La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi
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sabato, luglio 19
Infermieri, un sito che racconta la professioneLa Repubblica Salute del 17/07/2008 N.589 - 17 LUGLIO 2008 p. 46
IPASVI - Federazione Nazionale Collegi Infermieri http://www.ipasvi.it/
Sono oltre 360.000 gli infermieri italiani che ogni giorno, in ospedale, in ambulanza, al pronto soccorso o nell'assistenza domiciliare, si prendono cura della salute di tutti. Un piccolo esercito di persone la cui professione "trova il suo significato più originale e autentico nel servizio all'uomo". Non a caso, lo slogan della giornata internazionale a loro dedicata è stato quest'anno "Infermiere: una storia che racconta milioni di vite". Nel sito della Federazione dei Collegi IPASVI, l'organismo che li rappresenta a livello nazionale, si possono ripercorrere le principali tappe della storia di questa sempre più articolata e nevralgica professione: il cammino compiuto negli ultimi 50 anni ha portato al pieno riconoscimento dell'infermiere come professionista intellettuale competente, autonomo e responsabile, che eroga al cittadino prestazioni di elevata complessità assistenziale. Lo testimonia il percorso formativo, ormai esclusivamente universitario, che comprende, dopo la laurea, master e dottorati di ricerca. Oltre a notizie societarie, storiche, di attualità e relative alla formazione, segnaliamo dal sito il video "Infermieri italiani: una risorsa per la Sanità". (A cura de II Pensiero Scientifico Editore www.pensiew.it)
Sala infetta,paziente operato muoreCalabria, ospedale:"ferri non sterili"
Entrato in ospedale per un ematoma alla testa, sarebbe morto in seguito a un'infezione dovuta alla mancata sterilizzazione di alcuni ferri operatori: è quanto denunciato dai parenti di un autotrasportatore reggino deceduto nei giorni scorsi all'ospedale Riuniti di Reggio Calabria. La direzione sanitaria della struttura ha reso noto, dopo aver ammesso la presenza del batterio, di aver chiuso la sala operatoria.
Gli episodi accertati dovuto a uno strumento che è stato sostituito con uno nuovo, riguardano sette pazienti: uno è morto, quattro sono tuttora degenti e in via di guarigione e due sono guariti e sono stati dimessi. Il batterio è stato individuato dopo un'ispezione.Una storia sulla quale i figli di Francesco Ficara ora vogliono vederci chiaro, tanto da rivolgersi a un'avvocato che, a nome della famiglia, ha formalmente presentato una denuncia penale nella quale si chiede alla magistratura reggina di verificare se "sussistono gravi ipotesi di responsabilità a carico dei sanitari della struttura ospedaliera in oggetto", e "soprattutto sussista una condizione di assoluta inadeguatezza della stessa ed anzi un immanente rischio che, laddove la struttura medesima (sia nella componente umana che nella componente strutturale) dovesse continuare ad operare, si compromettano altre vite umane".Per quanto riguarda il caso del paziente deceduto, la direzione sanitaria ha precisato che l'uomo, "affetto da severe patologie concomitanti, è stato più volte dimesso su sua richiesta e contro il parere dei sanitari, ma questo non coincide con quanto dichiarato dai familiari del defunto"."Le condizioni cliniche del paziente e della ferita chirurgica - dice ancora la nota della direzione sanitaria - sono state valutate al domicilio del paziente da uno specialsta neurochirurgo e l'esame microbiologico della ferita, effettuato l'8 luglio scorso, non ha presentato segni di infezione".
lunedì, luglio 14
Alla Asl la protesta di un gruppo di dipendenti: "Solo per i dottori indicata l'identità per intero"
Ruba in ospedale e aggredisce infermiere
La Repubblica del 14/07/2008 ed. Roma p. 02
RUBAVA nei reparti del Sant'Eugenio e, quando è stato sorpreso da un infermiere, ha tentato di strappargli il telefonino e di dileguarsi. il Sanitario ha reagito e tra i due è divampata una furiosa zuffa a calci e pugni. In manette, grazie all'intervento di due agenti liberi dal servizio, è finito un romeno di 22 anni, Petru L.
L'infermiere ne avrà per 5 giorni.
venerdì, luglio 11
Infermieri, lavoratori discriminati
Il Gazzettino del 10/07/2008 ed. VICENZA p. II
Decine di iscritti si sono rivolti al proprio sindacato di categoria contro il decreto Brunetta.
Non sono pochi, infatti, gli infermieri vicentini che, non conoscendo le nuove disposizioni, entrate in vigore il giorno stesso della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non si sono fatti trovare dal controllo fiscale della malattia. Ma non è tutto. A complicare le cose si aggiunge un'ulteriore disposizione, che prevede che «nell'ipotesi di malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare, il lavoratore debba presentare esclusivamente certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. Fortunatamente è giunto un chiarimento del ministero, che ha chiarito che i medici di famiglia sono autorizzati a redigere queste certificazioni».
Il segretario Andrea Bottega inveisce anche contro questa disposizione, ma soprattutto riflette sulle modalità del pagamento della malattia: «La norma potrebbe subire degli emendamenti prima di diventare legge, ma certamente sta creando non poca confusione, costringendo le organizzazioni come la nostra ad improvvisare delle interpretazioni. Non si sa ancora, ad esempio, chi sia preposto a rilasciare la certificazione per la malattia che si protrae oltre i dieci giorni. Assurda appare la modalità di pagamento della malattia: nei primi dieci giorni di assenza, infatti, è corrisposto il trattamento economico fondamentale, con esclusione di ogni indennità o emolumento accessorio».
Kafkiano, infine, appare il fatto che i soldi risparmiati vadano a risanare i bilanci delle aziende pubbliche. «Dal testo del decreto», conclude il segretario Andrea Bottega, «sembra che i risparmi derivanti dalla assenze per malattia, essendo pagato soltanto il trattamento economico fondamentale, vadano a bilancio dell'azienda ospedaliera, quindi i dipendenti in malattia contribuiscono a risanare il bilancio delle strutture pubbliche».
Matteo Crestani
mercoledì, luglio 9
Guerra tra infermiere in corsia
Sotto processo in otto accusate di diffamazione
Otto infermiere sono state rinviate a giudizio per diffamazione dopo la denuncia di un'ostetrica. Avrebbero scritto una lettera ai vertici Asl e al sindacato in cui il suo operato era stato attaccato con toni, a detta dell'ostetrica, decisamente pesanti.Dal reparto ostetricia all'aula di tribunale con l'accusa di diffamazione. Non gradivano la presenza della collega ostetrica e non lo nascondevano.Un clima di insoddisfazione e tensione tra le culle dei neonati, che un gruppo di infermiere ha pensato di mettere nero su bianco in una lettera inviata a vertici della Asl e sindacati. Una lunga missiva datata luglio 2005 in cui le infermiere denunciavano, con toni più o meno pesanti, una condizione di disagio nell'ambiente di lavoro mettendo persino in discussione la professionalità dell'ostetrica.
Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (DL 112/2008 Art.71)1.
Per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei primi dieci giorni di assenza e' corrisposto il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Resta fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. I risparmi derivanti dall'applicazione del presente comma costituiscono economie di bilancio per le amministrazioni dello Stato e concorrono per gli enti diversi dalle amministrazioni statali al miglioramento dei saldi di bilancio. Tali somme non possono essere utilizzate per incrementare i fondi per la contrattazione integrativa.
2. Nell'ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell'anno solare l'assenza viene giustificata esclusivamente mediante presentazione di certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica. (Rivisto poi in seguito:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/07/assenteismo-lenta.shtml?uuid=aa18cc42-4cbc-11dd-98af-1acbd198dd82&DocRulesView=Libero&fromSearch)
3. L'Amministrazione dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno, tenuto conto delle esigenze funzionali e organizzative. Le fasce orarie di reperibilità del lavoratore, entro le quali devono essere effettuate le visite mediche di controllo, e' dalle ore 8.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14 alle ore 20.00 di tutti i giorni, compresi i non lavorativi e i festivi.
4. La contrattazione collettiva ovvero le specifiche normative di settore, fermi restando i limiti massimi delle assenze per permesso retribuito previsti dalla normativa vigente, definiscono i termini e le modalità di fruizione delle stesse, con l'obbligo di stabilire una quantificazione esclusivamente ad ore delle tipologie di permesso retribuito, per le quali la legge, i regolamenti, i contratti collettivi o gli accordi sindacali prevedano una fruizione alternativa in ore o in giorni. Nel caso di fruizione dell'intera giornata lavorativa, l'incidenza dell'assenza sul monte ore a disposizione del dipendente, per ciascuna tipologia, viene computata con riferimento all'orario di lavoro che il medesimo avrebbe dovuto osservare nella giornata di assenza.
5. Le assenze dal servizio dei dipendenti di cui al comma 1 non sono equiparate alla presenza in servizio ai fini della distribuzione delle somme dei fondi per la contrattazione integrativa. Fanno eccezione le assenze per congedo di maternità, compresa l'interdizione anticipata dal lavoro, e per congedo di paternità, le assenze dovute alla fruizione di permessi per lutto, per citazione a testimoniare e per l'espletamento delle funzioni di giudice popolare, nonché le assenze previste dall'articolo 4, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, e per i soli dipendenti portatori di handicap grave, i permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104.
6. Le disposizioni del presente articolo costituiscono norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.
martedì, luglio 8
Un Omaggio a Federica
lunedì, luglio 7
Il Tempo del 07/07/2008 p. 1
LATINA Tre infermiere e una dottoressa del turno di notte aggredite ieri al pronto soccorso. Un 19enne di Aprilia è arrivato al «Goretti» per un malessere. Era ubriaco e, quando il medico e gli operatori gli si sono avvicinati, non ha esitato a scagliarsi loro contro. Calci e pugni contro le malcapitate che sono riuscite a chiamare la Polizia. Una volante si è precipitata al «Goretti». Bloccato, il giovane è stato denunciato per lesioni e interruzione di pubblico servizio. Le donne sono si sono fatte refertare e torneranno a lavoro nei prossimi giorni. «Già due anni fa è accaduto un fatto simile - ha dichiarato un infermiere. Sono stato aggredito da un ubriaco e ho spiegato al direttore generale, il dottor Setti, che abbiamo bisogno di un poliziotto fisso».
Romano (Fials-Confsal): «Quando si apre la stagione estiva gli organici si riducono drasticamente»La sanità romana chiude per ferie. E quando non chiude riduce del 50 per cento almeno l'assistenza. Il numero di infermieri chiamati ad affiancare i medici è infatti tanto esiguo da non consentire l'erogazione di certe prestazioni. Ricoveri compresi. È quanto risulta da un'analisi effettuata dalla Fials Confsal sull'organico infermieristico in servizio. Stando ai numeri rilevati dai medici competenti nel Lazio mancherebbero al contingente base necessario per erogare i servizi sufficienti a una popolazione di 5milioni e 200mila persone, 4600 infermieri in più rispetto ai 33 mila gli iscritti all'albo, dei quali 24mila nella capitale. Vale a dire che la sanità della capitale vanta 4 infermieri ogni 1000 abitanti. Si fa per dire perché un vanto proprio non è visto che «la media europea dà indicazioni per una proporzione efficace di 7 infermieri ogni mille abitanti e la media italiana è di 5 ogni mille», spiega il segretario regionale degli autonomi Gianni Romano. Che poi lancia l'allarme stagionale: «Quando si apre la stagione delle ferie i numeri precipitano. Quest'anno il problema s'è presentato già a luglio. Negli anni precedenti la chiusura dei reparti e il trasferimento dei pazienti avveniva per agosto». Il riferimento è al Policlinico Umberto I dove per luglio sono stati tagliati 360 posti letto mentre, per agosto, se ne aggiungeranno altri 80. La situazione non è migliore in altri ospedali. «Al Santo Spirito, che fa capo all'Asl Roma E, se i medici strutturati in servizio risultano 605 gli infermieri sono 807 quando nel 2006 se ne contavano 950. Ossia 143 in più. Questo significa che non viene neppure rispettato il rapporto minino di 1 medico per 3 infermieri come ogni manuale insegna. Certo è che con i turni di ferie l'assistenza si metterà male». A rincarare la dose sui deficit gestionali dell'Asl Roma E ci si mette pure il dirigente territoriale della Fials Medici Luigi Cignarella che specifica «la mancanza cronica di anestesisti già a stagione piena. Figuriamoci d'estate. Per cui potrebbe essere inevitabile che tutti gli intereventi non reputati di urgenza, saranno rinviati a settembre». Ma a questo punto non può che saltare agli occhi l'ennesima contraddizione: sbirciando gli ultimi atti del manager Pietro Grasso si nota che se viene aperta la ricerca di personale questa non riguarda né anestesisti né infermieri Per concludere il quadretto dell'offerta assistenziale estiva dobbiamo annoverare un'altra certezza. Quella sugli ambulatori specialistici in capo ad Asl e aziende ospedaliere pubbliche. Ad agosto sono previste riduzioni sull'orario di apertura che, per bene che andrà, sarà fino alle 14. Sabato escluso chiaramente.
Il Messaggero del 06/07/2008 ed. ANCONA p. 36
«Lavoravo all'ospedale regionale di Torrette ma la disorganizzazione e le troppe ore di servizio che non mi venivano riconosciute come straordinario mi hanno portato a chiedere il trasferimento. Peccato perché nelle Marche mi sarebbe piaciuto mettere su famiglia». A parlare è Giuseppe Giampietro, 36 anni, infermiere professionista originario della Puglia che 3 anni fa ha fatto la scelta di tornarsene a casa a malincuore lasciando il lavoro ad Ancona per un posto all'ospedale di Foggia. La sua testimonianza, come iscritto al Nursind, arriva dopo la denuncia del sindacato infermieri. Vale a dire una carenza di organico a Torrette che si ripercuote negativamente sugli operatori sanitari chiamati a fare doppi turni, a saltare riposi e ferie. Una situazione sottolineata nei giorni scorsi anche dalla Cgil che in un panorama più generale aveva criticato il sistema sanitario e la direzione dell'azienda «Sono uno di tanti - continua Giampietro - che alla lunga si è stancato di prestare servizio in un clima poco sereno per un'attività che richiede invece la massima tranquillità perché non possiamo e dobbiamo fare errori»
.M.V.
sabato, luglio 5
L'ospedale San Filippo Neri
Piange, Claudio. "Non avrei mai creduto di poter essere io una vittima della malasanità. Quello che è successo è di una gravità assurda: lo sapevano che era allergico. Dovevano saperlo. Lo hanno ucciso loro. In una maniera brutale". E la famiglia della vittima è stata immediatamente contattata dal medico di turno che si è assunto la responsabilità di quanto è successo. "Sono stato io a somministrare quell'antibiotico", ha detto il medico. Che, secondo il figlio della vittima, avrebbe aggiunto: "Ma tanto suo padre sarebbe morto comunque". Una frase che ha aggravato il dolore della famiglia. "Forse un giorno sarebbe morto per questo tumore. Ma non oggi e non così. Anche se avesse avuto ancora solo tre mesi, io avrei voluto viverli. E invece gli hanno praticato un'eutanasia involontaria". Oggi i parenti denunceranno l'ospedale.
mercoledì, luglio 2
Usa, 49enne rimane a terra per un'ora
Incredibile episodio di indifferenza nell'ospedale psichiatrico "Kings County", a Brooklyn. Una 49enne con problemi mentali è morta nella sala d'aspetto del centro medico senza che nessuno le prestasse soccorso. Per oltre un'ora la paziente è rimasta sdraiata per terra, riversa a faccia in giù, nella totale indifferenza del pesonale in servizio e degli altri degenti. La scena è stata ripresa da una telecamera del circuito di sorveglianza.
Alla donna, accompagnata nel centro giovedì mattina con evidenti segni di squilibrio, è stato prima somministrato un blando tranquillante, poi i sanitari l'hanno completamente abbandonata al suo destino. Pochi minuti dopo il ricovero, la 49enne si è accasciata al suolo della sala d'aspetto tra l'indifferenza degli infermieri e delle persone presenti. Alla scena hanno assistito alcuni infermieri e altri pazienti, ma nessuno si è nemmeno avvicinato alla donna che per diversi minuti si dimena e si lamenta a terra. Soltanto dopo oltre un'ora, come testimoniano le immagini riprese dal circuito interno, il personale dell'ospedale ha deciso di verificare le condizioni della degente, tentando di rianimarla senza alcun esito. Sulla donna verrà eseguita l'autopsia, per chiarire le cause del decesso. Le immagini sono state consegnate al Dipartimento di Giustizia ed è stata aperta un'inchiesta per maltrattamento e abuso di pazienti.
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