La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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martedì, giugno 24

Aborti clandestini,4 fermi a Napoli
Indagini su tre medici e una segretaria

(Discriminazione, Infermiera definirla Segretaria)
Articolo del 24.06.2008 tratto da TGcom.mediaset.it

Due medici ginecologi, un anestesista ed una segretaria ritenuti responsabili una serie di aborti clandestini sono stati sottoposti al provvedimento di fermo dai carabinieri di Napoli. Nel corso di indagini, i carabinieri hanno accertato che i due ginecologi, con l'aiuto dell'anestesista e della segretaria, hanno praticato una serie di interruzioni di gravidanza nello studio privato di uno degli operatori sanitari.
Gli indagati
Le persone sottoposte a fermo sono il ginecologo A. D. R, 61 anni; il ginecologo L. L., 57 anni, in servizio nel reparto di ostetricia dell'ospedale San Paolo di Napoli; l'anestesista V. G., 68 anni, e la segretaria di L., M. C. P., 54 anni. Il San Paolo, struttura pubblica, è risultato tuttavia del tutto estraneo agli aborti clandestini, che secondo l'accusa avvenivano nello studio privato di L. , in corso Vittorio Emanuele.
Un'accusa di violenza sessuale
La posizione più grave è quella di L. che avrebbe costretto una donna straniera che si era rivolta al ginecologo per un aborto illegale, ad un rapporto sessuale. In cambio il medico avrebbe praticato uno sconto sul prezzo dell'interruzione di gravidanza.
IVG in un ambulatorio privato
I quattro sono accusati di essersi associati per commettere interruzioni di gravidanza in violazione alle disposizioni della legge 194 del 1978. I carabinieri hanno accertato che le interruzioni di gravidanza avvenivano in ambiente non ospedaliero ed in particolare nello studio privato di uno degli operatori sanitari. Uno dei medici è ritenuto anche responsabile di violenza sessuale poichè, approfittando dello stato di bisogno di una straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale, l'aveva costretta ad un rapporto intimo.
Paziente mandate all'estero
Nello studio privato venivano praticate le interruzioni di gravidanza entro la 14° settimana. Mentre pazienti oltre la 14° settimana venivano dirottate in strutture ospedaliere spagnole o inglesi, poiché in quel caso l'operazione sarebbe stata troppo rischiosa da effettuare in ambulatorio.
Tutto è partito dalla denuncia di un medico
L'inchiesta sugli aborti fuorilegge, coordinata dalla procura di Napoli, è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale. L'indagine è partita dalla denuncia di un medico napoletano che avrebbe segnalato agli inquirenti notizie in suo possesso su interruzioni di gravidanza clandestine praticate da alcuni suoi colleghi. Sono seguiti mesi di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, controlli e, infine, interrogatori di indagati. Gli inquirenti hanno anche sequestrato nel reparto di L. i registri delle prenotazioni delle interruzioni volontarie di gravidanza e quelli dei farmaci utilizzati durante gli aborti. Vogliono verificare se alcune delle pazienti in lista d'attesa al San Paolo fossero state in seguito operate privatamente dal ginecologo, e se L. abbia o meno utilizzato nel suo studio medicinali prelevati in ospedale.
Dai 500 ai 2.500 euro per un aborto
D. R. - che, secondo quanto riportato dall'agenzia Agi, era già stato sospeso dal servizio più volte perché coinvolto in altre indagini - avrebbe smistato le pazienti a L,, medico responsabile del servizio IGV al San Paolo di Napoli così come G. Era nello studio di quest'ultimo, in cui prestava servizio di segreteria M. C. P. che venivano praticati gli aborti illegali senza indagini preventive e senza garanzie sanitarie anche in anestesia totale con un sopraprezzo rispetto alla tariffa ospedaliera. Gli aborti clandestini costavano dai 500 euro per quelli senza anestesia ai 2.500 euro per i casi di urgenza o riservatezza.
Segretaria tuttofare (NON SI CAPISCE SE E' UN INFERMIERA)
La donna, oltre a fissare gli appuntamenti e occuparsi delle forniture di farmaci e strumenti necessari agli aborti, a volte prendeva parte agli interventi sostenendo le pazienti che affrontavano l'esperienza in solitudine.

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