La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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sabato, maggio 3

''L'impegno dell'infermiere per la sicurezza del malato: un'alleanza terapeutica''

SI E’ CHIUSA A ROMA LA DUE-GIORNI DI STUDIO SUGLI ERRORI IN SANITA’. CENTINAIA DI INFERMIERI ITALIANI E STRANIERI SI SONO CONFRONTATI SUL TEMA DEI ''DANNI EVITATI"

Image Hosted by ImageShack.usPRESENTATA UNA RICERCA INTERNAZIONALE COORDINATA DAL COLLEGIO IPASVI DI ROMA CHE HA DEFINITO I CONTORNI DEL FENOMENO, LE PRINCIPALI CAUSE DI ERRORE E LE PROCEDURE PER AVITARLI.

>Molti errori in sanità possono essere evitati, assicurando una maggiore sicurezza al paziente e agli stessi operatori. Gli infermieri italiani ne sono consapevoli e si sono attivati per ridurre sensibilmente il rischio di errori nella pratica clinica. E’ quanto emerso dalla “III Conferenza Internazionale del Sapere Infermieristico”, che si è tenuta a Roma il 17 e 18 aprile scorsi, dedicata al tema dei near misses (danni evitati). Vi hanno preso parte centinaia di infermieri provenienti da tutta Italia e delegazioni estere giunte appositamente da Usa, Regno Unito, Spagna e Canada, alla presenza dei presidenti dei principali Ordini degli infermieri del mondo, con la Federazione IPASVI italiana e quella europea (FEPI) rappresentate ai massimi livelli.La conferenza, articolata in cinque sessioni plenarie e quattro parallele, ha scandagliato questioni di grande interesse infermieristico, presentando lavori di elevato livello scientifico nei campi della ricerca, della pratica clinica, dell’innovazione assistenziale e dell’educazione sanitaria. Grande interesse hanno destato inoltre la sessione dedicata ai poster e il dibattito con cui gli infermieri si sono confrontati con i rappresentanti politici e istituzionali del Parlamento e della Regione Lazio. Il Collegio IPASVI di Roma, promotore dell’evento, ha presentato la ricerca internazionale sui near misses condotta in collaborazione con l’Università di Toronto e nove Aziende ospedaliere dell’area romana. Lo studio, dal titolo “Il contributo infermieristico alla sicurezza del paziente in ospedale: uno studio qualitativo multicentrico sui near misses (danni evitati)”, ha impegnato per tre anni e mezzo 230 tra infermieri e coordinatori. Le principali cause di errore rilevate sono riferibili a: stanchezza, doppi turni di lavoro, diminuzione del personale, aumento dei carichi di lavoro, turn over del personale, comunicazioni errate od omesse, interferenze ambientali, deficit strumentali e organizzativi. Le strategie individuate per ridurre al minimo il rischio di errore in ambito ospedaliero sono: passare da un sistema punitivo nei confronti dei presunti responsabili a un sistema non repressivo che favorisca la segnalazione spontanea di errori; diffondere la cultura prevenzione e previsione dei possibili errori; adottare una gestione integrata del rischio con la partecipazione di tutti gli attori coinvolti per introdurre cambiamenti nella pratica clinica; realizzare un sistema di individuazione e correzione sistematica delle situazioni a rischio di errore e di danno.Dalla ricerca, realizzata attraverso la tecnica dei focus group con la partecipazione di operatori, pazienti e familiari, emergono alcuni punti fermi: un atteggiamento positivo e fattivo da parte degli infermieri che non si limitano alla denuncia ma si attrezzano per combattere il rischio di errori; la necessità di non intervenire sull’errore compiuto ma di prevenirlo operando opportunamente sull’area degli errori mancati; garantire più adeguate condizioni di lavoro agli operatori per aumentarne il grado di soddisfazione e gratificazione.In effetti, la frequenza con cui si verificano gli errori appare direttamente collegata alla carenza di personale infermieristico, che nel Lazio (dove mancano almeno 4 mila infermieri negli organici di Aziende sanitarie e ospedaliere) è particolarmente drammatica. Di conseguenza, i doppi e tripli turni a cui il personale in servizio è costretto a sottoporsi per sopperire ai vuoti di organico accresce la stanchezza e aumenta il rischio di errore.Dai lavori della Conferenza emerge con forza anche la necessità che i percorsi di alta specializzazione del personale infermieristico siano riconosciuti sul piano contrattuale e retributivo oltre che legislativo, come nel caso dei master clinici e della figura dell’esperto clinico. Ad oggi, infatti, al grande impegno mostrato dalla categoria sul fronte formativo non ha corrisposto un adeguato riscontro contrattuale ed economico.La due-giorni di studio si è chiusa con una tavola rotonda a cui hanno partecipato i senatori Cesare Cursi e Paola Binetti, l’onorevole Domenico Di Virgilio, il consulente del Ministero della Salute Saverio Proia, il rappresentante di “Cittadinanza Attiva” Antonio Ferraro, l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Augusto Battaglia e il presidente del Collegio IPASVI di Roma Gennaro Rocco. Ne è emerso un impegno unanime ad operare affinché il sistema di prevenzione degli errori in sanità sia adottato in ogni struttura di cura, mentre la Regione Lazio ha assicurato interventi rapidi per arginare la grave carenza di infermieri. Da questi ultimi si è levato inoltre un pressante invito al nuovo Parlamento affinché sia calendarizzata e approvata al più presto la riforma degli Ordini professionali, con la trasformazione dei Collegi IPASVI in Ordini degli Infermieri e con l’istituzione di nuovi Ordini per le figure sanitarie che ancora ne sono sprovviste. Un invito che i parlamentari presenti hanno raccolto, assicurando il loro diretto interessamento.''La Conferenza di Roma ha offerto un vasto scenario della competenza specifica sviluppata dagli infermieri in chiave attuale e futura – commenta il presidente del Collegio IPASVI di Roma, Gennaro Rocco - Ha fornito una preziosa occasione di confronto con i colleghi dei Paesi a sanità più avanzata, comparando modelli assistenziali diversi e misurando su scala mondiale la crescita professionale degli infermieri italiani. Questi rappresentano oggi le principali “sentinelle anti-errore”, conoscono in profondità il problema e si sono attrezzati per combatterlo. Ciò che chiedono è di essere messi nelle condizioni di poter operare al meglio, nell’interesse primario della collettività''

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