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La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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venerdì, marzo 28


Ipasvi di Roma
Comunicato stampa: richiesta di rettifica immediata
Lettera Aperta
Il danno e che molti non sanno " Ma è Giusto Farsi Rispettare "

Al Dott. Ezio Mauro Direttore responsabile quotidiano ''La Repubblica''
Oggetto: Servizio ''Il boom del lavoro senza laurea'' (pubbl. 12/03/2008)
Richiesta di rettifica immediata

Egregio Direttore,
facendo seguito alla ridda di reazioni risentite della categoria professionale che questo Collegio è istituzionalmente tenuto a tutelare, Le rappresento lo sconcerto degli infermieri di Roma e della provincia per quanto affermato nell’articolo pubblicato dal Suo quotidiano il 12 marzo u.s. (pagina 6 - Cronaca di Roma - a firma di Francesca Alliata Bronner) con il titolo ''Il boom del lavoro senza laurea - Estetiste, infermieri, autisti: i mestieri dei nuovi posti fissi''.Nell’articolo in questione, in un sol colpo si cancellano anni di storia della professione infermieristica, sostenendo che gli infermieri non siano laureati. Si tratta di un’affermazione che, oltre ad essere priva di fondamento, alimenta una grave disinformazione e suona come denigratoria per l’intera categoria.Ricordo infatti che, ormai da molti anni a questa parte, per poter esercitare la professione gli infermieri devono necessariamente conseguire la Laurea in Infermieristica, attraverso un percorso universitario articolato in corsi triennali per la laurea di primo livello e in corsi quinquennali per la laurea magistrale.Dunque ''Il boom del lavoro senza laurea'' non può certo riguardare la professione infermieristica, alla quale peraltro la legge vigente riconosce il titolo, il ruolo e l’autonomia propri delle professioni intellettuali a tutto tondo.Converrà, esimio Direttore, che con la pubblicazione del servizio in oggetto il Suo quotidiano ha dato una notizia inesatta e fuorviante, suscitando peraltro lo sdegno e la rabbia degli oltre 30 mila infermieri che esercitano a Roma e nel Lazio. Ha inoltre procurato un gravissimo danno di immagine in un momento in cui siamo tutti impegnati per una promozione di questa importante professione tra i giovani visto che l’Italia si colloca tra i paesi che hanno maggior bisogno di infermieri.Le chiedo pertanto di disporre una rettifica di quanto affermato nel servizio in oggetto. Certo di un Suo rapido ed incisivo riscontro, colgo l’occasione per inviarLe cordiali saluti.
Il Presidente Dr. Gennaro Rocco

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