Il Collegio Ipasvi di Brescia, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, indice un concorso nazionale di Ricerca infermieristica. Argomento della prima edizione è: Case management quale modalità organizzativa per la presa in carico e l’integrazione professionale.Lo scritto, inedito e corredato da una domanda di partecipazione in carta semplice (che include: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico e Albo a cui si è iscritti) dovrà essere consegnato entro le ore 12 del 31 marzo 2008 al: Presidente del Collegio Ipasvi di Bresciavia Moretto 42/a25122- BresciaAl concorso possono partecipare tutti gli iscritti agli Albi dei Collegi provinciali Ipasvi d’Italia, da singoli o in gruppo. I testi dovranno essere su carta A4, unica facciata, doppia spaziatura, pagine numerate, per un massimo di 50 cartelle di 30 righe per pagina, carattere Arial, corpo 12. Sì a figure e tabelle, purché chiare e corredate di didascalie. Inoltre, l’elaborato va completato con un riassunto in italiano e in inglese, di massimo 250 parole e presentato su cd, con 3 copie cartacee in allegato.La commissione giudicatrice individuerà due vincitori: al primo, andranno 1500 euro; al secondo, 500 euro. La cerimonia di premiazione sarà effettuata durante la Giornata internazionale dell’Infermiere, che si svolgerà a Brescia il 10 maggio prossimo. Il modulo di iscrizione può essere scaricato dal sito: www.ipasvibs.it
La richiesta di prestazioni assistenziali di qualità e personalizzate è sempre più in aumento; si accresce pertanto anche il livello di competenza e responsabilità dell'infermiere nei confronti della persona assistita; i tempi esigono professionisti preparati, capaci di confrontarsi in équipe multidisciplinari e che sappiano dare garanzie sulle proprie azioni, in quanto consapevoli delle conseguenze che possono derivare dalle loro decisioni e dal modo di condurre gli interventi
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martedì, febbraio 12
Il Collegio Ipasvi di Brescia, in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, indice un concorso nazionale di Ricerca infermieristica. Argomento della prima edizione è: Case management quale modalità organizzativa per la presa in carico e l’integrazione professionale.Lo scritto, inedito e corredato da una domanda di partecipazione in carta semplice (che include: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapito telefonico e Albo a cui si è iscritti) dovrà essere consegnato entro le ore 12 del 31 marzo 2008 al: Presidente del Collegio Ipasvi di Bresciavia Moretto 42/a25122- BresciaAl concorso possono partecipare tutti gli iscritti agli Albi dei Collegi provinciali Ipasvi d’Italia, da singoli o in gruppo. I testi dovranno essere su carta A4, unica facciata, doppia spaziatura, pagine numerate, per un massimo di 50 cartelle di 30 righe per pagina, carattere Arial, corpo 12. Sì a figure e tabelle, purché chiare e corredate di didascalie. Inoltre, l’elaborato va completato con un riassunto in italiano e in inglese, di massimo 250 parole e presentato su cd, con 3 copie cartacee in allegato.La commissione giudicatrice individuerà due vincitori: al primo, andranno 1500 euro; al secondo, 500 euro. La cerimonia di premiazione sarà effettuata durante la Giornata internazionale dell’Infermiere, che si svolgerà a Brescia il 10 maggio prossimo. Il modulo di iscrizione può essere scaricato dal sito: www.ipasvibs.it
Questa è una Vergogna!
2 Anni - 44 Giorni
© ADUC.it - Pubblicata il 12/02/2008
E' stata presentata oggi una prima bozza per la revisione del codice deontologico degli infermieri, lo ha fatto il presidente della federazione nazionale dei Collegi Ipasvi (Federazione nazionale collegi infermieri), ciò che colpisce e' l'introduzione dell'obiezione di coscienza sui cosiddetti temi etici e il no all'eutanasia («l'infermiere non partecipa a interventi finalizzati a provocare la morte, anche se la richiesta proviene dall'assistito«).
Colpisce perché e' in intervento a gamba tesa per affermare la loro voglia di essere una corporazione e, di conseguenza, dettare legge li' anche dove la legge (quella vera) non si esprime o dice il contrario.
Se parlano di obiezione di coscienza sui temi cosiddetti etici (che sono quelli più conosciuti come diritti civili degli individui), se questa obiezione non e' prevista dalla legge loro non possono praticarla, altrimenti commetterebbero il reato di omissione di soccorso. Per l'eutanasia, siccome questa e' una pratica che oggi e' vietata per legge, che bisogno c'e' di specificare la loro indisponibilità' a praticarla? O forse potrebbero dare la disponibilità ad assecondare le richieste dei pazienti nonostante il «niet» della legge? Non crediamo proprio. E' evidente che, con la scusa del codice deontologico, vogliono solo affermare la loro disponibilità' ad agire in una sorta di extraterritorialità legislativa, cercando protezione e consenso dai vari alfieri delle brutalità sanitarie imposte.Questo e' il nostro contributo alla loro bozza di revisione del codice deontologico.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
INFERMIERI: Gran Bretagna,
Roma, 12 feb. (Adnkronos Salute) - Infermieri a scuola per esercitarsi a sorridere ai pazienti in ogni situazione, dalle più normali alle più difficili. Succede in Gran Bretagna, dove all'ospedale di Stockport stanno per partire corsi ad hoc per insegnare a chi assiste i malati a comportarsi nel migliore dei modi, dimostrando di mettere la salute e il benessere del paziente sempre al primo posto. E dunque, oltre che sfoderando espressioni gioiose, anche evitando di dire 'torno subito', se non si ha veramente intenzione di rientrare nella stanza dell'assistito dopo pochi minuti, abbassando il tono di voce nelle ore notturne per conciliare il riposo dei malati e non parlando dei propri fatti personali durante i turni. L'iniziativa non ha mancato di provocare critiche - riporta il tabloid britannico 'Daily Mail' - soprattutto fra i diretti interessati, mentre le associazioni di pazienti hanno accolto l'idea con entusiasmo: "gli infermieri lavorano duro, questo è certo - dice Michael Summers della Patients' Association - ma rischiano a volte di perdere il 'tatto' necessario per trattare con i malati". Per il RoyalCollege of Nurse, invece, "dire che gli infermieri non sorridono abbastanza - sottolinea Alison Kitson, una portavoce - è un argomento offensivo e che esula assolutamente dalla realtà dei problemi dell'assistenza sanitaria di oggi".
AdnKronos Salute
lunedì, febbraio 4
Diritto al riposo,verrà confermata la norma prevista in Finanziaria?
Se il decreto "milleproroghe", attualmente bloccato per l'intervenuta crisi di Governo, sarà approvato senza modifiche, verrà posticipata al 1° gennaio 2009 l’applicazione del comma 85 dell’articolo 3 della legge Finanziaria 2008, che elimina il diritto al riposo di 11 ore ogni 24 per il personale sanitario del Ssn, tra cui gli infermieri.L'eventuale slittamento di un anno, previsto da uno specifico emendamento, presentato per consentire la correzione dell'attuale norma nel rispetto delle direttive europee che tutelano il diritto al riposo.Nelle scorse settimane, le Federazione Ipasvi è intervenuta nel dibattito sul diritto al riposo con una lettera aperta al ministro della Salute e ai parlamentari italiani, esprimendo la propria contrarietà alla discriminazione contenuta nella Finanziaria a proposito del diritto al riposo. Sull’argomento, netta è stata anche la presa di posizione di numerose associazioni e sindacati infermieristici, tra cui Nursind, che ha fatto pressioni sul presidente della Camera, Fausto Bertinotti, per chiedere un intervento urgente per la soppressione del comma 85.
La crisi politica e l’ipotesi di nuove elezioni rischiano di ritardare ancora una volta l'approvazione della legge sugli Ordini professionali. Il prossimo 4 marzo, infatti, scade la delega concessa al Governo prevista dalla legge 43/2006 per l'istituzione dei nuovi Ordini e Albi delle professioni sanitarie.Il testo firmato dal ministro della Salute, che recepisce molte delle istanze presentate dalle professioni nelle scorse settimane, richiama i profili approvati tra il 1994 e il 1998, la legge 42/1999 e la 251/2000.L'articolato prevede la costituzione di tre Ordini. Nel primo confluiranno gli Albi degli infermieri e degli infermieri pediatrici. La Federazione degli Ordini delle professioni infermieristiche comprenderà oltre 380mila iscritti.. Nel secondo, alle ostetriche (che hanno già l'Albo) si affiancheranno le professioni di fisioterapista, logopedista, podologo, ortottista e assistente di oftalmologia, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista occupazionale ed educatore professionale. La Federazione degli Ordini delle ostetriche e delle professioni sanitarie della riabilitazione avrà 9 Albi e circa 98mila iscritti. Nel terzo, la Federazione delle professioni tecnico-sanitarie e della prevenzione, con 11 Albi e circa 106mila iscritti, confluiranno i tecnici di radiologia medica, i tecnici di laboratorio medico, i tecnici audioprotesisti, i tecnici audiometristi, i tecnici ortopedici, i dietisti, i tecnici di neurofisiopatologia, i tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare, gli igenisti dentali, i tecnici della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e gli assistenti sanitari.I nuovi Ordini dovranno essere provinciali, ma se il numero di iscritti sarà al di sotto delle 900 unità potranno essere interprovinciali, regionali o interregionali. Per ciascuna professione è prevista una Commissione d'Albo e nel Consiglio direttivo dovrà essere presente un rappresentante di ciascun Albo. Ogni Albo avrà anche una propria Commissione disciplinare, che vigilerà sul rispetto del Codice deontologico approvato dalle Federazioni nazionali. Lo schema di decreto legislativo, richiamando per ogni professione il relativo decreto istitutivo del profilo professionale, ribadisce che l'iscrizione all'Albo è condizione essenziale per l'esercizio dell'attività professionale
Forum Risk Management, Il ministro Nicolais:
Uso della carta vietato in sanità e in tutta la Pubblica amministrazione. Lo ha annunciato il ministro per le Riforme e l'Innovazione nella P.A, Luigi Nicolais, intervenuto questa mattina al II Forum Risk Management in corso ad Arezzo. "Nella legge che ho proposto, ora in discussione al Senato, introduciamo, primi in Europa e nel mondo, il divieto dell'uso dei documenti cartacei. Cominciamo così a dare un segnale politico forte che il Paese ha deciso di cambiare gli ‘strumenti del mestiere', di passare alla tecnologia: niente più carta per il protocollo, per il flusso documentale, la firma di un funzionario pubblico sarà valida solo se elettronica"."Non è più accettabile non stare al passo con i tempi con tutto ciò che la tecnologia ci mette ormai a disposizione. È una grande risorsa e abbiamo il dovere di utilizzarla al meglio applicandola alla gestione della Cosa pubblica. La Pubblica amministrazione si sta ‘riformando' completamente risettandosi sull'uso delle nuove tecnologie, usandole come leva. Stiamo quindi passando nel nostro Paese da un sistema "a carta e penna" a un sistema informatizzato, un passaggio che richiede una ingegnerizzazione dei processi e una riorganizzazione del lavoro. E abbiamo soprattutto necessità di accelerare questo processo e in questo senso stiamo lavorando con questa proposta di legge". L'Italia è molto attiva in questo settore applicativo dell'information technology anche a livello internazionale. "Siamo consulenti per l'Onu nell'ambito del programma di informatizzazione della Giustizia amministrativa - ha precisato il ministro."Anche sulla Carta elettronica abbiamo sviluppato un nostro modello tutto made in Italy: non conterrà nessun dato sensibile, sarà invece una chiave di accesso alle banche dati conservate dalle Pubbliche amministrazioni, che stiamo rendendo interoperanti, collegate tra loro per il trasferimento dei dati"."Del resto - ha concluso Nicolais - più si va avanti con l'uso dell'information technology in sanità, e in tutti i settori della Pubblica amministrazione, più si risparmia, questo è provato. Trasformiamo i costi da costi di spesa corrente a costi di investimento riducendo a tutti gli effetti la spesa sanitaria. Questo perché possiamo usare metodi di acquisizione informatica che ci permettono di ridurre i costi - Consib già sta lavorando molto bene in questa direzione - perché abbiamo la possibilità di essere aggiornati e competitivi, di ridurre gli sprechi. Proprio grazie a sistemi come questi esposti al Forum stiamo informatizzando la cartella clinica, la somministrazione di farmaci, riuscendo così più facilmente ad evitare errori sanitari e quindi ad evitare costi inutili. E questo vale per il sistema Italia tutto".
VENERDÌ 30 NOVEMBRE 2007 16:17 - ufficio stampa
sabato, febbraio 2
L'attuale percorso formativo per diventare infermieri e per proseguire gli studi - una volta conseguito il titolo che abilita all'esercizio professionale - si sviluppa secondo le disposizioni del decreto del ministero dell'Università del 3 novembre 1999, n. 509.Esso è articolato in più livelli. Laurea in Infermieristica (L)Ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali (180 Cfu. 1 credito = 30 ore).E' il titolo che abilita all'esercizio professionale (sostituisce i precedenti titoli di Infermiere professionale e di diploma universitario in Scienze infermieristiche).La durata accademicamente definita è di 3 anni. Laurea specialistica in Scienze infermieristiche (LS)Ha l'obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attività di elevata complessità (120 Cfu).La durata è di 2 anni. Master di primo livelloCorso di approfondimento scientifico e alta formazione permanente e ricorrente in ambiti specifici (area critica, geriatria, pediatria, salute mentale, sanità pubblica, management infermieristico ecc.), successivo al conseguimento della laurea in Infermieristica (60 Cfu). Master di secondo livelloCorsi di approfondimento scientifico e alta formazione permanente e ricorrente in ambiti specifici, successivo al conseguimento della laurea specialistica (60 Cfu). Dottorato di ricercaFornisce le competenze necessarie per esercitare, presso Università, enti pubblici o soggetti privati, attività di ricerca e di alta qualificazione. Chi ha accesso al percorso formativo post laurea di baseHanno accesso alla formazione post base tutti gli infermieri in possesso del diploma di laurea in Infermieristica, rilasciato ai sensi della normativa vigente.Ma possono accedervi anche tutti gli altri infermieri e infermieri pediatrici (ovviamente in possesso del titolo di scuola secondaria superiore) grazie alla legge n. 1 del 2002 che ha reso validi i precedenti diplomi anche al fine del proseguimento degli studi. I precedenti diplomi erano comunque conseguiti in ottemperanza a precise direttive europee (Accordo di Strasburgo del 1967: 4600 ore di formazione) e davano e danno titolo all'esercizio professionale infermieristico in tutta l'Unione Europea.
Laurea in Infermieristica 3 anni
Dottorato di ricerca 3 anni
mercoledì, gennaio 30
IL DIRITTO AL RIPOSO NON SI CANCELLA!
COMUNICATO STAMPA
Abrogare la norma della Finanziaria che cancella le 11 ore di riposo per gli operatori sanitari. È quanto chiede la Federazione Nazionale Collegi Infermieri alle Istituzioni nazionali e locali
La Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri esprime la più ferma contrarietà per la norma della Finanziaria 2008 che cancella il diritto degli operatori sanitari alle 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore. La Federazione, in una lettera inviata oggi a tutte le Istituzioni nazionali e locali, ritiene che tale scelta leda il diritto dei lavoratori della sanità alla tutela della propria integrità psico-fisica e quello dei cittadini alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza. Chiede quindi il rapido superamento di una norma lesiva della dignità e della salute dei professionisti che rappresenta.
La Federazione Nazionale dei Collegi Infermieri ricorda che nell’anno 2003, con l’approvazione del D.Lgs 8 aprile n. 66, veniva finalmente recepito anche nel nostro Paese quanto contenuto nelle Direttive europee 93/104/C.E. e 2000/34/C.E. che tendono a dare un assetto organico e definitivo dell’orario con l’obiettivo di fornire prescrizioni minime di miglioramento dell’organizzazione del lavoro per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori.
La Finanziaria 2008 ritiene, invece, che alcune delle tutele relative all’organizzazione del lavoro contenute in quelle direttive valide in tutta Europa non sono applicabili al personale del SSN, in particolare la norma che garantisce durante la giornata un periodo di riposo continuativo minimo di 11 ore (articolo 7 del D.Lgs 66/2003).
“Evidentemente – ribadisce la Presidente dei Collegi IPASVI, Annalisa Silvestro – i rischi per la salute delle persone sono secondari di fronte all’imperativo di contenere i bilanci e di continuare a risparmiare sul personale, soprattutto infermieristico, che massicciamente opera sulle 24 ore con ritmi ed orari di lavoro da più parti definiti “massacranti”.
A questo punto, secondo gli Infermieri, appaiono davvero prive di significato le firme apposte dal Governo italiano sul Trattato di Lisbona, sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e sulla recente dichiarazione congiunta “La salute in tutte le politiche”, che richiamano in più punti il diritto alla protezione della salute umana attraverso la fissazione di norme elevate di qualità e sicurezza e il diritto di ogni lavoratore ad avere una limitazione della durata massima del lavoro e a periodi di riposo giornalieri e settimanali (Carta dei Diritti dell’U.E., art. 31, comma 2).
Roma, 14 gennaio 2008
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