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La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi

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martedì, agosto 18

Eutanasia: Infermiera Indagata a Torino Per Morte Clochard

Torino: Indagine Procura Su Sospetto Caso Di Eutanasia

(ASCA) - Roma, 18 ago - Eutanasia attiva. Questo e' il sospetto. L'ipotesi su cui lavora la procura di Torino, che ha aperto un'inchiesta ipotizzando il reato di omicidio volontario. Nel registro degli indagati e' stata iscritta un'infermiera che con un'iniezione letale avrebbe ''aiutato'' a morire un clochard 42enne che aveva tentato il suicidio e che da due settimane era ricoverato in ospedale ma senza speranza. I parenti della vittima sono stati immediatamente informati di essere ''parte lesa'' in un'indagine che si prospetta lunga e complicata. Il funerale e' stato bloccato: oggi ci saranno i primi accertamenti sul cadavere, domani sara' eseguita l'autopsia. La notizia e' stata data dal quotidiano La Stampa che sottolinea come i dubbi sulla morte del senza fissa dimora siano nati proprio all'interno dell'ospedale. La denuncia contro l'infermiera e' firmata da uno dei medici della Rianimazione che avrebbe notato qualcosa di anomalo negli ultimi minuti di vita dell'uomo. L'infermiera indagata sara' interrogata oggi in procura, ma le versioni sono discordanti. Il medico che ha fatto la segnalazione parla di una dose di calmante eccessiva. L'infermiera di una quantita' inferiore. In ogni caso nessuno le avrebbe detto di iniettare quel farmaco.

Eutanasia? Indagata un'infermiera
Torino, sospetti per morte di paziente
da. TGcom 18.08.2009

Era arrivato in ospedale a Torino il 7 agosto, in coma irreversibile dopo aver tentato il suicidio con un'overdose di oppiacei. Sandro Lepore, 42enne senza fissa dimora, non aveva speranze di sopravvivere, i medici ai genitori dell'uomo l'avevano detto chiaro e tondo. Ma il 13 agosto l'uomo è morto in circostanze molto strane. E la Procura ora ha aperto un fascicolo nei confronti di un'infermiera: il sospetto è che gli abbia praticato l'eutanasia.

A far scattare le indagini è stata la denuncia di un medico del reparto di Rianimazione, che ha avvertito sia lo stesso ospedale San Giovanni Bosco di Torino sia la Procura. Perché, a quanto pare, la morte sarebbe stata causata da un'iniezione di calmante. E così i magistrati torinesi hanno aperto un fascicolo per omicidio volontario, ipotizzando che l'infermiera abbia "aiutato" l'uomo a morire. Ma secondo il primario del reparto, Sergio Livigni, potrebbe essere tutto un abbaglio: "Ho saputo dell’indagine aperta dalla Procura - spiega il medico a La Stampa - Si parla di un calmante, una dose letale. Ma dopo aver fatto le prime verifiche mi risulta che sia stato somministrato al paziente ben due ore prima del decesso: forse è passato troppo tempo perché si possa parlare di causa-effetto".Ad ogni modo, per il momento l'infermiera, che ha ricevuto un avviso di garanzia, è stata trasferita "lontana dai pazienti"; poi l'Asl vedrà come comportarsi a seconda delle decisioni della Procura: "Le decisioni dell'Asl - spiega il direttore sanitario, Claudio Mellana, parlando a nome della direzione generale - verranno prese dopo gli sviluppi dell'inchiesta. Per il momento l'infermiera, che lavora da noi da molti anni, è stata allontanata dalla corsia".

sabato, luglio 25

BASSOLINO RIFIUTA L'INCARICO
Sacconi commissiona l'ASL della Campania

24/07/2009 17:08
Il Ministro Sacconi cerca di spiegare il commissariamento dell’ASL campana: “Era un atto dovuto. Determina la sostituzione degli organi della regione con un commissario che deve operare, insieme con il sub-commissario, sulla base delle indicazioni del
tavolo tecnico Stato-Regione per azzerare il disavanzo.” Quindi non si tratta di un'attività solo finanziaria ma di un vero e proprio processo di riorganizzazione che consentirà la produzione di servizi territoriali socio- sanitari-assistenziali più diffusi e qualificati, di ricoveri ospedalieri appropriati in strutture pubbliche e private, dotate di adeguate tecnologie e professionalità, e di una più generale razionalizzazione dei costi in un contesto di contabilità affidabile. "L'obiettivo complessivo - continua Sacconi - è in sintesi quello di azzerare il divario tra regioni che induce molti cittadini alla mobilità territoriale per cercare altrove soluzioni adeguate ai propri bisogni di salute". La gestione è stata affidata dal Consiglio dei Ministri al presidente della Regione, Antonio Bassolino. Tuttavia il governatore della Campania avrebbe deciso di rifiutare l'incarico di commissario in seguito ad una accesa riunione a Palazzo Santa Lucia sulla definizione della strategia da adottare. Bassolino, ha sempre sottolineato che il Governo doveva alla Regione un miliardo e settecentosettantasette milioni di euro per i debiti con le strutture private. Ma Bassolino ha detto: “Siamo pienamente in condizione entro fine anno di rispettare gli impegni previsti dal piano di rientro è lo Stato che deve darci quello che ci spetta”. Da qui ne è poi nato il rifiuto dell’incarico. La gestione ora sarà affidata ad un sub commissario esterno all’amministrazione regionale.

domenica, luglio 12

Settore scientifico-disciplinare Med 45:
incontro con il Ministro Gelmini



Riportiamo la notizia pubblicata anche sul sito della Federazione Nazionale IPASVI riguardante l'incontro tra A. Silvestro e G. Rocco con la ministra Gelmini
Roma, 3 luglio 2009
Prot. P-3758/III.07
Alle Associazioni Infermieristiche
Loro sedi

Richiamandosi a quanto annunciato nel Consiglio nazionale del 28 giugno, si comunica che ieri 2 luglio 2009, si è svolto, in un clima di grande cordialità e di reciproca disponibilità, l’incontro con il Ministro dell'Università Maria Stella Gelmini.
Il Ministro ha ascoltato con attenzione le buone ragioni degli infermieri per il mantenimento della specificità e autonomia del Settore scientifico-disciplinare Med 45; ha dimostrato interesse e si è impegnata a valutare la questione con il suo staff tecnico.
Il Ministro, inoltre, ha manifestato la disponibilità a incontrarci nuovamente a conclusione della valutazione tecnica che verrà attivata in tempi brevi.
Distinti saluti.
La presidente
Annalisa Silvestro

No alla soppressione del settore disciplinare
"Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche"



Riportiamo il testo del Comunicato Stampa della Federazione Nazionale IPASVI per contribuire alla sua massima diffusione (il webmaster)

La presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi, la vicepresidente della Società italiana delle Scienze infermieristiche e alcuni professori e ricercatori nelle Scienze infermieristiche hanno incontrato martedì scorso a Firenze il professore Gianfranco Gensini, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo fiorentino. All’ordine del giorno dell’incontro, che si è svolto in un clima di franco e costruttivo confronto, l’analisi di quanto il Consiglio universitario nazionale (Cun) starebbe definendo per dare riscontro a quanto previsto nel Decreto legge 180 di riforma dell’Università. Nettamente contraria all’ipotesi di sopprimere il Settore scientifico disciplinare “Scienze Infermieristiche Generali Cliniche e Pediatriche” la totalità dei presenti, che ha chiesto a Gensini di farsi interprete del profondo disagio dei 370.000 infermieri operativi in Italia e degli oltre 50.000 studenti di Infermieristica e di sostenere nelle sedi competenti la “protezione” del loro Settore scientifico disciplinare “senza interferenze e con piena autonomia”.
Il preside ha condiviso le preoccupazioni espresse sia per le pesanti ricadute che ne deriverebbero nella preparazione e per la capacità assistenziale dei futuri infermieri, sia per il mantenimento delle competenze quotidianamente utilizzate a domicilio, sul territorio e negli ospedali da chi infermiere è già. E’ fuor di dubbio, infatti, il rilevante ruolo degli infermieri per garantire risposte appropriate e peculiari ai bisogni sanitari emergenti nel Paese e pertanto il preside Gensini si è impegnato nei confronti dell’intero gruppo professionale infermieristico a sostenere nelle sedi appropriate la necessità di garantire il mantenimento della identità del settore. Solidarietà e sostegno alla causa, anche dall’assessore alla Sanità della Regione Toscana, Enrico Rossi, intervenuto sull’argomento con una propria nota stampa: “'Non condivido l'ipotesi di sopprimere dal panorama universitario il settore scientifico disciplinare delle Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche - ha scritto -. Ritengo che ciò metterebbe in seria discussione il buon andamento del Servizio sanitario regionale e nazionale''. ''Da una simile decisione - secondo l'assessore toscano – la professione infermieristica uscirebbe penalizzata proprio quando l'evoluzione della sanità pubblica la colloca al centro di nuovi e più avanzati modelli assistenziali”. Intanto, a Sanit 2009, il Forum internazionale della salute in programma a Roma fino a venerdì, durante la giornata inaugurale del 23 giugno, il convegno-dibattito sul nuovo Codice deontologico ha visto molte le personalità che si sono avvicendate sul palco, alla presenza del presidente del Collegio Ipasvi di Roma, Gennaro Rocco, e della presidente nazionale, Annalisa Silvestro. Tra queste, il vice ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, che in un accorato e applauditissimo intervento ha assunto quattro precisi impegni del Governo sulla "questione infermieristica".

giovedì, giugno 25

SANITA': FP CGIL, SI INFERMIERI IN FARMACIA MA QUESTIONE FONDI

(AGI) - Roma, 24 giu. -
La Fp Cgil, in una lettera aperta inviata oggi al Vice Ministro alla Salute Ferruccio Fazio, ha dichiarato la propria disponibilita' al confronto sul progetto di impiego degli infermieri nelle "future farmacie multiservizi". "Siamo per un potenziamento dei servizi sanitari territoriali integrati e per una ricollocazione dell'intervento ospedaliero nel suo originario contesto; siamo per una medicina d'iniziativa e non per una medicina di attesa e qualsivoglia idea di riforma che avvicina l'intervento del servizio sanitario nazionale ai cittadini ci vede ben predisposti". La Fp Cgil concentra pero' l'attenzione sugli aspetti "che riguardano la natura di questo impegno (pubblico/privato accreditato/privato puro), il contesto organizzativo e di relazione fra soggetti che ugualmente concorrono alla realizzazione dello stesso mandato (medici di famiglia, ASL, servizi territoriali, farmacie), la questione delle risorse e dei diritti del lavoro. Su questi ultimi aspetti - sottolinea il sindacato in una nota - in particolar modo, abbiamo posto all'On. Fazio l'incongruita' di tale progetto con l'attuale orientamento che vede lo stesso Ministero della Salute (ex o nuovo che sia) elaborare annualmente attivita' di programmazione del fabbisogno per le professionalita' sanitarie ben al di sotto delle aspettative e dei bisogni del servizio sanitario nazionale: gia' oggi gli infermieri sono in carenza rispetto alle esigenze di organico di ospedali e servizi territoriali. Sulla questione dei diritti del lavoro evidenziamo come sia dirimente, per noi, l'opzione contrattuale alla quale fare riferimento per queste nuove particolari condizioni di impiego. Gia' oggi circa 140.000 infermieri della sanita' privata sono sottoposti ad un dumping salariale che li vede retribuiti, a parita' di condizione e per le medesime prestazioni garantite dal servizio sanitario nazionale , il 25-30% in meno dei loro colleghi degli ospedali e dei servizi territoriali e cio' nel silenzio totale del Governo Nazionale e di quelli Regionali. La condizione pregiudizievole a qualsivoglia dibattito e' che non si concorra a realizzare una terza fascia di professionisti delle scienze infermieristiche senza diritti, senza contratti e con retribuzioni ancor piu' basse di quelli del privato accreditato". (AGI) Red/Pgi

L' annuncio di Fazio
«Infermieri in farmacia per prelievi e iniezioni»
Corriere della sera

MILANO - Una iniezione, la medicazione di una ferita difficile, il prelievo del sangue. E poi ancora la prenotazione di una visita, il ritiro di un referto medico. Sono le nuove prestazioni che potranno arrivare in farmacia a breve attraverso nuove disposizioni che regoleranno il servizio nelle farmacie italiane. L' annuncio è del viceministro Ferruccio Fazio. Ma ai medici di famiglia della Fimmg il progetto non piace. Per Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg, il maggiore sindacato della medicina di base, sarebbe «decisamente meglio se queste risorse venissero utilizzate negli studi medici dove ci sono precisi progetti di continuità assistenziale da portare avanti e dove queste figure potrebbero intervenire sotto la diretta responsabilità dei camici bianchi». Il progetto, però, trova d' accordo sia i farmacisti che gli infermieri, anche se restano da chiarire alcuni importanti passaggi organizzativi: da chi dipenderà l' infermiere e poi come organizzare gli spazi in farmacia dedicati a questi nuovi compiti. E poi bisognerà superare un divieto disposto da una normativa del 1934 che, ha spiegato Fazio, vieta la coesistenza di due figure professionali all' interno della farmacia. Un divieto nato per evitare che ad esempio nelle farmacie non ci potesse essere un medico che prescriveva i farmaci venduti nello spazio che lo ospitava.

L'annuncio del viceministro al Sanit 2009
FAZIO, INFERMIERI NELLE FARMACIE; MEDICI PERPLESSI

(AGI) - Roma, 23 giu. - Infermieri nelle farmacie per analisi del sangue, controllo della pressione, distribuzione di referti, campagne di prevenzione. E' la novita' annunciata oggi al Sanit dal viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, che verra' inserita al ddl di riforma delle farmacie all'esame del Senato. "Una normativa del 1934 - ha detto Fazio - vieta la coesistenza di due figure professionali all'interno della farmacia. Ma questo ostacolo, sara' rimosso con un emendamento messo a punto in accordo con il ministero dell'Economia. Una cosa che faremo al piu' presto". Perplessi i medici di famiglia: "Pensiamo che la presenza degli infermieri nelle farmacie non rappresenti una priorita' in questo momento", spiega il segretario della Fimmg Giacomo Milillo. Prioritaria semmai e' la riforma dell'assistenza primaria, che "valorizzi la figura dell'infermiere, essenziale negli ospedali, sul territorio nella cura ai malati cronici, ma anche negli studi dei medici, attraverso un percorso formativo importante. Fino a oggi - ricorda infatti Milillo - meno del 10 per cento degli studi medici hanno infermieri. Occorre disegnare un percorso di assistenza primaria con medici di medicina generale, il collaboratore di studio e l'infermiere".





Fimmg, ok infermieri in farmacia
articolo DoctorNews 33 il quoditiano web del medico
del 25 giugno 2009 - Anno 7, Numero 114

Nessuna posizione pregiudiziale dai medici di famiglia della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) sugli infermieri in farmacia. Ma i camici bianchi chiedono, però, che questa presenza non sia alternativa a quella ormai irrinunciabile negli studi dell'assistenza primaria

La Fimmg chiede anche che si investa, non interrompendo un percorso già iniziato da qualche anno, sulla formazione dell'infermiere sia rispetto alle cure domiciliari per malattie croniche e disabilità sia alla 'medicina d'iniziativa' promossa negli studi del medico di famiglia. Giacomo Milillo, segretario generale Fimmg - che ieri mattina a Roma ha incontrato Ferruccio Fazio per discutere dell'argomento - chiarisce così la posizione del maggior sindacato di categoria, all'indomani dell'annuncio dello stesso viceministro della Salute sull'impiego in farmacia degli infermieri per controllo della pressione, distribuzione referti, campagne di prevenzione e altro. Durante l'incontro di questa mattina Milillo ha spiegato che la Fimmg non ha alcuna intenzione di interferire sul Ddl di riforma delle farmacie all'esame del Senato e ha ricevuto rassicurazioni sul coinvolgimento di medici, farmacisti e infermieri. "Il sindacato è tuttavia impegnato - ha detto Milillo - nel ridisegnare l'area dell'assistenza primaria partendo proprio da una riorganizzazione degli studi medici che risponda appieno ai bisogni dei cittadini. In questo percorso vanno rispettate le priorità di impiego delle risorse nel Servizio sanitario nazionale". Del resto, secondo Milillo, la figura dell'infermiere e del collaboratore di studio, accanto al medico di famiglia, costituisce l'elemento essenziale di quel modello di cure sul territorio, 'disegnato' anche dall'ipotesi di Accordo collettivo nazionale per l'assistenza primaria siglato di recente. "Fino a oggi però - ricorda Milillo - meno del 10% degli studi medici può contare sulla presenza di infermieri".

giovedì, giugno 18



Andiamo tutti a votare


Ho un sunto del testo informativo per il referendum del 21-22 giugno, vorrei unire le persone (migliaia) che sostengono Informazione Libera per una distribuzione nel proprio quartiere del volantino che informerebbe la gente sulle modalità di voto, visto che fino ad oggi ho sentito tante di quelle castronerie e notizie false!!

Se ciascuno stampasse 20 o 30 volantini e li distribuisse nel proprio paese sarebbe già un grossissimo passo avanti, vorrebbe dire dar veramente voce all'informazione libera e prendere in mano le redini del nostro destino, perché internet è un grande palco, ma sbattersi nella vita reale farebbe prendere più coscienza di sè alle persone, siccome non ho un seguito come il vostro chiedo aiuto ed una risposta, grazie mille Giovanni.


VOTA CON COSCIENZA

1 - scheda di colore VIOLA (premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati)


Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

Votando NO si lascia invariata la legge attuale.


2 - scheda di colore BEIGE (premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica)
Votando SI si approva la modifica alla legge elettorale attuale nella parte in cui assegna il premio di maggioranza al Senato della Repubblica, che verrebbe assegnato alla lista con più voti e non più, come ora, alla coalizione di partiti con più voti.

Votando NO si lascia invariata la legge attuale.


3- scheda di colore VERDE (abolizione delle candidature multiple)
Votando SI si vieta a qualsiasi candidato di essere presente su più circoscrizioni e si obbliga ognuno a scegliere in quale collegio/sezione elettorale candidarsi.

Votando NO si lascia invariata la legge attuale.


Referendum, istruzioni per l’uso


Guida per studenti (e non) alla consultazione referendaria di domenica 21 Giugno a cura del prof. Eugenio Donadoni

SI o NO: questo è il problema

Il referendum consiste in una domanda con la quale si chiede all'elettore se è favorevole o contrario all'abrogazione della legge tal dei tali. Alla domanda si deve rispondere con un Sì o con un No. Non è fuori luogo sottolineare il significato delle due risposte. Risponde Sì non chi è favorevole al mantenimento della legge, ma chi ne vuole l'abrogazione. Risponde No, non chi è contrario alla legge, bensì chi è contrario alla sua abrogazione.


In pratica come si vota?


Sulla scheda c'è una domanda. In fondo alla scheda ci sono un SI e un NO.

Si vota tracciando un contrassegno o sul SI o sul NO.


Il numero dei votanti influisce sull'esito del referendum?


Influisce in modo decisivo. Nel caso che non si rechi a votare la metà più uno degli aventi diritto al voto, anche se prevalessero i SI, il referendum non verrà ritenuto valido. Questo caso si è verificato recentemente per tutti i referendum del 1997 e per quello del 1999.


Quando si intende approvato un referendum?


Si intende approvato quando, previa la partecipazione al voto della maggioranza degli elettori, i SI prevalgono sui NO. Anche per un voto solo.


Come influiscono sull'esito del referendum le schede bianche o nulle?


Contribuiscono solo a rendere valido il referendum, in quanto si tratta di elettori che si sono recati a votare. Poi vengono messe da parte e la partita si gioca solo fra quelli che hanno votato SI e quelli che hanno votato NO.


Scegli le schede, è un tuo diritto


É verosimile che l'elettore che si presenterà al seggio si vedrà offrire dal presidente del seggio tutte e TRE le schede referendarie. Tuttavia è bene che si sappia che è facoltà dell'elettore di accettare solo una o più delle schede e di rifiutare le altre. Naturalmente chi rifiuta una scheda intende in tal modo far mancare a quel referendum la maggioranza dei votanti con il fine di farlo annullare.


NON TOCCARE LA SCHEDA


(se si tocca la scheda viene contata come nulla e quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza);


ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA


(dopo vidimata), dicendo: “rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!”;pretendere che venga VERBALIZZATO IL RIFIUTO della scheda; esercitare, se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo: ‘le province vanno abolite’ – oppure: ‘nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta’) (d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104) così facendo non voterete, ed eviterete che il voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.


Buon voto!

lunedì, giugno 15

Omaggio a Catello Mari

Vicenda Facebook: oggi l'infermiera ascoltata dall'Ipasvi

Aveva pubblicato le immagini dei pazienti sul social network
Jennifer Millia, l'infermiera goriziana accusata di aver scaricato su Facebnook foto di malati, sarà ascoltata oggi dal consiglio direttivo dell'Ipasvi. La donna ha dato, al riguardo, la massima disponibilità. «Sul fatto sappiamo finora quel che è stato scritto sui giornali e quanto si è appreso dal tam tam ospedaliero, osserva il presidente provinciale dell'Ipasvi Mario Schiavon, ma è naturale che prima di avviare un procedimento disciplinare (che può comportare sanzioni che vanno dalla censura alla radiazione dall'albo, ndr) si debba sentire la diretta interessata. Il direttivo ha condannato il fatto in sé, poiché sono stati violati principi etici sui quali non si può soprassedere, ma non può condannare la persona prima di essere in possesso di tutti gli elementi sulla vicenda, in merito alla quale è in corso un procedimento da parte della magistratura udinese». La vicenda della pubblicazione su Facebook di alcune foto di pazienti del reparto di terapia intensiva di Udine sarà affrontata giovedì dalla terza Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Lo ha reso noto il vicepresidente della Commissione, Sergio Lupieri (Pd). Ad essere convocata sarà la dirigenza dell'Azienda mista ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia. Jennifer Millia, l'infermiera ventinovenne responsabile della pubblicazione delle immagini sul web è indagata dalla Procura della Repubblica di Udine. Sulla vicenda sono inoltre in corso un'indagine interna da parte dell'Azienda ospedaliera udinese e dell'Ordine degli infermieri friulano.



Sos infermieri in corsia


TARANTO - Pochi infermieri in corsia. Troppi negli uffici. E’ la denuncia del sindacato Nursing Up che ha interpellato gli organi di controllo. Il coordinatore provinciale, Raffaele Semeraro, protesta: «Nella nostra Asl non si riesce più a garantire un giusto organico per l’assistenza dei malati se non riducendo personale, aumentando il residuo ferie o annullando i riposi ai lavoratori. Ad oggi molti reparti ospedalieri sono in condizioni tali da non poter garantire ed erogare il minimo dell’assistenza ai cittadini». Il punto, spiega Semeraro, è la carenza di personale soprattutto infermieristico all’interno degli ospedali. La situazione peggiora «perché mancano le figure intermedie quali operatori socio sanitari e ausiliari e gli infermieri continuano a svolgere mansioni improprie vedendosi decurtare riposi e ferie». Al direttore generale Colasanto è stato sottoposto il caso di Castellaneta, dove gli infermieri devono saltare anche il riposo dopo il turno di notte. In attesa di risposte, il sindacato ha provveduto ad allertare l’Ispettorato del lavoro. E mentre gli infermieri vengono «spremuti come limoni» ci sono «vari coordinatori che affollano direzioni mediche e sanitarie della Asl espletando ruoli e funzioni ancora non ben chiari». Non avendo ricevuto risposte dall’Asl, il sindacato degli infermieri ha chiesto agli organi di controllo di avviare un’attività istruttoria «volta ad appurare gli eventuali elementi di responsabilità e danno soprattutto sotto il profilo del servizio reso ai fruitori delle strutture sanitarie». Strutture che «si trovano ad operare in carenza di personale che, invece di essere utilmente impiegato all’interno dei reparti, permane con la qualifica di coordinatore all’interno delle direzioni sanitarie».

domenica, giugno 14


II gel-detective della prevenzione scopre chi non si lava bene le mani

CORRIERE DELLA SERA
LA PROFESSIONE

Infezioni

II gel-detective della prevenzione scopre chi non si lava bene le mani
II rubinetto dell'acqua gocciola appena, le mani passano sotto in un secondo, un'asciugatina sommaria. Pensate di esservi lavati le mani, ma vi sbagliate
di grosso. E c'è chi vi può smascherare: in Gran Bretagna la Società di microbiologia generale ha appena inventato un gel che scopre gli sporcaccioni. Basta spalmare un po' di gel sulle mani, lavarle e guardarle sotto una lampada a raggi ultravioletti.
Le zone trascurate dal lavaggio (spesso gli spazi fra le dita o sotto le unghie, dicono gli inglesi) si colorano di un bei verde brillante. Un giochino per far divertire i bambini? Tutt'altro: con l'Organizzazione mondiale della sanità che ha appena portato al massimo il livello di allarme per l'influenza A, dichiarando
lo stato di pandemia, ricordare che lavarsi bene le mani è una faccenda seria non è tempo perso. «Un corretto lavaggio delle mani è il sistema di prevenzione delle infezioni, influenza A compresa, più efficace e sicuro:perciò bisogna farlo bene e spesso spiega Augusto Pana, del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Tor Vergata di Roma . Quasi tutti credono di sapersi pulire a dovere ma, come dimostra il gel degli inglesi, la maggior parte di noi "dimentica" qualcosa.
Non a caso in ospedale facciamo corsi periodici per medici e infermieri, con tanto di filmini e diapositive che spiegano come lavare le mani correttamente». Insomma, quasi materia da corso universitario. O dell'asilo:un gruppo di ricercatori di Tei Aviv (guidati da una scienziata-manuna stufa di avere
i figli sempre malaticci) ha ideato un programma per insegnare ai bambini delle materne le regole per mani davvero pulite.
m poco tempo, grazie a giochi e mini-esperimenti che mostrano ai bimbi gli "animaletti" rimasti sulle mani dopo un lavaggio non accurato, la quota di piccoli esperti nella pulizia è triplicata.

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