La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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venerdì, aprile 11

Sanità, torna in piazza l’esercito dei precari
Partita dall’Asl 5 di Castellammare ora la lotta si estende alle aziende di tutte le province. Sit-in davanti alla Regione

Articolo di ANTONELLA LOSAPIO tratto dal Il Mattino di Napoli del 11.04.2008
Il coordinamento degli «operatori sanità precari» della Regione scende in campo per chiedere a gran voce la stabilizzazione. Dopo il presidio della settimana scorsa alla sede dell'Asl Napoli 5 a Castellammare, in occasione dello sciopero contro la precarietà indetto dalla Cub-Rdb (una sigla sindacale di base) a livello nazionale, questa volta la mobilitazione ha riguardato i precari (medici, infermieri, ausiliari) delle varie province campane che si sono ritrovati ieri mattina all'esterno di palazzo Santa Lucia a Napoli per incontrare l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. All’incontro erano presenti delegazioni di comitati delle Asl Napoli 5, Caserta 2, Napoli 2, Salerno 1 e Benevento: in tutto 25 persone. La battaglia dei precari va avanti senza esito da circa un anno e mezzo. «Più volte - attaccano i precari - abbiamo denunciato le condizioni discriminanti in cui ci troviamo per i ritardi e l'iniqua applicazione dei principi contenuti nella normativa sulla stabilizzazione». I precari chiedono il reintegro in servizio e la proroga dei contratti per il personale in possesso dei requisiti richiesti per la stabilizzazione (36 mesi di servizio), come previsto dal comma 519 della finanziaria 2007. «La manifestazione di ieri mattina non è stato un vero e proprio presidio - ha spiegato Gennaro Massimino, precario dell’Asl 5 - abbiamo distribuito volantini e una delegazione è stata ricevuta da Pasquale Trammacco, della segreteria della presidenza della Regione. Gli abbiamo presentato un documento che illustra la situazione delle varie aziende sia dal punto di vista contrattuale che lavorativo ed esposto le nostre richieste. La legge prevede che il personale che ha i requisiti non venga licenziato. Chiediamo la corretta applicazione della normativa vigente». Presenti all’incontro anche delegazioni provenienti dalle aziende sanitarie di Napoli, Caserta, Salerno e Benevento, composte da infermieri, biologi, tecnici, sociologi, psicologi, fisioterapisti, farmacisti, ostetriche, tutti da anni a fornire servizi sanitari essenziali nelle strutture pubbliche con contratti di lavoro a tempo determinato o atipici, a cui non viene garantita una stabilità lavorativa, minando in questo modo la continuità assistenziale e pregiudicando la qualità dei servizi. «Abbiamo chiesto un incontro - prosegue Massimino - con gli assessori alla Sanità, al Lavoro e alle Politiche sociali. Trammacco ci ha risposto che a breve saremo convocati per un tavolo di confronto. Restiamo in agitazione, non intendiamo fermarci fin quando non avremo garanzie». Intanto anche le organizzazioni sindacali dell'Asl 5 hanno chiesto un incontro con l'assessore Montemarano. «L'insostenibile situazione dell'Asl 5 - dicono Cgil, Cisl e Uil - per l'abbassamento dei livelli di assistenza dovuto anche alla mancata conferma dei precari, richiede una maggiore attenzione da parte della Regione. Di qui la necessità di un incontro con Montemarano e con il manager Gennaro D'Auria al fine di ricercare idonee e rapide soluzioni a salvaguardia e tutela dei diritti di lavoratori e cittadini».

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