La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, luglio 30

Infermieri Condizioni di lavoro
Tecnica Ospedaliera del 28/07/2008 N. 6 - GIUGNO 2008 p. 14
Ospedali a rischio per la salute dei pazienti: è l'allarme lanciato degli infermieri. Gli errori in sanità infatti si stimano in Italia intorno al 3% e le principali cause sarebbero le condizioni di lavoro degli operatori, costretti a doppi turni e riduzione del personale. È il quadro poco rassicurante emerso dallo studio del collegio Ipasvi di Roma, che ha coinvolto 94 infermieri in servizio presso 9 strutture ospedaliere e universitarie del territorio romano. La ricerca è stata presentata a Roma in aprile alla III Conferenza internazionale del sapere infermieristico, con la partecipazione di centinaia d'infermieri da tutta Italia e dei presidenti degli ordini degli infermieri di vari Paesi. Si calcola che gli eventi avversi rappresentano il 3,7-16,6% dei ricoveri. In Italia non vi sono studi nazionali completi, ma da stime regionali si può secondo l'Ipasvi dedurre che il dato s'attesta attorno al 3%. Principali cause d'errore sono stanchezza, doppi turni di lavoro, riduzione del personale, aumento dei carichi di lavoro, turn over del personale, comunicazioni errate o omesse e interferenze ambientali. Ne deriva un contesto ospedaliero a rischio per i pazienti per condizioni lavorative non sicure per fattori umani e organizzativi. In Italia vi sono 5,4 infermieri ogni mille abitanti; l'Irlanda ne ha 14, la Gran Bretagna 12 e l'Ue fi ssa il rapporto minimo a 9 per mille abitanti

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