La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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lunedì, giugno 15



Sos infermieri in corsia


TARANTO - Pochi infermieri in corsia. Troppi negli uffici. E’ la denuncia del sindacato Nursing Up che ha interpellato gli organi di controllo. Il coordinatore provinciale, Raffaele Semeraro, protesta: «Nella nostra Asl non si riesce più a garantire un giusto organico per l’assistenza dei malati se non riducendo personale, aumentando il residuo ferie o annullando i riposi ai lavoratori. Ad oggi molti reparti ospedalieri sono in condizioni tali da non poter garantire ed erogare il minimo dell’assistenza ai cittadini». Il punto, spiega Semeraro, è la carenza di personale soprattutto infermieristico all’interno degli ospedali. La situazione peggiora «perché mancano le figure intermedie quali operatori socio sanitari e ausiliari e gli infermieri continuano a svolgere mansioni improprie vedendosi decurtare riposi e ferie». Al direttore generale Colasanto è stato sottoposto il caso di Castellaneta, dove gli infermieri devono saltare anche il riposo dopo il turno di notte. In attesa di risposte, il sindacato ha provveduto ad allertare l’Ispettorato del lavoro. E mentre gli infermieri vengono «spremuti come limoni» ci sono «vari coordinatori che affollano direzioni mediche e sanitarie della Asl espletando ruoli e funzioni ancora non ben chiari». Non avendo ricevuto risposte dall’Asl, il sindacato degli infermieri ha chiesto agli organi di controllo di avviare un’attività istruttoria «volta ad appurare gli eventuali elementi di responsabilità e danno soprattutto sotto il profilo del servizio reso ai fruitori delle strutture sanitarie». Strutture che «si trovano ad operare in carenza di personale che, invece di essere utilmente impiegato all’interno dei reparti, permane con la qualifica di coordinatore all’interno delle direzioni sanitarie».

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