La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi
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giovedì, febbraio 28
lunedì, febbraio 18
Rinvio, al primo gennaio 2009, dell'abolizione del diritto alle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 oreIl rinvio, al primo gennaio 2009, dell'abolizione del diritto alle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore per il personale sanitario, grazie alla definitiva approvazione del milleproroghe ieri al Senato, "rappresenta un primo risultato positivo" della vertenza portata avanti dai sindacati di categoria. Lo afferma Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici, commentando il rinvio della misura prevista in Finanziaria 2008, tanto temuta e osteggiata da camici bianchi e operatori sanitari. "Adesso la questione del diritto al riposo, sancito dal decreto legislativo 66/2003 in ottemperanza delle direttive europee - sottolinea Cozza - va affrontata nel contratto, al quale la normativa vigente deroga la materia". La Fp Cgil medici si è "sempre coerentemente battuta per la qualità del lavoro dei medici e dei veterinari nella sanità pubblica. E si impegnerà nel tavolo delle trattative all'Aran affinchè nel contratto 2006-2009, possa essere affermato il diritto al riposo, troppo spesso non rispettato negli ospedali, anche contro la volontà del medico".
Carenza di personale e super-lavoro metteranno in ginocchio il personale ospedaliero. Nel momento forse più delicato per la sanità, a dare l’ennesimo colpo al sistema italiano, ma anche più voce agli operatori, arrivano i dati di una ricerca Inail che riguardano gli infortuni del personale medico, infermieristico ed ausiliario. Un infermiere su tre è costretto a usare psicofarmaci per resistere alla fatica, con i rischi che ne derivano per la sua, ma anche per la salute dei pazienti. Due su cinque, tra medici, infermieri e ausiliari si sono infortunati in ospedale: donne nel 70 % dei casi.Tende a salire anche il numero delle aggressioni, specie nei Pronto soccorso, dove i tempi d’attesa, per pazienti e parenti, sono lunghissimi ed estenuanti. Gli infortuni sono in continuo aumento e i tipi di infortuni che si registrano alla colonna vertebrale e ai tendini sono causati proprio dal super-lavoro: tantissime infermiere, infatti, dopo qualche anno di servizio, sono costrette ad interventi chirurgici al tendine del polso. Agli infortuni in corsia si aggiungono, poi, quelli in itinere. In che senso? Non sono rari i casi di infermieri che, usciti dal lavoro dopo due o tre turni massacranti, hanno degli incidenti stradali. I numeri sono in continua crescita, anche se non si hanno dati certi, perché in tanti non denunciano il fatto.
Proprio in extremis, il Governo uscente ha reso esecutiva con un apposito Dpcm l’intesa Stato-Regioni del novembre scorso sull’istituzione della dirigenza unica per tutte le professioni sanitarie. Finora, infatti, ciascuna Regione aveva proceduto autonomamente, e in maniera difforme. Per questo motivo, il ministero della Salute ha messo a punto il provvedimento relativo alla normativa concorsuale per l'accesso alla qualifica unica di dirigente delle professioni sanitarie, fissando requisiti, modalità di svolgimento delle prove e punteggi. Le leggi di riferimento restano la 251/2000 e la 43/2006.Per diventare dirigenti sarà necessaria la laurea specialistica e 5 anni di servizio effettivo nella professionalità per la quale si vuole essere dirigenti nei livelli D e Ds del comparto, o anche in qualifiche corrispondenti di altre pubbliche amministrazioni. Ribadita l'obbligatorietà dell’iscrizione all’albo professionale. Per ottenere la qualifica bisognerà comunque superare una prova scritta sugli argomenti che riguardano la funzione, una prova pratica e un colloquio orale sulla materie indicate dal bando. La commissione esaminatrice (nominata dal direttore generale della azienda Usl o dell’azienda ospedaliera) potrà assegnare ai candidati cento punti complessivi, così ripartiti: 20 per titoli e 80 per le prove d’esame. Tra i titoli, contano di più: anni di servizio in ruoli dirigenziali, specializzazioni, titoli universitari.Clicca qui per scaricare in formato pdf il testo integrale del decreto approvato dal Consiglio dei ministri.
Onorevole Ministro Livia Turco, RISPETTI GLI IMPEGNI!
Mancano così pochi giorni che potremmo già definitivamente chiudere il dibattito.
Quale credibilità in chi si è impegnato PER BEN DUE VOLTE ad agire la delega del Parlamento all'istituzione degli ORDINI DELLE PROFESSIONI SANITARIE?
Gli impegni assunti dal ministro della Salute, la Senatrice Livia Turco, che stanno per essere disattesi, sono il manifesto del suo fallimento politico.
E’ certamente fondamentale essere persone oneste e sensibili, ma quello che conta in politica è saper fare delle scelte che servono in questo caso alle Professioni, al Paese e ai Cittadini.
Se poi è addirittura il Parlamento che, visti gli impegni presi con gli elettori, all’unanimità, ha chiesto per ben due volte, a questo Esecutivo, di attuare la delega prevista dalla legge 43/06 sugli Ordini per le Professioni Sanitarie, non ci sono più scuse!
In politica contano i fatti!
Questa solo l'ultima delle lettere, a cui vanno aggiunte quelle dei sindacati, che l'Aifi ha inviato al Consiglio dei Ministri con il seguente contenuto:
"Il 4 marzo è il termine ultimo per l'approvazione della delega per l'istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, che per la seconda volta il Parlamento Vi ha affidato.
Sulle motivazioni che ci spingono a chiedere la sua attuazione Vi abbiamo già informato, con la nota unitaria del 4 febbraio u.s.
Per quanto ci riguarda in questi mesi abbiamo sempre collaborato lealmente e costruttivamente.
Ora la responsabilità dell'attuazione o dell'affossamento del provvedimento è solo nelle Vostre mani.
Quindi, a questo punto, contano solo i fatti."
24/02/2008
Roma, 22 feb. (Adnkronos Salute) - Segnali positivi per il rinnovo del contratto di lavoro del comparto sanità. Al termine della riunione di oggi all'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), i sindacati di categoria hanno infatti 'incassato' la garanzia di un aumento, sulla parte fissa dellaretribuzione, pari a 103 euro mensili. Un passo avanti decisivo in direzione di una felice chiusura della trattativa. "Adesso - sottolinea in una nota Carlo Fiordaliso, segretario generale Uil Fpl - abbiamo chiesto di stringere i tempi per arrivare entro la fine del mese a sottoscrivere l'accordo sulla parte economicaper dare subito gli aumenti attesi da 26 mesi e di proseguire poi, senza interruzione, la trattativa sulla parte normativa e sugli incrementi del biennio 2008-2009. Aumenti - aggiunge - che dovranno rispondere agli effetti dell'inflazione e quindi a un reale recupero dei salari, falcidiati dall'aumento dei prezzi e delle tariffe". Dello stesso avviso anche Rossana Dettori, segretaria nazionale FP Cgil, secondo cui la tutela del potere d'acquisto dei salari "è il primo obbiettivo al quale il contratto deve saper rispondere". La parte economica non è però l'unica materia sotto osservazione dei sindacati. C'è infatti molto da lavorare anche sulla parte strettamente normativa. "La Cgil - sottolinea la Dettori - non intendesacrificare per troppo tempo le numerose rivendicazioni contenute nella piattaforma unitaria approvata dai lavoratori della sanità, e chiede sin d'ora l'apertura di un'apposita sessione straordinaria da legare al rinnovo del contratto per gli anni 2008-2009".
AdnKronos Salute

22/02/2008 22 Feb.
Sono 13mila comunitari e 7mila extracomunitari gli oltre 20mila infermieri che giornalmente lavorano nei nostri ospedali. E' quanto risulta da una inchiesta effettuata dal mensile gesuita "Popoli" che parla di una vera e propria "trasfusione dal Sud" degli infermieri stranieri.
Cifre importanti e anche in continua crescita, tutelate anche dalla legge Bossi-Fini, che prevede una corsia preferenziale proprio per gli infermieri, inseriti in una categoria privilegiata di stranieri classificati 'fuori-quota', come i calciatori.
L'Organizzazione mondiale della sanità stima, come garanzia per il funzionamento dei sistemi sanitari nazionali, il minimo di 100 infermieri ogni 100mila abitanti e l'Italia è tra i Paesi che richiedono al Sud del mondo schiere di personale sanitario specializzato.
In pochi anni nel nostro paese si sono 'travasati' 20mila infermieri, suddivisi in 13mila comunitari o neo-comunitari (romeni e polacchi compresi) e circa 7mila extracomunitari.
Sono più numerosi nelle regioni del Nord rispetto a quelle del Sud e a volte raggiungono quote importanti: a Trieste il 10% degli infermieri sono di nazionalità slovena, o in grandi strutture private, come nell'ospedale San Raffaele di Milano, che conta il 18% di infermieri non italiani.(mps)
il Mattino di Napoli 20/02/2008
Operatori precari dell’azienda sanitaria Napoli 5 incontrano l’assessore regionale alla sanità Angelo Montemarano. È previsto alle 10 di oggi nella sala giunta regionale, l’incontro tra l’amministratore e una delegazione di precari che da mesi attendono un chiarimento sulla stabilizzazione. In particolare, i rappresentanti di infermieri, medici e operatori della sanità locale, intendono denunciare all’assessore le inesattezze contenute nella circolare e nello schema di domanda che gli uffici dello stesso assessorato hanno emanato a seguito dell'approvazione della normativa per la stabilizzazione del personale precario, in vigore dal 4 febbraio. «Alle giuste aspettative di un gran numero di operatori del comparto sanità, riconosciute dalle vigenti leggi dello stato in materia di superamento del precariato, – scrivono i precari in un documento – si riscontra, ancora una volta, la superficialità delle istituzioni regionali in merito ad una questione che sta determinando discriminazioni in un settore largamente precarizzato».
Chiedere Scusa é poco!
Giovani medici festeggiano con infermiera sexy:
Si è trattato solo di uno scherzo? Intanto, Fabio Castellan, presidente del Collegio Ipasvi della provincia di Padova, ha telefonato all'Ordine dei medici per denunciare l’accaduto. E questo si è rivolto direttamente al responsabile dei medici specializzandi, Domenico Montemurro, che ha formulato pubbliche scuse.Ma cos’è successo? In breve: alcuni medici dell'ospedale di Padova per festeggiare il nuovo contratto hanno voluto dare una festa in discoteca, scegliendo uno slogan azzardato: “Cerca le infermiere sexy”, con tanto di foto, sulla locandina, di una bella infermiera mezza nuda.Come l’hanno presa i diretti interessati? Non bene, ovviamente. Tra i molti che hanno protestato anche Luigino Schiavon, presidente del Collegio Ipasvi di Venezia, il Coordinamento infermiere della Uil di Padova, la Cisl e la Cgil. Ed è sceso in campo a difendere la dignità delle infermiere anche l'Assessorato provinciale ai Servizi sociali. Le locandine, che erano state affisse ovunque tra Policlinico e Monoblocco, sono state rimosse, però la festa si è svolta comunque. Ma considerare le infermiere come delle cubiste può costare un esposto: cosa che è accaduta, visto che l'Ipasvi di Padova ne ha già presentato uno contro gli organizzatori, inviando la lettera direttamente al presidente dell'Ordine dei medici. L'esposto si chiude con questa frase: “Il Collegio infermieri rimane indignato del fatto che dei medici insultino la professione nel suo insieme, rischiando di pregiudicare i positivi rapporti che intercorrono tra questo Collegio e l'Ordine dei medici”.L'Ordine, a sua volta, ha risposto con una lettera di scuse in cui viene spiegato che non si voleva offendere nessuno e si chiede che vengano accettate le sentite scuse di chi ha capito di aver commesso un errore, ribadendo il profondo rispetto per il lavoro svolto da una professione - quella degli infermieri, appunto - con cui tutti i giorni i medici lavorano fianco a fianco. Basterà? Alle infermiere, comunque la faccenda proprio non va giù. Aspettano da tempo il rinnovo del contratto, sono costrette a fare i salti mortali per coprire tutti i turni (data la mancanza di personale): vedersi in bella, e succinta, mostra è davvero troppo!
Oltre 360mila operatori sanitari, circa 30mila stranieri, e un aumento del 7% delle domande per accedere ai corsi universitari dopo la campagna di informazione per i giovani messa in campo dall'Ipasvi insieme al ministero della Salute. È questa, la fotografia dell'offerta assistenziale in Italia che, con 5,4 infermieri ogni mille abitanti, resta molto lontana dalla media del 6,9 per cento determinata dall'Ocse per la regione europea. “La campagna di promozione della figura dell'infermiere ha colto nel segno - spiega Annalisa Silvestro, presidente della Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi -. Ma per raggiungere buoni livelli di assistenza, soprattutto quella domiciliare, dovremmo aumentare gli organici di almeno cinquantamila infermieri”. In cima alla lista delle Regioni virtuose, il Friuli, l'Emilia-Romagna e la Toscana, mentre: “le difficoltà maggiori - sottolinea Silvestro - le riscontriamo quando si scende al Sud. Serve una riflessione seria perché, con il calo del numero di infermieri, non viene meno solo la qualità dell'assistenza, ma aumenta anche il rischio di errori”.
Seconda edizione per il concorso provinciale per la ricerca infermieristica “Fulvia Bucci”: La consulenza infermieristica: metodologia innovativa nel lavoro in équipe.Il Collegio Ipasvi di Imperia intende così promuovere e sostenere la ricerca nel settore, conscio dell’importanza che essa riveste per effettuare interventi assistenziali di documentata efficacia. Un premio, quindi, in memoria di una collega. Per parteciparvi è necessario: essere professionisti iscritti al Collegio Ipasvi di Imperia; essere studenti del terzo anno del Corso di laurea in Infermieristica del polo universitario imperiese e presentare un elaborato inedito e che rispetti la metodologia scientifica.La documentazione (il testo, scritto in word office, carattere: “Times New Roman” 12, formato A4, di massimo 30 pagine, compresi grafici e tabelle) dovrà essere consegnata, in copia cartacea e supporto magnetico, entro il 5 maggio 2008, presso la sede del Collegio Ipasvi della città ligure.Al miglior elaborato andranno 1.000 euro, che saranno consegnati in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere 2008, quando l’Autore potrà anche illustrare il suo report di ricerca.Il lavoro dovrà essere corredato da una scheda coi dati anagrafici e da una domanda di ammissione: tutto disponibile presso la sede del Collegio o anche on-line, all’indirizzo:www.imperiaipasvi.it
martedì, febbraio 12
Il Collegio Ipasvi di Brescia, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, indice un concorso nazionale di Ricerca infermieristica. Argomento della prima edizione è: Case management quale modalità organizzativa per la presa in carico e l’integrazione professionale.Lo scritto, inedito e corredato da una domanda di partecipazione in carta semplice (che include: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico e Albo a cui si è iscritti) dovrà essere consegnato entro le ore 12 del 31 marzo 2008 al: Presidente del Collegio Ipasvi di Bresciavia Moretto 42/a25122- BresciaAl concorso possono partecipare tutti gli iscritti agli Albi dei Collegi provinciali Ipasvi d’Italia, da singoli o in gruppo. I testi dovranno essere su carta A4, unica facciata, doppia spaziatura, pagine numerate, per un massimo di 50 cartelle di 30 righe per pagina, carattere Arial, corpo 12. Sì a figure e tabelle, purché chiare e corredate di didascalie. Inoltre, l’elaborato va completato con un riassunto in italiano e in inglese, di massimo 250 parole e presentato su cd, con 3 copie cartacee in allegato.La commissione giudicatrice individuerà due vincitori: al primo, andranno 1500 euro; al secondo, 500 euro. La cerimonia di premiazione sarà effettuata durante la Giornata internazionale dell’Infermiere, che si svolgerà a Brescia il 10 maggio prossimo. Il modulo di iscrizione può essere scaricato dal sito: www.ipasvibs.it
Questa è una Vergogna!
2 Anni - 44 Giorni
© ADUC.it - Pubblicata il 12/02/2008
E' stata presentata oggi una prima bozza per la revisione del codice deontologico degli infermieri, lo ha fatto il presidente della federazione nazionale dei Collegi Ipasvi (Federazione nazionale collegi infermieri), ciò che colpisce e' l'introduzione dell'obiezione di coscienza sui cosiddetti temi etici e il no all'eutanasia («l'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito«).
Colpisce perché e' in intervento a gamba tesa per affermare la loro voglia di essere una corporazione e, di conseguenza, dettare legge li' anche dove la legge (quella vera) non si esprime o dice il contrario.
Se parlano di obiezione di coscienza sui temi cosiddetti etici (che sono quelli più conosciuti come diritti civili degli individui), se questa obiezione non e' prevista dalla legge loro non possono praticarla, altrimenti commetterebbero il reato di omissione di soccorso. Per l'eutanasia, siccome questa e' una pratica che oggi e' vietata per legge, che bisogno c'e' di specificare la loro indisponibilità' a praticarla? O forse potrebbero dare la disponibilità ad assecondare le richieste dei pazienti nonostante il «niet» della legge? Non crediamo proprio. E' evidente che, con la scusa del codice deontologico, vogliono solo affermare la loro disponibilità' ad agire in una sorta di extraterritorialità legislativa, cercando protezione e consenso dai vari alfieri delle brutalità sanitarie imposte.Questo e' il nostro contributo alla loro bozza di revisione del codice deontologico.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
- Traduttore - in tutte le lingue del mondo
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