La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, febbraio 18

L’ultimo rapporto Inail segnala gli infortuni in Pronto Soccorso

Carenza di personale e super-lavoro metteranno in ginocchio il personale ospedaliero. Nel momento forse più delicato per la sanità, a dare l’ennesimo colpo al sistema italiano, ma anche più voce agli operatori, arrivano i dati di una ricerca Inail che riguardano gli infortuni del personale medico, infermieristico ed ausiliario. Un infermiere su tre è costretto a usare psicofarmaci per resistere alla fatica, con i rischi che ne derivano per la sua, ma anche per la salute dei pazienti. Due su cinque, tra medici, infermieri e ausiliari si sono infortunati in ospedale: donne nel 70 % dei casi.Tende a salire anche il numero delle aggressioni, specie nei Pronto soccorso, dove i tempi d’attesa, per pazienti e parenti, sono lunghissimi ed estenuanti. Gli infortuni sono in continuo aumento e i tipi di infortuni che si registrano alla colonna vertebrale e ai tendini sono causati proprio dal super-lavoro: tantissime infermiere, infatti, dopo qualche anno di servizio, sono costrette ad interventi chirurgici al tendine del polso. Agli infortuni in corsia si aggiungono, poi, quelli in itinere. In che senso? Non sono rari i casi di infermieri che, usciti dal lavoro dopo due o tre turni massacranti, hanno degli incidenti stradali. I numeri sono in continua crescita, anche se non si hanno dati certi, perché in tanti non denunciano il fatto.

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