato sufficiente - conclude la nota - un occhio non inquinato dall'innamoramento di una tesi da portare avanti a tutti i costi, per fare chiarezza in relazione alla posizione del dottor Pongetti».
Gli infermieri rinnovano il direttivo

L'Arena di Verona del 19/12/2008 p. 19

Urne aperte nel fine settimane nella sede del collegio provinciale Ipasvi (infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d'infanzia), in via Ca' di Cozzi 14/A. Gli iscritti sono chiamati a rinnovare il consiglio direttivo e quello dei revisori dei conti. Le operazioni di voto potranno essere espletate oggi dalle 15.30 alle 20; sabato dalle 10 alle 16 e domenica dalle 10 alle 16. Non è ammesso il voto per delega. Sono eleggibili tutti gli iscritti all'Albo, compresi i consiglieri e il presidente uscente. Franco Vallicella. Lo spoglio avverrà al termine del voto.




Straniero, infermiere, sfruttato. Ma spìa proprio no

Il Venerdi di Repubblica del 19/12/2008 , articolo di EMILIO MARRESE NUMERO 1083 - 49 DICEMBRE 2008 p. 35

ROMA. L'Italia è uno dei Paesi europei che arruola f meno infermieri stranieri, malgrado la carenza cronica di personale e il crescente calo di vocazione degli italiani. Ai vari motivi che qui analizzeremo (inclusi caporalato e racket), se ne potrebbe aggiungere presto un altro: la norma voluta dalla Lega nel pacchetto sicurezza - ora in Senato - che imporrebbe al personale medico e paramedico la segnalazione all'autorità giudiziaria degli extracomunitari senza permesso di soggiorno che ricorrono alle cure. Medici e infermieri, insomma, dovrebbero fare la spia. L'eventualità, contro cui si sono già schierate diverse associazioni di categoria, porrebbe tutti i camici bianchi davanti ad un problema deontologico, che diventerebbe ancor più scabroso per i trentamila infermieri stranieri occupati nelle nostre strutture. Infatti, molti di loro si dicono pronti a fare obiezione di coscienza, rifiutandosi di denunciare i pazienti clandestini. «Questa regola» accusa Annalisa Silvestro, presidente della Ipasvi (Federazione nazionale dei collegi degli infermieri) «appare in netto contrasto con il La Lega chiede la denuncia obbligatoria dei clandestini che vanno in un ospedale. Ma i lavoratori della sanità immigrati reclamano l'obiezione di coscienza. E spiegano perché, tra burocrazia e racket, da noi è così dura principio universale del diritto alla salute affermato dalla Costituzione e con il nostro codice deontologico che ci obbliga a prestare assistenza senza discriminazioni. Metterebbe tutti di fronte alla scelta tra legge ed etica. Se la questione non si risolve, non escludiamo il ricorso alla clausola di coscienza». L'emendamento leghista, già passato alla Camera, trova resistenza anche in seno alla maggioranza. «Vedremo se la Lega vorrà il braccio di ferro» dice l'ex magistrato Felice Casson, senatore pd: «è una norma vergognosa. Qualsiasi persona normale dovrebbe ver- B gognarsi di pensare di fare lina simile cattiveria a un essere umano». «Il malato firma un documento a tutela della sua privacy: denunciandolo tradiremmo la sua fiducia. Io non lo farei» conferma Marianna Orma, 33enne romena, infermiera del Sacro Cuore di Negrar (Verona) da quattro anni. Il peruviano Carlos Brito, 46 anni, fa parte dell'associazione transculturale degli infermieri: «Non possono costringermi a fare la spia. È una norma che violerebbe il diritto universale alla cura. Sarebbe un atto non dico razzista, ma discriminatorio e contrario al nostro giuramento. Io faccio l'infermiere, non il poliziotto, e rispondo solo al nostro codice etico». L'indiano Joseph Philip Vattakottayil, 44 anni, è laureato in filosofia e teologia: prima di fare l'infermiere in oncologia al Sant'Eugenio di Roma lavorava in Vaticano: «Non è sacrosanta la privacy in Italia? Il malato è malato e basta: perché indagare? È un compito che spetta ai doganieri e non a noi». La romena Simona Andronic, 33 anni, infermiera in una residenza per anziani a Roma, sottolinea un altro effetto collaterale indesiderabile di questa norma: «Finirà che nessuno verrà più a curarsi per paura: è più sicuro un clandestino sano o un clandestino malato in giro per strada?». La stessa obiezione sui rischi di una clandestinità sanitaria è stata sollevata da Medicina democratica e da alcuni virologi, come il dottor Vincenzo Vullo del Policlinico di Roma: «Non potremmo più controllare l'evolversi di una malattia. Il che può avere pesanti ripercussioni sulla salute degli italiani». Quello dell'infermiere è un mestiere che agli italiani non piace più: troppo studio, troppa fatica, poche gratificazioni sociali e soprattutto economiche (stipendio medio 1600 euro). Secondo l'Ipasvi ci vorrebbero altri 50-60 mila infermieri per tappare i buchi nelle nostre corsie, dove i medici sono più dei paramedici: secondo il rapporto Oc-se 2008, l'Italia ha il più alto numero di medici al mondo (6 ogni mille abitanti contro il 5,9 degli infermieri). Nonostante la manodopera dall'estero sia triplicata negli ultimi quattro anni, in questo caso non basta a colmare la lacuna. Perché? «Perché anche un pizzaiolo egiziano guadagna più di un infermiere e ha il vantaggio di dormire a casa sua» risponde Carlos Brito. Agli stranieri toccano sempre i turni peggiori. Ma non è solo questo. Intanto, a parità di condizioni è meglio lavorare in altri Paesi europei, dove ci sono stipendi migliori e meno ostacoli burocratici, sebbene la legge Bossi-Fini abbia esentato gli infermieri dal decreto flussi, considerandoli «fuoriquota» in quanto fondamentali. Ma perché una laurea infermieristica ottenuta fuori dalla Uè venga riconosciuta da noi, ci vogliono da uno a due anni. Si deve anche - giustamente superare un test di italiano per essere iscritti all'Ipasvi. Essere assunti nel settore pubblico, senza avere la cittadinanza italiana, poi è ancora un problema, nonostante nello scorso maggio un giudice del lavoro abbia obbligato con una sentenza l'ospedale San Paolo di Milano ad ammettere ai concorsi anche i precari extracomunitari. Finisce così che le strutture pubbliche e soprattutto quelle private preferiscono affrontare l'emergenza rivolgendosi alle cooperative che forniscono infermieri stranieri. Non c'è assunzione diretta (il lavoratore è sotto contratto con la cooperativa) e si spende meno: le agenzie interinali chiedono 28 euro lordi all'ora contro 40. Il contratto standard per gli operatori sociosanitari è più basso dal 20 al 42 per cento, se ci si rivolge ad una coop appaltatrice. Alla bisogna, queste agenzie procurano personale anche per brevi sostituzioni o periodi critici con contratti perfino da una o due settimane. Il mercato degli infermieri stranieri è stimato in oltre 300 milioni di euro all'anno. Ovvio che, tra le tante agenzie intermecliatrici serie, si infiltrino anche quelle meno serie, per non dire disoneste. La Guardia di Finanza di Cesena recentemente ha denunciato 190 immigrati per esercizio abusivo della professione: lavoravano senza avere l'abilitazione. «Qualcosa di poco trasparente accade: riceviamo varie segnalazioni anonime di sistemi di reclutamento a dir poco discutibili» conferma Silvestre dell'Ipasvi «ma non possiamo intervenire perché non ci danno nessun dettaglio. Molti istituti privati pagano in nero stipendi molto più bassi, anche della metà. Addirittura siamo venuti a conoscenza di casi in cui ai lavoratori stranieri viene sequestrato il passaporto dall'agenzia intermediaria oppure vengono alloggiati in condizioni poco umane».
APPROVATA ALLA CAMERA L'emendamento al pacchetto sicurezza firmato dalla Lega (sopra, Umberto Bossi) è passato alla Camera e ora è in discussione al Senato
t'ex magistrato Felice Casson (foto in basso), ora senatore delPd e membro della Commissione Giustizia al Senato, si oppone decisamente alla proposta leghista che imporrebbe agli infermieri (sopra) di denunciare gli immigrati clandestini che si presentano in ospedale. «Non sarebbe solo una norma contraria ai diritti universali dell'uomo: epura cattiveria, così come il registro dei clochard»




Visite e prestazioni in calo «J'accuse» di Padoan

Corriere del Veneto del 19/12/2008 ed. VENEZIA p. 13

«Ci sono medici e infermieri che invitano ad andare altrove»Il direttore lancia un monito sul centro protonico: lo realizzeremo se sarà l'unico del Triveneto MESTRE - Il primo a lanciare l'allarme pubblicamente, un mese fa nel corso di un convegno a Venezia, era stato il sindacalista Cgil Mirco Ferrarese: «Le prenotazioni al nuovo ospedale dell'Angelo sono calate del 30 per cento, perché è scomodo ». Poi è cominciata a girare una voce sulla Radiologia: «Si stanno facendo il 30 per cento di prestazioni in meno». Infine, una decina di giorni fa, nel corso di una riunione con i sindacati sul problema del parcheggio, i rappresentanti della Veneta sanitaria finanza di progetto, la società di gestione del nuovo ospedale, avrebbero ammesso numero addirittura peggiori: meno 42 per cento di prestazioni diagnostiche, meno 30 per cento di visite al poliambu-latorio, qualcosa meno per il laboratorio analisi. La struttura di Zelarino stenta dunque a decollare: un po' la scomodità della zona, un po' la paura del cambiamento e della novità, forse altri motivi soggettivi, fatto sta che questo sarebbe il responso dei numeri.Auguri con polemica Numeri che non sono sfuggiti neppure al direttore generale dell'Asl 12 Antonio Padoan, che proprio ieri nel corso della tradizionale cerimonia dello scambio di auguri natalizi ha indicato senza mezzi termini un altro possibile colpevole: il personale. «La nostra Usl può vantare grandi successi eppure la qualità percepita dei nostri servizi non è buona - ha detto Padoan - Spesso l'immagine negativa viene trasmessa all'esterno da medici e infermieri che invitano i pazienti ad andare altrove per visite o esami ». Invece che all'ospedale. «È un atteggiamento scorretto, miope, insopportabile - ha continuato il dg - Chi denigra il proprio posto di lavoro offende tutti quelli che si prodigano con passione e impegno e danneggia solo se stesso. Questa azienda siete voi». Padoan, davanti ad una platea di primari, medici, infermieri e dirigenti amministrativi riuniti per i saluti di fine anno, ha inoltre ribadito a chiare lettere (liquidando così le recenti voci di corridoio) che non lascerà la direzione dell'azienda sanitaria. «Qualcuno dovrà sopportarmi ancora un po'», ha scherzato.La reazione Parole che seguono quelle sugli infermieri «che lavorano poco». «Io non credo che i medici e gli infermieri della nostra Usl inducano l'utenza ad andare altrove; forse sono gli stessi utenti che optano per altre strutture, non ritenendo giusto per esempio dover pagare il parcheggio - dice Dario De Rossi (Cisl-Fps) - Il direttore tenta di mascherare così il calo di utenza. Invece di gettare benzina sul fuoco, Padoan dovrebbe porsi il problema del parcheggio a pagamento anche per il personale a partire dal prossimo anno».L'anno prossimo Tra gli obiettivi del 2009, l'avvio del restauro del padiglione Jona a Venezia, la sistemazione del distretto del Lido e l'appalto per quello di Favaro, oltre al centro protonico per la cura dei tumori. «Lo realizzeremo se Mestre sarà l'unico centro del Veneto e magari del Triveneto - è stato il suo appello alla Regione - altrimenti sarà economicamente troppo rischioso».P.V. A.Zo.All'Angelo Diminuite le visite che vengono fatte nel nuovo ospedale di Mestre, secondo il direttore dell'Asl colpa dei medici




Il sindacato degli infermieri Nursind:

«No alle truffe, ben vengano i controlli»

Messaggero Veneto del 19/12/2008 ed. Pordenone p. 2

L'arresto di 72 falsi infermieri tra la Calabria e il Lazio preoccupa il sindacato infermieristico Nursind. Il segretario provinciale pordenonese, Gianluca Altavilla, sostiene che i primi a chiedere fermezza e chiarezza sono tutti gli infermieri che onestamente lavorano a tutela della salute dei cittadini. «La tutela della salute del cittadino - sostiene Altavilla - è un bene che va difeso sempre e sopra tutto. Truffare lo stato e i cittadini più deboli nella garanzia di un bisogno fondamentale per la vita è un atto delinquenziale. A garanzia del cittadino e della professione infermieristica chiediamo venga fatta piena luce sulla vicenda e vengano messi in atto tutti i possibili controlli per evitare che un tale episodio si ripeta». L'episodio cui si riferisce il segretario riguarda l'esito delle indagini del procuratore capo Dario Granirei e del pm Francesco Minisci, che hanno portato all'arresto di 72 falsi infermieri tra Cosenza e Roma. «Il sindacato - ha aggiunto il segretario del Nursind - si è sempre battuto per garantire gli standard professionali a tutela dei cittadini e delle responsabilità dei professionisti. Queste persone invece contribuiscono a perpetuare un'immagine negativa della categoria e della professione e gettano discredito sull'attività professionale dell'infermiere. La cronica carenza di risorse e l'alta richiesta di tale professionalità porta le organizzazioni malavitose a facili appetiti. «La questione infermieristica - conclude Altavilla - non è più rimandabile. Gli infermieri sono una risorsa indispensabile per erogare salute ai cittadini su cui si deve investire. Deve poter essere affermata sopra ogni dubbio la garanzia che chi esercita la professione in Italia è adeguatamente formato. Ben vengano i controlli dei Nas negli ospedali e nelle strutture pubbliche e private del paese, perchè i primi a chiedere certezze sono gli stessi infermieri, che onestamente si sono formati per essere d'aiuto ai malati».Rosario Padovano




Baggio, l'ambulanza arriva sotto scorta

Repubblica.it del 17/12/2008 , articolo di Franco Vanni ed. Milano

Gli infermieri entrano nel palazzo per prestare soccorso. E i ladri assaltano i mezzi del 118 per derubarli di radio e navigatori satellitaridi Franco Vanni Gli infermieri entrano nel palazzo per prestare soccorso, i ladri assaltano l'ambulanza parcheggiata. Portiere forzate e vetri rotti, per rubare navigatori satellitari e radio. Sempre la stessa scena, sempre in via Quarti a Baggio. Ora per entrare nella strada di notte le ambulanze devono essere scortate dalla polizia. Lo ha deciso il 118 in risposta all'allarme lanciato dagli infermieri. Lì non vogliono più lavorare, denunciando di avere subito anche aggressioni e insulti. Per il vicesindaco Riccardo De Corato «la situazione è insostenibile, per difendere chi soccorre i cittadini devono essere impiegati i militari che già presidiano quella strada».Via Quarti è uno dei punti caldi controllati giorno e notte dall'E sercito. Una pattuglia vigila contro lo spaccio nel vicino parco delle Cave, ma gli assalti alle ambulanze negli ultimi mesi sono aumentati. Una decina di furti dall'inizio dell'anno, l'ultimo a fine novembre: serrature scassinate, Gps scomparso. Ora quando il 118 riceve richieste d'intervento dalle case popolari fra Baggio e Quinto Romano per malori e incidenti, invia sul posto anche un'auto della polizia, che fa la guardia all'ambulanza fino a quando gli infermieri non hanno finito il loro lavoro.Nella sede della Croce Rossa di Settimo Milanese, da cui partono molte delle ambulanze che intervengono nella via, è arrivato il fax che annuncia il servizio di scorta, e settimana scorsa sono cominciate le prime "uscite protette�?. Alberto Bruno, presidente della Croce rossa provinciale, spiega: «Abbiamo chiesto l'aiuto della polizia per potere lavorare, ma in quel quartiere servirebbe un serio intervento di assistenza sociale per risolvere il problema. È assurdo dovere essere protetti ogni volta che usciamo». Tanto più che da via Quarti le richieste di ambulanze sono frequenti: solo la Croce rossa, da gennaio a novembre, ha fatto 230 interventi. Ci sono anche le false chiamate, fatte apposta per poi ripulire l'ambulanza. Uno degli addetti racconta: «È capitato di arrivare in piena notte e trovare situazioni che poco avevano a che fare con quello per cui siamo stati chiamati. La sensazione della trappola c'è». Ma i furti scattano anche quando l'intervento necessario. «Arrivando in via Quarti di notte sappiamo già cosa ci aspetta, i ragazzi che stanno in strada ci ridono in faccia». Oltre alla Croce rossa, a Baggio interviene la Croce verde. Dario Vampiro, 54 anni, veterano del soccorso d'urgenza, racconta: «Per non farci rubare l'attrezzatura siamo costretti a lasciare uno dei tre uomini della squadra a fare la guardia in ambulanza. Questo è pericoloso sia per il malato sia per il collega, esposto al rischio di aggressioni in strada».




Armando Testa per le divise delle crocerossine

Spot and Web del 18/12/2008 p. 12

I valori da comunicare nel centenario della fondazione del corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana si possono identificare in un simbolo unico: la divisa delle crocerossine, chiave della campagna no profit ideata dall'agenzia Armando Testa, articolata su tv e radio. La divisa non è una semplice uniforme, ma un contenitore di storie e di ideali. Per questo, nelle immagini dello spot, a vestirla non saranno le crocerossine, ma, ad esempio, una tossicodipendente, una bambina in chemioterapia, una clochard, una donna affamata in un villaggio profughi africano, un'immigrata clandestina. Il risultato è una panoramica sulle attività delle Infermiere Volontarie, dove la divisa appare come un elemento dissonante. Perché non sono le infermiere ad indossarla? È la voice over che lo chiarisce, spiegando che l'identità delle crocerossine si fonde con quella delle persone che hanno aiutato. La campagna svela due volti delle Infermiere Volontarie: quello di donne in prima linea in tutte le emergenze e quello più intimo del legame umano che creano con le persone che aiutano. La campagna, per la quale le emittenti hanno donato spazi gratuiti, è in onda a dicembre 2008 e gennaio 2009 in tv con due soggetti da 30" e in radio con due soggetti da 30". In fase di preparazione anche lo sviluppo della creatività su stampa, affissione esterna, banner internet e cinema, dove il taglio previsto per il filmato è 60" e/o 40".

1 commento:

solopoesie ha detto...

BUON ...NATALE .
Natale festa più magica dell'anno.
Tutto si colora di oro e d'argento, e tutto intorno si illumina di mille luci.
Come scorre veloce il tempo .
La notte brilla di colore sull'abete, nel buio ammiro giochi di luci variopinti. Le case sono in festa e il piccolo presepe ha un anno in più. L'augurio è quello di accendere una luce nel cuore dei tristi e di colorare la vita delle persone grigie, magari regalando un sorriso sincero agli amici e donando un abbraccio caloroso a chi amiamo.
Ti Auguro di sentire ,in questo clima così di festa,
che qualsiasi desiederio racchiudi nel tuo
cuore possa sentirsi un pò più reale..
e di sentersi sempre ........così,non solo a natale.
Da parte mia invece voglio augurare a te e a tutto la tua famiglia un ........SERENO...NATALE.
LINA

- Traduttore - in tutte le lingue del mondo

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