La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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mercoledì, gennaio 30

IL DIRITTO AL RIPOSO NON SI CANCELLA!
COMUNICATO STAMPA
Abrogare la norma della Finanziaria che cancella le 11 ore di riposo per gli operatori sanitari. È quanto chiede la Federazione Nazionale Collegi Infermieri alle Istituzioni nazionali e locali
La Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri esprime la più ferma contrarietà per la norma della Finanziaria 2008 che cancella il diritto degli operatori sanitari alle 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore. La Federazione, in una lettera inviata oggi a tutte le Istituzioni nazionali e locali, ritiene che tale scelta leda il diritto dei lavoratori della sanità alla tutela della propria integrità psico-fisica e quello dei cittadini alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza. Chiede quindi il rapido superamento di una norma lesiva della dignità e della salute dei professionisti che rappresenta.
La Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri ricorda che nell’anno 2003, con l’approvazione del D.Lgs 8 aprile n. 66, veniva finalmente recepito anche nel nostro Paese quanto contenuto nelle Direttive europee 93/104/C.E. e 2000/34/C.E. che tendono a dare un assetto organico e definitivo dell’orario con l’obiettivo di fornire prescrizioni minime di miglioramento dell’organizzazione del lavoro per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
La Finanziaria 2008 ritiene, invece, che alcune delle tutele relative all’organizzazione del lavoro contenute in quelle direttive valide in tutta Europa non sono applicabili al personale del SSN, in particolare la norma che garantisce durante la giornata un periodo di riposo continuativo minimo di 11 ore (articolo 7 del D.Lgs 66/2003).
“Evidentemente – ribadisce la Presidente dei Collegi IPASVI, Annalisa Silvestro – i rischi per la salute delle persone sono secondari di fronte all’imperativo di contenere i bilanci e di continuare a risparmiare sul personale, soprattutto infermieristico, che massicciamente opera sulle 24 ore con ritmi ed orari di lavoro da più parti definiti “massacranti”.
A questo punto, secondo gli Infermieri, appaiono davvero prive di significato le firme apposte dal Governo italiano sul Trattato di Lisbona, sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e sulla recente dichiarazione congiunta “La salute in tutte le politiche”, che richiamano in più punti il diritto alla protezione della salute umana attraverso la fissazione di norme elevate di qualità e sicurezza e il diritto di ogni lavoratore ad avere una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali (Carta dei Diritti dell’U.E., art. 31, comma 2).
Roma, 14 gennaio 2008

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