La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, gennaio 21

Molinette, Facebook al bando dopo lo scandalo

FACEBOOK è messo al bando anche dalle Molinette. Dopo la vicenda degli infermieri che hanno pubblicato sul social network le fotografie dei pazienti manipolate coni programmi di grafica e dopo l'ispezione degli uomini del garante della privacy, il direttore amministrativo ha inviato una lettera a tutti i dipendenti ricordando che l'utilizzo delweb consentito ai dipendenti è per soli scopi professionali, è cioè ammesso il traffico sui siti Internet di «interesse per l'attività istituzionale». «Nel corso dell'ispezione daparte dell'autorità del Garante per la protezione dei dati personali ú scrive Paolo Giuntaú è stato rilevato un notevole accesso ai siti "web" esterni alla rete ospedaliera». L'indagine condotta sugli ultimi tré mesi circa del 2008 hanno rivelato infatti che molto spazio di quel traffico Internet dell'azienda Molinette è stato speso su Facebook, appunto, e sui siti radiofonici delle più ascoltate emittenti nazionali. Niente «Nature» dunque o «Thè Lancet: Internationai Journal of Medicai Science» tra i primi http digitati dai dipendenti, ma socialnetworke musica, che poco si sposano con l'attività che i dipendenti sono chiamati a svolgere. Il sistema informatico di controllo non consente assolutamente di individuare ne lapersona che hanavigato su quei siti ne il computer dal quale si è navigato, ameno di vere e proprie indagini informatiche che il caso Facebook non ha assolutamente richiesto. «È il cane che si morde la coda della privacyú dice il direttore generale Giuseppe Galanzino ú: non si deve violare inserendo dati personali dei pazienti su internet, ma se l'operazione viene effettuata in forma anonimanessuno può scoprire il responsabile, perché il sistema tutela a sua volta la privacy di chi ha pubblicato». Nonostante lo scandalo che ha travolto l'ospedale nei giorni scorsi, la missione degli ispettori della privacy, l'annuncio di una possibile inchiesta penale e di una indagine della Corte dei conti, Galanzino non ha in ogni caso bloccare l'accesso a Facebook come invece è avvenuto in altri ospedali come il Cto o in altre pubbliche amministrazioni. La lettera ricorda solo quali sono le regole da rispettare e «nell'assoluta convinzione che tali disposizioni vengano rispettate anche al fine di evitare provvedimenti sanzionatori», porge i migliori saluti

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