La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, luglio 9



Guerra tra infermiere in corsia
Sotto processo in otto accusate di diffamazione


Unione Sarda del 09/07/2008
Otto infermiere sono state rinviate a giudizio per diffamazione dopo la denuncia di un'ostetrica. Avrebbero scritto una lettera ai vertici Asl e al sindacato in cui il suo operato era stato attaccato con toni, a detta dell'ostetrica, decisamente pesanti.Dal reparto ostetricia all'aula di tribunale con l'accusa di diffamazione. Non gradivano la presenza della collega ostetrica e non lo nascondevano.Un clima di insoddisfazione e tensione tra le culle dei neonati, che un gruppo di infermiere ha pensato di mettere nero su bianco in una lettera inviata a vertici della Asl e sindacati. Una lunga missiva datata luglio 2005 in cui le infermiere denunciavano, con toni più o meno pesanti, una condizione di disagio nell'ambiente di lavoro mettendo persino in discussione la professionalità dell'ostetrica.



DAL GIUDICE Normali dissapori tra colleghi, si dirà. Non proprio. Perché in questo caso la vicenda ha varcato i confini dell'ospedale Santa Barbara di Iglesias e il clima di tensione e veleni del reparto ostetricia e ginecologia si è trasferito direttamente nell'ufficio del giudice di pace. A ricorrere alle vie giudiziarie è stata l'ostetrica Maria Teresa Agus, rappresentata dall'avvocato Luca Pirastu, la quale si è sentita diffamata dalle otto infermiere che hanno firmato la missiva. Ora Luisella Colombano, Marilena Olianas, Elisabetta Ruvioli, Luisa Dessì, Loredana Zara, Maria Grazia Zara, Ignazia Ballai, Maria Grazia Sitzia, tutte rappresentate dal loro difensore di fiducia, l'avvocato Francesco Secci, devono rispondere del reato di diffamazione per avere offeso la reputazione della collega. Teresa Agus appare decisa ad andare fino in fondo, tanto che ha affidato all'avvocato Pirastu, l'incarico di costituirsi parte civile chiedendo anche un risarcimento danni. Il processo è in corso davanti al giudice di pace Paola Baragliu che, ieri mattina, dopo avere sentito la testimonianza di Giuseppe Sant'Eufemia, primario del reparto, ha rinviato l'udienza a gennaio del 2009. In quella sede saranno sentite tutte le otto infermiere. Nella fase processuale si dovranno ripercorrere tutti i passaggi che hanno fatto sfociare il malessere tra colleghi in contenzioso giudiziario. Un clima di tensione dovuto, evidentemente, alla difficoltà di rapporti esistente tra il personale infermieristico e l'ostetrica in questione.



LA TENSIONE Un'atmosfera talmente pesante che, ad un certo punto, le infermiere sotto processo hanno deciso di mettere per iscritto. Lo hanno fatto esattamente il 18 luglio di tre anni fa, questa la data riportata nella lettera contestata. Una missiva inviata a diversi soggetti, tra cui i vertici dell'azienda sanitaria locale del Sulcis Iglesiente e i rappresentanti sindacali, nella quale le firmatarie segnalavano in maniera esplicita tutto il disappunto per il lavoro svolto dall'ostetrica. Il tutto usando toni non proprio pacati, che hanno provocato la reazione della parte offesa. In particolare alcuni passaggi sono ritenuti diffamatori: quello in cui le colleghe, denunciando lo stato di disagio esistente nel reparto, sollevano dubbi sulla professionalità e le conoscenze dell'ostetrica, chiedendosi come mai fosse arrivata in quel reparto. Non solo. Per le infermiere Maria Teresa Agus non aveva un comportamento consono per il suo ruolo, né utilizzava un abbigliamento adeguato durante il servizio. A fare scatenare la rabbia delle firmatarie della lettera indirizzata alla Asl e ai sindacati anche un'altra circostanza, ovvero il fatto che, secondo la loro segnalazione, l'ostetrica non faceva i turni, a differenza del resto del personale. Una sorta di corsia preferenziale e ingiustificata, insomma. In un altro punto della missiva, inoltre, le otto firmatarie segnalavano che l'ostetrica trascorreva molto tempo seduta nella poltrona del primario a suggerire lettere.



LA DENUNCIA Il documento non è rimasto fermo sui tavoli delle persone cui era indirizzata e, nel giro di poco tempo, l'interessata è stata informata della considerazione che le le colleghe avevano di lei. Procurarsi una copia della missiva non è stato difficile e con quella si è presentata allo studio legale. L'avvocato Pirastu non ha avuto dubbi e ha presentato la querela, ottenendo il rinvio a giudizio delle infermiere.

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