La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, giugno 23

In corsia meno farmaci più cuore
(che bello !! adesso anche i medici saranno al capezzale del malato per consolarlo)

Insomma, la ricetta del 'vecchio' dottor Kildare vince sul cinismo del moderno 'collega' televisivo, dottor House. "Il futuro della medicina passa anche attraverso una profonda riscoperta del rapporto umano nelle dinamiche tra il medico e il paziente, con meno freddezza e maggiore empatia, per entrare in sintonia con chi soffre". Ne sono convinti gli organizzatori del convegno 'L'arte della Medicina. tra neuroscienze e mondo delle idee', che la Fondazione dell'Istituto neurologico Casimiro Mondino di Pavia ha in programma lunedì pomeriggio, presso il Collegio Cairoli (Pavia). L'iniziativa, promossa in collaborazione con lo Iuss (Istituto Universitario di Studi Superiori) di Pavia e l'Ifsn (International Functional Neurology Society), vuole offrire uno spunto di riflessione inedito sul mondo medico e sanitario, destinato ad uscire dagli schemi prefissati della ricerca scientifica. A partire dalle 16.45 interverranno, fra gli altri, Giancarlo Cesana (ordinario di medicina e chirurgia presso l'Università degli Studi Milano Bicocca), Egidio Moja (ordinario di Psicologia alla facoltà di Medicina, polo universitario del San Paolo), Stefano Bastianello, direttore del Servizio di neuroradiologia dell'Università di Pavia. Ma cosa significa 'fare medicina' oggi? Al centro di tutto c'è la parola e il dialogo, "fondamentali anche nel rapporto tra medico e paziente - sottolineano gli ideatori dell'evento - E se le serie Tv sembrano premiare addirittura il cinismo di alcuni camici bianchi, si pensi al celebratissimo doctor House, presto la realtà ospedaliera sarà fatta di rapporti interpersonali più profondi". "Le parole fanno la differenza - spiega Giuseppe Nappi, direttore scientifico dell'Istituto Mondino - perché esprimono empatia, compassione oppure freddezza e lontananza a prescindere dai contenuti. E per realizzare appieno la propria missione, è necessario che il medico torni a curare le persone considerandole esseri umani: una cosa è la ricerca e l'attività di laboratorio, un'altra invece è la persona cui arriva l'opera del medico".

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