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La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, marzo 2

Il codice deontologioco infermieristico 2009

Nasce il nuovo Codice Deontologico degli infermieri italiani
Il 17 gennaio il Consiglio nazionale della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi ha approvato il nuovo Codice dentologico degli infermieri italiani.

Il nuovo Codice entrerà in vigore subito dopo la sua "proclamazione" ufficiale al XV Congresso nazionale, che si terrà a Firenze dal 26 al 28 febbraio.

Il testo nasce sulla base di una capillare e profonda riflessione che ha coinvolto l'intero corpo professionale: la prima stesura elaborata dal Comitato centrale è stata infatti presentata e discussa in Consiglio nazionale e pubblicata in aprile 2008 sulla rivista L'infermiere (n. 2/2008). Da quel momento in poi numerose sono state le iniziative dedicate al confronto sul tema promosse in tante città italiane dai Collegi, ma anche gli interventi e i contributi di Associazioni infermieristiche e di singoli Infermieri.
Il Comitato centrale ringrazia tutti i Colleghi della collaborazione e del contributo!

Il Codice deontologico 2009
Approvato dal Comitato centrale della Federazione con deliberazione n. 1/09 del 10 gennaio 2009 e dal Consiglio nazionale dei Collegi Ipasvi riunito a Roma nella seduta del 17 gennaio 2009

Capo I
Articolo 1
L'infermiere è il professionista sanitario responsabile dell'assistenza infermieristica.
Articolo 2
L'assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.
Articolo 3
La responsabilità dell'infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura dellapersona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell'individuo.
Articolo 4
L'infermiere presta assistenza secondo principi di equità e giustizia, tenendo conto dei valori etici, religiosi e culturali, nonché del genere e delle condizioni sociali della persona.
Articolo 5
Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici della professione è condizione essenziale per l'esercizio della professione infermieristica.
Articolo 6
L'infermiere riconosce la salute come bene fondamentale della persona e interesse della collettività e si impegna a tutelarla con attività di prevenzione, cura, riabilitazione e palliazione.

Capo II
Articolo 7
L’infermiere orienta la sua azione al bene dell'assistito di cui attiva le risorse sostenendolo nel raggiungimento della maggiore autonomia possibile, in particolare, quando vi sia disabilità, svantaggio, fragilità.
Articolo 8
L’infermiere, nel caso di conflitti determinati da diverse visioni etiche, si impegna a trovare la soluzione attraverso il dialogo. Qualora vi fosse e persistesse una richiesta di attività in contrasto con i principi etici della professione e con i propri valori, si avvale della clausola di coscienza, facendosi garante delle prestazioni necessarie per l’incolumità e la vita dell’assistito.
Articolo 9
L’infermiere, nell'agire professionale, si impegna ad operare con prudenza al fine di non nuocere.
Articolo 10
L'infermiere contribuisce a rendere eque le scelte allocative, anche attraverso l'uso ottimale delle risorse disponibili.

Capo III
Articolo 11
L'infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull'esperienza e la ricerca. Progetta, svolge e partecipa ad attività di formazione. Promuove, attiva e partecipa alla ricerca e cura la diffusione dei risultati.
Articolo 12
L’infermiere riconosce il valore della ricerca, dellasperimentazione clinica e assistenziale per l’evoluzione delle conoscenze e per i benefici sull’assistito.
Articolo 13
L'infermiere assume responsabilità in base al proprio livello di competenza e ricorre, se necessario, all'intervento o alla consulenza di infermieri esperti o specialisti. Presta consulenza ponendo le proprie conoscenze ed abilità a disposizione della comunità professionale.
Articolo 14L’infermiere riconosce che l’interazione fra professionisti e l'integrazione interprofessionale sono modalità fondamentali per far fronte ai bisogni dell’assistito.
Articolo 15
L’infermiere chiede formazione e/o supervisione per pratiche nuove o sulle quali non ha esperienza.
Articolo 16
L'infermiere si attiva per l'analisi dei dilemmi etici vissuti nell'operatività quotidiana e promuove il ricorso alla consulenza etica, anche al fine di contribuire all’approfondimento della riflessione bioetica.
Articolo 17
L’infermiere, nell'agire professionale è libero da condizionamenti derivanti da pressioni o interessi di assistiti, familiari,altri operatori, imprese, associazioni, organismi.
Articolo 18
L'infermiere, in situazioni di emergenza-urgenza, presta soccorso e si attiva per garantire l'assistenza necessaria. In caso di calamità si mette a disposizione dell'autorità competente.

Capo IV
Articolo 19
L'infermiere promuove stili di vita sani, la diffusione del valore della culturadella salute e della tutela ambientale, anche attraverso l’informazione e l'educazione. A tal fine attiva e sostiene la rete di rapporti tra servizi e operatori.
Articolo 20
L'infermiere ascolta, informa, coinvolge l’assistito e valuta con lui i bisogni assistenziali, anche al fine di esplicitare il livello di assistenza garantito e facilitarlo nell’esprimere le proprie scelte.
Articolo 21
L'infermiere, rispettandole indicazioni espresse dall'assistito, ne favorisce i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, coinvolgendole nel piano di assistenza. Tiene conto della dimensione interculturale e dei bisogni assistenziali ad essa correlati.
Articolo 22
L’infermiere conosce il progetto diagnostico-terapeutico per le influenze che questo ha sul percorso assistenziale e sulla relazione con l’assistito.
Articolo 23
L’infermiere riconosce il valore dell’informazione integrata multiprofessionale e si adopera affinché l’assistito disponga di tutte le informazioni necessarie ai suoi bisogni di vita.
Articolo 24
L'infermiere aiuta e sostiene l’assistito nelle scelte, fornendo informazioni di natura assistenziale in relazione ai progetti diagnostico-terapeutici e adeguando la comunicazione alla sua capacità di comprendere.
Articolo 25
L’infermiere rispetta la consapevole ed esplicita volontà dell’assistito di non essere informatosul suo stato di salute, purché la mancata informazione non sia di pericolo per sé o per gli altri.
Articolo 26
L'infermiere assicura e tutela la riservatezza nel trattamento dei dati relativi all’assistito. Nella raccolta, nella gestione e nel passaggio di dati, si limita a ciò che è attinente all’assistenza.
Articolo 27
L'infermiere garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione degli strumenti informativi.
Articolo 28
L'infermiere rispetta il segreto professionale non solo per obbligo giuridico, ma per intima convinzione e come espressione concreta del rapporto di fiducia con l'assistito.
Articolo 29
L'infermiere concorre a promuovere le migliori condizioni di sicurezza dell'assistito e dei familiari e lo sviluppo della cultura dell’imparare dall’errore. Partecipa alle iniziative per la gestione del rischio clinico.
Articolo 30
L'infermiere si adopera affinché il ricorso alla contenzione sia evento straordinario, sostenuto da prescrizione medica o da documentate valutazioni assistenziali.
Articolo 31
L'infermiere si adopera affinché sia presa in considerazione l'opinione del minore rispetto alle scelte assistenziali, diagnostico-terapeutiche e sperimentali, tenuto conto dell'età e del suo grado di maturità.
Articolo 32
L'infermiere si impegna a promuovere la tutela degli assistiti che si trovano in condizioni che ne limitano lo sviluppo o l'espressione, quando la famiglia e il contesto non siano adeguati ai loro bisogni.
Articolo 33
L'infermiere che rilevi maltrattamenti o privazioni a carico dell’assistito mette in opera tutti i mezzi per proteggerlo, segnalando le circostanze, ove necessario, all'autorità competente.
Articolo 34
L'infermiere si attiva per prevenire e contrastare il dolore e alleviare la sofferenza. Si adopera affinché l’assistito riceva tutti i trattamenti necessari.
Articolo 35
L'infermiere presta assistenza qualunque sia la condizione clinica e fino al termine della vita all’assistito, riconoscendo l'importanza della palliazione e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale.
Articolo 36
L'infermiere tutela la volontà dell’assistito di porre dei limiti agli interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica e coerenti con la concezione da lui espressa della qualità di vita.
Articolo 37
L’infermiere, quando l’assistito non è in grado di manifestare la propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso in precedenza e documentato.
Articolo 38
L'infermiere non attua e non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito.
Articolo 39
L'infermiere sostiene i familiari e le persone di riferimento dell’assistito, in particolare nella evoluzione terminale della malattia e nel momento della perdita e della elaborazione del lutto.
Articolo 40
L'infermiere favorisce l’informazione e l’educazione sulla donazione di sangue, tessuti ed organi quale atto di solidarietàe sostiene le persone coinvolte nel donare e nel ricevere.

Capo V
Articolo 41
L'infermiere collabora con i colleghi e gli altri operatori di cui riconosce e valorizza lo specifico apporto all'interno dell'équipe.
Articolo 42
L'infermiere tutela la dignità propria e dei colleghi, attraverso comportamenti ispirati al rispetto e alla solidarietà.
Articolo 43
L'infermiere segnala al proprio Collegio professionale ogni abuso o comportamento dei colleghi contrario alla deontologia.
Articolo 44
L'infermiere tutela il decoro personale ed il proprio nome. Salvaguarda il prestigio della professione ed esercita con onestà l’attività professionale.
Articolo 45
L’infermiere agisce con lealtà nei confronti dei colleghi e degli altri operatori.
Articolo 46
L’infermiere si ispira a trasparenza e veridicità nei messaggi pubblicitari, nel rispetto delle indicazioni del Collegio professionale.

Capo VI
Articolo 47
L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l'utilizzo equo ed appropriato delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale.
Articolo 48
L'infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione ai responsabili professionali della struttura in cui opera o a cui afferisce il proprio assistito.
Articolo 49
L’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera. Rifiuta la compensazione, documentandone le ragioni, quando sia abituale o ricorrente o comunque pregiudichi sistematicamente il suo mandato professionale.
Articolo 50
L'infermiere, a tutela della salute della persona, segnala al proprio Collegioprofessionale le situazioni che possono configurare l’esercizio abusivo della professione infermieristica.
Articolo 51
L'infermiere segnala al proprio Collegio professionale le situazioni in cui sussistono circostanze o persistono condizioni che limitano la qualità delle cure e dell’assistenza o il decoro dell'esercizio professionale.

Disposizioni finali
Le norme deontologiche contenute nel presente Codice sono vincolanti; la loro inosservanza è sanzionata dal Collegio professionale.
I Collegi professionali si rendono garanti della qualificazione dei professionisti e della competenza da loro acquisita e sviluppata.

domenica, febbraio 1



MALTEMPO E INCIDENTI, DUE MORTI NEL TRAPANESE

TRAPANI - Due morti nel Trapanese a causa del maltempo e di un incidente. Un infermiere dell'ospedale di Alcamo, Mario Melia, 60 anni, è morto travolto dalle acque straripate dal fiume San Bartolomeo a Castellammare del Golfo (Tp). L'uomo, stamattina alle 7, si trovava nella sua casa di campagna non lontana dal fiume quando é stato travolto da acqua e fango provenienti dall'alveo riempito dalle piogge degli ultimi giorni. Sono in corso le operazioni di recupero del cadavere da parte dei Vigili del Fuoco. La vittima era un infermiere professionale. Lavorava al pronto soccorso dell'ospedale San Vito e Santo Spirito di Alcamo (Trapani). E' stato travolto dalle acque davanti alla sua abitazione estiva. Era andato a controllare i danni provocati in campagna dalle piogge. Melia aveva chiamato un suo amico con il cellulare per essere aiutato a liberare la strada dal fango. Nella zona vi sono molte case di villeggiatura. In una di queste case vi sono due persone in attesa di essere soccorse dai vigili del fuoco. Ad Alcamo Marina a poca distanza dal luogo dove è deceduto l'infermiere tre ville sono state gravemente danneggiate dalle infiltrazioni d'acqua. La protezione civile e i tecnici dei comuni limitrofi stanno compiendo delle verifiche. In quel territorio molte case sono state costruite abusivamente senza alcun piano regolatore.Un giovane di 27 anni, Francesco Bellini, originario di Partanna (Trapani) è morto in un incidente stradale che si è verificato la scorsa notte, intorno alle tre, a Mazara del Vallo, lungo la Statale 115, all'ingresso per l'autostrada A 29, mentre era in corso un violento nubifragio. Il giovane, che viaggiava da solo, era alla guida di una Fiat Brava quando, per cause ancora in fase di accertamento da parte degli agenti del Commissariato che hanno rilevato l'incidente, è finito contro il guard-raill. A Partanna, Bellini gestiva un pub.

PIOGGIA IN CALABRIA: ALLERTA, CHIUSE STRADE NEL CATANZARESE -Sono state chiuse per gli allagamenti provocati dalle forti piogge delle ultime ore due strade nel Catanzarese. Le strade bloccate sono a Catanzaro quella che dalla statale 280 conduce nel quartiere Lido, in località Germaneto, e la statale 106 Jonica nei comuni di Soverato e San Sostene. Lungo quest'ultima arteria si sono verificati anche alcuni smottamenti. I vigili del fuoco hanno effettuato numerosi interventi per soccorrere automobilisti bloccati per l'acqua e per allagamenti di negozi ed abitazioni a piano terra. Allerta della Protezione civile in Calabria dopo che dalla scorsa notte ha ripreso a piovere su tutta la regione. La piogge non stanno provocando, al momento, particolari disagi e non si registrano frane sull'autostrada e su altre arterie, oltre a quelle segnalate nei giorni scorsi. L'attenzione, comunque, è massima ed il monitoraggio della situazione, per prevenire eventuali situazioni di pericolo, è costante. L'Anas, insieme alla Polizia stradale ed al personale della Protezione civile regionale, sta attuando controlli su tutto il tracciato dell'A3 per verificare eventuali situazioni di pericolo, ma, al momento, non vengono segnalati particolari problemi. Permangono le interruzioni lungo l'A3, in entrambe le direzioni, tra Falerna e Cosenza e, nel reggino, tra Scilla e Villa San Giovanni a causa delle frane avvenute in più punti. Persiste il sequestro, disposto dalla Procura della Repubblica di Cosenza per consentire le verifiche tecniche da parte dei periti d'ufficio, del tratto di autostrada lungo il quale domenica scorsa si è verificata la frana che ha provocato la morte di due persone.

UMBRIA: NEVICA SUI VALICHI, NO PROBLEMI ALLA CIRCOLAZIONE - Nevica stamani sui principali valichi appenninici dell'Umbria dove comunque la polizia stradale non segnala al momento problemi alla circolazione. La precipitazione sta interessando quasi tutti i passi, da nord a sud, dal Verghereto, a Colfiorito ma anche la Somma. La polstrada consiglia agli automobilisti di avere le catene al seguito. Pioggia piuttosto intensa invece sul tratto umbro dell'Autosole. Anche in questo caso non vengono segnalati problemi alla circolazione.

martedì, gennaio 27

27 gennaio, il giorno della memoria


27 GENNAIO, IL GIORNO DELLA MEMORIA

Hai Perso tanto tempo nella tua vita,

ora resta solo a guardare questo video,

e che nella tua mente, rimangono impresse queste immagini,

cosi quando ti verra un capriccio,

al sol pensar, di far del male ad un'amico,

di non voler una cosa perchè non ti piace,

di disprezzare gli altri.

Pensa la persona che hai a fianco cosa sia capace di fare,

non permetterlo mai più,

che solo con il pensiero si possa offendere un tuo fratello.

No mai più,

oggi e sempre,

27 Gennaio un giorno come tanti, ma loro vivranno sempre, in ogniuno di noi .

Giovanni Sicignano

Omaggio a Michael Jackson

Omaggio A Michael Jackson



You Are Not Alone - Michael Jackson

una delle canzone più belle al mondo

ora dedicata a lui.....




Get a playlist! Standalone player Get Ringtones



Canzone Tradotta:


Non Sei Solo

Un altro giorno é passato, e sono ancora solo
come puo essere? tu non sei qui con me
non hai mai detto arrivederci, qualcuno mi dica perché
te ne sei dovuta andare, e lasciare il mio mondo cosi freddo

Ogni giorno mi siedo e mi chiedo
come ha fatto l'amore a fuggire?
sento un sussurro nell'orecchio che dice

che tu non sei solo
ci sono io qui con te
pensavo tu fossi lontano
io sono qui per restare

Non sei solo
io sono qui per te
pensavo fossimo diversi
tu sei sempre nel mio cuore
non sei solo

tutto solo, perché, oh..

L'altra notte pensavo di sentirti piangere
chiedendomi di venire e di abbracciarti
posso sentire le tue preghiere, porterò il tuo fardello
ma prima ho bisogno la tua mano, poi per sempre inizierà

Oh, sussurra tre parole e io verrò correndo
volo.. e ragazza tu sai che ci sarò
sarò li

Non da solo
Non sei solo, non sei solo

Raggiungimi baby
al mattino e alla sera
non sei solo, non sei solo
tu ed io, non da solo, oh, insieme, insieme,..


Ciao Michael ci rivedremo in Paradiso.
Con Amore un tuo Fan....


mercoledì, gennaio 21

Partorisce a casa, l'ambulanza prende a bordo solo la bambina

Cinquanta minuti per soccorrere la donna e portarla in ospedale La denuncia in Procura del marito pilota: Sedici minuti per fare quattro chilometri «Ho implorato l'infermiere di aiutare mia moglie» «Hanno detto di avere un civico sbagliato»
di GIULIO MANCINI
Ha partorito in piena notte sul letto di casa sua. Ma per riuscire ad arrivare in ambulanza all'ospedale ha impiegato cinquanta lunghissimi, interminabili e maledettissimi minuti. Quasi un'ora di tempo per coprire una manciata di chilometri mentre, dopo aver partorito la sua bambina che aveva fretta di nascere grazie all'assistenza del marito, la donna era immersa in un lago di sangue. E' oggetto di una denuncia alla Procura della Repubblica e di un'indagine intema all'organizzazione regionale Ares 118 l'incubo vissuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso da una famiglia che vive a Casal Palocco. Fortunatamente tutto è finito per il meglio. Irene, la piccolina, pesa quasi tré chili e mezzo e sorride beata in una culletta della Neonatologia del "Grassi". Mamma Marta, di 38 anni, allatta regolarmente e abbraccia la sua bimba insieme all'altra figliola, la primogenita Elena. Chi non riesce a scrollarsi di dosso il senso di terrore vissuto in quei maledetti cinquanta minuti, pur nella capacità di controllo emotivo tipico di un pilota di jet passeggeri, è Matteo Caruso, papa e "levatrice" occasionale. «Ho avuto tanta paura - dice ú e sono stato solo come se tutto fosse accaduto in chissà quale posto sperduto e non a Roma, in una società che si definisce moderna». L'incubo ha la forma della carta bollata, quella con la quale ha esposto i fatti alla magistratura. Tutto ha inizio ali' 1,20 di giovedì scorso. Marta, al nono mese di gravidanza, si sveglia improvvisamente dal sonno: ha "rotto le acque", sintomo chiaro del travaglio. Pochi istanti dopo nella loro casa di via di Macchia Saponara arriva una seconda forte contrazione: Irene vuole nascere. «Non ho potuto fare altro: ho tirato fuori la bimba, tagliato il cordone ombelicale, l'ho lavata e nel frattempo mia suocera ha chiamato per la prima volta il 118 comunicando quanto stava avvenendo» ricorda Matteo. L'autoambulanza, però, tarda ad arrivare («diranno di avere ricevuto un numero civico dell'indirizzo sbagliato, cosa non vera, visto che al 118 abbiamo fatto ben tré telefonate, due di mia suocera ed una io») mentre invece insorgono le prime complicazioni. «La bimba racconta il pilota con il tremore nella voce ú stentava a respirare, era diventa tutta nera e freddissima e mia moglie giaceva in un letto pieno di sangue. Ero in linea con l'operatore del 118 che mi suggeriva quali manovre di pronto soccorso dovevo fare». La suocera, che aspettava in strada l'arrivo del mezzo di soccorso, ha dovuto rincorrere l'ambulanza su una macchina di passaggio perché l'autista, non avvedendosi del civico, non si era fermato. «Quando finalmente sono arrivati i soccorsi - descrive nella sua denuncia Matteo Caruso - in casa è entrato solo l'infermiere che non ha prestato alcuna attenzione ne a mia moglie ne alla neonata e non mi ha sgravato dalla responsabilità e della mia inesperienza nell'assistere la bimba che tenevo a testa in giù per agevolare la fuoriuscita di liquido proveniente dai polmoni mentre la massaggiavo per agevolare la corretta respirazione». «Quel signore ú si indigna il pilota ú si rende conto della situazione e che fa? Carica solo ...raa^gin in braccieAitoHnba sull'autoambulanza non riscaldata e freddissima. Li imploro di prestare soccorso a mia moglie e mi rispondono che arriverà un'altra autoambulanza e che se proprio devono prendere anche lei lo potranno fare solo sotto la mia responsabilità. Poco dopo, però, decidono di tornare indietro a recuperare anche mia moglie». Ma non è finita. Ritornata in via di Macchia Saponara, l'ambulanza si ferma ma il papa con la piccina sono invitati a restare a bordo, al freddo. «Ho chiamato al telefono mia sorella, che è medico pediatra e si è raccomandata di tenere al caldo Irene perché un colpo di freddo poteva costarle la vita prosegue Caruso - e ho dovuto affrontare una mezza colluttazione con l'infermiere per rientrare a casa e stare al caldo. A quel punto non ci ho visto più ed ho chiamato i carabinieri». Dopo qualche minuto il papa, la mamma e la neonata finalmente insieme partono in ambulanza e raggiungono il "Grassi". «Erano passati 50 minuti dal parto» sottolinea il capo famiglia che nel frattempo sarebbe stato anche sbeffeggiato sul mezzo per il suo accento siciliano. La Dirczione generale dell'Ares 118, «scusandosi per il disservizio vissuto dai pazienti», ha avviato un'indagine intema per accertare le responsabilità. E' stato già accertato che L'ambulanza chiamata per soccorrere la partoriente ha impiegato 16 minuti per percorrere 4 chilometri, di notte e senza traffico l'ambulanza, partita dalla postazione di Acilia, ha impiegato sedici minuti per arrivare in via Macchia Saponara, ad appena quattro chilometri di distanza, in piena notte, con le strade sgombre. «Nei confronti dei responsabili verranno assunti provvedimenti rigorosi» promettono. LAE LA IRENE BENE La direzione dell'Ares 118 si scusa e avvia un'indagine: «Verranno assunti provvedimenti rigorosi» Matteo Caruso ha denunciato il rifiuto dell'infermiere di occuparsi della bimba e di caricare sul mezzo la donna per portarla al pronto soccorso

ELUANA, QUI SI ROMPE IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

Una nuova rottura della legalità, un'ulteriore ferita inferta allo Stato di diritto. L'ultimo atto della vicenda Englaro indigna chi ritiene che l'osservanza delle regole costituisca il fondamento della convivenza civile. Vittima, ancora una volta, Eluana Englaro, alla quale una sorta di «prepotenza governativa» rifiuta il diritto di morire che le era stato riconosciuto da una sentenza definitiva della Cassazione. All'origine della nuova questione si pone un nebuloso provvedimento amministrativo «di indirizzo» assunto, in tutta fretta, dal ministro Sacconi quando pareva che, dopo l'ultima sentenza, la vicenda si stesse avviando al suo epilogo logico e naturale. Abbiamo letto tutti il comunicato con il quale la clinica «Città di Udine» ha reso pubbliche le ragioni della sua decisione: ciò che era stato ormai organizzato, e cioè il ricovero di Eluana e il suo accompagnamento a una morte dignitosa, è stato bloccato per il timore che, infrangendo l'atto di indirizzo ministeriale, alla struttura ospedaliera fosse revocata la convenzione regionale e venissero pertanto a mancare i denari che le consentivano di lavorare. La vicenda solleva, immagino, complessi problemi giuridici di natura amministrativa, coinvolge delicati rapporti di competenza fra Stato e Regioni in materia di sanità, decine di giuristi si interrogheranno sui poteri ministeriali nell'imporre direttive in materia e sui doveri delle Regioni di ottemperarle. Si discuterà, soprattutto, fino a che punto gli elementi di diritto richiamati a sostegno del menzionato atto di indirizzo (un parere del Comitato nazionale di bioetica privo, in realtà, di qualsiasi rilevanza giuridica e una convenzione Onu sui diritti dei disabili non ancora del tutto operativa in Italia e che, comunque, non riguarda specificamente il caso Englaro) siano davvero in grado di giustificare, in qualche modo, il provvedimento ministeriale. Al di là dei possibili cavilli, delle possibili interpretazioni più o meno interessate, c'è peraltro un profilo giuridico, chiarissimo, sul quale non è consentito neppure discutere: che di fronte a una sentenza irrevocabile della Cassazione che, tenendo conto delle leggi operanti in Italia, ha stabilito determi nati principi (ad esempio, che Eluana si trova in una condizione giuridica di coma persistente, che un intervento di idratazione e di nutrizione artificiale mediante sondino ipogastrico non costituisce semplice alimentazione, bensì intervento medico) e ha conseguentemente riconosciuto a Eluana, o a chi per lei, il diritto di staccare quel sondino, nulla, sul terreno giuridico, è più consentito obiettare. La sentenza deve essere eseguita, punto e basta. Nessuno è più legittimato a vietare, bloccare, frapporre ostacoli, ritardare. Al di là delle convinzioni personali di ciascuno di noi sul merito complessivo della dolorosissima vicenda e, conscguentemente, sulla bontà, o meno, della decisione giudiziale assunta dalla Corte Suprema, oggi ci troviamo pertanto, a valle del problema principale, di fronte a una importante questione di principio sulla quale occorre essere chiari, determinati, inflessibili: che le sentenze irrevocabili della Cassazione, piacciano o non piacciano, siano condivise o non siano condivise, devono essere, in ogni caso, applicate, adempiute, eseguite. Infrangere tale regola significherebbe innescare una rottura gravissima del principio di legalità attorno al quale ruota l'intero nostro sistema giuridico. In certo senso, addirittura, fare saltare lo stesso sistema, basato, come sappiamo, sui principi fondamentali secondo i quali il Parlamento legifera, la magistratura interpreta e applica le leggi, l'esecutivo governa rispettando leggi e sentenze. La rottura della legalità appare d'altronde, nel caso di specie, tanto più grave ove si consideri che a impedire l'esecuzione di una sentenza della Cassazione è, addirittura, e ufficialmente, il governo, che frappone un suo atto di indirizzo alla normale, logica e ormai doverosa sequenza di atti e fatti che dovrebbero, ragionevolmente, seguire alle decisioni assunte dai giudici che si sono pronunciati sulla vicenda. E appare ancora più grave ove si rammenti che, in precedenza, vi era già stato il tentativo dell'attuale maggioranza parlamentare di bloccare l'esecuzione della sentenza, sollevando un peregrino conflitto di attribuzione tra il Parlamento e la Magistratura che, per la sua palese inconsistenza, era stato respinto in tempi brevissimi, e con durezza, dalla Corte Costituzionale. Ieri i giornali hanno pubblicato la notizia che, a seguito di una denuncia presentata dai radicali, la Procura di Roma ha iscritto il ministro Sacconi nel registro degli indagati per smessi al competente Tribunale dei Ministri. Non so francamente dire se il ministro abbia, o non abbia, commesso il reato contestato, e se impedendo l'esecuzione della sentenza Englaro abbia addirittura commesso ulteriori reati. Confesso che tali circostanze non mi interessano neppure più di tanto. Mi preoccupa invece, moltissimo, la questione di carattere generale, a un tempo giuridica e politica: la rottura del principio di legalità, l'alterazione degli equilibri fra i poteri dello Stato, l'impressione, soprattutto, che la semplice legittimazione politica ottenuta dal voto popolare si stia trasformando ormai, nei fatti, in strumento di prevaricazione, di sopraffazione, di cancellazione di diritti e garanzie riconosciute dalla legge e dichiarate dai giudici. Se ciò stesse davvero accadendo, se, in particolare, dovesse diventare prassi di governo, sarebbe la fine dello Stato di diritto.

Ospedale al collasso «Manca il personale» L'AsI: serve una deroga al blocco delle assunzioni

OSTIA II Grassi tra un'emergenza e l'altra prova a ripartire. Ieri mattina, infatti, la Asi RmD ha inviato alla Regione Lazio una dettagliata nota contenente la richiesta per l'assunzione di nuovi dieci infermieri ed un medico, tutti da destinare, secondo il piano messo a punto prima dell'estate dal Direttore sanitario del nosocomio di Ostia, Lindo Zarelli, al Dea. La richiesta di deroga al blocco della assunzioni è necessaria a raggiungere il pieno funzionamento dell'ospedale e al miglioramento della funzionalità dei reparti, a partire dal Pronto Soccorso. «La deroga - spiega Zarelli - consentirà l'apertura e la piena disponibilità di tutti i posti letto del Grassi, che torneranno ad essere 293 (come stabilito con la regione Lazio), a fronte degli attuali 274 disponibili. In questo modo porteremo a conclusione il programma di potenziamento dei reparti. Per i nuovi infermieri attingeremo dalle graduatorie ancora aperte di precedenti concorsi espletati dalla Asi RmD, in caso contrario, faremo riferimento a graduatorie di altri ospedali o ricorso alla mobilità». La piena funzionalità del Dea sarà garantita da nuovi 17 posti letto, ai quali si aggiungono anche 6 della terapia subintensiva. In questi nuovi posti letto saranno ricoverati sia i pazienti che necessitano di II piano Dieci infermieri e un medico per potenziare il Dea brevi degenze e sia, quelli che, a seconda delle necessità, sono in attesa di essere ricoverati nei reparti o ad altro ospedale. «Le attese nel Pronto Soccorso - spiega Zarelli - dovrebbero diminuire e comunque, l'assistenza assicurata in tutto il settore dell'emergenza farà registrare un significativo passo avanti, grazie anche all'attivazione di emodina mica, che dalle attuali 6 ore giornaliere entro l'anno sarà funzionante ventiquattro ore su ventiquattro». «I pazienti ricoverati in urgenza - spiega, in proposito, Fabrìzio Ammirati, primario del reparto di Cardiologia dell'ospedale Grassi possono essere sottoposti rapidamente alla diagnosi, mediante coronarografia, e al trattamento, mediante angioplastica coronaria, della cardiopatia ischemica nelle sue varie manifestazioni cliniche. Gli studi dimostrano un sensibile calo della mortalità per malattia cardiovascolare legato all'effettuazione di queste procedure in tempi rapidi». Posti letto Sono quelli attualmente disponibili. Ma potrebbero tornare a essere 293 Posti letto Quelli usati per il Dea più altri 6 posti per la terapia subintensiva

Molinette, Facebook al bando dopo lo scandalo

FACEBOOK è messo al bando anche dalle Molinette. Dopo la vicenda degli infermieri che hanno pubblicato sul social network le fotografie dei pazienti manipolate coni programmi di grafica e dopo l'ispezione degli uomini del garante della privacy, il direttore amministrativo ha inviato una lettera a tutti i dipendenti ricordando che l'utilizzo delweb consentito ai dipendenti è per soli scopi professionali, è cioè ammesso il traffico sui siti Internet di «interesse per l'attività istituzionale». «Nel corso dell'ispezione daparte dell'autorità del Garante per la protezione dei dati personali ú scrive Paolo Giuntaú è stato rilevato un notevole accesso ai siti "web" esterni alla rete ospedaliera». L'indagine condotta sugli ultimi tré mesi circa del 2008 hanno rivelato infatti che molto spazio di quel traffico Internet dell'azienda Molinette è stato speso su Facebook, appunto, e sui siti radiofonici delle più ascoltate emittenti nazionali. Niente «Nature» dunque o «Thè Lancet: Internationai Journal of Medicai Science» tra i primi http digitati dai dipendenti, ma socialnetworke musica, che poco si sposano con l'attività che i dipendenti sono chiamati a svolgere. Il sistema informatico di controllo non consente assolutamente di individuare ne lapersona che hanavigato su quei siti ne il computer dal quale si è navigato, ameno di vere e proprie indagini informatiche che il caso Facebook non ha assolutamente richiesto. «È il cane che si morde la coda della privacyú dice il direttore generale Giuseppe Galanzino ú: non si deve violare inserendo dati personali dei pazienti su internet, ma se l'operazione viene effettuata in forma anonimanessuno può scoprire il responsabile, perché il sistema tutela a sua volta la privacy di chi ha pubblicato». Nonostante lo scandalo che ha travolto l'ospedale nei giorni scorsi, la missione degli ispettori della privacy, l'annuncio di una possibile inchiesta penale e di una indagine della Corte dei conti, Galanzino non ha in ogni caso bloccare l'accesso a Facebook come invece è avvenuto in altri ospedali come il Cto o in altre pubbliche amministrazioni. La lettera ricorda solo quali sono le regole da rispettare e «nell'assoluta convinzione che tali disposizioni vengano rispettate anche al fine di evitare provvedimenti sanzionatori», porge i migliori saluti

Camere a sei letti, servizi insufficienti, privacy inesistente, camere operatorie troppo distanti Ospedale,
Sos per ostetricia Tivoli: aumentano i parti, ma le strutture sono fatiscenti

CATERINA CIAVARELLA Aumentano i parti, ma il reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Tivoli rimane un "incubo" sul fronte strutturale. L'anno scorso i nuovi nati nell'unità operativa complessa, che dispone di trenta posti letto, sono stati esattamente 1012, un centinaio in più di quelli registrati nel 2007. Un successo legato al la riconosciuta professionalità del personale sanitario, ma basta entrare nel reparto per scoprire una seric di carenze incredibili:: un sistema elettrico mai messo a norma, con fili che spuntano ovunquc e camerate da sei posti dove le degenti sono costrette a rinunciare a qualsiasi tipo di privacy. Nei bagni, in condizioni pessime ed in comune tra pazienti e ostetriche, "piovono" calcinacci dal soffitto, che appare scrostato in più punti e pericolante. Inagibile per lo stesso motivo anche la cucina, situata in una stanza adiacente ai servizi igienici. Allegravi criticità del reparto, rimasto più o meno quello degli anni sessanta, si debbono aggiungere le difficoltà legate alla carenza di medici ed altre ligure professionali: mancano almeno due ginecologici, degli undici specialisti attualmente in organ ico com preso i I primario, e un paio di ostetriche, necessario anche per coprire il turno notturno ora ridotto in pratica ad una sola unità. Un'emergenza, quella del personale, più volte denunciata ai vertici della AsI, che ha fatto scattare il taglio netto delle prestazioni esterne. Con una nota inviata alla dirczione generale, il primario Mario Primicerio ha comunicato, dal primo dicembre, la sospensione delle isteroscopie ambulatoriali (200, in media, quelle ef fettuate annualmente), la riduzione delle sedute per le ecografie ad una a settimana, mentre gli esami urodinamici sono ora previsti una volta ogni 15 giorni. E sono di fatto rimasti inascoltati tutti gli appelli lanciati più volte nel corso degli anni dal primario. L'ultima nota ufficiale ai vertici dell'azienda sanitaria è del novembre scorso, meno di due mesi fa. Nel documento si insiste sulla necessità della razionalizzazione dell'area travaglio, dove si concentrano anche altre attività specialistiche e di una camera operatoria adiacente alla sala parto per poter effettuare i tagli cesarei in emergenza. A causa delle notevole di- L'ingresso dell'ospedale di Tivoli: rilanciata la protesta per il reparto di ostetricia, inadeguato e sotto organico stanza tra le camere operatorie, localizzate al quinto piano dell'ala nuova del San Giovanni Evangelista, e la sala parto, posta al primo piano della parte vecchia della struttura ospedaliera, anche nei casi d'urgenza le pazienti sono costrette a transitare lungo il corridoio, "non protetto" e spesso affollato di visitatori e di utenti in attesa. Con un evidente rischio in più per le partorienti. «Il reparto di ostetricia è diventato un caso scandaloso - denuncia Vittorio lannotta, segretario della Federazione sindacati indipendenti - Ci chiediatno che fine abbia fatto il programma di ristrutturazione previsto da anni e mai iniziato. Personale e degenti vivono in una sorta di terzo mondo sanitario, ancora più grave in una divisione molto delicata, di riferimento per decine di migliala di utenti».

giovedì, gennaio 8

INTERVISTA RAI 1 - CAPORALATO INFERMIERISTICO

"Quello degli infermieri è un mercato senza controllo"

Parte 1°

Stranieri non preparati a basso costo
Parte 2°

Nessun controllo!!! ai caporali
Parte 3°

Infermiere straniero Ricattato
La testimonianza
Parte 4°

In quanti siamo ?
la Stima, sommersa degli stranieri
Parte 5°

- Traduttore - in tutte le lingue del mondo

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